Il Pensiero Illegittimo

IL PENSIERO ILLEGITTIMO

Luglio 2016Scarica PDF
A cura di: Redazione COMILVA Onlus

Introduzione

È stata recentemente pubblicata la “Carta italiana per la promozione delle vaccinazioni” (sottotitolo, UNA CHIAMATA ALL’AZIONE), un documento nato dalla collaborazione fra varie realtà attive nella rete e riunite sotto la sigla di TeamVaxItalia (nomen omen). Basta cercare questa parola in rete per capire chi si fregia di promuovere questa iniziativa.
La carta in questione è una sorta di Manifesto Pro-Vaccini (e fin qua tutto bene) che ha però l’ambizione di diventare un “veicolo” per la promozione vaccinale ed il contrasto alla cosiddetta “disinformazione”: in sostanza “boicottare” chi la pensa diversamente, e qui proprio tanto bene non va, come spiegheremo in questo comunicato.
Non riusciamo a trovare in questo documento degli elementi di novità rispetto al paradigma di fondo: vaccini efficaci, vaccini sicuri e immunità di gregge. Tutto si basa su queste tre affermazioni, mai dimostrate veramente e mai dimostrabili scientificamente in assenza di uno studio osservazionale su larga scala di tipo analitico, in doppio cieco.
Al di là dei giochi di parole, delle mistificazioni e del tentativo di far passare taluni principi come valori universalmente riconosciuti, nelle pieghe della “Carta” si stagliano alcuni passaggi emblematici, portatori di disvalori che credevamo oramai consegnati alla storia, ma che evidentemente formano ancora il pensiero di più di qualcuno.

Dalla Carta
I principi definiti “fondamentali” enunciati nella “Carta” sono quelli del:

  • “Diritto alla prevenzione” (principio un po’ stravagante e che forse sarebbe stato utile sostituire con
    Diritto alla Salute, tanto più che se parliamo di vaccinazioni si tratta di profilassi e non di prevenzione):
  • della “Responsabilità Sociale”;
  • “dell’Informazione”;
  • del “Contrasto alla disinformazione” (altro principio alquanto sconosciuto quanto bizzarro);
  • della “Comunicazione”;
  • e della “Qualità”.

Ognuno di questi principi viene declinato in “Azioni” destinate “a tutti coloro che desiderano impegnarsi, l’opportunità di sostenere e diffondere l’importanza dei programmi vaccinali”.
Vediamo nel dettaglio i passaggi più significativi:
Sulla responsabilità sociale:

  • 2.2 Collaborare con il personale sanitario, le istituzioni scolastiche, le università, la politica, i mass media, per favorire la divulgazione dei principi della Carta e implementare le azioni possibili.

Sull’informazione:

  • 3.5 Impegnarsi in attività di alfabetizzazione alla salute (“Health literacy”), nella divulgazione scolastica della conoscenza del metodo scientifico e nella formazione dei bambini/adolescenti sul tema del corretto reperimento delle informazioni in rete.

Sul contrasto alla disinformazione:

  • 4.1 Disincentivare il sostegno diretto o indiretto delle amministrazioni comunali ai gruppi di oppositori alla pratica vaccinale (ad esempio non concedendo patrocini gratuiti per l’organizzazione di incontri con la popolazione).
  • 4.2 Impegnarsi a non creare e diffondere false informazioni o teorie pseudo scientifiche riguardanti i vaccini.
  • 4.3 Favorire la ricognizione delle violazioni possibili del supporto alla pratica vaccinale da parte dei medici e del personale dipendente convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.
  • 4.4 Adottare/favorire l’adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali qualora ne venga ravvisata la
    possibilità/necessità.
  • 4.5 Impegnarsi a sostenere e diffondere la corretta informazione a favore della scienza, contrastando l’errore dell’errata par condicio in materia vaccinale [Si definisce errata par condicio (False Balance) l’errore di dare lo stesso spazio mediatico a rappresentanti di differenti correnti di pensiero, lasciando così sottintendere che esista una controversia nella comunità scientifica che in realtà non esiste. Per approfondimenti: Rete Informazione Vaccini 2015]
  • 4.6 Impegnarsi nelle attività di contrasto ai falsi miti che riguardano i vaccini (Debunking). [Il Debunker (in italiano “demistificatore”) è colui che, attraverso ricerche, scritti o conferenze, mette in dubbio o smentisce affermazioni false, esagerate, antiscientifiche].

L’opera, verrebbe completata dalle azioni che si propone di compiere TeamVaxItalia, tra le quali “Istituire un sistema di raccolta delle segnalazioni provenienti dalla cittadinanza in caso di violazione dei principi della Carta”.

Il Pensiero Unico, … VACCINALEpensiero unico

Ignacio Ramonet, dottore in Semiologia e Storia Della Cultura presso l’École des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi e responsabile della cattedra di Teoria Della Comunicazione presso l’Università Paris VII, Denis-Diderot, consulente per l’ONU, attualmente insegna presso la Sorbona di Parigi, cofondatore dell’Organizzazione Non Governativa Media Watch Global (Osservatorio Internazionale sui Mezzi di Comunicazione) della quale è presidente, è stato tra i promotori del Forum Sociale Mondiale (FSM) di Porto Alegre. Con un editoriale su Le Monde Diplomatique del 1995 ha coniato il termine di “Pensiero Unico1:

… Cresce, nelle attuali democrazie, il numero dei cittadini liberi che si sentono invischiati, impaniati da una specie di dottrina gelatinosa che insensibilmente avviluppa qualsiasi ragionamento ribelle, lo inibisce, lo confonde, lo paralizza fino a soffocarlo: il pensiero unico, il solo autorizzato da un’invisibile e onnipresente polizia dell’opinione. Dopo la caduta del muro di Berlino, il crollo dei regimi comunisti e la demoralizzazione del socialismo, il nuovo Vangelo ha raggiunto un tale grado di arroganza, di boria e di insolenza che di fronte a un simile furore ideologico non è esagerato parlare di dogmatismo moderno.

