COM 2.1 – Descrizione Linea d’Azione Comuni – seconda parte

COM 2.1 DESCRIZIONE
“LINEA D’AZIONE COMUNI – SECONDA PARTE”

A. LA PROPOSTA DELLE AZIONI CONSILIARI

Per portare le vostre azioni in Consiglio avete bisogno di un veicolo, che può essere il Sindaco stesso (sarebbe ovviamente la cosa migliore, ma non capiterà di frequente) o un qualsiasi Consigliere comunale, di maggioranza o di minoranza (sarà il caso più frequente).

Come anticipato nella prima parte le azioni dovranno essere in ogni caso prima proposte al Sindaco (ricordate che con lui avrete ancora a che fare più volte più avanti per questa vicenda). Servirà quindi un secondo incontro, e questa volta vedete voi se procedere come nel primo caso, ovvero portando la vostra “massa” nel Palazzo comunale oppure inviando una delegazione che magari ha già imbastito un rapporto con il primo cittadino.

Valutate voi questa volta se far sottoscrivere un documento da tutti o meno come per il primo incontro.

Nel documento COM.2.2 trovate comunque il fac-simile della richiesta / conferma di appuntamento, da utilizzare qualora eventuali tentativi di ottenere un incontro in modo meno formale si rivelassero infruttuosi.

L’approccio con il Sindaco riprenderà le fila del discorso da dove è stato lasciato. Vi ha aiutato (veramente) fino ad oggi? Ringraziatelo.

Se al contrario non ha dato seguito alle sue promesse ovvero è stato restio ad assumersi un qualsiasi livello di responsabilità, guidatelo verso un ascolto da persona a persona e rammentategli le sue responsabilità nei vostri confronti, sempre con garbo e dando prova di civiltà noi in primis. Sempre col sorriso ovviamente, ma senza mollare l’obiettivo.

Non vi è ancora venuto incontro con aperte dichiarazioni? Rispettate le differenze, apprezzate anzi la chiarezza delle posizioni, chiedendo ovviamente altrettanto rispetto.

Al Sindaco andrà spiegato che questo è il momento che avevate anticipato, in cui siete determinati a portare per la prima volta i problemi connessi all’attuazione della Legge 119 in Consiglio. Non sarà l’ultima.

Avrete letto e studiato le azioni prima, e le guarderete insieme. Ovviamente avrete deciso prima se modificarle o integrarle in funzione di ciò che ritenete utile o di situazioni specifiche verificatesi nel vostro Comune. Gli / le chiederete di sbilanciarsi. Fate capire con eleganza che rappresentate una “fetta” della popolazione, molto determinata ed organizzata, e che fate parte di una rete nazionale strutturata: pertanto vi rapportate sì con grande rispetto e toni pacati, ma diversamente da Oliver Twist non vi fate remore a “domandare un’altra porzione”. Vi rivolgete a tutte le istituzioni e curate i rapporti con la stampa.

Ricorderete che – nulla di personale e nulla di politico – voi farete appello a tutti i consiglieri comunali, perché credete fermamente nella giustizia e nella necessità della vostra battaglia.

Ci proverete, ci avrete provato: lo ritenete un vostro dovere di cittadini responsabili.

Indipendentemente dall’esito di questo nuovo incontro scrivete a tutti i consiglieri (fac-simile sempre dentro al documento COM.2.2). Dovreste trovare un loro contatto email sul sito del Comune, nella sezione del Consiglio Comunale. Più amministratori abbiamo dalla nostra parte, anche da parte di diversi schieramenti, e meglio sarà per noi.

Se il Sindaco avrà accettato la vostra proposta, accordatevi chiedendo quale sarà il consigliere di maggioranza a cui dovrete affidare le interrogazioni. Chiedete un contatto anche con lui. Se un Sindaco collabora, le interrogazioni restano importanti, sono l’occasione per mettere agli atti alcune parole che serviranno in seguito, sono pietre angolari della costruzione che seguirà.

Ovviamente, se è la stessa maggioranza a portare in Consiglio le azioni COM. 2.5, COM.2.6 e COM.2.7, le stesse saranno Proposte di Delibera e non Mozioni. Le mozioni sono le azioni della minoranza. Chiederete di poter seguire la fase di verifica delle Proposte di Delibera con il Segretario, insieme al Sindaco stesso o a un suo consigliere che delegherà, in modo da essere certi che non vengano stravolte o svuotate.

Se il Sindaco invece non accetta di portare le vostre istanze in Consiglio, allora concentrerete i vostri sforzi nel trovare almeno un consigliere responsabile.

Avrete già scritto loro, ma dovrete cercare di contattarli personalmente, chiedendo un incontro. Almeno con alcuni potrà essere più semplice che con il Sindaco.

Spiegherete tutto dall’inizio. Mostrerete e illustrerete la lettera che avete inviato al Sindaco la prima volta, gli allegati, lascerete copia di tutto.

Porterete poi evidentemente le proposte di azioni consiliari di questa seconda parte del Kit, ovviamente a valle degli accordi che avrete eventualmente assunto con il Sindaco.

