COM 1.1: DESCRIZIONE LINEA D’AZIONE COMUNI PRIMA PARTE

COM 1.1: DESCRIZIONE LINEA D’AZIONE COMUNI, PRIMA PARTE

A. TROVARSI

Il ruolo dei Sindaci è centrale nell’attuazione della Legge 119 per svariati ordini di motivi (COM.1.2).

Per questo è utile che i genitori si raggruppino da subito per Comune e cerchino di capire il prima possibile come approcciare il Sindaco in modo che sostenga il gruppo di genitori.

Se il Sindaco vi sostiene allora le cose si mettono molto bene. Se così non è esistono altri due casi: che qualche gruppo o singolo consigliere di minoranza vi supporti, facendo della questione un tema di politica locale, e infine che non riusciate a farvi sostenere da nessuno. Anche in quest’ultimo caso sono previste comunque alcune azioni che richiamano il Sindaco alle sue responsabilità, che sono come detto importanti in questo caso. È possibile ottenere alcuni risultati importanti anche in quest’ultimo caso: certamente per voi servirà uno sforzo supplementare, ma lo vedremo con la seconda parte del kit nel prossimo futuro.

Per prima cosa quindi: trovatevi, Comune per Comune.

Ognuno cerchi nel proprio ambiente gli altri genitori per la libera scelta e li inviti nel gruppo WhatsApp dei genitori per la libera scelta del proprio Comune (è uno spunto, va bene ovviamente qualsiasi piattaforma). Utilizzate le chat WhatsApp delle classi delle scuole materne, elementari e medie, invitando i vostri colleghi genitori a contattarvi in privato: da qui li porterete nella vostra chat.

Ricordate tra di voi che ciò che comincia adesso avviene nel momento dell’iscrizione alle scuole materne (problema più urgente nella contingenza), ma che si tratta di un’intera linea d’azione che riguarda tutti i genitori per la libera scelta, indipendentemente dall’età del minore, e anzi: tutti i cittadini per la libera scelta, non solo genitori, che condividono con noi questa vera e propria battaglia per i diritti civili.

Le possibili domande …

Un genitore residente nel vostro Comune con un figlio a scuola in un altro Comune può far parte del vostro gruppo? Certo, il Sindaco è l’autorità locale a cui lui deve fare riferimento.
Un genitore non residente nel vostro Comune con un figlio iscritto ad una scuola del vostro Comune può entrare nel vostro gruppo? In generale la propagazione di questa azione potrebbe avvenire per ‘impollinazione’, per cui certamente all’inizio non siamo troppo rigidi. Tra l’altro ci saranno molti casi come persone sul punto di traslocare, ecc… Fate voi. In linea di massima comunque è certamente meglio mano a mano raggrupparsi per residenti.

Una volta che vi siete trovati nel gruppo WhatsApp fissate una data e incontratevi, il prima possibile, per discutere insieme su come procedere a partire dall’analisi del presente kit, al quale ne seguirà certamente almeno un secondo in tempi molto brevi.

B. PRIMO INCONTRO TRA DI VOI

Immaginiamo per un momento una serata di incontro fra le famiglie che si trovano accomunate da un grande obiettivo comune: la libertà di scelta, qualsiasi scelta sia …

1.

Vi conoscerete, e probabilmente comincerete a confrontarvi naturalmente su ciò che per alcuni di voi è realmente urgente, ovvero l’imminente accesso alle scuole dell’infanzia.

Ricordiamo qui alcune piccole cose.

  • Per l’anno 2017/2018 è sufficiente presentare copia della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente entro la data del 10/09. Tale richiesta non è da fare con il fac-simile della circolare del Ministero della Salute, in quanto questo ci vincolerebbe poi a presentare la documentazione entro il 10 marzo. Perché? La data del 10 marzo è unicamente relativa alla presentazione della documentazione indicata mediante autocertificazione, che non è obbligatoria (probabilmente hanno semplicemente scritto male la legge). Basta leggere l’art.5 comma 1 della Legge, è chiarissimo. Per questo motivo, se non autocertifichiamo nulla (come invece ci si impegnerebbe a fare nel fac-simile della circolare) non ci sono termini diversi da quelli previsti per gli anni scolastici successivi. E cioè la fine dell’anno scolastico, ricadendo nella casistica dell’art.3 comma 1. Questo allo stato attuale.

