DANNI BIOCHIMICI NELL’AUTISMO

Parte Quarta di Cinque

TRAUMI, GHIANDOLA PINEALE E INNESCO

Traumi emotivi e fisici possono causare disfunzioni della ghiandola pineale [Grad, 1970; Miline, 1970; Shaffi, 1990; Upledger, 1996; Korn, 1997]. La produzione di melatonina viene ridotta da shock da abbandono e traumi da attaccamento in gioventù (Axt, 1975).
E qui dobbiamo dire una cosa importante. Le madri sono tormentate da neuropsichiatri che lanciano l’accusa che l’autismo è una patologia da trauma di distacco della madre. Se ciò fosse vero, allora l’escalation di autismo degli ultimi 10 anni si spiegherebbe con un’epidemia di alterati sentimenti delle madri verso i propri figli, senza precedenti nella storia dell’umanità. COSA DECISAMENTE NON SOSTENIBILE E ASSURDA.
sistono comunque dei casi di autismo insorti verso i 3 anni con l’arrivo in famiglia di un fratellino, come se il bambino in regressione autistica vedesse ciò come una minaccia per lui e con la paura di essere abbandonato dalla madre.

La chiave di lettura non può prescindere dagli insulti immunologici, tossici e ambientali che hanno portato una malattia rara come l’autismo ad una incidenza negli USA di 1 su 300 in pochi anni. Va bene! Un minimo stimolo/ shock emotivo, deprimendo l’attività della ghiandola pineale, innesca la regressione autistica. Ma questo minimo shock emotivo ha molto di biochimico, potrebbe anche risalire al momento in cui il sistema immunitario del feto è stato attaccato da quello della madre (vaccinata durante la gravidanza, per esempio) oppure dall’insulto immunologico con vaccinazione post-parto.

È come quando si getta un fiammifero acceso per terra in un parco: d’inverno non scatenerà certamente un incendio indomabile, mentre le probabilità di questa evenienza, pur se non definitive, salirebbero vertiginosamente ad estate inoltrata, dopo 3 mesi di mancanza di pioggie. Allo stesso modo, un piccolissimo stimolo negativo è tutto ciò che ci vuole in un bambino il cui corpo è stato danneggiato e predisposto chimicamente alla malattia autistica (e qui il programma delle numerose vaccinazioni obbligatorie sarebbe l’equivalente della lunga estate secca, mentre il ruolo del fiammifero acceso spetterebbe o ad una delle tante dosi di vaccini o fattori immunologici o virali o una serie di altri eventi).

La d.ssa Uta Frith, nel suo libro ‘L’autismo, spiegazione di un enigma’, (1989) Ed. Laterza afferma:

‘Le prove dell’esistenza di implicazioni organiche nell’autismo non solo non sono affatto poche, ma sono schiaccianti. Queste prove, tuttavia, dicono solamente che è presente un’anormalità cerebrale, ma non chiariscono la sua natura’.

Oggi c’è un po’ più di luce su queste anomalie e in questo manuale sono messe insieme le osservazioni dei ricercatori che ci aiutano a comprendere questa vera natura delle anormalità dell’autismo

INIBIZIONE ENZIMATICA E PEPTIDI OPPIOIDI: LA TEORIA E I RISCONTRI

Tra tutte le malattie e patologie che affliggono l’umanità, l’autismo è una delle poche che è ancora definita esclusivamente in termini dei sintomi che sono osservati, non di quello che avviene all’interno dell’organismo. Secondo recenti studi, i sintomi autistici potrebbero essere la conseguenza dell’azione di peptidi di origine esogena (cibo) che vanno a colpire la neurotrasmissione nel sistema nervoso centrale. Shattock (1998) ha esaminato per 10 anni i profili urinari di circa 1500 autistici. La concentrazione e il tipo di peptidi esogeni riscontrati nelle loro urine variavano in maniera prevedibile a secondo del tipo e gravità della sintomatologia. Persone sane facevano da riferimento di controllo ed erano caratterizzate dall’assenza nelle urine di questi peptidi opioidi. L’attività opioide causata da concentrazioni anomale di peptidi andrebbero a disturbare a vari livelli una serie di funzioni del sistema nervoso centrale: percezione, apprendimento, emozioni, stati d’animo e comportamento. Secondo Panksepp (1979) e Ozonoff (1994), tali opioidi avrebbero come risultato proprio quei sintomi che caratterizzano l’autismo.

