ESONERO, OMISSIONE O DIFFERIMENTO

 

Generalità

Inseriamo questo capitolo a fronte della nuova normativa ed in particolare alla nuova circolare ministeriale, 0025233-16/08/2017-DGPRE-DGPRE-P del Ministero della Salute, con particolare riferimento al Capitolo 3.

In questo capitolo queste eventualità sono affrontate sotto una luce NEGAZIONISTA, che tende a MINIMIZZARE e confinare le situazioni di CONTROINDICAZIONE alla vaccinazione all’interno di uno schema precostituito e assegnando a ben determinate figure professionali (inquadrate nel SSN) l’incarico di determinare la sussistenza di tali condizioni.

Riportiamo brevemente il passaggio della circolare suddetta:

Salvo quanto disposto dal comma 2 del decreto-legge (Avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale), le vaccinazioni obbligatorie possono essere omesse o differite ove sussista un accertato pericolo per la salute dell’individuo, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate che controindichino, in maniera permanente o temporanea, l’effettuazione di una specifica vaccinazione o di più vaccinazioni. Tali specifiche condizioni cliniche devono essere attestate dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera Scelta e coerenti con le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità nella Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni ediz. 2009, disponibile al seguente link: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_ pubblicazioni_1947_allegato.pdf

Esonero

GENITORI di BAMBINI che hanno avuto REAZIONE AVVERSA ALLA VACCINAZIONE

Questo è uno dei casi urgenti che ci vengono segnalati dalle famiglie e per il quale abbiamo deciso di attivarci con una procedura d’urgenza. Questa procedura potrà subire nelle prossime settimane qualche aggiustamento perché stiamo ancora cercando delle opzioni percorribili, ma abbiamo deciso di metterla a disposizione ugualmente in quanto abbiamo anche bisogno di avere i primi riscontri sul campo.

Dando per scontato che, come avviene quasi sempre, a suo tempo non sia stata fatta alcuna segnalazione di reazione avversa, occorre:

FASE A

  1. Consultare la Guida DELL’AIFA alle reazioni avverse osservabili dopo la vaccinazione per verificare se nella guida stessa figuri la patologia lamentata dal bambino come elemento a sostegno nel colloquio col pediatra (oltre ad eventuale nostra documentazione medica o scientifica riteniamo utile).
    Consultare il foglietto illustrativo del vaccino a suo tempo somministrato per verificare se nello stesso alla voce “possibili effetti indesiderati” vi sia indicata la reazione avuta dal bambino.
    Consultare attentamente il CODICE DEONTOLOGICO medico, articoli 14 e 24.
    Suggeriamo di stampare le pagine di proprio interesse ed evidenziare le parti essenziali.
    Raccogliamo a casa l’eventuale materiale documentale circa la reazione occorsa al bambino (ad esempio cartella clinica o referto del PS o dell’ospedale) ed eventuale relazione redatta da un medico specialista che abbia in cura il bambino dove si evidenzino le motivazioni per le quali viene sconsigliata la vaccinazione.
  2. Recarsi dal proprio pediatra (o medico di base: si deve comunque trattare di un medico del SSN) per un colloquio e tentare la via diplomatica per ottenere il rilascio immediato di un certificato di esonero.
    Se il medico in questione si dimostra reticente, restiamo fermi e leggiamo insieme a lui la documentazione di cui sopra, ricordandogli che il suo codice professionale gli impone di attuare qualsiasi misura di precauzione nei confronti del proprio paziente.
    Gli facciamo presente che negandoci l’esonero viene meno ai suoi doveri e che su questo noi prenderemo provvedimenti segnalando questa omissione agli organi competenti con l’aiuto di un legale con il quale siamo già in contatto.
  3. Se il certificato viene ottenuto, procedere comunque con la segnalazione della reazione avversa, chiedendo al medico stesso di redigerla ed inviarla e facendocene consegnare copia, allo scopo di colmare l’omissione avvenuta al tempo del verificarsi del fatto, quando noi non eravamo a conoscenza dei doveri di segnalazione.
  4. Se il colloquio col medico fallisce, effettuare un ultimo tentativo inviando la richiesta di esonero a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno (vedere RICHIESTA PERENTORIA DI ESENZIONE VACCINALE) ed attendere risposta.

FASE B

  1. Se anche alla richiesta formale si ha riscontro negativo (da ricevere comunque per iscritto), seguire le istruzioni per la segnalazione di reazione avversa come sopra, compilando di nostra iniziativa la scheda di segnalazione sospetta reazione avversa al servizio del cittadino (scaricabile dal sito dell’AIFA e presente in allegato, unitamente alle istruzioni per la compilazione e la trasmissione).
  2. Effettuiamo IMMEDIATO ESPOSTO all’ORDINE dei MEDICI (sezione territoriale di competenza) denunciando la gravissima omissione da parte del medico in questione. L’esposto dev’essere effettuato RELAZIONANDO circa l’accaduto indicando in maniera particolare la parte omissiva. L’esposto viene redatto e presentato direttamente dal genitore all’Ordine dei medici di competenza tramite raccomandata AR o al servizio di protocollo della sede di zona.
  3. Daremo comunicazione alla ASL in risposta alla convocazione ricevuta per la vaccinazione, spiegando quanto accade ed allegando scheda di segnalazione reazione avversa e denuncia all’ordine dei medici, in lettera raccomandata da inviarsi anche per conoscenza al Sindaco della propria città.
  4. Conserveremo copia documentale di tutto anche in vista di eventuali futuri esposti alla magistratura ovvero a testimonianza di quanto accaduto se venissimo chiamati in causa in merito alla mancata vaccinazione.