Che cos’è il pensiero unico? E’ la trasposizione in termini ideologici, che si pretendono universali, degli interessi di un insieme di forze economiche, e specificamente di quelle del capitale internazionale; ed è stato, per così dire, formulato e definito fin dal 1944 in occasione degli accordi di Bretton Woods. Le sue principali fonti sono le grandi istituzioni economiche e monetarie la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l’Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, la Commissione europea, le banche centrali ecc. … E infine, un po’ dovunque, docenti di economia, giornalisti, saggisti, uomini politici si richiamano ai principali comandamenti di queste nuove tavole della legge, e attraverso i grandi mezzi di comunicazione di massa li ripetono a sazietà, ben sapendo che nelle nostre società mediatizzate la ripetizione equivale alla dimostrazione

Ebbene, il Pensiero Unico Vaccinale non sfugge a questo modello di base che nasce nel campo economico e che può essere facilmente estrapolato verso quello sanitario: i grandi poteri forti – in questo caso sono le multinazionali del farmaco – hanno enormi interessi nello sviluppo e nella diffusione dei vaccini. I loro profeti e i loro sacerdoti, impegnati nella diffusione del verbo vaccinale, li conosciamo già. Perfino il cardinale Bagnasco2 nella prolusione dell’ultimo Consiglio permanente della CEI ha usato parole forti sul “totalitarismo del pensiero unico che decide che cosa esista e che cosa no; di che cosa si può parlare e di che cosa è proibito discutere, pena la pubblica gogna”. Il pensiero unico è un impostazione mentale ed espressiva che dal campo economico è passata a quello delle scienze umane e della mentalità dominante e contesta ferocemente chi manifesta ogni perplessità al riguardo. Del Pensiero unico ha parlato anche Papa Francesco3, il 16 novembre 2015, durante la Santa Messa del mattino a Casa Santa Marta, affermando: “Il pensiero unico distrugge l’identità cristiana”.

Il Conflitto di interessi02_letteratura scientifica

Riprendendo la lettera aperta4 scritta recentemente dal dott. Sergio Ceravolo in occasione della trasmissione di RAI 3 “Presa Diretta” e dedicata alla “Battaglia sui Vaccini”, è evidente che “le posizioni dei pro vaccini sono per principio considerate affidabili, serie, credibili e suffragate da studi scientifici ineccepibili che dimostrano senza ombra di dubbio l’assoluta efficacia, innocuità e sicurezza dei vaccini. Mentre gli “antivaccinisti” sono una minoranza esigua di medici [e genitori, N.d.R.] dalle idee strane e bizzarre, con posizioni faziose e pericolose non suffragate da studi scientifici e condannati dalla comunità scientifica stessa. Sarebbe interessante andare a vedere chi sono poi i responsabili della cosiddetta Comunità Scientifica e del suo establishment; chi sono e che giganteschi conflitti di interessi possono avere, non solo le multinazionali farmaceutiche, ma anche dirigenti e direttori dell’AIFA, dell’Istituto Superiore di Sanità, degli Organi tecnici consultivi dei ministeri interessati, dei politici che poi eseguono le decisioni di tali organismi e delle agenzie consultive”.

Non si può affermare oggi, con assoluta certezza, che esistano studi scientifici che hanno fatto completa chiarezza sull’efficacia e la sicurezza della pratica vaccinale. Affermare questo significa ignorare criticità come il fatto che i dati possono essere direzionati o manipolati per ottenere una determinata conclusione. I risultati e le conclusioni degli studi medici dipendono in maniera rilevante anche dai criteri di inclusione ed esclusione con cui vengono selezionati i gruppi da confrontare, i possibili BIAS, ovvero errori, di vario tipo e di metodologia, Il modo o i modi con cui vengono confrontati e analizzati i dati che emergono dalla sperimentazione (basta trascurare, o non dare il giusto peso ad alcuni dati per arrivare a risultati e conclusioni completamente diverse).

Gli studi scientifici, prima di essere pubblicati sulle riviste che li mettono a disposizione di tutti gli scienziati del mondo, vengono “riveduti da pari” o supervisionati (in inglese “peer reviewed”), cioè riesaminati nei contenuti da altri scienziati che devono valutarne la consistenza prima di pubblicarli.

Due supervisori di due riviste scientifiche molto importanti a livello internazionale, il Lancet ed il New England Journal of Medicine, hanno fatto delle dichiarazioni sugli studi scientifici.

Richard Horton, capo redattore di The Lancet, ha pubblicato nella rivista online5 (vol. 385, aprile 2015) un articolo sulla sperimentazione dei vaccini, nel quale leggiamo: 

Tantissimo di ciò che viene pubblicato è sbagliato […] Molta della letteratura scientifica, forse la metà, può semplicemente essere falsa […] i dati vengono adattati alla teoria da sostenere […] le riviste mediche respingono articoli che, invece, raccontano le cose come stanno […] La buona notizia è che la scienza [medica] sta cominciando a prendere sul serio i suoi peggiori difetti. La cattiva notizia è che nessuno è pronto a fare il primo passo per ripulire il sistema”.

Allo stesso modo, la dichiarazione della Dr.ssa Marcia Angell, medico e per lunga data redattore capo del New England Journal of Medicine (NEJM): “Non è più possibile credere a gran parte della ricerca con annesse pubblicazioni; non è possibile fare affidamento sul giudizio dei medici di fiducia o delle linee guida mediche autorevoli. Questa conclusione l’ho raggiunta lentamente e con riluttanza nei miei due decenni di lavoro come redattore del New England Journal of Medicine6.

