COM 1.2: SCHEDA A. IL RUOLO DEL SINDACO E DEL COMUNE

COM 1.2: SCHEDA A. IL RUOLO DEL SINDACO E DEL COMUNE

Il ruolo dei Sindaci è centrale nell’attuazione della Legge 119 per svariati ordini di motivi (COM.1.2).

In premessa una considerazione fondamentale

Il Sindaco, a differenza di un parlamentare, è molto vicino ai suoi cittadini.

Possono venire a bussare alla sua porta in ogni momento, creargli problemi di qualsiasi genere che lui non vedrà l’ora di scrollarsi di dosso avendone mille altri da risolvere.

In più ogni cittadino, in un contesto “ristretto” come quello comunale, può influenzare le dinamiche del consenso, e di questo il Sindaco è consapevole. Ciò è tanto più vero quanto più piccola è la popolazione del Comune, e in Italia abbiamo moltissimi Comuni di ridotte dimensioni, e nessuna grande città.

Ovviamente se è un gruppo di cittadini e non un singolo cittadino ad agire, allora tutte le dinamiche sopra accennate crescono di importanza.

In genere l’atteggiamento di qualsiasi buon Sindaco, non perchè sia buono, ma perchè ha imparato facendo di necessità virtù, è un atteggiamento di ascolto finalizzato a trovare una soluzione per i suoi concittadini (ed elettori).

Se l’approccio è da parte vostra collaborativo sarà spesso sufficiente mettere in chiaro da subito che siete preparati, che sapete che lui può fare molte cose in vostro favore, che non vi basteranno le parole ma volete vedere i fatti, che avete una linea d’azione precisa che chiedete venga adottata.

Il Sindaco dovrà schierarsi senza girare troppo intorno alla cosa, e più spesso di quello che si potrebbe pensare sarà posto nella condizione di fare alcune concessioni.

Sta certamente molto a voi, essendo più facile se sarete in tanti ma assolutamente possibile anche se sarete pochi. Detto questo, il Comune ed il Sindaco hanno un ruolo centrale nell’applicazione della Legge 119, per la seguente serie di motivi.

1.

Anzitutto il Sindaco (con ordinanza o attraverso Delibera di Giunta) ed il Consiglio Comunale sono autorità pubbliche, evidentemente chiamate a deliberare in conformità alla Costituzione ed alle singole leggi.

Di più: tutta l’azione amministrativa dovrà essere improntata alla conformità con i principi generali enunciati nella Costituzione. Gli amministratori dovranno pertanto anzitutto agire secondo “ragionevolezza” ancorata al principio “dell’uguaglianza”, evitando discriminazioni e garantendo equità tra i cittadini residenti nel proprio Comune.

Qualsiasi iniziativa portata in Consiglio dovrà essere votata dai Consiglieri secondo quanto sopra, e il mancato rispetto di ciò diventa atto impugnabile da qualsiasi cittadino.

2.

Con la riforma del titolo V della Costituzione (Legge Cost. 3/2001 – Bassanini) si è data piena attuazione all’art.5 della Costituzione stessa, riconoscendo le autonomie locali quali esponenziali preesistenti alla formazione della Repubblica.

L’azione di governo DEVE in linea di massima svolgersi a livello inferiore e quanto più vicino ai cittadini, su rispettivi ambiti di competenza.

I Comuni hanno autonomia, tra gli altri ambiti, a livello “amministrativo”, termine molto ampio che consente di deliberare in numerose materie, ma anche autonomia “statutaria e organizzativa”, motivo per cui esiste una vasta normativa comunale (regolamenti…), a valle e armonizzata con le norme sovraordinate (regionali, statali, ecc. …). Infine hanno autonomia “impositiva e finanziaria”: decide ad esempio del contributo che voi genitori pagate per ricevere servizi quali la scuola materna.

3.

Le scuole dell’infanzia in Italia sono in alcuni casi di proprietà del Comune (con gestione statale o comunale), negli altri sono proprietà di soggetti privati che si relazionano con il Comune ricevendo da esso sovvenzioni. Si tratta pertanto di strutture in cui o è evidente la competenza comunale o è comunque fondamentale il rapporto con il Comune.

