LE ALLERGIE ALIMENTARI E L’OLIO DI ARACHIDI NEI VACCINI

LE ALLERGIE ALIMENTARI E L’OLIO DI ARACHIDI NEI VACCINI

(“L’epidemia di allergia alle arachidi”di Heater Fraser, Ed Skyhorse)

Fonte: http://www.alis-france.com/download/Huile_arachide.pdf traduzione di Stefania Lucianò

L’Atopia

La parola che viene dal greco “atopos” è utilizzata oggi per indicare le manifestazioni allergiche come l’asma, l’eczema, l’orticaria, le riniti, le allergie alimentari, ecc. Queste manifestazioni sono legate ad una produzione anomala di IgE (immunoglobuline, si chiamano anche anticorpi sierici) che deriva da una reazione di ipersensibilità immediata.

L’origine di questa disfunzione è da ricercare nel nostro sistema immunitario e nelle sue risposte di fronte peanuts_allergiesagli elementi patogeni che ci circondano. Ricordiamo che i nostri globuli bianchi sono gli attori di questo scenario. I linfociti T sono prodotti nel timo e le sue cellule circolano nella linfa, nella milza, nella pelle e nel tratto intestinale alla ricerca degli antigeni che si trovano all’interno delle cellule (per esempio i virus). I linfociti T sono prodotti nel midollo osseo; essi producono tutta una serie di anticorpi  tra cui le IgE che circolano nel sangue e neutralizzano gli antigeni che si trovano all’interno delle cellule.

Tra i linfociti T, si possono distinguere molteplici gruppi, i linfociti T “killer” che uccidono le cellule infettate e i linfociti T “helper” che rinforzano la risposta delle altre cellule come i macrofagi o i linfociti B. Esistono due categorie di linfociti T “helper” , i Th1 e i Th2.  I Th1 stimolano l’immunità cellulare al fine di permettere la distruzione delle cellule infettate e i Th2 stimolano l’immunità umorale: essi aiutano a produrre degli anticorpi tra cui le IgE; queste ultime si legano a delle cellule del sangue chiamate mastociti polinucleari di cui due categorie, i basofili e gli eosinofili, entrano in gioco nel fenomeno dell’allergia. Queste cellule contengono degli elementi chimici come l’istamina che è “stoccata” nelle loro granulazioni. L’allergia si produce quando c’è un incontro tra  un allergene e un anticorpo IgE che va a scatenare un processo di degranulazione dei mastociti cosa che provoca la liberazione di istamina. Questo fenomeno è poi drammatico, poichè ci si accompagnano immediatamente delle reazioni tali come la diarrea, il vomito, tosse, mancanza di respiro, soffocamento, rossori della pelle, abbassamento della pressione sanguigna  e nei casi gravi: shock anafilattico e decesso.

Normalmente, nelle persone non allergiche, si produce un equilibrio tra le cellule Th1 e le cellule Th2 grazie ad una normale produzione di interferone che regola la produzione delle cellulle Th2. Ora, le vaccinazioni spingono l’organismo a produrre una grande quantità di anticorpi, esse cioè stimolano  fino all’eccesso le cellule Th2 , creando così uno squilibrio tra Th1/Th2 , condizione che favorisce l’insorgere delle patologie. E’ evidente che le malattie dell’infanzia, al contrario, siano importanti per lo sviluppo di un sistema immunitario equilibrato, poiché esse “insegnano” al corpo ad affrontare delle altre infezioni, meccanismo che le vaccinazioni hanno fermato.

In realtà, la risposta immunitaria è estremamente complessa e mette in gioco tutte le componenti del sistema immunitario, e per questo il principio stesso della vaccinazione, semplicista ed erroneo, non dovrebbe più essere attuale.