  • Pertanto la richiesta va scritta di proprio pugno, magari utilizzando alcuni modelli circolanti che ritenete più “garantisti” della vostra posizione di genitori responsabili (COMILVA offre alcuni di questi modelli nella sezione dedicata alla “scuola e alle comunità infantili”). Alla richiesta scritta in questo modo seguirà evidentemente il percorso di obiezione attiva.

  • Quanto sopra non vale per gli ambiti territoriali in cui sono le stesse autorità sanitarie locali a inviare questa richiesta al posto dei genitori, come ad esempio Liguria e Alto Adige (infatti né la legge né la circolare dicono chi debba essere l’autore della richiesta), restando i genitori di queste aree comunque liberi di intraprendere qualsiasi percorso.

  • Detto questo ci sarà anche chi sceglierà di non inviare niente e di iniziare a combattere da subito, consapevole di non adempiere ad un obbligo di legge.

Date un termine a questa prima fase, in modo da potere liberare la mente per affrontare il vero oggetto di questo vostro primo incontro, ovvero una linea d’azione che condurrete, chi lo vorrà, come genitori per la libera scelta nel vostro Comune.

2.

Anzitutto cerchiamo di capire tutti insieme perché siamo qui. Le azioni del presente kit (questa è solo la prima parte) sono finalizzate a:

  • Attivare un rapporto con gli amministratori del vostro Comune (Sindaco ma anche qualsiasi consigliere), garantendo la possibilità di un’assistenza ‘tecnica’ da parte vostra (nel caso del Sindaco è certamente il modo in cui spenderà meno risorse di tempo, energie e denaro pubblico);

  • Perseguire un clima all’interno del vostro Comune in cui possiate convivere pacificamente con questa legge;

  • Contrastare gli effetti antidemocratici e anticostituzionali della legge stessa a diversi livelli con metodi democratici e legali.

3.

A questo punto è utile che condividiate alcuni importanti principi di base:

  1. Voi non la pensate tutti allo stesso modo: potremo dire semplificando che esistono i no-vax, i partial vax, i si-vax “ma non così”, e persino i sì-vax … proprio così. A tutti costoro non piace questa cosa di obbligare (tra i politici, di questi, se ne contano parecchi, ma anche tra i cittadini).
    Voi avete una cosa che vi accumuna, fin dall’inizio: voi siete contro l’obbligo. Punto! Tutto il resto va in secondo piano … quanto meno al momento;

  2. Questa battaglia, per voi, sta sopra a tutte le altre per un primo motivo fondamentale: se molti di voi sono qui in realtà è perché quanto meno non sono convinti di sottoporre il proprio figlio all’intero piano di vaccinazioni previsto dalla Legge 119; questo è qualcosa che ha a che fare con la salute dei vostri figli, e in quanto tale supera qualsiasi altro ragionamento o distinzione;

  3. Stiamo parlando della salute dei vostri figli; ma stiamo parlando anche di qualcos’altro, ovvero dell’impedire qualsiasi forma di discriminazione collegata al punto precedente: noi questo lo eviteremo, ma solo attivandoci in prima persona; esiste anche questo secondo motivo a portarci qui stasera rendendo ciò che spinge più importante di qualsiasi altra considerazione;

  4. Per quanto riguarda i partiti, se c’è una cosa che hanno condiviso è il dichiarare sempre e comunque il fatto che le vaccinazioni non vanno messe in discussione in alcun modo. Non c’è alcun motivo di principio quindi per preferire un partito piuttosto che un altro sul tema strettamente vaccinale …
    Inoltre: il Sindaco non ha fatto nulla di male in questo contesto attuale …, anzi si trova esattamente come noi a dovere affrontare i problemi causati da questo provvedimento iniquo e anticostituzionale. In più, le vaccinazioni NON sono un tema di politica locale.
    Insomma, se voi vi disuniste, se ad esempio si formassero gruppi simpatizzanti per l’uno o l’altro schieramento a livello locale, ognuno di voi perderebbe moltissima, moltissima forza: ricordate SEMPRE … “dividi et impera …”;

