Giù le mani dalla Libertà

Ieri il Senato di quello che resta della Repubblica Italiana ha approvato con modifiche il ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. Questo è un atto di una gravità assoluta, portato a compimento grazie ad un accordo di interesse che si nasconde dietro al paravento della tutela della salute pubblica che si vuole preminente rispetto alla libertà di scelta individuale, in barba ai dettami della Costituzione, in primis l’art. 32.

Coloro i quali, consapevoli e non, hanno sostenuto e votato a favore di questo provvedimento, si sono assunti una responsabilità che NON potevano in alcun modo accreditarsi: hanno usato la scienza come un grimaldello per forzature che non trovano alcun riscontro nella realtà e hanno sostenuto il dogma scientifico per tacitare il dissenso che in questo campo è il sale del progresso.

A beneficio di tutti ribadiamo che la scienza non è VERITA’ ASSOLUTA ma un percorso faticoso che può avanzare veramente solo quando si mette continuamente in discussione, viceversa sprofonda nel baratro della follia umana. Nessuno si può appropriare della scienza, tanto meno chi ci guadagna: il dibattito scientifico non si conduce a colpi di maggioranza o contando le pubblicazioni scientifiche accreditate da organismi controllati dall’industria farmaceutica. In una vera comunità scientifica non si radiano i medici che propongono una riflessione seria sulle vaccinazioni e mettono in evidenza i rischi della pratica vaccinale. Questa non è scienza! Questa è la dittatura del PENSIERO UNICO!

Chi si occupa di politica avrebbe il dovere di contemperare ogni aspetto della vita pubblica, valutando con attenzione il rapporto rischio-beneficio di ogni decisione: per fare questo ha bisogno innanzitutto di aver un quadro chiaro della situazione, informazioni complete, imparziali e ha il dovere di garantire che i diversi punti di vista siano adeguatamente considerati. Dovrebbe quindi ascoltare le ragioni delle parti, vagliare, riflettere, fare domande, ragionare, discutere, … comprendere!

Ebbene, chi ha avuto l’onere di presentarsi recentemente da questi signori, per portare la voce del dissenso verso questo provvedimento, ha potuto sperimentare lo spessore espresso dai nostri politici nell’esercizio di questa importantissima funzione: salvo alcune persone perbene – che sono in netta minoranza, purtroppo – l’esito è stato piuttosto deludente,

  • Ascolto: ZERO;
  • Domande: ZERO;
  • Discussione: ZERO;
  • Comprensione: ZERO;
  • Totale: ZERO!

Prima di provare a contemperare Libertà e Sicurezza occorre avere le idee ben chiare e riconoscere onestamente le priorità di questo paese, essere consapevoli delle vere emergenze e non giocare con i numeri e le statistiche come fa comodo.

Il paese sta sprofondando sotto i colpi della globalizzazione economica, la disoccupazione è in continuo aumento, per tutti e soprattutto per i nostri giovani il futuro è la precarietà, non sappiamo affrontare né gestire in nessun modo una immigrazione selvaggia, il sistema pubblico non funziona, gli ospedali chiudono o collassano per la mancanza di fondi, le strade e i ponti crollano per mancanze strutturali, … e abbiamo il coraggio di occupare il parlamento per discutere del morbillo? Ma di cosa stiamo parlando?

Dov’è la Sicurezza?

Siamo proprio sicuri che per modificare di qualche decimo percentuale (perché di questo si tratta …) la copertura vaccinale contro alcune malattie infettive sia necessario comprimere le libertà personali e negare il rispetto della persona umana?

Sono queste le emergenze del nostro paese che costituiscono i presupposti di necessità ed urgenza?

Abbiamo tutti gli occhi per vedere e le orecchie per ascoltare, la testa per pensare … e quindi la bocca per parlare: mettiamoci in moto quindi e cominciamo a far funzionare questa macchina meravigliosa. Non facciamoci intimorire dall’autorità costituita da persone che sono VUOTE dentro quanto ARROGANTI e PRESUNTUOSE all’esterno: è il tempo di agire responsabilmente e consapevolmente, facendosi carico in prima persona del nostro futuro.

In questi giorni tutti noi abbiamo potuto constatare il risveglio delle coscienze, generato dall’impulso naturale che in ognuno di noi ha generato l’indignazione verso questa classe politica, prigioniera di concetti astratti veicolati da precisi gruppi di interesse. Una classe politica incapace di dialogo e di confronto democratico, prigioniera della sua stessa ambizione, indegna di rappresentare chiunque se non coloro che la governano in modo occulto.

Questa è quindi, nonostante il momento gravoso, una grande opportunità per tutti noi: la legge che il parlamento sta per approvare non sarà la nostra sconfitta, bensì la grande occasione per dimostrare a tutto il mondo chi sono veramente gli italiani. La nostra storia ci insegna che nei momenti difficili sappiamo reagire e riprenderci quello di cui pochi scellerati hanno inteso privarci: la LIBERTA’.