Capirete chi è disposto non ad aiutarvi, ma ad assumersi semplicemente la responsabilità del suo ruolo. Ricordate che – esattamente come il Sindaco – anche ogni Consigliere ha il dovere, per il mandato che gli è stato affidato, di dare ascolto e poi seguito alle vostre richieste in quanto motivate e ragionevoli e di contenuto significativo per la vita dei cittadini, pochi o tanti che siano.

Trovato un consigliere non vi fermate, ma cercatene altri. Non importa se ha idee politiche opposte alle vostre. Non importa se fino a questo momento avete una non buona opinione di lui: gli darete l’occasione di dimostrarsi degno del proprio ruolo, dandovi ascolto e aprendosi alla possibilità di portare la questione in Consiglio Comunale.

Se le vostre azioni saranno portate in Consiglio – scriviamo cosa ovvia – a quel Consiglio dovrete presenziare, fare “massa”, partecipare in quanti più possibile. Gli amministratori sentiranno la vostra presenza, sentiranno il vostro giudizio sulle loro parole, e in qualche modo avrete lo stesso ruolo degli spettatori di un match sportivo, anche se sarete silenziosi. Fate che i vostri giochino in casa. Potrete valutare anche di condurre con voi i vostri bambini, poiché di loro si sta parlando ed è un potente richiamo per i Consiglieri e la Giunta poterli guardare negli occhi.

B. CRESCERE

C’è il caso che non siate riusciti a coinvolgere né il Sindaco né alcun Consigliere comunale: in questo caso in effetti non vi trovate esattamente nella situazione ideale.

Questo capitolo è scritto pensando direttamente al vostro caso, ma in realtà è importante per tutti.

Nessuno in Comune ci ascolta: cosa fare? Anzitutto prendiamo atto della situazione. Ci è toccato un pezzetto di territorio più difficile. Ok, vorrà dire che saremo ancora più determinati degli altri. In realtà fortunatamente questa è una guerra bianca: noi rischiamo fino a un certo punto, ma certamente abbiamo un compito meno semplice, e quindi più impegnativo.

Quale? Il nostro primo compito è trovare il modo di ‘fare cultura’. Dobbiamo essere capaci di spiegarci, dobbiamo trovare il modo di informare.

Lo ribadiamo ancora: stiamo all’essenziale. Stiamo sul piano dei Diritti. Argomentiamo per quel che basta a poter sgombrare il campo: non ci sono epidemie. Non c’è emergenza. Se i vaccini funzionano non siamo un pericolo. C’è un problema di libertà e di diritti negati. C’è qualcuno che vuole sostituirsi ai genitori in scelte che riguardano i figli, e sono scelte che riguardano la salute. È un passaggio da mettere in evidenza, è un passaggio di massima rilevanza. Anche a un genitore che fa vaccinare i propri figli piace sceglierlo! Poi c’è un problema – grave – di discriminazione di minori, per le scelte che vengono fatte dai loro genitori ed in modo totalmente irragionevole: basti pensare che i bambini vaccinati ad esempio con vaccino MPR sono contagiosi (da bugiardino) per sei settimane, eppure nessuno lo dice ai loro genitori ne’ ai genitori del compagno di classe immunodepresso, che sarebbe sì, in questo caso, da proteggere. Non avremo successo ogni volta o immediatamente, ma la nostra azione pacata e rispettosa metterà dei semini che produrranno la crescita del ragionevole dubbio. Possiamo anche informarci vicendevolmente sulle forze politiche e i consiglieri che non hanno mostrato interesse per questo tema e trovare con sobrietà ma con decisione metodi di comunicazione o di espressione atti a farci prendere in considerazione.

Cominciamo un viaggio che ci attende come pionieri, e ricordiamoci che non siamo soli. Abbiamo un sacco di alleati, in realtà molti simpatizzano in silenzio con noi anche nel nostro Comune.

I nostri alleati più forti, la nostra cavalleria, magari sta fuori dal nostro Comune. Chiediamo loro aiuto. Ci sono tante persone in Italia che hanno la competenza e ormai anche la notorietà per portare informazioni in una prima serata che potrete organizzare e promuovere; in diversi lo fanno gratuitamente, vivendola come una missione. Decidete il taglio da dare all’evento, se integrare o meno con altri argomenti, se invitare o meno la controparte, se proiettare filmati scegliendo tra quelli che vi hanno colpito di più.

Voi potete crescere e crescendo, ad ogni occasione, continuate ad invitare sia il Sindaco che i consiglieri, restate aperti, cercate di coinvolgerli, ovviamente sempre a partire dal rispetto reciproco.

L’obiettivo di portare le azioni in consiglio non è messo da parte. È solo rimandato a quando avrete curato il campo da gioco. Ci vorrà tempo? Sì. Non abbiate fretta. Questo sarà solo un pezzetto di vita ulteriore, nel frattempo tutto procederà come al solito, ma magari ne avremo anche soddisfazione.

C. SPUNTI PER L’ORGANIZZAZIONE

In genere il principio è quello di mettere al lavoro tutti i volenterosi in funzione delle proprie competenze, in modo da suddividerci il carico di lavoro.

