UTILIZZO DEI SUBSTRATI CELLULARI ANIMALI NELLA PRODUZIONE DI VACCINI DESTINATI ALL’UOMO

Nella nostra cultura medica i medicinali si possono catalogare secondo la seguente distinzione: 1. Prodotti farmaceutici, 2. Prodotti Biologici e 3. Prodotti da Ingegneria Genetica, che includono attualmente sieri, vaccini e derivati del sangue.
Molti vaccini vengono prodotti utilizzando quelli che vengono definiti “CCL” (Continuos Cell Lines), generalmente tessuti di origine animale con specifiche proprietà biologiche che costituiscono il substrato per la produzione di medicinali tramite l’ingegneria genetica (Biotech). In passato, i vaccini venivano prodotti abitualmente a partire da lotti singoli di tessuti animali o da materiali patologici di scarto, di origine umana. La principale caratteristica dei CCL che li rende particolarmente interessanti per l’industria dei vaccini è la loro durata (praticamente infinita) e l’elevata velocità di crescita: i problemi però riguardano la variabilità biochimica dei CCL, biologica e genetica, in termini di produzione di proteine mutanti, DNA potenzialmente cancerogeno e virus contaminanti con il risultato di creare delle predisposizioni verso forme tumorali.

J. B. Griffiths, 1988, affermava – “Viene oggi generalmente riconosciuto l’utilizzo dei CCL come substrato per la produzione di sistemi biologici, a patto che il processo produttivo non comporti dei rischi identificabili da attribuire ai CCL stessi. Nello stesso anno, tre medici francesi misero in guardia il mondo scientifico riguardo l’introduzione di plasmidi di DNA nelle cellule dei mammiferi, “dal momento che parte degli elementi genetici regolatori usati nei vettori di espressione (plasmidi) sono spesso di origine virale, la presenza di tali sequenze di DNA nel prodotto (il CCL) finale costituisce a tutti gli effetti un grave fattore di rischio”.

 
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