IL VACCINO PER L’HPV PUO’ RENDERE SUSCETTIBILI A CEPPI PIU’ AGGRESSIVI DI HPV

APPELLO PER LA SOSPENSIONE DELLA VACCINAZIONE ANTI-HPV in Italia

La vaccinazione contro il papillomavirus (HPV) è stata introdotta in Italia nel 2007 con un’offerta gratuita alle bambine dodicenni e poi estesa, in alcune regioni, anche ad altre fasce di età e ai bambini per prevenire il tumore della cervice uterina. Ancora oggi non esistono prove certe sulla reale efficacia della vaccinazione nella prevenzione di questo tumore.

AsSIS (Associazione di Studi e Informazione sulla Salute) lancia un appello: si sospenda la somministrazione di massa del vaccino anti-papilloma virus in attesa di una valutazione appropriata della letteratura scientifica che avanza dubbi sulla sicurezza e sull’efficacia di questo vaccino.

Quest’appello è rivolto ai medici, agli operatori sanitari (ostetriche, infermieri, osteopati, fisioterapisti, farmacisti, biologi, etc.) e a tutte le figure professionali che si occupano di salute: trovate tutte le informazioni all’indirizzo http://www.assis.it/moratoria-vaccino-hpv/

IL VACCINO PER L’HPV PUO’ RENDERE SUSCETTIBILI A CEPPI PIU’ AGGRESSIVI DI HPV

Dal lavoro originale: HPV Vaccine Can Make You Susceptible to More Serious Strains of HPV, http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2015/05/05/hpv-vaccine-gardasil.aspx  , by Dr. Mercola (traduzione a cura della Redazione Comilva)

05 maggio, 2015

Il Centro statunitense per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) raccomanda che tutti i bambini di 11- e 12 anni (maschi e femmine) ricevano il vaccino contro il papilloma virus umano (HPV).

I vaccini Anti-HPV Gardasil e Cervarix

I vaccini Anti-HPV Gardasil e Cervarix

Pubblicizzati come vaccini “anti-cancro”, anche se non hanno dimostrato di prevenire il cancro, GARDASIL e CERVARIX sono stati coinvolti in polemiche fin dall’inizio.

La questione, inizialmente, era che nel 2006 GARDASIL aveva ricevuto l’autorizzazione alla messa in commercio negli Stati Uniti molto rapidamente senza adeguate prove scientifiche che ne dimostrassero la sicurezza e l’efficacia per le ragazze sotto i 16 anni ed inoltre che non era opportuno per il governo raccomandare e richiedere la vaccinazione di bambini in età scolare per una malattia a trasmissione sessuale (MTS) che non poteva essere trasmessa in un ambiente scolastico. [1;2]

Poi in California, con il disegno di legge AB499, si permetteva di vaccinare contro l’HPV e contro altre malattie sessualmente trasmissibili bambini dai 12 anni senza che i genitori ne fossero a conoscenza e senza consenso genitoriale.

Più aumentava il numero di bambini e teenagers che ricevevano i vaccini anti HPV e più piovevano le segnalazioni di reazione avversa nel VAERS (Vaccine Adverse Events Reporting System ). Nel frattempo, l’efficacia del vaccino HPV ha continuato ad essere messa in discussione.

Ora, la ricerca presentata alla riunione annuale del 2015 della “American Association for Cancer Research” ha mostrato che le donne che erano state vaccinate contro l’HPV avevano un rischio più elevato di sviluppare ceppi del virus non contenuti nel vaccino. [3]

Le donne vaccinate per l’HPV potrebbero essere più a rischio di infezione da HPV

In un’analisi fatta su circa 600 donne di età compresa tra i 20 e i 26 anni, il 60% di coloro che avevano ricevuto il vaccino GARDASIL originale, che protegge contro solo quattro ceppi (tipi) di HPV (6,11,16,18), sono state esposte ad un maggiore rischio di essere infettate con un ceppo del virus HPV non contenuto nel vaccino .

Le donne non vaccinate avevano tassi più bassi di infezioni da ceppi ad alto rischio di HPV non contenuti nel vaccino, il che suggerisce che ricevere il vaccino può rendere più suscettibili a sviluppare infezioni con altri ceppi di HPV.

