IL PROGRAMMA NAZIONALE DI VACCINAZIONE DEL CDC NON È MAI STATO SISTEMATICAMENTE ESAMINATO IN STUDI DI RICERCA

IL PROGRAMMA NAZIONALE DI VACCINAZIONE DEL CDC NON È MAI STATO SISTEMATICAMENTE ESAMINATO IN STUDI DI RICERCA

Qualche giorno fa ci siamo imbattuti in una lettura molto interessante che vorremmo portare alla vostra attenzione. È un’analisi molto semplice, pratica e interessante di Marcos Caceres (MC), editore della rivista online The Vaccine Reaction (in campo dal 1995).

Nella sua analisi, Caceres si riferisce alla recente pubblicazione di un articolo di Joanna Nix sulla rivista Mother Jones intitolato “Un’intera schiera di medici aiuta i genitori a non far vaccinare i loro figli”. Prima di addentrarci nell’articolo di Caceres, ci teniamo a darvi qualche dato su Joanna Nix. Giornalista indipendente, attualmente impegnata nel citato blog Mother Jones (piattaforma di giornalismo di inchiesta sui temi più sentiti in USA come cambiamenti climatici, razzismo, politica).

Lo scopo dell’articolo di Nix, che abbiamo letto e che potete trovare qui

https://www.motherjones.com/politics/2018/01/there-is-a-whole-cottage-industry-of-doctors-helping-parents-skip-their-kids-vaccines/

appare subito chiaro: attaccare e cercare di screditare i medici che esercitano la loro professione con obiettivo giudizio, fornendo esenzioni dalla vaccinazione per i bimbi che possono essere particolarmente esposti a un rischio di danno se vaccinati secondo il programma di vaccinazione infantile dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (il CDC).

Joanna Nix è evidentemente a disagio con quei medici che, a suo giudizio, tendono a sfidare le raccomandazioni del CDC nel nome della libertà di scelta genitoriale.

L’implicazione che ne deriva, secondo Caceres, è duplice. Secondo questa visione innanzitutto questi medici sarebbero in qualche modo irresponsabili nell’esercitare un giudizio professionale indipendente quando si tratta dei loro pazienti e della vaccinazione. E in secondo luogo il principio del consenso informato dei genitori nel prendere decisioni importanti per i loro figli (come quella che comporta l’assunzione di rischi medici), sarebbe di gran lunga meno importante rispetto al dovere di adesione al programma di vaccinazione di massa disposto dal CDC.

Sembra che Nix abbia sottolineato come il pediatra Bob Sears, sia un co-fondatore del Physicians for Informed Consent (PIC), che lei descrive come una “coalizione di circa 200 medici, scienziati e avvocati che si oppongono veementemente alle leggi obbligatorie sui vaccini”, e che abbia inoltre affermato che “L’appartenenza al PIC è confidenziale, ma la lista dei membri fondatori e dei membri del consiglio è pubblica”.

La sua descrizione, afferma MC, tende a trasmettere il senso di un’organizzazione di medici segreta e irresponsabile, come se ci fosse qualcosa di sbagliato nei medici che difendono l’etica del consenso informato e il desiderio di lavorare in modo collaborativo e rispettoso con i loro pazienti. Il dott. Sears ha inoltre dichiarato pubblicamente che frequentemente somministra vaccini.

Ciò che sembra infastidire Nix è che Sears sia disposto a lavorare con i genitori su come e quando vaccinare i loro figli e fornire assistenza medica ai bambini indipendentemente dalla loro storia vaccinale. Lo stesso Marco Caceres ha scritto un articolo nel 2016 e ha dichiarato: “(Sears) Cura anche i bambini non vaccinati ed è attento a sottoporre a screening i bambini vulnerabili, che hanno già mostrato reazioni a vaccinazioni precedenti che potrebbero renderli più suscettibili a un danno da vaccino a seguito di somministrazioni multiple”.

