Salve, vi contatto perchè avrei bisogno di alcuni recapiti telefonici per avere delle informazioni e della assistenza.Descrivo brevemente: mia figlia ha sei mesi, io e mio marito abbiamo deciso di non effettuare vaccinazioni, ci arrivano due lettere della ausl che ci invitano ad effettuarle. Dopo alcuni giorni arriva una raccomandata a cui rispondiamo con una lettera dove esprimiamo il nostro volere e le nostre perplessità. Dopo 15 giorni arrivano i vigili a casa che ci chiedono perchè non abbiamo effettuato le vaccinazioni, noi consegnamo copia della lettera inviata alla usl.Dopo 3 giorni ci arriva una lettera della usl dove venivamo avvisati che l'azienda non aveva più competenza e passava il caso al tribunale dei minori.Oggi ho chiamato la usl che in poche parole mi ha detto: Se gli fai i vaccini si risolve tutto sennò te la vedi col tribunale. Queste cose accadevano 20 anni fa. A chi posso rivolgermi? Non esiste più la libera scelta??? La vostra associazione mette a disposizione legali per un consulto? A qualcuno è già successo? Se si come procederà la vicenda?
Modificato da - MartinaMarina in Data 27/04/2010 18:02:04
Martina, dal 1995 nessuno può più obbligarti alla vaccinazione coatta. Tenete duro, perché siete voi i genitori, quindi esercitate la patria potestà su vostra figlia. Questo modo di fare, oltre che una grande mancanza di tatto, indica anche una grandissima mancanza di professionalità. Il suggerimento di Sunny è perfetto: rivolgi il tuo quesito all'avv. Ventaloro. A volte con quelli che fanno la voce grossa basta l'intervento dell'avvocato per vederli subito con le orecchie basse fino a terra. Però una cosa importante la debbo dire: l'obiezione è una procedura e come tale va condotta secondo schemi ben delineati e con un certo stile (oltre che nel rispetto di certe formalità). Evitate sempre il fai-da-te. Il Comilva ha una esperienza ormai ventennale nel condurre l'obiezione. Purtroppo a volte, pur essendo motivati dalla ragione, molti genitori scelgono percorsi poco chiari o omettono passaggi importanti, come coloro che, per chiudere subito la questione e togliersi ogni preoccupazione e non pensarci più decidono di passare subito alla sottoscrizione del dissenso informato. Questo comportamento, pur se sbrigativo, non concede a coloro che lo adottano la prova di innocenza. Soltanto se si segue il percorso dell'invio delle varie lettere tipo, se si attendono le risposte dell'Asl, se si replica alle loro risposte si può avere la prova di avercela messa tutta e di aver preferito non far correre rischi ai propri figli. Ma se si omettono dei passaggi, allora ci si colloca su posizioni più rischiose. Iniziate col prendere contatto con l'Avvocato. Poi cercate di seguire alla lettera il consiglio di chi, come lui, vanta una grande esperienza nel settore specifico. Ciao
Ciao E'davvero vergognoso (per non usare termini peggiori)quello che sta accadendo:Un passo avanti e tre indietro? Tienici aggiornati e in bocca al lupo.. TENETE DURO a presto
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