COMUNICATO STAMPA

 

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Rimini, 30 gennaio 2017

La rotta disegnata dalla fine degli anni ’90 che ha introdotto maggiori tutele per i danneggiati e ha visto nascere le leggi regionali verso il superamento delle leggi dell’obbligo è stata improvvisamente invertita con l’alibi del calo delle coperture vaccinali. Ma la realtà è ben altro:

Le epidemie di malattie infettive esplodono nelle comunità con elevate coperture vaccinali e colpiscono tutti: l’effetto gregge non funziona. L’insuccesso della vaccinazione di massa nel proteggere la collettività è palese. Va compreso perché le vaccinazioni di massa non garantiscono i risultati, invece di ostinarsi a vaccinare sempre di più;

Non esiste un sistema di monitoraggio che ci dica come rispondono i soggetti vaccinati né quanto duri l’immunità artificiale. Non è possibile proteggere la collettività con la semplice copertura vaccinale;

Una vaccinazione non ha lo stesso effetto su tutte le persone, né i suoi effetti collaterali sono prevedibili: non è vero che la stessa misura va bene per tutti;

I bambini immunocompromessi non frequentano solo i compagni di scuola: escludere qualcuno dalla comunità e obbligare a vaccinare non è etico né scientifico senza una valutazione corretta del rischio;

I bambini diventano immunocompromessi anche a causa della vaccinazione: oggi ci si ammala sempre più di malattie autoimmuni allergiche, croniche, infiammatorie e a carattere degenerativo, ma la zelante “comunità scientifica” non ha mai alzato la voce o dato risposte per questo.

L’accusa di essere anti-scientifici e anti-vaccinisti solo per il fatto di voler discutere della sicurezza e dell’efficacia dei vaccini è un insulto intollerabile. La scienza si basa sulla verifica di ipotesi, non sulla fede.

Nonostante tutto crediamo ancora di poter vivere in uno stato democratico dove le tutele costituzionali, scritte da politici di tutt’altro spessore, sopravvissuti all’orrore della guerra e ad un totalitarismo inaccettabile, siano possibili e viventi nella mente e nel cuore di chi è chiamato al suo servizio. Per questo non rinunceremo mai a alle iniziative legali che abbiamo avviato e che vogliamo portare fino in fondo.

Quello che vogliamo e rivendichiamo sono i nostri diritti civili e democratici, la libertà di scelta, il rispetto come cittadini, uomini e donne liberi.

Direttivo Associazione COMILVA Onlus