– Solitamente uno o più admin svolgono un ruolo di coordinamento.

– Per raccogliere le firme possono essere delegate altre persone e individuati dei punti raccolta firme. Alcune volte all’interno di un gruppo c’è chi ha un negozio o un ristorante, questo è utile.

– Chi decide? In una realtà piccola capita che chi coordina possa anche essere delegato dagli altri a fare la sintesi della decisione, ovviamente impegnandosi a condividere pubblicamente le scelte con il gruppo. In realtà meno piccole, serve istituire un piccolo ‘esecutivo per le decisioni quotidiane e urgenti’ almeno per le piccole decisioni tra una riunione e l’altra, perché diversamente diventa impossibile: il gruppo WhatsApp serve anzitutto come strumento di informazione, non è certo adatto a generare decisioni per cui è indispensabile incontrarsi. Non entriamo troppo nel merito di queste dinamiche, che devono essere gestite a livello locale. In ogni caso ricordatevi che una serie di decisioni vanno comunque assunte.

– Anche le singole problematiche specifiche dei singoli genitori non possono essere affrontate su WhatsApp per molti motivi; per cui può essere utile rimandare ad una persona che sia delegata all’assistenza.

– Nella misura in cui ci strutturiamo è possibile che diventiamo attrattivi nei confronti di alcuni genitori o cittadini che decidono di ‘saperne di più’; anche in questo caso la cosa migliore è il tête-à-tête davanti ad una buona tazza di tè. È del tutto auspicabile che i gruppi locali si vadano strutturando e che emergano persone che vogliano occuparsi di informazione e sostegno per gli altri in un’ottica di volontariato (potete prendere spunto dall’opuscolo COM.2.9), persone che conoscano la materia sotto diversi aspetti e che siano soprattutto particolarmente empatiche, capaci di ascolto e consapevoli rispetto al fatto che il percorso dell’interlocutore che ha di fronte non può che essere fatto per gradi, senza bombardarlo di informazioni ed aspettando invece che sia lui/lei a chiedere.

Nel caso dei Comuni medio-grandi potrebbe essere necessario sviluppare ulteriormente l’organizzazione, magari lavorando per frazioni / quartieri ed assicurando al contempo una forte capacità di coordinamento, perché il Sindaco resta solo uno così come l’Amministrazione Comunale.

Nel caso di Comuni piccoli, invece, è naturale che ci si aggreghi per aree più vaste, con le proprie delegazioni Comune per Comune.

D. PROTEGGIAMOCI

Ci sono momenti nei quali ci sentiamo schiacciati dalla prepotenza di questa legge e guardiamo con angoscia al domani, vivendo emozioni come la paura, il senso di emarginazione e l’incertezza, tuttavia è fondamentale ricordare a noi stessi alcuni capisaldi indiscussi.

Facciamo, sì, i conti con una pessima legge, e spesso anche con alcuni apparati statali e la stampa. Dalla nostra parte abbiamo tuttavia molte altre leggi, la Costituzione, lo Stato di diritto, e ragione nel merito.

E infatti solo noi possiamo firmare un consenso alla vaccinazione: nessun altro può farlo al nostro posto.

Nessuno di noi è obbligato a firmare un consenso (né un diniego “in bianco”) alla vaccinazione.

Siamo infatti cittadini che chiedono responsabilmente alle proprie autorità sanitarie le informazioni che dobbiamo necessariamente chiedere e ottenere, approfondendo adeguatamente il tema.

Il medico ha una diretta responsabilità nell’informarci, nel prendere ogni misura di precauzione nei confronti del nostro bambino e così le strutture sanitarie, che secondo una legge dello Stato (la 210/1992) dovrebbero attuare misure atte a prevedere e prevenire il verificarsi di reazioni avverse.

Ciò che stiamo chiedendo non è l’essere leggittimati nell’uscire dalla legge, bensì il rispetto della legge stessa!

Per quando riguarda il terrorismo: noi stessi siamo il primo veicolo delle notizie false diffuse ad arte per creare paura, oltre che confusione.

In ogni contesto ci troviamo, a partire dal gruppo WhatsApp del nostro Comune, dobbiamo ricordarci di avere una responsabilità nei confronti delle altre persone del gruppo.

Assistiamo spesso alla messa in atto di tentativi di scoraggiarci e farci disperdere energie e determinazione attraverso quella che potremmo definire una guerra psicologica, atta a stancarci e demoralizzarci, per cui siamo noi a dover filtrare ciò che è inutilmente dannoso al nostro stato d’animo, a non concedere di divenire noi stessi mezzo attraverso cui portare pressione.

Questo non significa non condividere le informazioni, ma fare lo sforzo di razionalizzare prima di condividere, e di condividere prendendosi cura degli altri: un gruppo è un luogo di incontro, condivisione, solidarietà e costruttivismo, in nessun caso deve diventare uno sfogatoio.

È fondamentale che ognuno sia responsabile verso gli altri e che ciascuno metta in atto comportamenti costruttivi e diligenti come in una famiglia: noi siamo una famiglia, una piccola comunità che per resistere prima e poi crescere necessita del contributo e dell’impegno di tutti.