Degli studi americani confrontano vaccinati e non-vaccinati

E’ sempre difficile apportare la prova concreta del ruolo che giocano le vaccinazioni nella comparsa delle malattie. Semplicemente perché non ci sono studi comparativi tra vaccinati e non vaccinati. Il fatto è che ad oggi, pochissimi bambini nel mondo non sono vaccinati affatto.  Nel 2007, due membri del congresso degli Stati Uniti, Marlyn B.MALONEY e  Chistopher H. SMITH, avevano presentato uno studio comparativo tra una popolazione di individui vaccinati e di individui non vaccinati. Ma questo lavoro è rimasto senza seguito. Lo stesso anno, uno studente del Connecticut Devi LOCKWOOD aveva condotto uno studio sugli Amish  che rifiutano per la maggior parte le vaccinazioni . Egli constatò, in particolare, che nessuno era allergico alle arachidi in questa comunità.  Ma il CDC (Center of Disease Control) rifiutò di tener conto di questo studio a causa dei legami genetici che uniscono gli Amish. Devi LOOKWOOD, si è allora rivolto verso una regione dello stato di Washington, Vashon Island, un rifugio per le medicine alternative, dove 1600 bambini in età scolare non erano vaccinati per niente. Egli ha confrontato questa popolazione con quella della sua città, Ridgefield, in cui il tasso di vaccinazione era molto elevato e constatò di nuovo che i non vaccinati non presentavano allergia alle arachidi.

Un po’ di storia

E’ un fatto molto ben conosciuto e documentato: le vaccinazioni provocano allergie.

La storia non ha praticamente mai parlato di allergia: Ippocrate aveva citato il caso di una allergia al formaggio. Più tardi un medico francese nel 1765 aveva descritto un’allergia ad una puntura d’insetto. Il medico francese François Magendie (1783-1855) aveva scoperto che gli animali sensibili al bianco dell’uovo iniettato avevano uno shock e morivano dopo una seconda iniezione dello stesso prodotto. Ma questo tipo di reazione è giudicata molto rara.  E’ con l’introduzione delle vaccinazioni e delle iniezioni di siero che esplosero le allergie. Si parlava all’inizio di “malattia del siero”, in particolare in riferimento al siero antidifterico e antitetanico che è stato utilizzato abbondantemente durante tutta la prima parte del ventesimo secolo.

E’ l’Austriaco Clemens VON PIRQUET che definirà nel 1906 la parola “allergia”( dal greco allos: altro e ergon: reazione) e l’immunologo francese Charles Richet (1850-1935) che spiegherà la parola “anafilassi” (dal greco ana “contraria” e phylaxis “protezione”), aumento della sensibilità verso un allergene. Più tardi il batteriologo francese Nicolas Maurice Asthus (1962-1945) dimostrerà che tutte le proteine iniettate possono generare un fenomeno allergico. Un pediatra di New York, Oscar Schloss, nel 1912 descrisse per la prima volta un’allergia alimentare all’uovo. Anche l’ingestione era dunque una via che portava alle allergie.

Alexander_FlemingNel 1944, dopo la scoperta da parte di Alxander Fleming della penicillina, alcuni laboratori farmaceutici si lanciarono nella produzione di questo antibiotico e ci aggiunsero un olio di semi di cotone. Quest’olio serviva da emulsionante per la penicillina sia nella formulazione orale che in quella iniettabile. Le capsule ingeribili contenevano anch’esse della gelatina ed esse si dissolvevano a livello degli intestini, dopo aver superato la barriera dei succhi gastrici. Prima della seconda guerra mondiale erano stati utilizzati ogni sorta di olii nei vaccini (olio di ricino, di mais, di oliva, di cocco, di sesamo, di palma, di girasole, di borragine, di ribes nero, di canola, di mandorla, di grano di senape, di cartamo, di soia ecc..) Questi olii erano stabilizzati dalla lecitina d’uovo. Tutti i tentativi furono abbandonati in seguito a dei terribili effetti secondari. I semi di cotone raffinati non erano esenti da pericoli poichè essi contengono il gossipolo, un agente tossico utilizzato più tardi come pesticida.

