ALCUNE CONSIDERAZIONI

Molti dei vaccini orali antipolio (OPV) prodotti nel mondo sono preparati utilizzando substrati cellulari di cellule renali provenienti da scimmie verdi dell’Africa, almeno da 30 anni a questa parte. Fu lo stesso Albert Sabin a scoprire il virus SV-40 nel vaccino antipolio. Perché lo tenne nascosto?

La prima campagna di vaccinazione di massa con antipolio orale avvenne in Ruwanda e parte del Congo Belga nord est (Zaire) nel periodo 1957-’58. Più di 250.000 individui ricevettero il vaccino. Oggi quest’area è nota per la forte espansione dell’AIDS.
Lo stesso OPV, prodotto dal Wistar Institute di Philadelphia, venne usato a Leopoldville (l’attuale Kinshasa nello Zaire, la zona in cui è apparso per la prima volta l’HIV), capitale del Congo Belga. Curiosamente, lo Zaire fu anche teatro dell’epidemia di Ebola del 1995.
In Ruwanda si è consumato uno dei più cruenti genocidi di massa, perpetrato dalla aberrante mentalità delle tribù dei Tutsi e degli Hutu, con circa 250.000 morti, perlopiù fatti a pezzi e smembrati: 1994. C’è da chiedersi se una tale aggressività non possa essersi scatenata come una conseguenza di patologie di natura encefalitica in generazioni sulle quali sono stati riversati carichi di virus da vaccini sperimentali.
Nel 1967, 31 tra tecnici e addetti di laboratorio contrassero il Marburg virus dopo aver lavorato con tessuti provenienti da scimmie verdi africane, contenenti anche il simian virus 40 (SV-40) ed altri organismi tossici la cui procedura di identificazione risultava troppo onerosa, come ad esempio il simian herpes (B virus).

Dobbiamo ricordare che l’SV-40 è stato collegato a varie forme di leucemia e a malattie degenerative del cervello.
Il vaccino contro la febbre gialla è ottenuto da embrioni di pollo contaminati con Leucosi aviaria, un retrovirus cancerogeno dei polli. Nel 1986 l’Organizzazione Mondiale della Sanità comunicava che era possibile permettere il fatto che i vaccini contenessero la leucosi aviaria dal momento che era estremamente difficile ottenere embrioni di pollo esenti da questo retrovirus.

Il 20 agosto 1987, la rivista Nature annunciava, a pag. 660, la scoperta di un nuovo vaccino contro la lebbra ottenuto dagli armadilli, aggiungendo che questi prodotti contenevano “proteine estranee”, DNA e “retrovirus non ancora noti che potrebbero causare effetti dannosi postumi”.

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