Epidemia di morbillo in due parole. Demitizzata.

Dott. Fabio Franchi
[ultima modifica: 19 marzo 2017]

Aiuto! Allarme rosso! C’è stato un aumento del 230% dei casi! Poiché i casi sono pochi (circa 700 su 60 milioni di persone, nel 2017) è meglio ricorrere alla percentuale in modo da fare più impressione.

Il morbillo è una malattia che nel passato si presentava con epidemie estese ogni 4-5 anni nell’età infantile. Il tempo necessario al riformarsi di un pool di soggetti suscettibili. Prima della vaccinazione colpiva appunto i bambini che andavano all’asilo o alle elementari e certamente in una bassa percentuale di casi la malattia poteva avere forme più severe. Nel 2014 in Italia furono registrati oltre 1000 casi di morbillo, e nessuno ebbe complicazioni importanti.

Chi viene colpito più duramente dalla malattia? Soggetti malnutriti (in Paesi del terzo mondo principalmente), immunodepressi, soggetti con altre malattie croniche, i bambini sotto l’anno d’età e talvolta gli adulti. Nota bene: gli immunodepressi sono a rischio complicazioni anche con virus vaccinico! Gli adulti più anzianotti ne sono risparmiati per il semplice fatto che, dopo la malattia contratta nell’infanzia, hanno una protezione che dura per tutta la vita.

La vaccinazione ha sovvertito queste caratteristiche epidemiologiche, gli anticorpi materni “vaccinali” che passano al feto sono più scarsi, meno efficienti, così il bambino più piccolo torna a rischio, mentre prima non lo era; i soggetti adulti non sono più protetti perché la vaccinazione, a differenza dell’infezione naturale, dà un’immunità inferiore e nel 5-10% dei casi …. nulla! Gli adulti vanno a costituire un pool di soggetti suscettibili che saranno e sono a rischio. Quindi non è solo chi non si vaccina che “favorisce le epidemie”, ma i soggetti vaccinati che non sono più protetti! Al momento non ho trovato fonti che abbiano precisato se i colpiti adulti fossero o no vaccinati. E si guarderanno bene dal dirlo! Abbiamo visto con i casi di meningite: a quelli che si verificavano in vaccinati veniva messo regolarmente il silenziatore!

Le cronaca di questi giorni ci fa sapere che colpiti sono in gran parte soggetti di 15-40 anni. Quelli più anziani son salvi. Come volevasi dimostrare, quod erat demostrandum.
Dunque, bisognerebbe ripensare alla politica vaccinale poiché così com’è può addirittura essere controproducente. L’occasione è ghiotta per le Ditte Farmaceutiche: io sarei disposto a scommettere una bella cifra che presto proporranno la ripetizione dell’antimorbillo per tutti ogni tot anni e l’anticipazione del MPR (morbillo parotite e rosolia) nei bimbi: ora infatti viene fatto all’età di 15-18 mesi perché rischioso in età più precoce. “Eroicamente” la sposteranno sotto l’anno di età! Tanto gli effetti avversi se li cuccano le famiglie.

Precisazioni dd 18/03/2017
Mi fanno notare che nell’analisi dell’ISS sui 238 casi di morbillo del 2017 (Rapporto n° 35 – Morbillo e Rosolia News dell’ISS), solo il 12% risultava vaccinato con una o più dosi, il resto era non vaccinato (oppure non era conosciuto lo stato vaccinale, un altro 12%). E’ una percentuale più bassa di quel che ritenevo, tuttavia non inficia il ragionamento. Se già all’inizio si sa che la protezione NON viene conferita a circa il 5% dei vaccinati, questa protezione, con l’andare degli anni ed in mancanza di richiami, inevitabilmente tende a scemare. Gli adulti, poniamo dai 45 anni in su, sono praticamente tutti protetti per aver fatto la malattia nell’infanzia e costituiscono una rilevante quota della popolazione. Cosa succederà quando le fasce d’età dei vaccinati migreranno inevitabilmente verso età più “mature”? E’ legittimo pensare, sostenevo, che verranno in parte a contribuire al pool dei soggetti suscettibili. Soggetti suscettibili adulti che in caso di morbillo presentano forme cliniche più severe. Una situazione nuova, in corso di sperimentazione diretta sulla popolazione. Una opzione, dicevo, sarebbe quella di effettuare estesi richiami vaccinali.
Ecco che la soluzione (il vaccino) risolve qualche problema, ma ne crea di altri, non sufficientemente valutati.

In questa discussione non abbiamo tenuto conto dei possibili effetti avversi, ma non ce ne dimentichiamo.
Già questo risultato di per sé (i morbillosi vaccinati vanno da un minimo dell’ 11% ad un massimo del 20% circa – calcoli effettuati sui numeri forniti dall’ISS nel bollettino già citato -) indica che siamo fuori dall’effetto gregge secondo i parametri di sicurezza proposti dal Ministero della Sanità.
Inoltre non si parla mai dei “morbillini”, provocati dalla vaccinazione, che talvolta sono severi, e che non vengono segnalati. Questi sono sconosciuti alle statistiche! Anche i “morbillini” possono dare complicazioni!

Per ulteriori approfondimenti invito a leggere:

http://www.assis.it/morbillo-non-nuova-peste/
http://www.comilva.org/il-morbillo-viene-trasmesso-anche-d…/
http://www.comilva.org/si-dissolvono-le-illusioni-sul-vacc…/