Negli anni ’30, le inquietudini circa il potere allergenico di quest’olio aumentarono. Ma i produttori di semi di cotone, onnipotenti in USA, raccomandarono di non menzionare la presenza dell’olio di cotone nei prodotti, per la ragione che quest’olio non conteneva degli allergeni!! Ora, dal 1980, le proteine dell’olio di cotone sono classificati come un potente allergene e la loro presenza è proibita in tutti i tipi d’olio. Bisognava dunque rimpiazzare quest’olio con un altro, e fu l’olio di arachidi ad essere scelto per entrare nella produzione delle ampolle di penicillina e per i vaccini. Questo fu il boom dell’olio di arachidi, i campi di cotone sparirono a vantaggio dei campi di arachidi. Negli anni 1940/1950, senza che il consumatore lo sapesse,  si trovava l’olio di arachide un po dappertutto, negli anestetici, nelle medicine e vitamine, nelle creme per la pelle destinate ai bambini e agli adulti, ed in particolare nel vaccino antitetanico lanciato su larga scala dal 1940.

Durante la guerra, un medico dell’armata americana, Monroe Romansky, ebbe l’idea di aggiungere l’olio di arachide alla penicillina al fine di prolungarne l’effetto. Questo fu l’inizio delle allergie all’arachide.

Origine delle allergie alimentari

Le allergie alimentari sono un fenomeno recente: primo caso d’allergia alla noce osservato nel 1920, l’allergia al sesamo nel 1950, l’allergia alle noci del Brasile nel 1983, eccetera. Nessuno nel frattempo cercò di scoprire perché queste allergie apparissero e quale ne fu l’origine. Non è necessario fare 7 anni di studi per comprendere che quello che ci nutre passa dal tratto digestivo (stomaco, intestino..) E’ attraverso questo circuito naturale che il nutrimento ci fa del bene. Ma se lo si inietta, non è più un nutrimento “amico” che si presenta nel nostro organismo, ma un intruso , che il nostro sistema immunitario cerca di combattere. Guardate la notizia del vaccino per l’epatite b: il vaccino contiene della caseina. Questo vaccino a volte viene iniettato ai bambini alla nascita. Come stupirsi che divengano allergici al latte molto presto? Sapete anche che il laboratorio Glaxo, produttore del vaccino Engerix, detiene il 6 % del mercato di latte per bambini in India!![1]. Prendete il vaccino Prevenar 7, ciascun sierotipo  coltivato in un brodo di peptone di soia, mezzo di coltura giudicato eccellente. Curiosamente, i bambini sono adesso allergici alla soia!! Curiosamente, i produttore stesso è provider di preparazioni per neonati.

Oltre agli olii e tutta una serie di prodotti chimici contenenti degli acidi, dei carboidrati ecc…si utilizzano ugualmente degli altri alimenti nella produzione dei vaccini, come dei lieviti, dei prodotti animali, delle piante, dei prodotti del mare, la lista sarebbe troppo lunga per poterli enumerare. La composizione esatta di questi estratti è spesso sonosciuta. Si sa tuttavia che provengono spesso da scarti di altre industrie: tutto può servire per far soldi! Bisogna considerare che tutte le proteine alimentari iniettate attraverso un vaccino possono provocare un’allergia alimentare. La cosa è perfettamente conosciuta, perché allora ci dicono che gli scienziati non sanno perché l’incidenza delle allergie alimentari è in aumento?

Nei vaccini

Nel 1964 , il New York Times [2] annunciava che il gigante farmaceutico Merk aveva messo a punto un nuovo ingrediente utilizzato nei vaccini come adiuvante capace di aumentare l’immunità contro l’influenza, la polio e altre malattie. Il nome di questo ingrediente era Adiuvante 65-4. Era stato inventato da Maurice Hilleman e conteneva il 65% d’olio di arachide così come altre sostanze come l’alluminio e un’emulsione di paraffina fluida di cui l’emulsionante era l’Arlacel A ( forma impura dell’estere di mannitolo e dell’acido oleico, che era stato accusato di provocare dei tumori celebrali nei topi). L’OMS nel 1976 precisò:

“Con l’adiuvante 65, così come è in uso attualmente, si ha un’emulsione di vaccini acquosi in un olio di arachidi altamente raffinato, l’emulsionante è il mono oleato di mannide chimicamente puro, e lo stabilizzante monostearato d’alluminio chimicamente puro.”[3]

L’olio contenuto nei vaccini  circonda gli antigeni; quando il vaccino è iniettato nel muscolo , l’olio viene gradualmente metabolizzato (ci vogliono circa due mesi affinché venga metabolizzato totalmente), ciò permette la diffusione  degli altri ingredienti [4] Dal 1966, Merk vendeva un vaccino antinfluenzale contenente l’adiuvante 65-4 a base di olio di arachide.