Nel 2005 il Dr. John PA Ioannidis, professore di prevenzione delle malattie presso la Stanford University, pubblicò un rapporto7 sui conflitti d’interesse correlate alla falsità degli studi pubblicati, affermando quanto segue: “C’è la crescente preoccupazione che i risultati delle ricerche pubblicate siano falsi”.

Randy Schekman – premiato con il Nobel per la medicina nel 2013 per aver descritto un meccanismo di trasporto interno alle nostre cellule – ha fatto una dichiarazione sull’impact factor. Forse qualcuno di voi ricorda come fino a poco tempo fa le nostre vite siano state peggiorate sulla base di un parametro chiamato “rating” con il quale alcune agenzie internazionali valutavano l’affidabilità di una nazione e quindi il suo credito economico. L’impact factor si usa allo stesso modo nella valutazione degli studi scientifici e viene definito da quella che si autodefinisce la “comunità scientifica” internazionale, una sorta di entità astratta non meglio definita né identificabile, perlopiù auto referenziata. Shekman ha dichiarato:

ormai le riviste scientifiche non pubblicano contenuti in base alle ricerche ma in base all’interesse legato alle vendite, l’Impact Factor è manipolato”.

Anche il Dr. Peter Rost, ex vice presidente di una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo (Pfizer), conferma la realtà sull’oneroso legame tra l’industria medica e farmaceutica8.

A quanto sopra si aggiungono una serie di note frodi volte ad alterare e distruggere i risultati di tutte le ricerche sfavorevoli agli interessi delle multinazionali farmaceutiche, a danno dei bambini e degli adulti vittime di questi interessi. Su gruppi di minoranze etniche – e non solo – sono anche state effettuate sperimentazioni non autorizzate: i bambini e le donne vengono usati come cavie da laboratorio all’insaputa delle loro famiglie. (9, 10, 11, 12, 13, 14)

Le campagne di vaccinazione antinfluenzale hanno visto in questi anni un progressivo decadimento della credibilità del sistema preposto (OMS inclusa) e del vaccino stesso.

Ricordiamo solo alcuni dati significativi:

  • Nel 1976 le autorità sanitarie americane annunciavano che UN MILIONE di cittadini sarebbero morti per un’imminente INFLUENZA SUINA: morì solo 1 persona.

  • Nel 2003 fu la volta della SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome). Gli esperti dichiararono che milioni di persone sarebbero morte in tutto il mondo. I dati aggiornati parlano di 251 persone decedute.

  • Nel 2005 L’INFLUENZA AVIARIA (H5N1), annunciata qualche anno prima dall’OMS, fa la sua comparsa sulla scena. Si parlò della delirante cifra di 150 milioni di morti previsti. Fino al mese di aprile del 2008 le cifre ufficiali dei morti per l’influenza aviaria parlavano di 262 decessi.

È ancora sotto gli occhi di tutti lo scandalo dell’influenza suina del 2009, che a fine stagione chiude in bellezza con le dichiarazioni del presidente della Commissione Sanità del Consiglio d’Europa Wolfgang Wodarg:

“… Le industrie farmaceutiche hanno influenzato l’OMS affinché dichiarasse la pandemia.
L’influenza A, non solo era una “falsa pandemia” ma è stata orchestrata dalle case farmaceutiche per fare miliardi con la vendita di medicine e vaccini.
Il Consiglio d’Europa adesso chiede un’inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche nel creare l’allarme “suina”.
Sono milioni le dosi di vaccino inutilizzate …

E veniamo a gennaio 2015151617: da settimane le autorità americane e canadesi vanno avvertendo che il sierotipo virale contenuto nel vaccino di quest’anno non è adeguato a proteggere dai virus influenzali che attualmente colpiscono la popolazione. Il vaccino sarebbe infatti efficace solo in una percentuale di casi inferiore al 23%.

Tutto ciò viene certificato anche dallo stesso sistema Influnet italiano. Infatti nell’ultimo rapporto Flunews della stagione 2014/2015 si evince che vari sottotipi di virus influenzali che hanno circolato da ottobre 2014 ad aprile 2015 non erano “coperti” dal vaccino.

Eppure le autorità sanitarie dichiaravano in quei giorni che la riduzione delle vaccinazioni era la sola causa dell’aumento degli ammalati.

Come è possibile, pertanto, continuare ad avere fiducia della cosiddetta “Comunità Scientifica” più volte chiamata in causa, di fronte a queste evidenze? Quale credibilità può avere un sistema del genere?

Apparentemente, tutto questo non serve a scoraggiare la Jihàd vaccinista, nell’accezione più negativa del termine, ovvero la “guerra santa”, piuttosto che la lotta interiore spirituale per raggiungere la perfezione.

Il paradigma di fondo può essere quindi messo in discussione a partire dalle sue fondamenta, ovvero:

le vaccinazioni possono essere inefficaci, pericolose e di dubbia utilità sociale

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Alfabetizzazione o Monopolio dell’Informazione?04_balilla

In un interessante articolo apparso su “Repubblica18”, a cura di Cinzia Gubbini, troviamo un parallelo piuttosto calzante con il tentativo di “alfabetizzazione alla salute (“Health literacy”), nella divulgazione scolastica della conoscenza del metodo scientifico e nella formazione dei bambini/adolescenti sul tema del corretto reperimento delle informazioni in rete”. Riportiamo di seguito alcuni passaggi chiave:

la gioventù cresciuta n epoca fascista era immersa sin dagli anni ’20: una costante INFERIORIZZAZIONE del “diverso“, una incrollabile divisione tra “civilizzato” e “non civilizzato“, la regolare raffigurazione edulcorata nelle fattezze e nei modi del ragazzo e della ragazza bianchi … Ci siamo chiesti: come mai da un giorno all’altro fu possibile far sparire dalle scuole esimi autori ebrei, scolari ebrei, insegnanti ebrei che spesso erano di salda fede fascista. Tutto questo accade senza che nel paese vi sia indignazione. Crediamo che questo conformismo, basato su una sicura concezione di superiorità della razza, sia stato costruito anche attraverso le rappresentazioni offerte agli scolari …

La sola idea che si debba entrare nelle scuole per alfabetizzare dei novelli “balilla” sul metodo scientifico – con specifico riferimento al Pensiero Unico Vaccinale – fa semplicemente rabbrividire.