La soluzione proposta dai ricercatori in questo caso è stata quella di suggerire – alle donne che già si erano fatte somministrare tre dosi del GARDASIL originale – di sottoporsi a una ulteriore dose con un nuovo vaccino GARDASIL, che contiene nove diversi ceppi di HPV: infatti, nel mese di dicembre 2014, la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato il GARDASIL 9 che contiene altri cinque tipi di HPV supplementari (31, 33, 45, 52, 58), non presenti nel vaccino originale. Quindi, se avete già ricevuto una o più dosi di vaccino GARDASIL originale, potreste effettivamente essere a più alto rischio di infezione dai cinque tipi di HPV aggiunti, rispetto a chi non è stato vaccinato affatto.

E se siete già infettati con uno dei 4-9 tipi di virus HPV contenuti in entrambi i vaccini GARDASIL originali o nuovi, il vaccino non può eliminare l’infezione. Per non parlare del fatto che ci sono più di 100 diversi ceppi di HPV, di cui 30 sono a trasmissione sessuale, 15 dei quali sono stati associati con lo sviluppo del cancro, ma solo se l’infezione da HPV persiste per un lungo periodo di tempo e non sono condotti test regolari –come il PAP_TEST – per identificare e trattare le lesioni cervicali pre-cancerose.

Efficacia del GARDASIL seriamente in dubbio

Nel 2012, una revisione sistematica di studi pre e post-rilascio di autorizzazione del vaccino HPV condotta dai ricercatori della “University of British Columbia” ha dimostrato che l’efficacia del vaccino non solo viene ingigantita (attraverso l’uso di report selettivi o l’utilizzo selettivo dei dati), ma anche non dimostrata. Nella sintesi del riesame della sperimentazione clinica, gli autori hanno affermato chiaramente [4]:

 “Abbiamo effettuato una revisione sistematica degli studi sul vaccino HPV pre- e post-rilascio di autorizzazioni per valutare la prova della loro efficacia e sicurezza. Abbiamo scoperto che la progettazione dei trial clinici sul vaccino HPV, e l’interpretazione dei dati di entrambi i risultati di efficacia e sicurezza, erano in gran parte inadeguati.

Inoltre, è evidente la scelta di report selettivi rispetto ai risultati dei trial clinici (ad esempio, l’esclusione dei dati di efficacia sul vaccino relativi a sottogruppi in cui l’ efficacia potrebbe essere inferiore o addirittura negativa rispetto a pubblicazioni peer-reviewed).

Detto questo, l’ottimismo diffuso per quanto riguarda i benefici a lungo termine dei vaccini per l’HPV sembra poggiare su una serie di ipotesi non provate (o che sono in contrasto con i dati di fatto) e su una significativa interpretazione errata dei dati disponibili.

Ad esempio, l’affermazione che la vaccinazione HPV si sarebbe tradotta in circa il 70% di riduzione dei tumori della cervice è stata fatta nonostante i dati degli studi clinici non abbiano dimostrato fino ad oggi che i vaccini abbiano effettivamente impedito un singolo caso di cancro del collo dell’utero (per non parlare di morte per cancro del collo dell’utero), né che siano giustificate le attuali estrapolazioni eccessivamente ottimistiche basate su marcatori-surrogati.

Allo stesso modo, l’idea che i vaccini per HPV abbiano un profilo di sicurezza rimarchevole è supportato solo da trial di sicurezza progettati in maniera imperfetta ed è contraria alla raccolta delle prove dai database di sorveglianza di sicurezza vaccinale e dai “case report” che continuano a collegare la vaccinazione HPV ad esiti avversi gravi (compresa la morte e disabilità permanenti).

Noi, quindi, concludiamo che un’ulteriore riduzione dei tumori cervicali potrebbe essere meglio realizzata ottimizzando lo screening cervicale (che non comporta tali rischi) e andando a colpire altri fattori della malattia piuttosto che dipendendo dai vaccini con efficacia e profili di sicurezza discutibili”.

GARDASIL potrebbe aumentare il rischio di lesioni precancerose?!

Nel 2012, la ricerca ha anche rivelato che il vaccino HPV riduce le infezioni HPV di tipo 16 solo dello 0,6% nelle donne vaccinate rispetto le donne non vaccinate e, in modo simile allo studio descritto, i dati hanno dimostrato che altre infezioni HPV ad alto rischio sono state diagnosticate con una frequenza che va dal 2.6% al 6,2% in più nelle vaccinate rispetto a quelle non vaccinate.