La teoria: Nel 1986 Reichelt scoprì per la prima volta che per il 70-80% degli autistici ci sono elevati livelli di alcuni peptidi opioidi nelle urine. Gilberg, sempre negli anni ’80, mostrò che questi peptidi opioidi erano presenti nel fluido cerebrospinale dei bambini autistici.

Che cosa sono i peptidi e da dove provengono? Normalmente le proteine sono digerite nell’intestino e ridotte ad aminoacidi semplici. Quando uno o più sistemi enzimatici non funzionano, l’organismo non riesce più a ridurre le proteine in aminoacidi, ma solo in lunghe catene di aminoacidi, chiamate peptidi. Normalmente solo una piccola frazione dei peptidi risultanti riuscirà ad attraversare la membrana intestinale e raggiungere il sangue. E, normalmente, solo una piccolissima parte di questa frazione potrebbe raggiungere il sistema nervoso centrale o attraversare la barriera sanguigna nel cervello.

Nei bambini autistici, ecco invece cosa avviene:

  1. L’enzima DDP-IV è assente o danneggiato negli autistici, cosicché caseina e glutine danno luogo a peptidi.Gli enzimi DDP-IV sono preposti alla decomposizione della casomorfina, che viene rilasciata dalla caseina, e della gluteomorfina, rilasciata dal glutine. Caseina e glutine rilasciano anche desmorfina ed altri peptidi opiodi la cui presenza è caratteristica dell’autismo.Le DPP-IV hanno diversi nomi e locazioni. Quando sono presenti sulla superficie dei linfociti T (presiedono all’attivazione di tali cellule) sono chiamate CD26. Le DDP-IV si trovano anche nei reni, ileo, fegato e barriera sanguigna del cervello.Ricercatori norvegesi hanno notato che una parte dei bambini autistici che adottava una dieta priva di caseina e di glutine ottenevano un miglioramento sostanziale dei sintomi, specialmente quando tale regime veniva implementato nei primissimi anni di vita. Una dieta senza glutine e caseina in effetti portava ad una riduzione dei valori di peptidi opioidi misurati nelle urine.
  2. Gli autistici hanno sistematicamente problemi di alterata permeabilità della mucosa intestinale, così questi peptidi finiscono per ritrovarsi nel sangue in elevate concentrazioni.Carenze dell’attività del sistema enzimatico Fenil Sulfur Transferasi (FST), come descritte da Waring (1993), porterebbero ad una maggiore permeabilità della parete intestinale. Normalmente le proteine delle pareti intestinali sono solfatate e, in questo stato, formano uno strato protettivo continuo sulla superficie delle pareti intestinali. Quando c’è una insufficiente solfatazione le proteine tendono ad agglomerarsi tra di loro e lo strato diventa discontinuo. Il risultato netto è un aumento di permeabilità delle pareti intestinali. In questo caso, il passaggio di peptidi attraverso le pareti intestinali sarebbe enormemente aumentato.Ma ci sono una serie di fattori che potrebbero contribuire alla alterata permeabilità della mucosa intestinale. Negli anni, molti genitori hanno riportato che l’autismo è insorto nei loro bambini a seguito delle vaccinazioni. L’unica risposta che è stata loro data è una negazione netta e decisa di tale possibile correlazione, si è parlato di coincidenze, ma non è stato fatto ancora nessuna valutazione scientifica sull’effetto sulla salute dei vaccini. È davvero molto poco davanti alle reazioni avverse riportate da decine di migliaia di genitori. Wakefield (1995) ha recentemente dimostrato che l’elemento ‘morbillo’ del vaccino triplo MPR produce anomalie di una certa entità nelle pareti intestinali. In alcuni casi il danno è molto grave ed egli afferma che il morbo di Chron potrebbe essere il risultato finale. Questa situazione porterebbe ad un notevole aumento della permeabilità intestinale.Shaw (1994 e 1995) ha riportato la presenza di metaboliti di origine micotica nelle urine di persone con autismo. Il ruolo della Candida nell’autismo è ancora controverso, ma se è presente nell’intestino, sicuramente influenzerà negativamente le pareti dell’intestino, aumentandone la permeabilità. Il suo potenziale invasivo sarebbe decisamente intensificato da anomalie del ricoprimento proteico della mucosa che, abbiamo visto, deriva da disfunzioni del sistema enzimatico Sulfur Transferasi.
  3. La barriera sanguigna nel cervello non riesce a fare un buon filtro verso questi peptidi presenti nel sangue a causa di precedenti danni (ecco spiegata la presenza di questi peptidi a livello del fluido cerebrospinale). Anche le difese del sistema nervoso centrale risultano danneggiate o formate in maniera incompleta nei bambini autistici e la neurotrasmissione viene resa difficoltosa dalla presenza di questi peptidi.La barriera sanguigna del cervello è un complesso sistema che è in parte fisico ed in parte biochimico. L’elemento biochimico consiste, tra le altre cose, di enzimi che sono preposti alla distruzione di sostanze potenzialmente dannose quali per esempio peptidi di provenienza esterna (cibo). Poiché, ed è stato dimostrato, gli enzimi peptidasi risultano avere un’attività nettamente ridotta nei casi di autismo, la barriera è per questo motivo (ed eventualmente per altri danni subiti) più permeabile del normale.È stato provato che il mercurio derivante da otturazioni dentali di amalgama si lega alla membrana della barriera sanguigna del cervello e ne altera il potenziale. Altri fattori ambientali intervengono e peggiorano tale processo.Più controverso è il ruolo delle vaccinazioni, che vengono effettuate in un periodo in cui la barriera sanguigna nel cervello non è ancora formata ed anzi è in una fase critica dello sviluppo. La reazione mediata da IgG e IgM, volutamente evitata dalla natura in tutte le specie viventi nei primi mesi di vita, è invece indotta dalle vaccinazioni! Si sospettano eventuali importanti danni conseguenti a livello di tessuti cerebrali e sistemi cellulari enzimatici.
  4. Tali peptidi esercitano un’attività opioide (simile a quella della morfina) in numerose locazioni e ciò può spiegare molte delle anomalie viste nell’autismo.I livelli anormali di peptidi trovati nelle urine dei bambini autistici sono noti produrre una serie di importanti effetti, molti dei quali possono correlarsi con i sintomi dell’autismo. Alcuni noti farmaci per alleviare (temporaneamente) i sintomi autistici, svolgono un’attività antagonista di opioidi.

