COMUNICATO STAMPA

Report e la “Lesa Vaccinazione”

Rimini, 21/04/2017

Parafrasando un termine fresco di giornata, coniato da MARCO TRAVAGLIO nel suo articolo – apparso sul Fatto Quotidiano – per manifestare la nostra più ampia solidarietà (non che ne abbiano bisogno, non vogliamo nemmeno metterli in imbarazzo) a Sigfrido Ranucci, Alessandra Borella e a tutta la redazione di Report per quanto messo in onda lunedì 17 aprile scorso parlando di questioni ben note sul vaccino HPV e di cui, probabilmente, la cosiddetta televisione di Stato (servizio pubblico) non doveva trattare per qualche insondabile ragione di tutela dell’opinione pubblica, magari per proteggerla da chi “instilla dubbi” sulle vaccinazioni.

Al di là delle premesse ben chiare del conduttore (non era una inchiesta contro i vaccini e non lo è stata a tutti gli effetti) i fatti e le storie raccontate hanno a che fare con una realtà (scomoda, forse) che nessuno può negare (nonostante l’impegno che potrà metterci …). Né possono essere messe in discussione l’autorevolezza e la competenza scientifica di coloro che hanno accettato di partecipare alla trasmissione. Chi parla di falsità e di menzogne lo dimostri con i fatti e non con lo schieramento dei carri armati della comunicazione o l’autoritarismo di maniera, o con qualche altra metafora improponibile.

Sarebbe sempre tempo di rispondere a tono e non invocare sempre i soliti luoghi comuni delle “malattie che tornano a far paura” o dei “vaccini super-sicuri”: per una volta che un servizio pubblico fa veramente il suo mestiere si grida allo scandalo, e per cosa poi? Rendiamoci conto che, al punto in cui siamo, non è più possibile parlare di vaccini se non in chiave promozionale, in accordo al PENSIERO UNICO VACCINALE. Null’altro è permesso, nemmeno pensare di denunciare un danno o il mancato rispetto delle più elementari regole di farmacovigilanza.

Non siamo più nemmeno autorizzati a “pensar male” perché altrimenti facciamo peccato (contagioso e mortale) per aver offeso questa nuova divinità che ci è stata così amorevolmente donata dalla scienza (quella con la S MAIUSCOLA) e dall’industria farmaceutica, che vuole solo il nostro bene. Non possiamo nemmeno pensare di utilizzare correttamente i soldi pubblici (nostri) per fare della vera farmacovigilanza o della ricerca indipendente perché serviranno per acquistare sempre più vaccini e, magari, finanziare campagne promozionali per rinforzare la reputazione del nuovo PNPV. Quindi vaccinatevi e state buoni (se potete): se poi qualcosa va storto, beh, sarà stata sicuramente una sfortunata coincidenza e sarà un medico o qualche autorevole commissione (che non vi avrà nemmeno visitato e che baserà le sue decisioni sulle ricerche condotte dall’industria farmaceutica) a decidere se è il caso di scomodare l’AIFA o meno.

Questo succede in Italia, mentre altri, in Europa e nel mondo, pensano che le cose non siano proprio così chiare con il vaccino HPV. Forse sarebbe il caso di rifletterci un po’ su.

Direttivo Associazione COMILVA Onlus