Ci sono anche sospetti che il vaccino GARDASIL HPV potrebbe, paradossalmente, aumentare il rischio di cancro alla cervice dell’utero se si è infetti al momento della vaccinazione. Queste informazioni, relative al periodo di pre-rilascio delle autorizzazioni, sono state fornite direttamente dalla Merck e sono state presentate alla FDA prima dell’approvazione, [6].

Secondo una ricerca condotta da Merck infatti, se si è stati esposti all’HPV 16 o 18 prima di ricevere una dose di GARDASIL, il rischio di sviluppare lesioni pre-cancerose può aumentare anche del 44,6%.

I funzionari della Sanità riferiscono che circa 79 milioni di americani hanno un’infezione attiva dovuta al virus HPV a trasmissione sessuale, e 14 milioni sono infettati ogni anno. Il CDC afferma addirittura: “L‘HPV è così comune che quasi tutti gli uomini e le donne sessualmente attivi lo contraggono ad un certo punto della loro vita” [7].

Prendendo questa informazione per buona, suona molto più spaventosa di quanto è in realtà, perché la maggior parte delle infezioni da HPV non portano al cancro e, invece, vengono naturalmente eliminate dal corpo entro due anni senza complicazioni. Di solito non c’è bisogno di cure e spesso non provoca effetti di alcun genere nel 90% dei casi di infezione da HPV! Allo stesso modo, il cancro alla cervice dell’utero rappresenta meno dell’1% di tutti i decessi per cancro negli Stati Uniti, mentre il cancro anale è associato a circa 300 decessi l’anno. Quindi, questo vaccino non affronta una grave minaccia per la salute pubblica, non importa da che parte lo si guardi.

I rischi connessi al vaccino HPV sono significativi

A metà marzo 2015, il vaccino HPV GARDASIL ha generato più di 35.000 segnalazioni di reazioni avverse al Governo degli Stati Uniti, inclusi più di 200 decessi [8].

Questa è probabilmente una grossolana sottostima, perché, sebbene nel 1986 sia stata approvata una legge federale (National Childhood Vaccine Injury Act) che impone ai medici e a chi somministra i vaccini riportino al VAERS gravi problemi di salute o decessi che si verificano dopo la vaccinazione, non ci sono sanzioni penali per chi non denuncia la reazione avversa e si stima che vengano segnalati forse meno del 10% degli eventi avversi da vaccini che si verificano [9].

I problemi di salute connessi con il vaccino GARDASIL includono patologie neurodegenerative infiammatorie immuno-mediate, suggerendo che qualcosa sta spingendo il sistema immunitario a reagire in maniera eccessiva, in modo deleterio e a volte fatale. La crescente raccolta di letteratura medica dimostra che il vaccino contro l’HPV è legato a disturbi del sistema nervoso e immunitario in alcune giovani donne e ragazze.

In un caso di studio pubblicato sul Journal of Investigative Medicine, [10] i ricercatori hanno descritto il caso di una ragazza di 14 anni che ha sviluppato sindrome di tachicardia posturale ortostatica (POTS) con fatica cronica due mesi dopo la vaccinazione GARDASIL.

POTS è un disturbo del sistema nervoso autonomo, che controlla funzioni nel nostro corpo, come la frequenza cardiaca, l’equilibrio, la digestione, il controllo della vescica, ed il sonno. Benché rara, l’incidenza di POTS sembra essere in aumento e prove emergenti suggeriscono che potrebbe essere una malattia di tipo autoimmune.

Nel caso di studio, POTS soddisfa i criteri per una condizione nota come sindrome autoimmune/auto infiammatoria indotta da adiuvanti (ASIA), mettendo in evidenza i meccanismi che stanno alla base di come i vaccini, e in particolare i loro adiuvanti (come l’alluminio), possono innescare la malattia.

GARDASIL contiene un adiuvante a base di alluminio, che è progettato per iper-stimolare il sistema immunitario a provocare una forte risposta anticorpale.

Un secondo studio, pubblicato su “European Journal of Neurology”, [11] descrive sei pazienti che hanno sviluppato POTS nel periodo successivo alla vaccinazione HPV che va da sei giorni a due mesi. Inoltre, trombi fatali, insufficienza respiratoria acuta, arresto cardiaco e “morte improvvisa per cause sconosciute” sono tutti accaduti in ragazze dopo che avevano ricevuto il vaccino GARDASIL.