Dall’inizio dell’uso degli adiuvanti (negli anni 1920 grazie alle scoperte di Gaston Ramon) si sapeva molto bene, soprattutto dopo i terribili effetti indesiderati dell’adiuvante di Freund (un’emulsione di olio minerale, acqua, alluminio e micobatteri) che tutti gli adiuvanti a base d’olio erano estremamente pericolosi. Fu per questo che questo adiuvante 65-4 non fu più autorizzato nei vaccini a partire dagli anni 1970/80, ma servì da modello per altri adiuvanti. Citiamo ad esempio l’adiuvante GM-CSF che è utilizzato in molteplici vaccini pediatrici dal 1997 negli Stati Uniti, l’adiuvante AS02 e AS04 a base di un’emulsione d’acqua e olio di arachide e che si trova in particolare nel vaccino Cervarix, nel vaccino Fendrix ( per i non responder al vaccino dell’epatite b), l’adiuvante MF59 a base di squalene che si trova nel vaccino antinfluenzale Fluad. Da notare che questo adiuvante contiene anche una glicoproteina chiamata gp120 molto pericolosa, così come hanno dimostrato gli studi sui veterani del Golfo vaccinati contro l’antrace, vaccino che ne conteneva.  Questa glicoproteina è assorbita dalle cellule del cervello dove causa dei danni come una “immuno excitotossicità”[5] In breve, l’uso nei vaccini dell’olio di arachide dopo quest’epoca è diventata una pratica corrente. Le persone non erano del tutto al corrente e non sapevano assolutamente ciò che veniva iniettato nei corpi dei loro bambini.

Attualmente numerosi vaccini pediatrici contengono ancora l’olio di arachide, ma i produttori non lo indicano sempre; si sa anche allo stesso modo che l’esistenza di un brevetto non vuol dire che il prodotto sia stato fabbricato. Dunque non siamo in grado di sapere esattamente tutto quello che è utilizzato per fabbricare un vaccino e tutto quello che alla fine contiene. Ciò che è sicuro è che l’epidemia di allergia alle arachidi coincide con il divenire più pesante del calendario vaccinale dei bambini in tutti i paesi del mondo, tra il 1980 e 1990.

allergie arachidiBisogna sapere anche che esiste l’abitudine di somministrare la vitamina k ai neonati dal primo giorno, al fine di prevenire le emorragie neonatali. Questa vitamina k dei laboratori Roche o Merk, contiene l’olio di arachide. I bambini sono vaccinati in seguito con dei vaccini in combinazioni penta o esavalenti che includono in particolare il Vaccino Hib il quale contiene a sua volta l’olio di arachide. Si può immaginare la propensione alle allergie che questo cocktail può scatenare. Questo vaccino è particolarmente preoccupante perchè c’è una somiglianza tra le proteine del batterio Haemophilus Influenzae B e quelle dell’arachide, così come quelle delle nocciole, capaci di provocare quella che viene chiamata una “reazione crociata”. I dati raccolti dai diversi paesi sono molto chiarificatori: nei paesi in cui non è stato imposto il vaccino Hib ( ad esempio India, Indonesia, Russia) non c’è allergia alle arachidi . Rispetto ad esempio al Ghana o all’Australia, è stato osservato un livello molto alto di IgE da quando il vaccio Hib fu introdotto nei programi vaccinali nel 1992.

La cosa peggiore è che tutti gli esperti sapevano molto bene che tutti i componenti di un vaccino sono potenzialmente pericolosi, ma lo nascosero; riconobbero con cinismo che non sapevano molto sugli effetti di questi componenti nell’organismo e che non sapevano nulla sulle interazioni tra di loro, su questo tema non era stato programmato ufficialmente nessuno studio!![6] I medici che seguono dei bambini allergici alle arachidi e che li vaccinano, sanno che iniettano loro un potente allergene che peggiora la loro patologia?? E come questi adiuvanti oleosi sono destinati a rinforzare la risposta immunitaria, è certo che l’infiammazione che provocano durerà molto a lungo mettendo in cattive condizioni tutto il potenziale di difesa dell’individuo.