Questa situazione – che al momento è una pura fantasia, per quanto odiosa – ricalca perfettamente l’aberrazione di questo infelice momento storico del secolo scorso e si sposa perfettamente con l’intenzione di “Impegnarsi a sostenere e diffondere la corretta informazione a favore della scienza, contrastando l’errore dell’errata par condicio in materia vaccinale (dare lo stesso spazio mediatico a rappresentanti di differenti correnti di pensiero …).

Il tentativo di far passare come “Azioni Legittime” la gran parte degli enunciati del “Contrasto alla disinformazione” ci collega ad altre aberrazioni perpetrate nello stesso periodo storico, profetizzato dal poeta Heinrich Heine (1797-1856), che quasi un secolo prima aveva ammonito: “Ricordatevi che prima si bruciano i libri e poi si bruciano gli uomini19”. Queste persone sognano evidentemente nel loro intimo una nuova “notte dei cristalli” per quelli che LORO definiscono gli “ANTIVACCINISTI”.

Non possiamo non vedere all’interno di questa bieca prospettiva i semi di un fanatismo ideologico: proviamo solo per un momento a leggere il passo che riportiamo di seguito e tratto da uno dei tanti racconti20 di quella terribile notte fra il 9 e il 10 novembre del 1938, in Germania. Chiudiamo gli occhi e immaginiamo la situazione che in molti oggi stanno vivendo, anche nel nostro paese, grazie a questa violenta propaganda, scatenata senza esclusione di colpi oramai da diversi mesi a questa parte:

Con questo evento giunse a compimento il processo di emarginazione degli ebrei tedeschi. La notte dei cristalli segna, inoltre, l’inizio di una serie di pesanti decreti antiebraici varati a partire dal 12 novembre 1938. Il primo decreto impose agli ebrei un’ammenda collettiva di un miliardo di marchi a titolo di espiazione per «l’atteggiamento ostile dell’ebraismo nei confronti del popolo e del Reich tedesco». Il secondo provvedimento eliminava gli ebrei dalla vita economica tedesca, ordinando che tutte le imprese gestite da ebrei fossero vendute ad ariani.

Un terzo decreto riguardò le assicurazioni, che ricevettero l’ordine di non pagare indennizzi agli ebrei che avessero subito danni durante la notte dei cristalli. Infine, un ulteriore provvedimento, emanato da Goebbels nella sua qualità di ministro della cultura, espulse gli studenti ebrei da tutte le scuole di ogni ordine e grado. Inoltre agli ebrei fu proibito di frequentare i cinema, le sale da conferenza, i concerti, i teatri, le mostre e i musei. Di lì a poco, persino i parchi pubblici furono proibiti agli ebrei, mentre sulle panchine comparve la scritta: «Riservato agli ariani».

Stiamo ben attenti, perché alcune di queste cose stanno già accadendo21: l’unica differenza è che la parole “EBREO” è stata sostituita da “NON VACCINATO”.

Libertà di scelta, Diritto e il “Non-Senso” dell’Esclusione

I vaccini sono farmaci che comportano rischi per reazioni avverse con esiti di vario genere, fino alla morte. Ci sono fattori di rischio di tipo genetico, biologico ed ambientale elevati, rischi che rendono alcune persone più suscettibili di altre. L’esposizione al rischio nella somministrazione di un vaccino non è la stessa per tutti i soggetti vaccinabili.

Spesso si afferma, in modo irresponsabile, che la vaccinazione porta raramente ad eventi avversi gravi, ma questa affermazione non è supportata dalla scienza. Un recente studio condotto in Ontario, Canada, ha stabilito che alla pratica vaccinale nella prima infanzia possiamo associare un tasso di accesso al pronto soccorso pari a 1 caso ogni 168 bambini nella seduta vaccinale del 12° mese e 1 caso su 730 bambini dopo la seduta vaccinale del 18° mese22.

Quando il rischio di un evento avverso, tale da richiedere una vista al pronto soccorso, è palesemente così elevato, la vaccinazione deve rimanere una scelta consapevole per i genitori, che possono decidere o meno di assumersi questo rischio immediato pensando di proteggere i loro bambini da malattie che sono generalmente considerate lievi o alle quali i loro figli potrebbero non essere mai esposti.

Come la libertà di parola e di stampa, il diritto legale di esercitare la libertà di coscienza e di fede religiosa è insito nella tutela dei diritti umani fondamentali che appartengono a tutte le persone in ogni nazione. Così, anche, il diritto legale di consenso informato per l’assunzione di rischi nelle terapie mediche è definito come un diritto umano fondamentale ed è il fulcro della pratica etica della medicina moderna.

I genitori hanno quindi il diritto umano di esercitare la libertà di coscienza e il consenso informato alla assunzione del rischio medico per conto dei loro figli minori.

Allo stesso modo i bambini (tutti) hanno il diritto inalienabile ad una vita sociale e a ricevere una formazione scolastica (CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA, CRC23) senza alcuna discriminazione.

Ma quando nelle comunità infantili e scolastiche gli studenti contraggono una malattia infettiva, si è subito pronti a recriminare per la presenza di bambini non vaccinati.05_gregge

Si è spesso affermato che coloro che scelgono di non vaccinare i loro figli mettono in pericolo il resto della popolazione, e questa è la logica dietro la maggior parte della legislazione per porre fine alle esenzioni per i vaccini attualmente allo studio da parte dei legislatori federali e statali.