  5. La maggior parte dei Sindaci vi aiuterà anzitutto per due motivi: il problema della legalità delle sue azioni ed il problema del consenso politico, suo o del suo gruppo.
    Su queste due leve, e non su altre, voi dovrete agire per essere efficaci; questo non significa che dovete impostare un rapporto in modo conflittuale, tutt’altro.
    Ma dovete ricordare che non è sufficiente la pacca sulla spalla in questo caso: perché dall’altra parte il Sindaco, proprio in quanto figura competente, riceverà a breve quelle stesse pressioni che sono portate all’intero apparato sanitario statale pubblico, a quello della medicina, a quello dell’istruzione, a quello della stampa, a quello della politica sovraordinata rispetto al livello comunale.

4.

A questo punto potete cominciare ad esaminare questo kit. Sarebbe cosa utile se qualcuno l’avesse già fatto in precedenza, in modo da aiutare tutti gli altri.

  • Ricordate che ognuno di questi documenti è uno spunto che potrete liberamente decidere nella vostra riunione di utilizzare o modificare. Certamente la linea va adattata a chi siete voi, a chi sapete o pensate di trovarvi di fronte, ai rapporti che già avete con i vostri interlocutori ed anche a come si evolverà il tutto.

  • Tenete conto che da un giorno all’altro potrebbero essere emessi provvedimenti regionali in grado di rendere obsolete alcune o magari molte delle azioni qui suggerite. In genere si ricordi che questo Kit è stato predisposto in data 20.08.2017. Si consiglia di controllare l’albo pretorio sul sito del Comune per verificare se siano già stati emessi provvedimenti da parte del Comune.

5.

Quali saranno i vostri primi passi?

Non diamo per scontato che il Sindaco non sia disposto ad accogliere, magari anche solo in parte, le vostre istanze, per cui il primo passo è certamente la richiesta di un incontro, richiesta che si consiglia di effettuare sia informalmente che formalmente (COM.1.6).

  • Se conoscete un consigliere di maggioranza, o di minoranza che intrattenga comunque un rapporto con il Sindaco, potete pensare se e come chiedergli di aiutarvi. Ricordate però che in ogni caso dovete puntare al rapporto diretto con il Sindaco.

  • Potete decidere di coinvolgere fin da subito anche i gruppi e i consiglieri di minoranza, spiegando però che in ogni caso il primo passaggio per voi sarà un incontro con il Sindaco, con cui cercherete evidentemente una collaborazione diretta. Stabilite fin dalla prima riunione chi, come e quando (prima o immediatamente dopo il primo incontro con il Sindaco) si occuperà di contattare anche i consiglieri di minoranza.

  • Preparerete bene l’incontro con il Sindaco, definendo una linea comune, scegliendo in quanti andare, decidendo chi parlerà, e portando in ogni caso con voi un documento da fare sottoscrivere (prima dell’incontro quindi …) a tutti i genitori per la Libera Scelta del vostro Comune (COM.1.7).

6.

Sul piano operativo:

  • per le comunicazioni con Sindaco e Comune utilizzerete una PEC, che ha persino maggior valore della posta raccomandata in quanto il destinatario non può rifiutarsi di riceverla, ma soprattutto è uno strumento che vi farà guadagnare tempo (oltre che denaro …).

  • Potrete usare quella che qualcuno di voi ha già, oppure attivarne una.

  • Ricordate sempre, ogni volta che invierete una pec in Comune, di inviare sempre, in copia conoscenza, copia anche alla email diretta del Sindaco (entrambi gli indirizzi si trovano facilmente sul sito del Comune).

  • Se invece, in un rapporto di collaborazione, il Sindaco accettasse di lavorare con file preparati da voi, allora forniteli personalmente con una chiavetta, non via email. In questo primo incontro portate con voi in chiavetta il (COM.1.8).