I Pap TEST possono rilevare il cancro cervicale e lesioni pre-cencerose nella fase iniziale

È anche importante capire che si verificano casi di cancro al collo dell’utero, è vero anche che è una delle forme di cancro più prevenibili e curabili. La routine del Pap-test è una strategia molto più razionale, meno costosa e meno pericolosa per la prevenzione del cancro del collo dell’utero, in quanto in grado di identificare l’infezione da HPV cronica e può fornire una maggiore protezione contro lo sviluppo del cancro alla cervice rispetto ai vaccini anti HPV che non sono stati adeguatamente dimostrati sicuri ed efficaci.

I casi di cancro cervicale sono scesi di oltre il 70% negli Stati Uniti da quando il Pap-test è diventato parte della routine di cura della salute delle donne negli anni ‘60, e può rilevare lesioni cervicali pre-cancerose precocemente in modo tale da poter essere efficacemente rimosse e trattate.

Inoltre, i rischi di contrarre o trasmettere l’infezione da HPV possono essere notevolmente ridotti, se non praticamente eliminati, utilizzando i normali mezzi di protezione (preservativi). Peraltro, anche se gli adolescenti vengono vaccinati, permangono le raccomandazioni per le ragazze e le donne di sottoporsi al pap test a distanza di pochi anni per rilevare eventuali modifiche del collo dell’utero che possono indicare le lesioni pre-cancerose, perché sono poche le garanzie che GARDASIL o CERVARIX impediranno infezioni da HPV o tumori cervicali o di altra natura.

Il Dr. Kunle Odunsi, vice direttore e presidente del Dipartimento di Oncologia Ginecologica presso il Roswell Park Cancer Institute di Buffalo, New York, ha detto a “Live Science”: “dobbiamo tenere presente che ci sono più di 80 tipi di HPV, e alcuni di essi possono ancora essere associati al rischio di tumore cervicale maligno [12]”.

In altre parole, vaccinarsi non è una garanzia di non contrarre un’infezione da HPV che potrebbe teoricamente causare il cancro in futuro, se l’infezione diventa cronica. Odunsi ha continuato dicendo che “i vaccini futuri potrebbero includere anche più ceppi del virus”, che aggiunge ulteriore credito al fatto che i vaccini di oggi non sono in alcun modo una soluzione a prova di bomba. Ulteriori fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare infezione da HPV cronica comprendono:

  • Fumo
  • Co-infezione da herpes, clamidia o HIV,
  • Avere più partner sessuali,
  • Immunità compromessa,
  • L’uso a lungo termine di contraccettivi ormonali.

La maggior parte di questi sono fattori di rischio modificabili, mentre si può aumentare la capacità di reazione del proprio sistema immunitario per aiutare a ridurre il rischio di contrarre l’HPV, altre infezioni o di sviluppare complicazioni, seguendo un corretto piano di nutrizione, esercizio fisico, e ottimizzando i livelli di vitamina D. Uno dei passi più semplici è quello di eliminare il consumo di zucchero e la maggior parte dei carboidrati non vegetali. La sovrabbondanza di molti alimenti trasformati nella tipica dieta occidentale aumenta contemporaneamente l’infiammazione mentre diminuisce la capacità del sistema immunitario di rispondere e in ultima analisi, di controllare le infezioni.

 

 

  1. National Vaccine Information Center Press Release June 27, 2006.
  2. New York Times July 18, 2006.
  3. American Association for Cancer Research Annual Meeting April 19, 2015
  4. Current Pharmaceutical Design 2012 Sep 24. [Epub ahead of print]
  5. Am J Obstet Gynecol 2012;206:46
  6. gov Gardasil™ HPV Quadrivalent Vaccine May 18, 2006 VRBPAC Meeting (PDF)
  7. gov Genital HPV Infection Fact Sheet February 23, 2015
  8. “MedAlerts. Gardasil Vaccine (HPV4) adverse event reports through Sept. 14, 2014. VAERS Database on MedAlerts.
  9. Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health.
  10. Journal of Investigative Medicine High Impact Case Reports January-March 2014 vol. 2 no. 1
  11. European Journal of Neurology September 16, 2013, Volume 21, Issue 1
  12. Live Science April 22, 2015