I CO-FATTORI PER LO SCONVOLGIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

È ben noto il fatto che l’infezione naturale del morbillo è una tappa fondamentale nella maturazione del sistema immunitario umano. Per quale motivo qualcuno dovrebbe creare un vaccino per fermare o ritardare questa importantissima fase di sviluppo del nostro sistema immunitario acquisita attraverso una infezione naturale che causa una malattia lieve?

Diverse tipologie di vaccino furono introdotte dal 1963, con l’intento di prevenire il morbillo contratto naturalmente: tra questi vi erano quelli prodotti con virus vivo attenuato e con virus “disattivato” con formalina. Questi vaccini furono somministrati a quasi 1,000,000 di persone fra il 1963 ed il 1967. Poco tempo dopo l’introduzione di questi vaccini, i bambini trattati cominciarono a sviluppare una forma di morbillo atipico, da una parte una forma particolarmente subdola, resistente al trattamento e dall’altra una forma leggera con lo sviluppo di chiazze rosse minuscole o addirittura senza chiazze. Queste forme atipiche hanno l’effetto di provocare malattie croniche di tipo degenerativo, incluso il cancro. È curioso notare come i pazienti affetti da cancro sembrano aver avuto nella loro storia una incidenza di malattie infettive particolarmente bassa.

Nel 1985, altri studi misero in evidenza la correlazione fra il morbillo senza chiazze rosse con l’incremento dell’incidenza di malattie degenerative e di malattie autoimmunitarie.

In uno studio interessante, iniziato nel 1961 a Cincinnati, vennero seguiti 386 bambini ai quali era stato somministrato in tre dosi successive un vaccino contenente virus uccisi di morbillo. Di questi 386 bambini, 125 furono esposti al virus naturale: 54 dei 125 svilupparono comunque la malattia.

Uno studio del 1967 descriveva la manifestazione di morbillo atipico in 10 ragazzi che avevano ricevuto un vaccino da virus di morbillo disattivato dai 5 ai 6 anni prima. Nove di essi svilupparono polmonite che si rivelò resistente a qualsiasi trattamento. Reazioni avverse gravi si manifestarono inoltre nei bambini in cui veniva iniettata una prima dose di vaccino con virus disattivato e la seconda con virus vivi. Nonostante i continui episodi di reazioni avverse, sia locali che sistemiche al vaccino, e la ovvia mancanza di efficacia, gli ufficiali sanitari continuavano a dichiararne la sicurezza e l’efficacia. FRODE E NEGLIGENZA CRIMINALE!

Le autorità sanitarie hanno sempre respinto i rapporti che dimostravano il fallimento della vaccinazione, e hanno definito il morbillo atipico come causato da una cattiva conservazione dei lotti o da una vaccinazione troppo precoce.
Già nel 1973 i rapporti che descrivevano i gravi disordini neurologici dovuti al vaccino contro il morbillo cominciarono a fiorire in gran numero. In uno di questi venivano descritti 80 casi che si manifestarono all’incirca 30 giorni dopo la vaccinazione. Il fatto che 45 di questi bambini avessero avuto problemi neurologici tra i 6 e i 15 giorni dopo l’iniezione fu l’indizio per dimostrare che non era un “caso” l’associazione di questi disturbi con la vaccinazione. Infatti, questo periodo di due settimane sembra si possa applicare anche alle vaccinazioni DTP e alla vaccinazione antipolio, per quanto riguarda la risposta sintomatologica. Questo è il vero motivo per cui si è stabilito di istituire un periodo limitedi monitoraggio per le reazioni avverse da vaccino, per evitare proprio il periodo stesso in cui queste reazioni si manifestano!

Il vaccino contro il morbillo può generare condizioni patologiche estremamente gravi, come l’atassia (perdita di coordinazione), ritardo mentale, iperattività, meningite asettica, attacchi apoplettici, paralisi ed encefaliti generalizzate. È opinione generale che, durante un processo encefalitico, la mielina che riveste i nervi venga distrutta, trasformandosi in un antigene, intensificando i processi infiammatori, anche se il meccanismo non è stato ancora ben compreso. Prima del 1900 le encefaliti erano quasi trascurabili nel panorama delle malattie infantili.
Quella parte di potere occulto che ha il controllo sociale e che si è “autoproclamata Autorità Sanitarie” continua a promulgare i benefici della presunta protezione conferita dalle vaccinazioni ed è completamente indifferente al fatto che epidemie di morbillo continuano sostanzialmente a colpire i bambini vaccinati. Dal 1970 anche gli adulti hanno cominciato a contrarre questa malattia senza apparenti motivazioni. Questo non era mai accaduto prima dell’introduzione del vaccino contro il morbillo.

Nel 1978, il segretario del Ministero della Sanità americano annunciò “un nuovo sforzo per liberare gli USA dal morbillo fin dal 1981″ e, di conseguenza, venne lanciata una nuova campagna vaccinale. Ricordiamo ancora che l’età tipica dei pazienti affetti da morbillo, prima dell’introduzione del vaccino, andava dai 5 ai 9 anni. Dopo l’introduzione del vaccino, il 64% dei soggetti colpiti aveva più di 10 anni. L’età media durante l’epidemia di morbillo che ci fu nell’Università della California era stata di 20/24 anni, di cui il 91% era stato vaccinato contro la malattia. Dopo il famoso 1981, di cui sopra, gli USA vennero colpiti ripetutamente da epidemie di morbillo, grazie alle rinnovate campagne di vaccinazione e le epidemie maggiori si verificarono proprio nelle comunità completamente vaccinate e tra l’altro con morbillo atipico. Grazie a queste iniziative adulti e bambini sotto i due anni contrassero il morbillo. Inoltre, i programmi di vaccinazione obbligatoria contro il morbillo vennero sempre condotti con vaccini che si erano rivelati inefficaci durante le precedenti epidemie. Come accaduto in altre circostanze simili, le autorità sanitarie ricercarono una soluzione semantica a questo paradosso. Nel 1984 dichiararono: – “un bambino che si trova in uno stato di sensibilizzazione immunologica, ma non è ancora immune, è per così dire in uno stato di immunizzazione inadeguata”. Non è divertente? Si risponde al fallimento di un vaccino e al conseguente fallimento del concetto stesso di vaccinazione, chiedendo di vaccinare di più. Questa logica circolare permane ancora oggi, grazie anche al fatto che la gente non riesce a contrastarla unendosi per dire, una volta per tutte, BASTA!

Nel 1985, le stesse autorità sanitarie ebbero l’audacia di dichiarare: – “non è stata dimostrata una trasmissione della malattia nelle comunità completamente vaccinate” – e poi ancora – “la causa principale del fallimento dell’obiettivo della completa eradicazione del morbillo sembra essere il fatto che alcune persone, per le quali il vaccino era indicato, non erano state vaccinate”. Questo era naturalmente una deliberata menzogna. Nel frattempo la diffusione del virus del morbillo di origine vaccinale continuava a svolgere il suo lavoro nel minare il sistema immunitario generale della popolazione.

Ora, dal momento che la naturale immunizzazione verso il morbillo ed il suo contributo per lo sviluppo del sistema immunitario umano è stata ostacolata dalla vaccinazione, generazioni di bambini con la cosiddetta “immunizzazione inadeguata” cresceranno senza una propria immunizzazione da trasferire alla successiva generazione che, a sua volta potrà contrarre il morbillo in un’età (precoce) nella quale dovrebbe essere protetta dagli anticorpi materni, con tutte le conseguenze del caso.

 

 

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