C. IL PRIMO INCONTRO CON IL SINDACO

L’incontro potrà essere condotto in questo modo:

1.

Chiedete COME LA PENSA il Sindaco sull’argomento. Qualche Sindaco si è già esposto a nostro favore, non è detto che non incontriamo sorprese positive; in ogni caso, tutto il terreno che già ‘cede’ in partenza verso le nostre posizioni per noi è guadagnato rispetto alle successive nostre richieste; per questo resta un buon modo per cominciare la conversazione: anzitutto siamo venuti per conoscere come la pensa lei …

2.

Spiegate il CONTESTO, che in realtà è molto articolato per un Sindaco: certamente lui riceverà da voi alcune informazioni di cui non è a conoscenza;

  • Ad aprile di quest’anno un decreto legislativo di questo medesimo governo garantisce pari opportunità di educazione e di istruzione a tutti i bambini dalla nascita fino ai 6 anni, rispettando e accogliendo le diversità di cui all’art. 3 della Costituzione;

  • Il decreto attua proprio la parte della Convenzione dei Diritti del Fanciullo che riguarda l’educazione e l’istruzione prima dell’età dell’obbligo scolastico, convenzione già ratificata con Legge dello Stato Italiano nel 1991, e legge che stabilisce altri principi più generali che devono essere rispettati;

  • C’è poi a monte di tutto un problema costituzionale per il Sindaco in prima persona, essendo state scaricate addosso a lui alcune delle più importanti criticità in questo senso;

  • Il Sindaco ha competenze di vario genere connesse alla materia, spiegate i contenuti del COM.1.2 senza consegnarlo;

  • C’è infine un problema di equità rispetto al modo in cui i contributi che tutti noi paghiamo al Comune generano servizi in maniera diseguale tra genitori di figli vaccinati e non.

3.

Spiegate che siamo attrezzati: siamo molto consapevoli di tutto quanto sopra, siamo assistiti ed abbiamo tutta l’intenzione di fare valere i nostri diritti; questo, senza evidentemente porci in contrapposizione con la persona a cui stiamo chiedendo di aiutarci, va però detto chiaro e tondo: la mancata collaborazione genererà certamente un dispendio di energie e risorse non indifferente per il nostro interlocutore (azioni seguenti), oltre al rischio concreto di trovarsi in una situazione giuridicamente complessa.

Portate con voi copie delle schede COM.1.31.41.5, che sosterranno la discussione.

4.

Consegnate la lettera dei genitori per la Libera Scelta (COM.1.7) spiegando che riassume quanto sopra e anticipa il modo in cui intendete muovervi da ora in poi. In funzione di questo vorrete capire come potrà eventualmente essere condiviso un percorso.

5.

Le azioni consigliari (interrogazioni, proposte di delibera o mozioni) potranno essere assunte da chiunque in consiglio (maggioranza o minoranza/e); abbiamo evidentemente preso contatti con il Sindaco, ma siamo comunque determinati a portare le questioni in Consiglio, ritenendo in tal modo anzitutto di tutelare come è nostro dovere i diritti dei nostri figli, ma anche di affrontare doverosamente alcuni problemi più generali che la legge 119 sta determinando e di cui siamo, per la nostra condizione, i cittadini più informati nel Comune. Non si tratta di politica, che il Sindaco non la metta su questo piano: noi faremo ovviamente tutto quanto potremo, in ogni caso.

Anche nel caso di un Sindaco collaborativo (non sappiamo in realtà quanto) è probabile che vi sarà proposto di abbandonare questo piano, perché per lui resta un fastidio: non è più solo lui l’interlocutore, ma lo diventano tutti i gruppi consigliari; a quel punto si complica la cosa, ma si complica a nostro vantaggio. Restate fermi su questo punto, ricordando che solo carta canta. Ogni azione dell’elenco portata da chiunque in Consiglio vi porta un punto in più. Ognuna di quelle azioni è un mattoncino che potrete porre nella vostra libreria e che allegherete da ora in poi alla prima occasione, scrivendo all’autorità sanitaria locale, alla scuola, o magari anche tornando in Comune. Nei diversi Comuni, essendo la materia competenza certamente anche comunale, ci saranno, in funzione di questi vostri successi, genitori in una posizione più avanzata ed altri meno.

