COMUNICATO STAMPA – VacciniAmo le Scuole con la Disinformazione

Il Pifferaio di Hamelin
Il Pifferaio di Hamelin

VacciniAmo le Scuole con la Disinformazione

“VacciniAmo le Scuole” è un progetto promosso dall’Istituto di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e condotto in collaborazione con alcune Aziende Sanitarie Locali come Roma A, Roma B, Matera e Palermo e rivolto ai genitori e agli alunni alle scuole medie inferiori.

Il progetto viene promosso attraverso la libera adesione e libero consenso dei genitori, non è una campagna vaccinale ma (leggendo il questionario proposto) è chiaramente orientato ad ottenere dati sulla percezione e la conoscenza dell’offerta vaccinale da parte dei genitori: non abbiamo idea al momento dei contenuti del questionario “ridotto” che potrà essere rivolto ai ragazzi ma immaginiamo che il contenuto non sia così diverso.

La distribuzione e la raccolta dei questionari è propedeutica ad una specifica attività formativa in tema di prevenzione delle malattie infettive, integrato nei POF (Piani di Offerta Formativa) delle scuole, rivolta alla “educazione sanitaria scolastica integrata con la rete dei servizi di prevenzione e con lo scopo precipuo di fare promozione alle vaccinazioni di interesse scolastico” (parole testuali tratte dalla scheda informativa del questionario proposto).

Fra le tante indicazioni della scheda informativa, spiccano i seguenti passaggi:

  • … le vaccinazioni sono universalmente riconosciute come uno degli interventi di sanità pubblica di maggiore efficacia per la prevenzione delle malattie infettive …
  • … la scelta di proteggersi contro queste malattie dovrebbe essere pienamente condivisa dai ragazzi e dai loro genitori e, per poterla esercitare, è necessario rendere disponibile e fruibile una corretta informazione, basata sulle migliori evidenze scientifiche disponibili …
  • … Rispondere da parte Sua e di Suo/a figlio/a è facoltativo e l’eventuale rifiuto non ha conseguenze …

Già da questi passaggi comprendiamo la parzialità e la scorrettezza dell’informazione, in particolare per quanto segue:

  • La presunta efficacia delle vaccinazioni non viene parimenti bilanciata dalla loro potenziale pericolosità, altrettanto universalmente conosciuta anche se scarsamente divulgata. Basterebbe indicare l’esistenza di leggi specifiche (L. 210/92) che prevedono l’indennizzo per patologie scatenate da reazioni avverse al vaccino. Questa informazione è dovuta in base all’art. 7 della legge stessa.
  • La scelta di proteggersi contro le malattie infettive è univocamente indirizzata all’uso dei vaccini: a prescindere dalle valutazioni su grado di pericolosità delle normali malattie infettive per cui oggi si promuovono campagne vaccinali e sulla inesistenze di altre malattie per cui si continua a vaccinare e a mantenere obblighi vaccinali, una corretta e completa educazione sanitaria deve prendere in considerazione aspetti più ampi che riguardano lo stile di vita e la pratica di terapie multidisciplinari.
  • Riguardo alla libera adesione a questa iniziativa, nella pratica si tratta, purtroppo, di una vera e propria IMPOSIZIONE, dal momento che le famiglie che hanno inteso non rispondere stanno subendo pressioni inaccettabili dalle direzioni scolastiche.

In generale le domande poste nel questionario, presentano una chiara impronta di pregiudizio, indirizzando le risposte esclusivamente verso una un approccio farmacologico della malattia, in particolare della malattia infettiva.

Di fatto il questionario si caratterizza fortemente come una ricerca di mercato dichiaratamente orientata alla promozione del vaccino HPV che sta per partire, nella sua nuova fase sperimentale, con l’innovativa offerta verso i maschietti.

Una delle cose più gravi di tutta questa messa in scena è la manifesta contraddizione verso lo scopo dichiarato di voler condurre un sondaggio ANONIMO: di fatto ogni scheda contiene in chiaro non solo nome e cognome dei genitori ma anche il loro stato civile, titolo di studio ecc. Inoltre, nella parte di analisi delle reti sociali, si invita ad indicare nome e cognome degli alunni con cui il bambino/a ha maggiori o minori relazioni, invitando, di fatto, alla violazione del diritto alla riservatezza, reato aggravato dalla circostanza che a detta istigazione provvedano delle Pubbliche Amministrazioni.

Giova ricordare che la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, che all’art. 3 pone l’attenzione sull’interesse superiore del fanciullo, all’articolo 16 recita “Nessun fanciullo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia…”, ed all’articolo 24, relativo alla salute, alla lettera “e” parla proprio dell’informazione da fornire ai genitori ed anche ai fanciulli.

Per quanto sopra riteniamo questa iniziativa gravemente lesiva delle finalità educative della scuola. Ci piace ricordare in questo caso quanto riportato in “U. Vairetti – Organizzazione e qualità della scuola – La Nuova, Italia, 1995” – Compito primario della scuola, la sua “mission”, è di facilitare la “formazione dei ragazzi nel confronto con la cultura, con le tecniche di indagine o di manipolazione della realtà, con il confronto delle idee e delle scelte, con la cooperazione su impegni comuni e condivisi”.

La scuola dovrebbe essere, quindi, una importante occasione per apprendere le regole della democrazia e per contribuire con le altre istituzioni alla realizzazione di quella “società aperta” nella quale, secondo K. Popper, le persone sono capaci di affrontare razionalmente i problemi, di prendere decisioni responsabili.

In un momento storico dove la percezione sociale verso il tema vaccinale sta virando dalla silenziosa accettazione del paradigma verso una più corretta ricerca della consapevolezza, il Sistema Sanitario, attraverso i vari istituti che lo rappresentano e i loro “partner” (L’istituto promotore dell’iniziativa annovera, fra i tanti, Baxter, Berna, Chiron, Glaxo Smith-Kline, Merck Sharp&Dohme, Novartis, Pfizer, Sanofi Aventis MSD, Wyeth …) sta attuando pesantemente un’operazione di imprinting vaccinale attraverso strumenti degni di una Jihad integralista.

Questa non è la scuola che vogliamo: vogliamo la libertà di esercitare il nostro diritto alla libera scelta anche attraverso una corretta e completa informazione, onesta, scevra da interessi di parte e da manipolazioni dell’informazione.

Soprattutto, diffidiamo chiunque abbia responsabilità, a vario titolo, nella gestione degli Istituti Scolastici e nelle normali attività didattiche, a fare pressioni di ogni genere sui minori e sui loro genitori qualora NON intendano partecipare a simili iniziative e a produrre ogni forma di discriminazione o di penalizzazione in tal senso. Qualsiasi violazione dei diritti costituzionali e dei più elementari diritti alla partecipazione dell’attività scolastica verrà segnalata all’Autorità Giudiziaria.

 

Il Direttivo

 

Rimini, 02 Marzo 2015

 

Allegato: Comunicato Stampa versione pdf