Ma i dati ufficiali raccontano una storia diversa: la maggior parte dei casi si verifica nelle comunità completamente vaccinate. Il Dr. William Atkinson, ex epidemiologo senior del CDC, ha ammesso che24: “la trasmissione del morbillo è stata chiaramente documentata tra le persone vaccinate. In alcune grandi epidemie … oltre il 95% dei casi hanno una storia di vaccinazione“. Nel 1995, Journal of Clinical Microbiology documentava che i vaccinati potrebbero diventare vettori attivi della malattia2526.

Altri lavori indicano che nelle epidemie di pertosse, 4 persone su 5 che hanno contratto la malattia sono state vaccinate27. In una importante epidemia di parotite negli Stati Uniti, il 92% dei casi si erano verificati in persone vaccinate28.

Tutti questi esempi ci indicano che la “herd immunity” – ovvero l’idea che quando una percentuale di persone all’interno di una popolazione target sono immuni ad una malattia, la velocità di trasmissione della malattia si riduce – non può applicarsi a popolazioni vaccinate. Vaccinazione e Immunità NON sono sinonimi.

È necessario essere consapevoli che molti vaccini – compresa la maggior parte dei vaccini raccomandati per i bambini – hanno dimostrato di non essere in grado di prevenire la trasmissione delle malattie infettive stesse.

Secondo alcuni studi i vaccini antipolio OPV2930 e IPV31 non riescono ad impedire la trasmissione del poliovirus: peraltro, l’eradicazione del poliovirus selvaggio è attribuita all’uso del vaccino OPV (virus attenuato), ma questo vaccino è stato gradualmente eliminato nei paesi sviluppati e sostituito con IPV (virus inattivato) per motivi di sicurezza. Di fatto, il rischio di esposizione al virus selvaggio della polio in questi paesi è prossimo allo zero.

Il tetano non è una malattia contagiosa e pertanto la vaccinazione per il tetano costituisce al più una misura di protezione personale

Il vaccino antidifterico ha lo scopo di prevenire gli effetti che provoca la malattia della tossina difterica ma non è stato progettato per prevenire la colonizzazione e la trasmissione del Corynebacterium Diphtheriae32. La vaccinazione contro la difterite è quindi, ancora una volta, solo una misura di protezione personale. Anche in questo caso, il rischio di esposizione nei paesi sviluppati è prossimo allo zero.

L’utilizzo diffuso del vaccino anti-pertosse acellulare (aP) non ha, di fatto, impedito il verificarsi di continui casi di pertosse. Questo vaccino non è in grado di prevenire la colonizzazione e la trasmissione di Bordetella Pertussis33. Inoltre sono in circolazione varianti del bacillo (ceppi PRN-negativo) che hanno acquisito un vantaggio selettivo nell’infezione dei soggetti vaccinati con più richiami del vaccino, il che significa che questi individui hanno più probabilità di essere infetti, e quindi contagiosi, rispetto a quelli che non sono stati vaccinati34.

L’epatite B è un virus di natura ematica. Non si diffonde in un ambiente comunitario, soprattutto tra i bambini che sono difficilmente impegnati in comportamenti ad alto rischio, come la condivisione di aghi o in rapporti sessuali. La vaccinazione contro l’epatite B nei bambini non può in alcun modo alterare in modo significativo le condizioni di sicurezza delle comunità. Inoltre, viene giustamente garantita l’ammissione alle comunità infantili per i bambini che sono portatori cronici di epatite B: vietare l’ingresso a scuola per coloro che sono semplicemente non vaccinati risulterebbe quindi una discriminazione irragionevole e illogica.

Tra i numerosi tipi di Haemophilus influenzae, il vaccino Hib copre solo tipo B. L’introduzione del vaccino Hib ha avuto l’effetto di spostare il ceppo dominante nei confronti di altri tipi di Haemophilus Influenzae (sierotipi da A a F)35. Questi sierotipi stanno causando malattie invasive di elevata gravità e con crescente incidenza negli adulti e la popolazione, in generale, è più vulnerabile alla malattia invasiva ora di quanto non fosse prima dell’inizio della campagna di vaccinazione.

Per quanto riguarda rosolia e morbillo, altissime coperture vaccinali non impediscono l’incidenza di queste infezioni fra i vaccinati36. L’apparente paradosso è che, come i tassi di vaccinazione contro il morbillo salgono a livelli elevati in una popolazione, il morbillo diventa una malattia delle persone immunizzate37.

Ulteriori ricerche hanno stabilito che dietro al “paradosso del morbillo” ci potrebbe essere una fascia della popolazione vaccinata “Low-Responder”, ovvero soggetti che rispondono poco alla prima dose del vaccino e che mantengono una risposta immunitaria debole anche verso i richiami vaccinali, perdendo l’immunità nel giro di 2-5 anni, pur essendo completamente vaccinati38394041.

Quindi, alcuni bambini possono essere vaccinati e altri possono non essere vaccinati per scelta della loro famiglia. Per i primi ci si aspetta di evitare la malattia infettiva e le possibili reazioni avverse ma non ci sarà la garanzia di una copertura immunitaria permanente; i secondi (non vaccinati) eviteranno le possibili reazioni avverse dei vaccini, mettendo nel conto il rischio di contrarre la malattia infettiva che, in tal caso, conferirà loro una immunità permanente (non è il caso del tetano). Si tratta di fare una scelta valutando il rapporto rischio/beneficio. Tuttavia, se i bambini contraggono la malattia per cui sono stati vaccinati, significa semplicemente che il vaccino è stato INEFFICACE e non è certo colpa degli altri bambini non vaccinati se questo accade.