Ci sono molti altri dottori in linea con il pensiero di Sears che preferiscono semplicemente non forzare i genitori a dare ai loro figli ogni dose di ogni vaccino raccomandato dal CDC nel programma che il CDC prescrive. Non è un crimine, afferma MC, ma risponde precisamente all’etica medica, in particolare dato che il programma di vaccinazione infantile del CDC non è stato adeguatamente testato per la sicurezza (come pare sia pubblicamente noto). Nix ha casualmente citato in diverse occasioni, un rapporto del 2013 di un comitato dell’Istituto di Medicina (IOM) dove dice che “non si sono trovate prove del fatto che il programma non fosse sicuro”. Ma questo sarebbe in larga parte contestabile. Come ha difatti rilevato Barbara Loe Fisher del National Vaccine Information Center (NVIC) nel 2013:

Il comitato [IOM] ha ripetutamente sottolineato la stupefacente mancanza di studi scientifici di qualità a sostegno della sicurezza del numero raccomandato di vaccini dal CDC e delle tempistiche di somministrazione delle vaccinazioni per i bambini da 0 a 6 anni nel programma di vaccinazione. Il comitato ha confermato che esistono grandi lacune negli studi, in particolare sui bambini con maggiore suscettibilità biologica alle reazioni e ai danni da vaccino

Nel suo rapporto, la commissione IOM ha poi scritto:

Innanzitutto, il concetto di “programma” di immunizzazione non è ben sviluppato nella letteratura scientifica. La maggior parte della ricerca sui vaccini si concentra sui risultati di beneficio associati a singole vaccinazioni o combinazioni di vaccini somministrati in un’unica soluzione. Anche se ogni nuovo vaccino viene valutato nel contesto del programma generale di immunizzazione esistente al momento della revisione, i singoli elementi del programma non vengono valutati una volta adattati per accogliere un nuovo vaccino. Gli elementi chiave del programma di immunizzazione, ad esempio il numero, la frequenza, i tempi, l’ordine e l’età al momento della somministrazione dei vaccini, non sono stati sistematicamente mai esaminati in studi di ricerca”

In un articolo su The Vaccine Reaction nel 2016, Fisher e Rishma Parpia (altra blogger journalist di TVR e collaboratrice di Caceres) hanno notato che la commissione IOM citava spesso la mancanza di studi scientifici di qualità sufficiente e che “non era in grado di determinare se il numero di dosi e il calendario dei vaccini raccomandati dal CDC nei primi sei anni di vita sono o non sono associati a problemi di salute nei neonati prematuri o allo sviluppo di disturbi cronici del cervello e del sistema immunitario”. L’osservazione di Nix sul fatto che non ci siano prove che il programma non sia sicuro non è veritiera se si considera la profondità e l’ampiezza di ciò che dice il rapporto dell’IOM. Dopo tutto, non trovare prove che il programma di vaccinazione infantile del CDC sia pericoloso non è la stessa cosa che fornire la prova che è sicuro. In effetti, c’è una grande differenza.

I medici promuovono e dichiarano i vaccini obbligatori sulla base del programma federale di vaccinazione infantile. L’onere della prova è sui funzionari del CDC per dimostrare in modo definitivo la sicurezza del programma vaccinale per l’infanzia, ma questa prova non è mai stata fornita fino ad oggi. Come affermato dal rapporto dell’IOM, gli esperti che hanno esaminato le prove relative all’attuale programma di vaccinazione infantile del governo federale hanno confermato che “la ricerca esistente non è stata progettata per testare l’intero programma di immunizzazione”. Quindi possiamo capire facilmente che il programma non è basato su fondamenta pienamente scientifiche. Questo è il motivo per cui alcuni medici sono riluttanti e preferiscono adottare un approccio più cauto e flessibile nella gestione delle vaccinazioni infantili. In definitiva, l’unico modo per dimostrare se il programma di vaccinazione infantile è sicuro (o lo sono i vaccini in generale) sarà quello di eseguire sia la ricerca scientifica di base, che descrive i meccanismi biologici e gli altri fattori di rischio per il danno e la morte da vaccino, sia gli studi con metodo indipendente che confrontano lo stato di salute di una popolazione completamente non vaccinata di bambini rispetto a una di bambini completamente vaccinati.

La relazione dell’OMI del 2013 sottolineava in particolare che sono necessari studi per esaminare gli effetti cumulativi a lungo termine dei vaccini; i tempi della vaccinazione in relazione all’età e allo stato di salute del bambino; gli effetti del carico totale o del numero di vaccini somministrati contemporaneamente; l’effetto degli ingredienti del vaccino in relazione allo stato di salute; i meccanismi biologici del danno associato al vaccino.

Il divario nella scienza sul tema della sicurezza dei vaccini si riconferma molto più ampio di quello che molti medici e molti genitori riescono a comprendere, afferma Marcos Caceres.

Se allarghiamo la nostra visione e ci spingiamo nel campo della sperimentazione, non possiamo non esigere che questa sia fatta con i più alti criteri e con il metodo più critico e approfondito possibile. Proprio come il metodo scientifico richiede…

[fonte https://thevaccinereaction.org/2018/01/safety-of-childhood-vaccination-schedule-still-unproven/]