In genere, al tentativo di risolvere la cosa con un ‘ci penso io, fidatevi’, mostratevi invece consapevoli e determinati a perseguire la vostra linea. Come detto dovrete avere stabilito certamente prima, durante la vostra prima riunione interna, una linea di condotta comune.

In funzione di quanto sopra, che posizione intende assumere il Sindaco? Possiamo lavorare insieme?

6.

In conclusione portate esplicitamente il Sindaco ad una presa di posizione: ci aiuterà?

Purtroppo non abbiamo tempo, abbiamo bisogno di una risposta urgente anzitutto per il problema dell’iscrizione alla scuola materna.

Nel caso di una risposta positiva (valutate voi con la vostra sensibilità):

  • invitate il Sindaco ad una pubblica dichiarazione di qualche genere, a qualsiasi livello (più o meno locale);

  • chiedete al Sindaco che faccia sentire la sua voce in Regione; non in modo polemico, ma per capire legittimamente cosa rispondervi (COM.1.8); se accetta consegnategli la chiavetta con il file;

  • stabilite un filo diretto: se vuole veramente aiutarvi lo farà, provate a chiedergli il suo cellulare (un referente di voi) se non ce l’avete già.

Nel caso invece chiudiate il vostro incontro senza la percezione che le cose vadano per il verso giusto ribadite che potete capire la sua posizione, ma altrettanto lui capisca la vostra: non vi fermerete, dovrà affrontare molte questioni che continuerete a porre fino alle prossime elezioni comunali.

Dite queste cose con il sorriso, senza ostilità, con un sentimento di comprensione reciproca. Il Sindaco uscirà da questo incontro con la sensazione che da qui arriveranno problemi.

In ogni caso:

  • cercate di restare in chiusura su di un piano d’azione condiviso e con una tappa successiva ben determinata;

  • comunicate che trasmetterete la lettera sottoscritta dai genitori con gli allegati in protocollo comunale.

D. DOPO IL PRIMO INCONTRO CON IL SINDACO

Dopo l’incontro consegnate in protocollo il COM.1.7 con allegati i COM.1.31.41.5, in modo che resti agli atti. Non trasmettete invece in ogni caso in protocollo i  COM.1.2 e COM.1.8.

In conclusione all’incontro con il Sindaco vi sarete fatti un’idea di massima sul suo orientamento.

A questo punto, indipendentemente dalla posizione del Sindaco, cercate di instaurare un rapporto anche con i diversi gruppi/consiglieri di minoranza, che spesso sono i primi a scrivere che sono disponibili a “portare le istanze dei cittadini in Consiglio”.

Potete contattarli personalmente o potete scrivere un’email. Di persona spiegherete, dopo aver raccontato bene le puntate precedenti, che avrete presto dei fac-simile di azioni consigliari che proporrete prima al Sindaco, ma che se non assunti dal Sindaco proporrete a loro.

Da qui si aprono per voi i seguenti tre ordini di percorso:

  • ITER 1: SINDACO RESPONSABILE

  • ITER 2: SINDACO NON RESPONSABILE MA CONSIGLIERE RESPONSABILE

  • ITER 3: NÉ SINDACO NÉ NESSUN CONSIGLIERE RESPONSABILE

Parliamo di ordini di percorso perché un Sindaco potrebbe essere collaborativo ma fino a un certo punto, accogliendo alcune ma non altre azioni, e così vale per gli iter 2 e 3. Inoltre il Consigliere responsabile potrebbe essere di maggioranza, e non di minoranza, per cui agire all’interno del suo gruppo. Ogni Comune farà certamente Repubblica a sé.

Arrivati a questo punto riceverete il kit successivo con la seconda parte del materiale e la descrizione sulla modalità di procedere, farete un nuovo incontro tra di voi e andrete avanti.

Se avessimo dovuto avere tutto il materiale pronto prima di consentirvi di partire avremmo perso troppo tempo, ma ci stiamo lavorando e sarà pronto a giorni.

In bocca al lupo!