Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

Rimini, sabato 30 maggio 2015

Molti genitori del cesenate si sono visti recapitare recentemente una lettera “prestampata” firmata dai loro pediatri come sollecito a recarsi presso le strutture sanitarie e vaccinare, finalmente, i loro figli contro il morbillo (MPR). In questa lettera viene manifestata viva preoccupazione per lo stato di salute dei minori non ancora vaccinati, semplicemente in base alla mancata vaccinazione, agitando lo spettro delle complicanze della malattia infettiva. Si rammenta inoltre l’ultimo importante focolaio di morbillo della zona (… 1997) che portò addirittura a 13 ricoveri ospedalieri, 2 broncopolmoniti e un caso di meningoencefalite.

Sempre secondo quanto riportato nella lettera non si sarebbero più verificati questi episodi grazie ad una importante copertura vaccinale negli anni successivi: in realtà questa è una ricostruzione piuttosto inesatta dal momento che, con copertura vaccinale pressoché costante negli anni, in Italia e anche in Emilia Romagna (e il cesenate non è certo nell’emisfero australe) in casi di morbillo sono aumentati, inspiegabilmente, almeno secondo il paradigma vaccinale. Andrebbe anche spiegato perché in Emilia Romagna, fra le regioni più virtuose sotto il profilo della copertura vaccinale contro questa malattia (ben oltre il 90%), abbiamo dovuto registrare ben il 12% dei casi segnalati di morbillo in Italia nella prima metà del 2014, mentre la minore incidenza della malattia si verificava, sempre casualmente, nelle province autonome di Trento e Bolzano che hanno coperture che rasentano il 70%.

Ora, a prescindere dalla questione etico-professionale, che vorrebbe il pediatra (come ogni altro medico) esprimere valutazioni sulla salute dei bambini in base ad una valutazione di bilancio di salute fatta a tutto tondo e non in base a previsioni artefatte sul futuro possibile o immaginabile, è evidente che dietro a tutto questo circo c’è la manina di una azienda sanitaria (ma anche di un sistema che le sta a monte) che utilizza metodi di propaganda degni di altre epoche e situazioni. Ci vengono in mente a tale proposito alcuni dei principi cari al Ministro della Propaganda nel Terzo Reich, il noto Joseph Paul Goebbels:

  1. Principio della semplificazione e del nemico unico. E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.
  2. Principio del metodo del contagio. Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
  3. Principio della trasposizione. Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.
  4. Principio dell’esagerazione e del travisamento. Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.
  5. Principio della volgarizzazione. Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.
  6. Principio di orchestrazione. La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.
  7. Principio del continuo rinnovamento. Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.
  8. Principio della verosimiglianza. Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.
  9. Principio del silenziamento. Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.
  10. Principio della trasfusione. Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.
  11. Principio dell’unanimità. Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

Peraltro, anche il reclutamento di tutta la categoria pediatrica del territorio sembra essere stato fatto non sempre su base “volontaria”, ma anche e in qualche modo con una certa “spintaneità”, cosa peraltro che i diretti interessati non potranno certamente confermare pena ripercussioni varie. Chiaramente, come sempre, invitiamo i genitori a valutare le cose con la propria testa e a non farsi impressionare più di tanto da questa ennesima forma di propaganda, ricordando anche che altre iniziative dell’azienda cesenate sono state opportunamente contenute dall’intelligenza e dal buon senso della cittadinanza, in primis, e da azioni legali mirate dell’Associazione.

Giusto per rinfrescare la memoria Il Giudice di Pace di Cesena dott. Federico Tocco, così come i suoi altri colleghi Giudici dell’Ufficio Giudiziario cesenate, accoglievano nel lontano novembre 2011 il ricorso avverso un’ordinanza-ingiunzione dell’AUSL di Cesena proposta da alcuni genitori, ritenendo che l’AUSL medesima NON provvedeva ad informare doverosamente i genitori su una prassi, ritenuta anche pericolosa, come le vaccinazione. Dopo questa sentenza ne sono seguite altre e da lì a poco l’AUSL cessò di inviare sanzioni amministrative ai genitori dei bambini non vaccinati, chiudendo finalmente un inutile contenzioso coi cittadini.

Auspichiamo quindi che, anche in questo caso, ci sia un ripensamento sui sistemi e soprattutto sull’etica della comunicazione, abbandonando finalmente queste forme di propaganda becera, per passare ad una modalità civile di informazione corretta e completa, soprattutto quando si trattano argomenti così importanti come quello della salute, a maggior ragione se si tratta di bambini.

I Presidente del COMILVA
Claudio SIMION

 

Allegati:

Lettera dei pediatri
Comunicato stampa Comilva