Allo stesso modo, non è sostenibile l’ipotesi (spacciata per verità scientifica) sulle coperture vaccinali minime che si propongono di favorire la protezione di persone non vaccinabili per condizioni di salute, dal momento che la circolazione di virus e batteri necessaria alla vita, non è impedita dai vaccini.

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Ministero della Salute … o della Propaganda?

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Non si può non vedere, ancora una volta, come la promozione di iniziative come questa siano ben sostenute (e finanziate) da apparati ministeriali, istituti42 e organizzazioni che dovrebbero avere come principio fondante “La Salute” del cittadino, non certamente la “Promozione” di pratiche mediche quanto meno “discutibili” su un piano meramente scientifico, checché se ne dica! Anche questa volta il parallelo storico non può che arrivare dalle gesta di uno dei più importanti gerarchi nazisti, il già citato Ministro della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945, Joseph Paul Goebbels. Come “gioco di ruolo” vi proponiamo una trasposizione ridotta del più ampio manifesto di propaganda prodotto da Goebbels, ma che ben si adatta al clima di comunicazione unilaterale, martellante e con i paraocchi che ci viene propinata quasi ogni santo giorno, in una sorta di dittatura mediatica.

Sul Principio della semplificazione e del nemico unico e dell’orchestrazione. Citiamo:“Le vaccinazioni sono efficaci, sicure e proteggono tutti se si vaccinano la maggior parte delle persone. Per colpa degli “ANTIVACCINISTI” la percentuale dei vaccinati fra i nuovi nati è scesa sotto la soglia del 95% e per questo motivo ora siamo in grave pericolo”.

Sul Principio del metodo del contagio. … gli “ANTIVACCINISTI”!

Sul Principio della trasposizione. … L’inefficacia della vaccinazione come strumento di protezione verso le malattie infettive si trasforma in mancanza di una copertura vaccinale sufficiente, senza curarsi di verificare la durata e la reale copertura immunitaria prodotta dal vaccino! Le reazioni avverse ai vaccini vengono minimizzate o nascoste!

Sui Principi dell’esagerazione e del travisamento. … Casi sporadici di infezione o incidenze “normali” delle malattie infettive vengono spacciate per epidemie o pandemie!

Sui Principi della volgarizzazione e della trasfusione.Uno dei principi più beceri che fa il paio con il decimo principio. Sentimenti immediati e primitivi come la paura e il sospetto sono utilizzati in modo ossessivo. La propaganda per il vaccino antinfluenzale è un tipico esempio di memoria breve: ogni anno è un flop eppure ogni anno viene riproposto come un salvavita!

Sui Principi del continuo rinnovamento e della verosimiglianza. … L’enunciazione di sempre nuove minacce, costruite ad arte per alimentare la paura e aderire a rinnovati programmi di profilassi, lautamente finanziati dai governi, è quasi all’ordine del giorno: dalla meningite in Toscana al virus Zika! … … fa il paio con l’ottavo principio.

Sul Principio del SILENZIAMENTO. … Tipicamente il nascondere le reazioni avverse, minimizzarle, non rispondere alle domande in modo diretto e puntuale, disincentivare il ricorso alla farmacovigilanza, rendere il percorso per l’indennizzo dei danni da vaccino un inferno.

Sul Principio dell’unanimità. … Citiamo: … “Le vaccinazioni rappresentano l’intervento più efficace e sicuro per la prevenzione delle principali malattie infettive. Per l’incontestabile impatto che hanno avuto nel mondo è importante promuovere i programmi vaccinali per le opportunità di salute che determinano” … “La comunità scientifica è unanime nel ribadire che non esiste alcun legame tra vaccinazione esavalente e autismo e, allo stesso modo, non esiste legame tra questa malattia e vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR)” …

Ognuno di noi può provare a metterci qualcosa che trova nella rete o nei comunicati, nelle brochure che sono reperibili presso le aziende sanitarie, i centri vaccinali, i siti ministeriali o regionali: vedrete che l’esercizio non è poi così difficile! Provare per credere!

Qualità o Sicurezza?

Suona come una vera e propria presa in giro – non ce ne vogliano i benpensanti – disquisire della qualità dei servizi vaccinali, con esplicito riferimento al “Garantire un’adeguata assistenza a chi si trova ad affrontare un evento avverso al vaccino, facilitando la procedura di segnalazione delle eventuali reazioni avverse e provvedendo ad ogni forma di sostegno possibile nei confronti delle famiglie”. Dobbiamo fare chiarezza: di cosa stiamo parlando, prima di tutto?

Un evento avverso rappresenta in primis un problema di SICUREZZA di un vaccino: finché non sarà istituito un sistema trasparente e controllato di applicazione della Farmacovigilanza in campo vaccinale NON ha alcun senso parlare “facilitare la procedura di segnalazione delle reazioni avverse”. Semplicemente occorre applicare la legge, farla rispettare e superare il conflitto di interesse costituito dal fatto che il controllo è nelle mani di chi deve essere controllato.

In secondo luogo, ma non meno importante, l’applicazione della legge 210/92: le istituzioni preposte, dalla CMO al Ministero della Salute, piuttosto che contrastare in modo sistematico le istanze di indennizzo presentate dalle famiglie dei danneggiati da vaccino – al fine di proteggere la reputazione del sistema vaccinale – devono applicare i principi fondanti della legge.

Allo stato attuale le istituzioni preposte eludono lo spirito previdenziale della Legge 210 cercando una dimostrazione di assoluta certezza nella correlazione vaccino-danno quando in realtà dovrebbero limitarsi a riscontare la ragionevole probabilità. Si pretende di stabilire un nesso di causalità del danno legato alla vaccinazione anche quando la scienza stessa non conosce che superficialmente l’eziologia di quello specifico danno e lo riconosce come multifattoriale. Si pretende che siano rispettati tutti i criteri medico-legali possibili quando basterebbe l’associazione del criterio cronologico con quello dell’efficienza lesiva del vaccino a dimostrare così il nesso di causalità. Si fa riferimento in modo specioso ad una letteratura scientifica internazionale basata prevalentemente su ricerche finanziate dalle stesse case farmaceutiche, mentre la ricerca indipendente viene esclusa sistematicamente, subisce intimidazioni e repressione mediatica.08_bambino

Parlare quindi di “sostegno alle famiglie dei danneggiati” in questa prospettiva è semplicemente ridicolo.

