IL CONCETTO DI VACCINAZIONE E DI IMMUNITÀ SINTETICA

Vaccino: “un preparato contenente antigeni proteici e tossine, (comunemente batteri, virus e prodotti di sintesi chimica) utilizzato con l’intenzione di indurre una immunità artificiale contro una specifica malattia, simulando il processo di infezione naturale con mezzi artificiali, generando una infezione e la conseguente produzione di anticorpi, normalmente accompagnato da effetti collaterali fisiologici, rivolto a prevenire il quadro clinico della malattia stessa che si sarebbe teoricamente contratto in mancanza del vaccino, nelle condizioni per cui le condizioni standard di vita, di igiene, di immunità acquisita, di cure materne e di immunità naturale non siano tali (parzialmente o completamente) da evitare lo sviluppo della malattia.”

La definizione composita sopra esposta non è reperibile in una specifica rivista medica, ma deriva da una analisi funzionale del paradigma concettuale della vaccinazione. Il dizionario medico Webster definisce semplicemente il vaccino come: “sostanza o preparato contenente il virus del vaiolo bovino in una forma adatta all’uso per la vaccinazione, o un preparato a base di microrganismi uccisi, organismi vivi attenuati, organismi vivi virulenti che viene somministrato per produrre o indurre un aumento artificiale dell’immunità verso una particolare malattia.” La vaccinazione stessa, in accordo con il dizionario Webster è definita quindi come “l’introduzione nell’uomo o negli animali domestici, di microrganismi, attivi o virus latenti o batteri, che sono stati preventivamente trattati in modo da renderli inoffensivi, con il proposito di indurre lo sviluppo di una immunità verso una particolare malattia.”

All’interno del paradigma della vaccinazione , l’immunità attiva, viene raggiunta da una reazione fisiologica verso un antigene estraneo presente nel vaccino, mentre l’immunità passiva è definita come quella conseguita con l’iniezione di un immunsiero contenente anticorpi umani o di origine animale. Confrontiamo i concetti di immunità artificiale attiva e di immunità passiva espressi nel paradigma della vaccinazione con quelli dati per l’immunità naturale all’inizio di questo lavoro. L’utilizzo di una iniezione di vaccino tossico by-passa i sistemi di difesa naturale dell’organismo ed espone l’individuo a molti più rischi rispetto che ai benefici presunti – quanto meno questa è l’opinione generale che viene dagli esperti qualificati. Se qualcuno di voi chiede a qualsiasi dottore “se l’idea dell’immunità da vaccino coincide con l’immunità verso la malattia”, essi risponderanno “naturalmente”; i fatti reali indicano tuttavia ben altro. Un’altra modalità per la formulazione della domanda è “l’immunità garantita mediante l’iniezione del vaccino equivale alla immunità normale o patotropica?”.
La vaccinazione in quanto a procedura si basa su una serie di assunzioni mediche, le quali costituiscono un pensiero schematico e un sistema fideistico che non solo non ha riferimenti nella conoscenza scientifica ma pone le basi, apiù alto livello, per una deliberata soppressione di tali conoscenze per il mantenimento di una ortodossia medica che assicura a se stesso la continuità nel tempo, favorendo di fatto una condizione di malattia nella comunità umana. Queste “assunzioni mediche” sono nell’ordine:

  1. Credere che gli agenti della malattia siano le sole cause principali di certe condizioni,
  2. Credere che il corpo umano possa formare un meccanismo di difesa contro tali agenti e possa prevenire lo stato clinico in assenza di reazioni avverse,
  3. Credere che questo possa essere arbitrariamente ottenuto attraverso la somministrazione di certe forme dell’agente causante la malattia stessa.

 

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Guida di riferimento per una analisi approfondita del Paradigma Vaccinale