IL CASO DEL PM MINORILE BOLOGNESE: PERCHÉ NON SI TORNA INDIETRO!

È IMPORTANTE ESERCITARE SEMPRE L’OBIEZIONE ATTIVA

piazza_maggiore_bologna-300x19911Molti amici ci hanno segnalato la pubblicazione dell’articolo “Non avete vaccinato vostro figlio. Ora rischiate la patria potestà” su Resto del Carlino del 16 gennaio 2013. Questo tipo di minaccia la sentiamo di tanto in tanto pronunciare da qualche funzionario poco informato o “aggiornato”, come pure ci vengono riferite altre corbellerie che riguardano l’accesso scolastico e altre invenzioni stravaganti. Di fatto, da qualche tempo a questa parte, si distingue in terra d’Emilia Romagna l’operoso PM Minorile dott. Ugo Pastore, che immagina di poter “fermare” la storia a suon di provvedimenti contro i genitori obiettori. Non sappiamo quale siano i principi che animano questo signore, non vogliamo fare nessuna ipotesi, né deduzione particolare: osserviamo solo che tanto zelo meriterebbe ben altre attenzioni perché i problemi “veri” qui da noi non mancano di certo, e di persone piene di buona volontà c’è sempre bisogno. Peraltro vi diciamo pure che le poche procedure aperte dal TDM di Bologna dopo il ricorso del PM minorile dott. Pastore (perchè va detto che per la maggioranza dei casi il TDM NON apre alcuna procedura nonostante il ricorso del PM), SI SONO GIÀ CONCLUSE o si stanno concludendo con Decreti del Tribunale in favore dei genitori.

DECRETO del TDM di Bologna, N. 2160 del 15 gennaio 2013

Si tenga conto altresì del fatto che i genitori su cui il PM minorile concentra la sua attenzione, sono coloro che NON hanno fatto Obiezione Attiva (procedura prevista dalla normativa regionale dell’Emilia Romagna che con la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 13.3.2009 N. 256 HA ELIMINATO OGNI SANZIONE AMMINISTRATIVA.

I nuovi principi della normativa sono moderni e proficui quanto ad una sanità pubblica partecipata.

UNA POLITICA SANITARIA NON PIU’ ESSERE FONDATA INFATTI SULL’IMPOSIZIONE, MA SULL’ADESIONE INFORMATA E PARTECIPATA.

In sintesi, sono stati attivati dei procedimenti minorili (con patema d’animo ed esborsi economici), verso coloro i quali hanno prodotto un tipo di obiezione “inattiva, ovvero verso chi non ha fatto nulla per dichiarare in modo esplicito e documentatola loro posizione (addirittura mal consigliato da legali che avventatamente hanno mandato gli obiettori allo sbaraglio!), oppure verso obiettori che hanno praticato l’obiezione in maniera incompleta o inesatta (ad es. firmando semplicemente il modulo di dissenso informato proposto dalle Aziende Sanitarie in modo del tutto sbrigativo, senza informare correttamente le famiglie).

Ricordiamo a tutti che oggigiorno praticare l’obiezione di coscienza, alla luce delle recentissime e numerose sentenze sui danni da vaccino, dell’attuale normativa italiana, nonché delle ultime Leggi regionali che stanno abolendo di fatto l’obbligo in diverse regioni italiane – in Veneto con la sospensione formale delle leggi dell’obbligo – e dopo tante battaglie degli ultimi anni, è semplice e soddisfacente, nonché doveroso, per il bene dei figli.

Come viene riportato nella nostra guida (disponibile ai soci iscritti), per praticare l’obiezione è comunque ASSOLUTAMENTE SEMPRE necessario:

  1. Prendere posizione formalmente con raccomandata A/R da inviarsi all’Azienda Sanitaria (sono disponibili dei facsimili nella guida, ma il testo deve semplicemente contenere la comunicazione della volontà di attendere per potersi informare in modo esaustivo, richiedendo nel contempo garanzie a tutela del bambino verso ogni forma possibile di reazione avversa;
  2. Presentarsi SEMPRE agli eventuali colloqui ai quali sarete invitati dall’azienda, ascoltare e partecipare con domande, rispettando i vostri interlocutori e facendovi rispettare,
  3. Non firmare modelli di DISSENSO INFORMATO proposti dalle aziende sanitarie perché contengono una formulazione dove i genitori si definiscono “debitamente informati”, il che contrasta nettamente con la reale situazione. Il Comilva fornisce, sempre nella guida un modello di dissenso informato contenente le modifiche opportune, atte a tutelare i genitori firmatari da ogni interpretazione falsata di questa dichiarazione. Poiché il dissenso informato è una pratica etico-amministrativa dei cittadini (non degli Enti, né tantomeno delle aziende sanitarie), voi potete proporre questa formulazione, rimanendo naturalmente nell’ambito della pratica di dissenso informato. Non accettando le vostre “modifiche” le aziende sanitarie commettono un abuso.

Assolutamente sconsigliato nascondersi, o ignorare gli inviti e le missive dell’ASL: non sarebbe OBIEZIONE, ma semplice fuga o inerzia. L’obiezione di coscienza è un comportamento “attivo” dal punto di vista etico e civico, serve a manifestare regolarità genitoriale (altrimenti qualcuno potrebbe sostenere che i genitori non si curano della salute dei figli, nonché delle Istituzioni), ed a diffondere le nostre tesi. Questa è anche una delle ragioni per cui vi consigliamo di coinvolgere in questo percorso anche il Sindaco, in quanto autorità locale di riferimento con responsabilità di tipo amministrativo e sanitario ma anche figura “politica”.

Concludiamo con una osservazione e una precisazione sul commento all’articolo del Carlino intitolato “Una puntura di buon senso”: facciamo notare al buon Valerio Baroncini (che ringraziamo per la sua imparzialità e buon senso) che i genitori praticanti l’obiezione di coscienza “non rifiutano le vaccinazioni su base ideologica e culturale” (come sbrigativamente afferma il pur utile provvedimento regionale citato pocanzi), bensì si interrogano sul rapporto rischio/beneficio di questa pratica e ne valutano quindi l’opportunità, intendendo farlo in modo informato e consapevole. Non si tratta quindi di seguire né una moda né una ideologia, quantunque vadano rispettate le idee di ciascuno nell’ambito di una convivenza civile.

 

Allegato: DECRETO del TDM di Bologna, N. 2160 del 15 gennaio 2013