Vi chiediamo di trasmetterci per nostra conoscenza via email copia della scheda di segnalazione e della denuncia all’ordine dei medici: è importante avere i vostri riscontri perché la materia è in evoluzione e qualsiasi suggerimento e segnalazione sono preziosi per mettere a punto una strategia funzionale.

Allegati (file .zip)

Differimento

INDICAZIONI PER PREDISPORRE IL CERTIFICATO DI DIFFERIMENTO DELLE VACCINAZIONI A TUTELA DELL’ASSISTITO E DEL MEDICO

  • Il certificato di differimento delle vaccinazioni, da un punto di vista giuridico, si configura alla stessa stregua degli altri certificati medici: è un atto che qualifica un fatto attribuendogli rilevanza giuridica nei confronti di terzi e produttivo di effetti nella sfera giuridica dell’assistito.
    Deve quindi essere predisposto nel rispetto dei medesimi requisiti formali e sostanziali degli altri certificati.
  • Attesta la sussistenza di un insieme di fatti obiettivi, i quali, seppur potrebbero non comparire singolarmente come generale controindicazione alle vaccinazioni così come predisposto nella guida alle controindicazioni alle vaccinazioni redatta dall’Istituto Superiore di Sanità, inseriti nel quadro dell’anamnesi personale e familiare, viste e considerate le possibili reazioni avverse indicate nelle schede tecniche e nei foglietti illustrativi specifici di ogni vaccinazione, rendono evidente la necessità di attuare il principio di precauzione a tutela del paziente, differendo il trattamento preventivo affinché possano disporsi gli opportuni accertamenti e/o il monitoraggio del quadro clinico dell’assistito.
  • Requisito imprescindibile è la veridicità dell’attestazione.
    Bisogna comunque sottolineare sia la perseguibilità del medico che attesti situazioni non conformi al vero, sia la perseguibilità del medico che, a fronte di gravi indizi ed elementi che rendano seriamente dubbia l’opportunità della somministrazione del trattamento sanitario preventivo obbligatorio per legge, rifiuti di rilasciare la certificazione di differimento esponendo di fatto l’assistito a un pericolo per la salute.
  • L’accertato pericolo per la salute si configura giuridicamente quando, in relazione a specifiche situazioni cliniche documentate 1 del minore, della sua famiglia o del suo patrimonio genetico:
  1. vi sia incompatibilità del soggetto per vicende di vita personale (es: allergie) o familiarità con particolari patologie;
  1. la vaccinazione potrebbe indurre una reazione avversa massiva per la quale è molto sconsigliata, particolarmente per quei soggetti che l’hanno già manifestata, o nel caso in cui l’abbiano manifestata loro congiunti prossimi, in modo tale da costituire un serio indizio per cui si rende opportuno compiere particolari accertamenti medici.
  • E’ opportuno che il medico formuli in maniera sintetica ed efficace la valutazione del rischio, esplicitando se necessario anche gli elementi di rischio potenziali risultanti dai fatti di cui il medico è a conoscenza, in maniera coerente tra quanto constatato obiettivamente e quanto attestatato per iscritto.
  • Si richiama inoltre l’attenzione all’art.24 del codice deontologico medico, in cui si recita che:

Art. 24

Certificazione

Il medico è tenuto a rilasciare alla persona assistita certificazioni relative allo stato di salute che attestino in modo puntuale e diligente i dati anamnestici raccolti e/o i rilievi clinici direttamente constatati od oggettivamente documentati.

  • Ed inoltre all’art.13 è ben specificato che:

Art. 13
Prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione

(omissis)
Il medico segnala tempestivamente all’Autorità competente le reazioni avverse o sospette da farmacie gli
Eventi sfavorevoli o sospetti derivanti dall’utilizzo di presidi biomedicali.
(omissis)

 

1 Sulle problematiche non direttamente verificate dal medico ma riferite delle persone esercenti la responsabilità genitoriale del minore, si indica, a tutela sia del medico che del paziente,di adottare la formulazione opportuna. Il medico anche in questi casi deve rilasciare al paziente il certificato perché anche di fronte alla più subiettiva delle infermità egli non può escludere che quell’infermità sussista e non può contrastare o eludere l’interesse del paziente ad ottenere il certificato laddove sussistano elementi oggettivi, prefigurandosi altrimenti responsabilità penali e deontologiche.

 

Omissione

Si configura nella condizione dei minori che hanno già sviluppato le infezioni per cui sono previsti gli attuali vaccini obbligatori. In questo caso sono chiamati in causa:

  • Gli esami clinici per determinare il dosaggio anticorpale e definire quindi lo stato immunologico verso l’infezione specifica, per discriminare l’eventuale necessità della vaccinazione;
  • La disponibilità dei vaccini monovalenti specifici per le infezioni per cui non esista una prova di immunità acquisita.

Anche su questo fronte ci riserviamo di sviluppare l’argomento a breve.