L’effetto più importante della legge 119 è certamente l’esclusione dei bambini non in regola con le vaccinazioni obbligatorie dagli asili nido e scuole dell’infanzia (fascia 0/6). Il diritto all’istruzione nella scuola dell’obbligo non è toccato, cosa che avrebbe certamente fatto cassare la legge per incostituzionalità, ed il problema è in gran parte scaricato su chi gestisce le scuole dell’infanzia, appunto cosa di cui i Sindaci direttamente o indirettamente si occupano.

Nel caso di scuole private il rapporto con il Comune è di carattere economico (aspetto non secondario), relativamente alla sovvenzione costituita solitamente da una quota/bambino. Il ruolo del Comune nella trattazione della materia resta certamente non marginale, per quanto non vi sia una competenza diretta.

Nel caso invece di una scuola dell’infanzia con gestione comunale il problema è diretto.

In tutti i casi non esiste solo una nuova Legge, la 119 appunto, che il Sindaco deve imparare a maneggiare. Ne esiste un’altra, approvata poco prima di questa, che riguarda il diritto dei vostri figli all’istruzione ed educazione tra i 0 e i 6 anni. È un decreto legislativo del Presidente della Repubblica, e dovrà essere da subito applicato al pari della Legge 119.

4.

Il Sindaco in particolare ha funzioni specifiche rispetto all’ambito sanitario, in determinate situazioni superiore a qualunque altra autorità sul territorio comunale in materia di ‘sicurezza’, ‘igiene’ e ‘sanità’.

Ai sensi dell’art. 50 del D.Lgs.267/2000 il Sindaco “adotta le ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale”. Il medesimo concetto in cui il Sindaco è autorità sanitaria locale era già espresso nell’art.32 della Legge 833/1978 e nell’art.117 del D.lgs. 112/1998.

La circolare del Ministero della Sanità che attua la Legge 119 si occupa di questo aspetto, perimetrando la casistica in cui il Sindaco può adottare tali ordinanze contingibili e urgenti: lo fa con una forzatura illegittima, in quanto una circolare non ha la forza di una legge, a cui il Sindaco è anzitutto soggetto.

Quali sono quindi i presupposti di legge per potere adottare le ordinanze contingibili ed urgenti?

Bisogna trovarsi in situazioni:

  • di pericolo effettivo, costituenti concreta minaccia per la pubblica incolumità, suffragando la sussistenza di questa condizione con istruttoria adeguata e congrua motivazione;

  • non “tipizzate”, per le quali sia impossibile utilizzare i normali mezzi apprestati dall’ordinamento giuridico; non devono cioè essere adottabili rimedi amministrativi di carattere ordinario.

Riferimenti:

  • Consiglio di Stato, Sezione 5, Sentenza 25 maggio 2012, n. 3077

  • Consiglio di Stato, Sezione 5, Sentenza 20 febbraio 2012, n. 904

Esistono situazioni conseguenti all’entrata in vigore della Legge 119 che prefigurano la possibilità di un Sindaco di emanare Ordinanze contingibili e urgenti? Certamente sì: il mancato rispetto della quarantena per chi fa il vaccino della varicella in forma monovalente o all’interno di un polivalente (è indicata nelle schede tecniche e nei bugiardini) determina un pericolo per immunodepressi e donne incinta (es. insegnanti), discorso importante su cui approfondiremo adeguatamente.

Diversi vaccini hanno carattere sperimentale relativamente a fasce d’età per cui invece sono diventati obbligatori.

5.

Per quanto non sia ancora chiaro, stando allo storico il Sindaco è spesso coinvolto nella fase attuativa sulle modalità di rispetto del provvedimento. In passato, almeno in Veneto, al Sindaco si faceva ricorso, il Sindaco in seguito decideva e poi emanava ordinanza di ingiunzione, essendo responsabile della sua attuazione.

Sempre per restare nella Regione Veneto, il Sindaco è l’Autorità Sanitaria Locale delegata dalla Regione ad assumere la decisione di allontanare il bambino dalla struttura o di non ammetterlo alla frequenza (numero massimo bambini non vaccinati per classe) per la DGR Veneto n.1935 del 29.11.2016 (misure straordinarie per il recupero delle coperture vaccinali), che vediamo che fine farà.

Senza andare troppo nel dettaglio, oltre a giudice di pace e TAR, il Sindaco potrebbe essere competente per una serie di funzioni che potrebbe andare dall’onere legale dell’esclusione dalla scuola materna, alla valutazione di eventuali ricorsi, alla attuazione della fase sanzionatoria.