Conclusioni

L’allergia alle arachidi è cominciata dopo la guerra con la penicillina e la sua emulsione di olio di arachide. L’epidemia di allergia ha conosciuto un’accelerazione ed è cresciuta fino a diventare massiva negli anni ’90. L’incidenza di questa patologia coincide con la somministrazione di vaccini contenenti olio di arachidi e con l’aumento delle dosi raccomandate nel calendario vaccinale, e questo accade in tutto il mondo, anche se gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia sembrano essere i paesi più toccati. La causa è da ricercare nei componenti dei vaccini che ricevono i nostri figli, e in particolare il vaccino Hib, ai quali si aggiunge la vitamina K. La presenza nei vaccini di idrossido di alluminio e di mercurio, metalli che potenziano la iatrogenicità, non fa che aumentare il rischio di allergia. Si può fare cocktail più esplosivo? I vaccini generano una infiammazione permanente dell’intestino, luogo chiave del nostro sistema immunitario, e lo rendono permeabile, cosa che predispone alle allergie. Ecco qui una diabolica connessione. Naturalmente ogni persona avrà la sua reazione ai componenti pericolosi e alla loro combinazione e le malattie saranno dunque differenti secondo gli individui.

Di seguito tre spiegazioni che vengono proposte per giustificare questo fenomeno che si diffonde nella nostra società:

  • Prima di tutto, nessuna relazione di causalità è stata provata tra i vaccini ricevuti dopo la nascita e la comparsa di un’allergia al momento in cui un bambino comincia a mangiare del cibo solido. La farmacovigilanza non prende in considerazione ciò che succede nei tre mesi che seguono la vaccinazione, gli studi non considerano che il breve termine.
  • Seconda spiegazione: Le allergie fanno parte della vita moderna, esse sono un male che deve subire la specie umana che come contrappasso riceve tutti i benefici collettivi della vaccinazione: salvare l’umanità tramite i vaccini suppone che si ammetta qualche “inconveniente” inevitabile per qualche individuo.
  • La terza spiegazione è economica: i produttori non vogliono sollevare questo problema (dal momento che secondo loro non è provabile) perché gli indennizzi sono inclusi nel business e lo stato copre le grandi marche favorendo la propaganda menzognera che nega sistematicamente tutte le reazioni avverse post-vaccinali. Così i costi dei danni vaccinali non pesano sulle casse dei produttori e del governo, poiché sono i consumatori che li sopportano. Tutto questo è cosa buona per l’economia, perché è sorta tutta una gamma di prodotti senza glutine, senza latticini, senza olio di arachide, senza zucchero. Le vittime, quelli che si sacrificano una volta di più, sono quelli che li acquistano, che arricchiscono così gli industriali che si fregano le mani di fronte a questa manna. Le patologie vaccinali (morbo di Crohn, diabete, malattie autoimmuni, allergie, autismo…) danno lavoro a tutto un indotto di professionisti e rappresentano eccellenti introiti per gli investitori.

Quando si arriva ad una situazione nella quale la prevenzione è più pericolosa che la malattia, bisogna che i cittadini si organizzino, s’informino e militino in modo solidale per dire STOP e rifiutare le vaccinazioni. E’ fortunatamente quello che sta avvenendo.

 

 

[1]    www.easybourse.com

[2]    Stacy V.Jones, “Peanut oil usedin new vaccine;product patented for Merk said t extend immunity”, The New York Ties, Businnes financial section , 19 septembre 1964, p.31

[3]    “Adjuvants de l’immunitè”rapporto tecnico n 595,p8, 1976, OMS

[4]    Viera Scheibner “Adverse effects of adjuvants in vaccines”, www.whale.to/vaccine/adjuvants.html

[5]    http://theforbiddentruth.net/3796-h1n1-vaccine-intentional-poisoning Dr Russel Blaylock

[6]    “Workshop on aluminium in vaccine” riunione OMS,San Juan De Puerto Rico, 11 maggio 2000.