L’ORTODOSSIA DELLA ROSOLIA

Premessaquando parlano di Ortodossia gli autori si riferiscono a quanto la scienza ufficiale riporta in merito alla definizione della malattia, alle sue conseguenze e ai “pregi” della vaccinazione, una sorta di legittimazione del vaccino che serve, in definitiva, per una tranquilla accettazione del prodotto da parte dei genitori i quali sono guidati in questa “scelta” (quando possono) dalla convinzione che ciò rappresenti un “bene” per i propri figli. La conoscenza di queste definizioni è necessaria per poter comprendere la struttura del paradigma vaccinale e quindi per poterlo confutare a ragion veduta. (n.d.t.)


Secondo la descrizione immunologica standard “l’infezione da rosolia può essere associata con una significativa morbosità in età adulta ed è associata ad un elevato grado di danni o anomalie dei feti se contratta dalle donne nei primi mesi di gravidanza. Dato che non c’è evidenza che i soggetti, vaccinati precedentemente o che abbiano contratto già la rosolia, siano esposti al rischio di reazioni sistemiche o locali dal ricevere il vaccino della rosolia vivo, non si rendono necessari i test preventivi atti a stabilire la necessità o meno della vaccinazione stessa”. Naturalmente una dichiarazione del genere è quantomeno incauta se non infondata e costituisce, alla luce dei fatti, una vera e propria frode.

 
Torna alla pagina principale:
Guida di riferimento per una analisi approfondita del Paradigma Vaccinale