LA TUTELA LEGALE

Nuija_hidastettu LA TUTELA LEGALE NEI DANNI DA VACCINO

Di fronte ad un danno da vaccino, prima di procedere ad ogni iniziativa di carattere legale, è necessario verificare ed ufficializzare l’esistenza del nesso di causalità tra il danno e la vaccinazione.

Ciò avviene con l’ausilio di un medico legale, il quale deve redigere una perizia medico-legale in cui accerta l’esistenza di tale collegamento.
Questo accertamento è preliminare ad ogni e qualsiasi azione o richiesta.

Una volta svolto tale accertamento, in favore di un danneggiato (o deceduto) da vaccino si possono porre in essere le seguenti iniziative di tutela legale:

  1. Querela penale
  2. Causa civile
  3. Richiesta di indennizzo (tutela in via amministrativa, L. 210/92).

Non è raro, anzi è comune attivare tutte e tre le procedure, che comunque in questa sede vanno esaminate singolarmente

LA QUERELA PENALE

E’ un atto di denuncia che i genitori o il danneggiato stesso (se maggiorenne) avanzano all’Autorità Giudiziaria (penale, quindi alla Procura della Repubblica territoriale) segnalando il danno e chiedendo la punizione del colpevole.
La querela va fatta entro 90 gg. dai fatti (l’inoculazione del vaccino), ma può procedere anche d’ufficio se il danno è rilevante (più di 20 gg. di prognosi), o è conseguita la morte del soggetto.
Le ipotesi delittuose sono le lesioni personali (art. 582–583–590 del Codice Penale), o l’omicidio colposo (art. 589 CP)
All’interno del processo penale che va ad instaurarsi dopo la denuncia, il danneggiato potrà costituirsi parte civile e pertanto così affiancarsi al P.M. nella richiesta punitiva e altresì richiedere i danni.
I tempi medi tra una denuncia e la celebrazione di un processo, variano tra i due ed i quattro anni

LA CAUSA CIVILE

E’ un atto giudiziario nella forma dell’atto di citazione, con cui si chiama in giudizio civile in Tribunale un’altra parte (medico vaccinatore ed AUSL), per essere risarciti dei danni patiti in seguito alla vaccinazione. Ovviamente, lo si ripete, è necessaria la perizia medico-legale.
E’ una causa che dura quattro o cinque anni, e però non porta alla punizione del colpevole, ma solo ad una condanna al risarcimento del danno, anche ai congiunti, spesso di milioni di euro.
L’azione si propone ai sensi dell’art. 2043 del Codice Civile (il danno ingiusto), e può proporsi entro cinque anni dai fatti, oppure entro cinque anni da quando il danneggiato ha conoscenza ufficiale e tecnica del danno, cioè da quando un medico legale non lo attesta ufficialmente (con perizia). Ecco perché si è stati in grado di fare queste cause anche per danneggiati degli anni ’60.
A tal fine valgono anche i decreti delle Commissioni Mediche Ospedaliere (attivate per la L. 210/1992, di cui infra).

RICHIESTA DI INDENNIZZO, TUTELA IN VIA AMMINISTRATIVA

Tale tutela è quella prevista dalla Legge 210 del 1992, promulgata in favore dei soggetti danneggiati da vaccini ed emotrasfusioni.
E’ una legge molto utilizzata, che permette al danneggiato di proporre una richiesta di indennizzo attraverso la compilazione di un modulo presso l’ASL.
La competenza è ora regionale.
La procedura va attivata entro tre anni dal danno o dalla scoperta del danno (come per la causa civile).
E’ in corso una modifica da parte del Parlamento per eliminare tali termini e per estendere gli effetti della legge anche ai congiunti. L’istruttoria medica viene svolta dalle Commissioni Mediche Ospedaliere (CMO), istituite presso gli Ospedali Militari.
E’ ovviamente anche qui fondamentale la perizia medico-legale. L’esito positivo dell’iter, porta ad un indennizzo (non risarcimento), che viene liquidato in forma diluita mensile, o in caso di morte, nella forma dell’una tantum.
Per la liquidazione del danno, si fa riferimento a tabelle allegate alla legge.
Se la Regione respinge la richiesta di indennizzo, come previsto dal testo della legge, si può ricorrere direttamente al Ministero della Salute. Se anche questo ultimo a sua volta respinge, si può fare la causa in Tribunale.
I termini per questi due ricorsi, sono di 30 gg. dalla comunicazione formale del rigetto.
Anche i danneggiati degli anni ’60 e ’70 possono proporre ricorsi ex L. 210/1992 ed altresì azioni di risarcimento danni alle ASL. La rimessione dei termini avviene grazie ad un accertamento medico-legale (una perizia medico legale che accerta il nesso di causalità tra danno e vaccino), dalla cui data si fanno decorrere i tre anni per l’azione di indennizzo ex L. 210/1992 ed i cinque anni per la causa per danni all’ASL ex art. 2043 c.c. e 32 Cost.

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I PASSAGGI FONDAMENTALI PER EVIDENZIARE UN DANNO DA VACCINO

Qualora questo sia possibile e, comunque, quando il neonato/bambino manifesta evidenti segnali di disturbo dopo la vaccinazione è doveroso, nonché utile, segnalarli al pediatra o al presidio sanitario dove sono state effettuate le vaccinazioni e pretendere che ciò venga ufficializzato attraverso la compilazione della “Scheda Unica di Segnalazione di Sospetta Reazione Avversa”…  Leggi tutto…

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IL PROCESSO DI INDENNIZZO EX L. 210/92 E I SUOI ATTORI

Ai sensi del DPCM del 26 maggio 2000 (G.U. n. 238 del 11.10.2000) sono trasferiti alle Regioni, a decorrere dal 1° gennaio 2001, i compiti e le funzioni in materia di indennizzi a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati di cui alla Legge 25 febbraio 1992, n. 210, nonché …  Leggi tutto…

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Allegato 1: Fac-simile domanda ex L. 210/92 per danno irreversibile correlato a vaccinazione, trasfusione o somministrazione di emoderivati

Allegato 2: Fac-simile domanda di aggravamento

Allegato 3: Fac-simile domanda di assegno una tantum in caso di decesso

Allegato 4: Fac-simile domanda di retrodatazione