Secretina

Gli opioidi diminuiscono la secrezione acida gastrica. Un ambiente gastrico insufficientemente acido blocca il rilascio di secretina da parte delle cellule della mucosa del duodeno alto. Livelli bassi di secretina sono stati riscontrati in bambini autistici e la somministrazione terapeutica di secretina ha in alcuni casi dato luogo ad eclatanti risposte positive.

Glutatione

È stato dimostrato che opioidi diminuiscono il glutatione epatico. Bassi livelli di glutatione epatico sono stati riscontrati nell’autismo.

Ciclic AMP

Ci sono almeno 3 tipi diversi di recettori opioidi, di tipo mu, delta e kappa. Quando una molecola opioide si attacca ad un recettore nel quale entra bene, la adenilate ciclasi è disattivata, portando ad una diminuzione dei livelli di cAMP intracellulare. Ciclic AMP (cAMP) è un importante sistema messaggero nel cervello e nel corpo. È stato mostrato che i livelli di cAMP risultano ridotti nell’autismo. La secretina avrebbe tra le altre funzioni quella di aumentare i livelli di cAMP.

Immunosoppressione

Molti individui autistici hanno dimostrato una leggera immunosoppressione che può essere spiegata attraverso l’azione degli opioidi sui linfociti T. Gli opioidi diminuiscono la proliferazione dei linfociti T attraverso i recettori mu.

A-Gliadina

In alcuni individui che non riescono a metabolizzare il glutine viene prodotta la A-gliadina. L’organismo non può metabolizzare la A-gliadina, che va a legarsi a recettori opioidi di tipo C e D. Questi recettori sono associati con disturbi di umore e comportamento.

Elevati livelli di IAG

Il Dr Paul Shattock ha dimostrato che la maggior parte degli autistici hanno elevati livelli di IAG nelle urine. Ciò può essere spiegato alla luce della teoria dei peptidi opioidi. La triptofano-idrolasi deve essere fosforilata per essere attiva (e contribuire alla produzione di serotonina). I ciclic AMP sono richiesti per la fosforilazione. Se i livelli intracellulari di cAMP sono stati abbassati a causa di una costante ed inappropriata stimolazione dei recettori opioidi della superficie cellulare, una insufficiente quantità di triptofano-idrossilasi è fosforilata, e perciò una percentuale maggiore di enzima è inattivo. Quando ciò avviene, il triptofano non è convertito in serotonina, ma è sprecato in alternative reazioni chimiche, portando così alla sostanza chiamate IAG e 3-indoleacetate che si ritrovano in anomale quantità nelle urine di autistici. Parte del triptofano può essere sprecato anche ad opera di parassiti intestinali, la cui azione contribuisce alla sua conversione in IAG.