In merito alla “Global Health Security Agenda “, chiediamo che i piani strategici di implementazione, comunicazione e monitoraggio sulle vaccinazioni contengano precisi riferimenti ad iniziative volte al monitoraggio dell’efficacia e del rischio della pratica vaccinale, secondo i migliori standard internazionali disponibili.

Sfogliando l’interessante lavoro “Vaccines and Autoimmunity”, ed in particolare il Capitolo 6 (Genetics and Vaccinology)43 troviamo ulteriore evidenza di quanto lontana è, ancora oggi, la ricerca scientifica rispetto ad un livello accettabile di consapevolezza circa l’efficacia e la sicurezza dei vaccini.

Nuovi approcci metodologici si stanno sviluppando per identificare e caratterizzare le risposte immunitarie attraverso l’esplorazione di diversi livelli di informazioni genetiche. L’obiettivo finale per l’applicazione di queste nuove tecnologie è quello di individuare le firme dei biomarcatori coinvolti nella complessità della risposta immunitaria e come questi siano integrati in una rete unificata. La teoria della rete di risposta immunitaria, nella sua forma più semplice, è basato sul concetto che “la risposta ad un vaccino è il risultato cumulativo di interazioni guidato da una serie di geni e dalle loro interazioni, e che questo fenomeno è teoricamente prevedibile“. I principali ostacoli che compromettono la nostra capacità di prevedere una risposta e di sviluppare vaccini o trattamenti efficaci sono la variabilità genetica nella popolazione umana e la costante evoluzione dei patogeni. Questi due effetti producono una vasta gamma di possibili interazioni ospite-patogeno che rendono complessa la messa a punto di vaccini personalizzati.

Per contro, quindi, l’utilizzo delle vaccinazioni di massa risulta in una sorta di approccio approssimativo e incontrollabile sia in termini di efficacia che di sicurezza.

Il rapporto AIFA sulla sorveglianza POSTMARKETING dei vaccini in Italia, anno 201344 indica alcuni dati molto interessanti che dovrebbero portare ad una seria riflessione su come la farmacovigilanza viene utilizzata in Italia, in particolare nel caso dei vaccini:

E’ stata osservata una forte variabilità regionale, con il tasso di segnalazione del Nord (29,9 per 100.000 dosi) triplo rispetto a quello del Centro e del Sud (rispettivamente 9,9 e 7,4 per 100.000 dosi). Un terzo delle segnalazioni è rappresentato da una sola regione (Veneto) con un tasso di segnalazione di 75,7 per 100.000 dosi;

  • Oltre metà delle segnalazioni sono pervenute da operatori sanitari dei distretti o dei centri vaccinali inclusi nella categoria “altro” o dagli specialisti. Rispetto al 2012 sono diminuite le segnalazioni provenienti da farmacisti, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale, mentre sono aumentate quelle degli infermieri e dei pazienti

  • In relazione all’età, circa il 78% delle segnalazioni (2.915) ha riguardato i bambini fino a 11 anni, il 5% gli adolescenti (177), l’11% gli adulti (406) e il 6% i soggetti ultrasessantacinquenni (229). Rispetto al 2012, si è osservato un forte aumento della segnalazione nella fascia di età 1 mese – meno di 2 anni (dal 34% al 63%)

  • Con riferimento alle definizioni di gravità previste dalla normativa vigente, l’84% delle segnalazioni di reazioni avverse insorte nel 2013 riportava reazioni non gravi, mentre le gravi hanno rappresentato il 12%, in una quota pari all’4% la gravità non è stata definita. Questo valore risulta aumentato rispetto all’anno precedente nel quale i casi di gravità non definita rappresentavano solo 1% e costituisce un motivo di preoccupazione in quanto la distinzione tra grave e non grave ha una rilevanza sotto molti aspetti in primo luogo per le valutazioni sul caso specifico e per eventuali impatti sulla sicurezza. In secondo luogo la gravità ha rilevanza in termini regolatori e di tempistica di trasmissione delle segnalazioni al data base europeo EUDRAVIGILANCE. Va considerato infine che non riuscire a classificare la gravità del caso è una conseguenza diretta di una carenza qualitativa importante della segnalazione stessa.

Queste le informazioni “ufficiali”: noi crediamo si debba andare anche oltre e verificare correttamente l’applicazione delle norme sulla farmacovigilanza ma soprattutto l’informazione corretta verso il cittadino, anche relativamente alla trasparenza sull’iter per l’avvio delle procedure di indennizzo ai sensi della Legge 210/92, Art. 745:

  1. Ai fini della prevenzione delle complicanze causate da vaccinazioni, le unità sanitarie locali predispongono e attuano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, progetti di informazione rivolti alla popolazione e in particolare ai donatori e ai soggetti riceventi materiali biologici umani, alle persone da vaccinare e alle persone a contatto.

  2. I progetti di cui al comma 1 assicurano una corretta informazione sull’uso dei vaccini, sui possibili rischi e complicanze, sui metodi di prevenzione e sono prioritariamente rivolti ai genitori, alle scuole ed alle comunità in genere.

  3. Le regioni, attraverso le unità sanitarie locali, curano la raccolta dei dati conoscitivi sulle complicanze da vaccino, anche al fine di adeguare a tali dati i progetti di informazione e i metodi di prevenzione.

