IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI ANCONA

CONDANNATO IL MINISTERO CHE AVEVA RICORSO ALLA SENTENZA DI PRIMO GRADO

Medea-offre-coppa-avvelenata.previewImportantissima e significativa sentenza della Corte d’Appello di Ancona che respinge il ricorso del Ministero contro una sentenza di primo grado in causa civile per danni da vaccino. Un’altra importante affermazione del diritto che questo dispositivo sancisce, in favore di un macroscopico danno psico-neuro-motorio da vaccino subito da una bambina di Pesaro. La Corte d’Appello condanna il Ministero anche al pagamento delle spese di CTU e ad un rimborso di spese sostenute per affrontare il ricorso in misura di 2.000,00 Euro.

Non finiremo mai di stupirci come, di fronte all’evidenza, il Ministero si ostini a ricorrere in appello: ci chiediamo ogni volta chi intenda rappresentare questa istituzione, se i cittadini sovrani che nella fattispecie hanno subito addirittura un danno grave a causa di una pratica imposta dallo Stato, oppure altri soggetti, attori principali in questa situazione che non esitiamo a definire “kafkiana”, ovvero “paradossale”, dove il danno da vaccino viene accettato come uno “status quo”, implicando così l’impossibilità di qualunque reazione tanto sul piano pratico che su quello psicologico.

Le parole di Medea, pronunciate nell’omonima tragedia di Seneca “Cui prodest scelus, is fecit” non possono che essere le più appropriate al caso, proprio perché chiederselo aiuta a rintracciare i fini ultimi e i reali interessi che si nascondono al di là degli alti ideali che queste posizioni sembrano proporsi e garantire (la salvaguardia dell’idea che le vaccinazioni sono una pratica sicura ed efficace) …

A breve saranno disponibili le motivazioni della Corte che verranno integrate nel presente articolo.

Congratulazioni alla famiglia che ha saputo resistere a questa grande prova e all’Avvocato Ventaloro che ha seguito tutto l’iter fin qui prodotto nella causa.

Allegato: Sentenza della Corte d’Appello di Ancona, 5 dicembre 2013