ORTODOSSIA SUL MORBILLO

Premessa: quando parlano di Ortodossia gli autori si riferiscono a quanto la scienza ufficiale riporta in merito alla definizione della malattia, alle sue conseguenze e ai “pregi” della vaccinazione, una sorta di legittimazione del vaccino che serve, in definitiva, per una tranquilla accettazione del prodotto da parte dei genitori i quali sono guidati in questa “scelta” (quando possono) dalla convinzione che ciò rappresenti un “bene” per i propri figli. La conoscenza di queste definizioni è necessaria per poter comprendere la struttura del paradigma vaccinale e quindi per poterlo confutare a ragion veduta. (n.d.t.)

“Il morbillo è spesso una malattia grave. La sua eradicazione negli USA è dimostrata dal basso numero di casi registrati. Nel 1989 c’è stato un aumento improvviso dei casi segnalati, ma in generale la possibilità di infezione rimane bassa per gli individui esposti al virus naturale. Molte persone nate prima del 1957 hanno contratto la malattia per via naturale e non sono generalmente considerate sensibili. Una singola dose di vaccino antimorbillo ottenuto da virus vivo attenuato induce la formazione di anticorpi in una percentuale di almeno il 95% dei soggetti sensibili vaccinati all’età di 15 mesi o in seguito. Una seconda dose dovrebbe indurre l’immunizzazione nel restante 5% che non ha risposto alla prima. La vaccinazione primaria può essere associata a forme febbrili lievi e a rash cutanei a carattere temporaneo. Sono state riportate in letteratura reazioni avverse che interessano il Sistema Nervoso Centrale, come Encefaliti o Encefalopatie in forme che variano da lievi a gravi: comunque il tasso di incidenza di queste condizioni risulta inferiore rispetto a quello dovuto ad encefaliti di etiologia sconosciuta, ‘suggerendo il fatto che tali disordini neurologici possano essere causati da altri fattori’.

Non c’è prova di un maggior rischio per vaccinazione con virus vivo in riferimento ai soggetti che abbiano già ricevuto una dose dello stesso vaccino o che abbiano contratto l’infezione naturalmente. Sebbene i destinatari di vaccino da virus ucciso possano essere maggiormente soggetti a reazioni locali e sistemiche dopo il richiamo con vaccino da virus vivo, si raccomanda comunque la rivaccinazione per evitare di contrarre la forma più grave di morbillo atipico che spesso li colpisce se esposti all’infezione naturale.

Il vaccino da virus vivo viene prodotto a partire da colture di cellule embrionali di pollo. Le persone che hanno una storia di reazioni anafilattiche dovrebbero essere vaccinate con estrema cautela. La replicazione del virus del morbillo presente nel vaccino antimorbillo da virus vivo può essere aumentata in pazienti affetti da malattie da immunodeficienza o soggetti ad una risposta immunitaria soppressa che si verifica in presenza di leucemia, linfoma o tumore maligno, nonché in caso di malattie antimetaboliche e trattamento con radiazioni”.

 
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