IL SEMINARIO SULLA VACCINAZIONE ANTIPERTOSSE DEL 1990

Nel 1990 si svolse un seminario sulle complicazioni neurologiche della pertosse e sulla vaccinazione. Le sue conclusioni furono, in primo luogo, che non esisteva uno standard di riferimento fra i produttori, quindi che per uno stesso produttore non esisteva uno standard nemmeno fra i lotti successivi e che quindi non c’era difficoltà nell’ammettere una relazione causa-effetto fra il vaccino e i danni neurologici permanenti conseguenti. Inoltre, si rilevò che esistevano dati sperimentali sufficienti per attribuire sia all’endotossina che alla tossina della pertosse una chiara responsabilità nelle reazioni neurologiche avverse al vaccino stesso e che fra i neurologi vi era un ampio consenso nel considerare come le crisi post-vacciniche non erano state adeguatamente valutate quando erano definite come “convulsioni febbrili”, in quanto queste forme non sono in genere necessariamente benigne.

Incredibilmente, nonostante le loro stesse considerazioni, essi conclusero il rapporto sul convegno affermando: – “non ci sono prove che dimostrino l’associazione fra vaccinazione DPT e SIDS, in quanto la sindrome da morte improvvisa dopo la vaccinazione antipertosse è talmente rara da non essere rilevabile nel contesto dei dati attuali sulla mortalità infantile” – . Solo negli USA ci sono 10.000 casi all’anno di SIDS. […]

Nello stesso anno la rivista JAMA (Journal of American Medical Association), in un editoriale chiaramente intitolato “Encefalopatia indotta da vaccino: un mito”, accusava ironicamente l’AAP ed “altri medici non meglio definiti” di unirsi ai gruppi di genitori ed avvocati che sostenevano la pericolosità del vaccino. L’accusa è alquanto ironica nel senso che la stessa AAP, nel 1992 era schierata fra coloro che raccomandavano le 5 dosi di vaccino antipertosse nei bambini. È molto interessante notare come questa organizzazione abbia cambiato opinione nel giro di soli due anni. Il risultato di questa incauta inversione di marcia fu la formazione del Programma Nazionale (per il monitoraggio del???) danno da vaccino.

Per completare l’opera, sempre nel 1992, l’Istituto di medicina (USA) ammise che “esiste una consistente evidenza di relazione casuale fra vaccino DPT e forme di encefalopatia acuta, definite in termini di encefalopatia, encefaliti, encefalomieliti, nonché fra lo stesso vaccino ed anafilassi. Inoltre esiste una chiara correlazione fra la componente antipertosse del vaccino DPT ed il pianto inconsolabile”. In altri termini danni cerebrali in corso.

 
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