Acidi grassi

Un’altra anomalia riscontrata nell’autismo è l’accumulo di acidi grassi dalle lunghe catene nelle membrane cellulari. Nel meccanismo di trasporto degli acidi grassi a lunghe catene attraverso la membrana del mitocondrio, che permette a questi acidi grassi di essere decomposti e metabolizzati, è essenziale la carnitina palmitoiltransferasi. La sintesi e l’emivita della carnitina palmitoiltransferasi sono regolate principalmente dall’attività dei cAMP. La carnitina ha aiutato alcuni bambini autistici e, inoltre, una patologia a carico della funzione di deposito di glicogeno, che è poi una sindrome di carenza di carnitina, presenta tratti simili all’autismo.

RIEPILOGO BIBLIOGRAFICO: AUTISMO CORRELATO A DISFUNZIONI ORGANICHE

1. Anomalie gastrointestinali

a. Malassorbimanto (J. Autism/Childhood Schizo, 1971 1(1):48-62). L’85% degli autistici è affetto da malassorbimento (B.Walsh)
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2. Sistema immunitario compromesso

a. Infezioni ricorrenti: Euro Child/Adolesc Psych, 1993:2(2):79-90 – Autism Dev Disord 1987; 17(4): 585-94
b. Parametri immunologici alterati. Carenza di linfociti T (J Autism Child Schizo 7:49-55 1977). Ridotta attività delle cellule NK (J Ann Acad Chil Psyc 26: 333-35 ’87). IgA basse o assenti (Autism Develop Dis 16: 189-197 1986). Livelli C4B bassi (Clin Exp Immunol 83: 438-440 1991)
c. Titoli virali elevati (V Singh University of Michigan)

3. Debolezza nella disintossicazione

a. Attività ridotta della fase II (S. Edelson, DAN Conference Sept, 1997, and Toxicology and Industrial Health 14 (4): 553-563 1998). Bassa solfatazione in 15 su 17 (valore medio per autistici: 5; controllo: 10-18). Bassa coniugazione del glutatione in 14 su 17 (autistici: 0.55; controllo: 1.4- 2.9). Bassa glucuronidazione in 17 su 17 (autistici: 9.6; controllo: 26.0- 46.0 ). Bassa coniugazione della glicina in 12 su 17 (autistici: 15.4; controllo: 30.0-53.0 )
b. Deficit nella solfatazione (Biol Psych 1; 46(3): 420-4, 1999)
c. Disfunzione perossisomale (P Kane, J of Orthomolec Med 1997; 12-4: 207-218 and 1999; 14-2: 103-109)
d. Elevati livelli di piombo nel sangue e miglioramento a seguito della terapia con EDTA (Am J Dis Chld 130: 47-48, 1976
e. Correlazione tra periodo di insorgenza dell’autismo e dell’esposizione al piombo (Clinical Pediatrics 27: 1; 41-44 1988)

4. Anomalo profilo nutrizionale nei bambini con autismo

a. Bassi livelli di magnesio nel sangue (Mary Coleman, The Autistic Syndromes 197-205, 1976 & J. Hayek, Brain Dysfunction, 1991)
b. Elevati livelli di rame (Nutr. and Beh 2:9-17, 1984)
c. 12 autistici su 12 avevano bassi livelli di 4 aminoacidi (tirosina, carnosina, lisina, idrolisina. Carenze di zinco (12 su 12), calcio (8 su 12), vitamina D (9 su 12), vitamina E (6 su 12) e vitamina A (6 su 12) (G. Kotsanis, DAN Conf., Sept, 1996)
d. Efficacia terapeutica di B6 e magnesio (18 studi, a partire con Am J Psych 1978; 135: 472-5)
e. Bassi livelli di RBC della membrana Omega-6. 50 autistici su 50 avevano bassi livelli di GLA e DGLA (test di
f. Bassi livelli di metionina (J. Pangborn)
g. Bassi livelli di glutamina (14 su 14), elevati di glutammato (8 su 14) (Invest Clin 1996 June; 37(2): 112-28)
h. Elevato rapporto rame/zinco (J. Applied Nutrition 48: 110-118, 1997)
i. Ridotta coniugazione dei solfati e minor livello di solfati nel sangue (Dev. Brain Dysfunct 1997; 10:40-43)
j. Carenza di B12 – elevati livelli di acido metilmalonico (Lancet 1998; 351: 637-41)
k. Ipocalcinuria migliora con supplementi di calcio. Bassi livelli di calcio nei capelli (Dev Brain Dysfunct 1994; 7: 63-70)

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