CLASSIFICAZIONE DEI VACCINI

I vaccini sono generalmente suddivisi in due categorie principali, quelli derivanti da batteri e quelli da virus. In aggiunta i vaccini contengono sia virus che batteri nelle forme uccise o vive. All’interno del paradigma, quei vaccini che utilizzano organismi vivi devono essere in un certo senso indeboliti o attenuati, “in modo tale da non generare la malattia stessa in coloro ai quali vengono somministrati.” Ci sono diversi modi attraverso cui i virus o i batteri possono essere commercialmente attenuati. La procedura più frequente consiste nel passaggio in serie, ovvero il passaggio attraverso colture di cellule animali fatto un certo numero di volte. I vaccini contenenti virus possono passare attraverso queste colture centinaia di volte prima di poter essere dichiarati “attenuati”. Il tipo di cellule animali utilizzate dipende dal tipo di virus. Il virus del morbillo, ad esempio, viene fatto passare attraverso gruppi successivi di cellule embrionali di pollo, i virus della polio passano attraverso cellule renali di scimmia, il virus della rosolia attraverso cellule di anatra o di coniglio, quello della febbre gialla attraverso cellule di roditori o cellule embrionali di pollo. I virus contenuti in forma viva nei vaccini hanno la capacità di riprodursi nell’organismo umano ospitante. L’impatto sull’organismo umano di complessi di proteine estranee di origine animale verrà discusso più avanti.


I vaccini definiti come “vaccini uccisi” sono quelli contenenti virus o batteri che sono stati “inattivati” mediante radiazioni, calore o reazioni con sostanze chimiche, (operazioni che portano all’alterazione complessiva della cellula o del virus oppure alla formazione di virus o batteri rotti o frammentati, tutti comunque estratti chimicamente) sostanze molecolari sintetiche, oppure sostanze conosciute con il nome di Tossoidi (toxoids). La risposta fisiologica ad un vaccino di questa specie è la produzione di anticorpi che continuano a circolare nell’organismo. Si sono verificate un gran numero di situazioni in cui vaccini basati su virus supposti uccisi contenevano in realtà componenti vivi. Questo accadde ad esempio nel 1955, allorché la somministrazione di vaccino antipolio di tipo Salk ebbe l’effetto di produrre un numero considerevole di casi di polio paralitica. Il preparato conteneva formalina, un germicida cancerogeno che si pensava fosse in grado di inattivare il virus: ovviamente non fece il proprio lavoro a dovere. Non dimentichiamo infine che tutti i vaccini sono sostanzialmente sperimentali.

 

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Guida di riferimento per una analisi approfondita del Paradigma Vaccinale