Le Norme Internazionali

I criteri standard di valutazione del rischio sono ufficialmente riscontrabili nelle norme internazionali46 (ISO 31000:2009). Fra le parti qualificanti della norma troviamo i seguenti punti:

Comunicazione e Consultazione

La comunicazione e la consultazione con le parti interessate interne ed esterne dovrebbero aver luogo in tutte le fasi del processo di gestione del rischio. Pertanto, i piani per la comunicazione e la consultazione dovrebbero essere sviluppati in una fase precoce. Questi dovrebbero affrontare le questioni relative al rischio stesso, le sue cause, le sue conseguenze (se conosciute), e le misure adottate per il trattamento di esso. Tra i punti fondamentali,

  • Aiutare a stabilire il contesto appropriato;

  • Assicurare che gli interessi delle parti in causa siano compresi e considerati;

  • Garantire che i rischi siano adeguatamente identificati;

  • Portare insieme diverse aree di competenza per l’analisi dei rischi;

  • Garantire che i diversi punti di vista siano adeguatamente considerati nella definizione dei criteri di rischio e nella valutazione dei rischi;

  • Sviluppare un piano di comunicazione e di consultazione interna ed esterna adeguata

L’analisi del Rischio

Comporta lo sviluppo di una comprensione del rischio. Un evento può avere molteplici conseguenze e può influenzare molteplici obiettivi. Vanno sempre presi in considerazione i controlli esistenti, la loro efficacia e la loro efficienza.

La fiducia nella determinazione del livello di rischio e la sua sensibilità di presupposti e assunzioni dovrebbe essere considerata nell’analisi, e comunicata in modo efficace ai responsabili delle decisioni e, se del caso, altre parti interessate. Fattori come la divergenza di opinione tra gli esperti, l’incertezza, la disponibilità, la qualità, la quantità e la pertinenza continuo di informazioni, o limitazioni sulla modellizzazione devono essere stabiliti e possono essere evidenziate.

Sia il monitoraggio che la revisione della valutazione del rischio dovrebbe essere una parte programmata del processo di gestione del rischio. I processi di monitoraggio e revisione dell’organizzazione dovrebbe comprendere tutti gli aspetti del processo di gestione del rischio al fine di:

  • Assicurare che i controlli siano efficaci ed efficienti sia nel design e il funzionamento;

  • Ottenere ulteriori informazioni per migliorare la valutazione del rischio;

  • Analizzare e trarre insegnamento da eventi (tra cui quasi incidenti), le modifiche, le tendenze, successi e fallimenti;

  • Rilevare cambiamenti del contesto esterno e interno, comprese le variazioni criteri di rischio e il rischio stesso che può richiedere la revisione dei trattamenti e delle priorità di rischio; e

  • Identificazione dei rischi emergenti.

Implementare questo circuito “VIRTUOSO” non sarà mai possibile finché si continuerà ad affermare in modo superficiale che i vaccini sono sicuri ed efficaci: l’importanza di attivare una canale di comunicazione strutturato con la cittadinanza, un sistema di raccolta dati finalmente preciso e completo, scevro da qualsiasi condizionamento derivante da potenziali conflitti di interesse, non è solo una questione di democrazia quindi ma anche di etica, buona tecnica e buona gestione dell’informazione.

Conclusioni09_no antivax

Leggendo la Carta italiana per la promozione delle vaccinazioni abbiamo l’idea che si tratti di qualcosa che va molto oltre i propositi (legittimi) di una promozione della pratica vaccinale.

Ci sono dichiarazioni d’intenti che debordano ampiamente i limiti della costituzionalità e anche le regole di convivenza democratica.

Il vero obiettivo di questo documento è quello di mettere il bavaglio agli oppositori del sistema vaccinale, attraverso azioni di stampo squadristico e di manipolazione dell’informazione, con il tacito appoggio di parte delle istituzioni e del sistema politico preposto al governo nazionale e locale.

La “Carta” è solo l’ultimo miglio di un percorso avviato da tempo per l’esclusione sociale e mediatica degli obiettori: dal momento che gli argomenti pseudo-scientifici e gli scandali creati ad arte per delegittimare questo movimento non sono riusciti a contenere il fenomeno del “rifiuto”, la nuova frontiera scelta dagli strateghi della costellazione Vaxxer è quella del CONFLITTO SOCIALE, una sorta di guerra fra poveri giocata sulla paura e sulla colpa, fondata sul paradigma vaccinale, assunto come verità scientifica suprema, un Pensiero Unico che può imporsi solo attraverso la sopraffazione del “PENSIERO ILLEGITTIMO”.

Questa è chiaramente una strada molto pericolosa, soprattutto perché non va al punto della questione, bensì marginalizza il confronto sul piano emozionale, lasciando intendere che ci sia un conflitto fra interessi contrapposti, mentre l’interesse primario di tutti è comunque quello della salute (“l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente”, Laurence Wylie, 1909-1996), che va perseguita prima di tutto attraverso la consapevolezza, il corretto bilanciamento fra rischi e benefici e, finalmente, LA CAPACITÀ DI FARE DELLE SCELTE E ASSUMERSENE LA RESPONSABILITÀ.

 

Riferimenti

24 FDA Workshop to Review Warnings, Use Instructions, and Precautionary Information [on Vaccines], (Rockland, Maryland, Sept. 18, 1992), p.27.

25 Rota PA, Khan AS, Durigon E, Yuran T, Villamarzo YS, Bellini WJ. Detection of measles virus RNA in urine specimens from vaccine recipients. J Clin Microbiol. 1995 Sep;33(9):2485-8.

26 Auwaerter PG, et al. Changes within T Cell Receptor VβSubsets in Infants Following Measles Vaccination. Clinical Immunology and Immunopathology, May 1996; 79(2): 163-170.

27 Eurosurveillance, May 2007;12(5)

28 CDC MMWR, May 26, 2006; 55(20): 559-63