EPIDEMIA DI PAROTITE (ORECCHIONI) AD HARVARD – IL VACCINO SEMBRA UNA FRODE

EPIDEMIA DI PAROTITE (ORECCHIONI) AD HARVARD – IL VACCINO SEMBRA UNA FRODE

Fonte: http://bolenreport.com/mumps-outbreak-havard-vaccine-fraud/

di KP Stroller, MD

harvardPer oltre tre decenni Merck ha ottenuto dalla FDA la licenza esclusiva per la produzione del vaccino contro la parotite negli USA. La licenza fu approvata la prima volta nel 1967 e lo stesso ceppo virale usato allora viene usato ancora oggi. All’inizio era un vaccino monovalente, ma dopo il 1971 è stato incorporato nel vaccino MPR (MPR Morbillo Parotite Rosolia o MMR Measles Mumps Rubella) e da allora ogni anno negli USA vengono vendute 7 milioni di dosi.

Per ottenere la prima licenza Merck ha dovuto dimostrare alla FDA che il vaccino era efficace almeno al 95%. Questo significa che più del 95% di quelli che ricevevano il vaccino mostravano una risposta anticorpale adeguata. Si presume che questa risposta anticorpale corrisponde all’essere immunizzati, ma non è sempre così: il solo fatto di avere una risposta anticorpale ad un vaccino non significa che uno sia poi immune alla malattia, ma questo è un fatto spesso ignorato e lasciato in secondo piano. Sia come sia, non è questo l’argomento del mio post.

Senza il 95% di efficacia (tra il 75% e l’86% secondo la nota pubblicazione del 2012 su Vaccines di Stanley A. Plotkin, Walter A. Orenstein, Paul A. Offit, che non si possono definire propriamente noti anti-vaccinisti, ndt) non c’è “immunità di gregge” e si finisce per far sì che sia la parte più adulta della popolazione a prendersi la malattia, quando le complicazioni sono maggiori e rischiando di contagiare i neonati che ancora non possono essere vaccinati.

Il CDC prevedeva l’eradicazione della parotite entro il 2010, ma a partire dal 2006 erano cominciate epidemie di orecchioni (in comunità con una copertura vaccinale oltre la soglia richiesta per l’immunità di gregge, ndt), l’ultima in questi giorni ad Harvard. La ragione è ovvia: il vaccino non ha il 95% di efficacia. Nel 1997 la FDA richiese a Merck di dimostrare nuovamente che il vaccino avesse il 95% di efficacia e Merck lo dimostrò manipolando i dati e falsificando i risultati del test, come affermano due ex virologi della Merck che hanno intentato una causa contro l’azienda.

Lo standard di eccellenza, detto PRN test, rivela l’efficacia del vaccino (sieroconversione) contro il virus selvaggio della parotite. Questo è ciò che si supponeva che facessero in Merck, ma sembra che non l’abbiano fatto. E’ stato CDC_Merckriferito che invece abbiano testato il vaccino contro lo stock di virus della parotite usato per produrre il vaccino. Ma anche così la sieroconversione si attestava sotto l’80%. Quindi la Merck ha modificato il test introducendo anticorpi di coniglio per potenziare la risposta anticorpale umana al solo scopo di raggiungere la soglia del 95% di efficacia. Apparentemente la sola presenza degli anticorpi di coniglio era sufficiente a neutralizzare il virus anche in assenza di anticorpi umani. Il test mostrava una efficacia del 95% anche se il vaccino ne aveva lo 0%.
Questo “protocollo 007”, come è stato chiamato, non nasceva solo da scienziati delinquenti desiderosi di mantenere il posto di lavoro; il Senior Management di Merck risultava coinvolto in tutta la faccenda. Il CDC acquista almeno 100 milioni di dollari di vaccino MMR da Merck ogni anno, per cui questa presunta frode permette alla Merck di ottenere dal governo americano 100 milioni all’anno per un vaccino che non funziona.
La causa è in corso …