Morbillo e fette di mortadella

MORBILLO E FETTE DI MORTADELLA

di Redazione COMILVA

 

Ancora una volta la propaganda di Big Pharma avvia una campagna tesa a creare preoccupazione e ansia nella popolazione, sentimenti che subito vengono strumentalizzati per promuovere, sotto la copertura di una buona pratica medica, la vendita di un vaccino, un farmaco, un prodotto. Lo spauracchio è sempre costituito dalle complicazioni che possono derivare da una normale malattia dell’infanzia, che di per sé può avere anche effetti benefici per l’intera vita di una persona.

Nel caso che citiamo la malattia è il morbillo, che com’è noto quando è fatta in modo naturale nell’infanzia, oltre a conferire immunità vita natural durante, riduce sensibilmente il rischio di patologie autoimmuni, oggi tanto numerose.

La televisione nazionale irlandese RTE, già nota per essere stata citata in giudizio per la diffamazione del direttore della Nordic Cochrane Collaboration dottor Peter C. Gøtzsche e del direttore del Laboratorio di Diagnostica Molecolare del Milford Hospital di Milford. CT, dottor Sin Hang Lee, sulla sicurezza del vaccino HPV [1], il 12 marzo pubblica un articolo dal titolo “Epidemia di morbillo uccide 17 bambini non vaccinati in Romania” [2] e precisa che questa epidemia ne avrebbe uccisi 17 e infettati a migliaia “a causa della povertà e del movimento anti-vaccinazione”.

Salvo fare in seguito alcune precisazioni su queste morti dai pochissimi dati che riusciamo a reperire localmente dagli interessati o da familiari e conoscenti, osserviamo che nell’incipit dell’articolo irlandese il capro espiatorio è subito indicato nei famigerati anti-vaccinisti.

Evz.ro, una testata online rumena collegata a “Stirile TV”, il 13 marzo pubblica un articolo dal titolo “Epidemia di morbillo, portata dai bambini rumeni residenti in Italia” [3] nel quale il Ministro della Salute rumeno Florian Badog afferma che il virus che ha dato origine all’epidemia rumena sarebbe molto simile a quello che “sta circolando in Italia”, dove, secondo il direttore dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica Adriana Pistol, ci sarebbero “molti casi” di morbillo. L’epidemia, sempre secondo Badog, avrebbe avuto origine in una popolazione nomade della Romania, mentre il titolo e altro nell’articolo affermano che il virus sarebbe stato importato dall’Italia da bambini rumeni (il cui status vaccinale sarebbe stato ignoto alle istituzioni rumene).

Allo stesso Badog la TV irlandese attribuisce l’affermazione che tutti i 17 bambini morti a causa del morbillo non erano vaccinati e infine alla presidente della associazione “mamme per le mamme”, Ana Maita, evz.ro attribuisce l’affermazione che a causa di un gruppo radicalizzato di genitori “che non sono più raggiungibili con alcun argomento” sarebbe necessaria una legge. Non dobbiamo sforzarci molto per indovinare quale.

Facciamo una breve analisi partendo dalle morti. Dei 17 casi, che erano 10 alla fine del 2016, secondo questa fonte [4] apprendiamo che:

  • un bambino soffriva di malformazioni multiple al cuore, è stato ricoverato con bronchite, poi setticemia, trattato con antibiotici, ha sviluppato una reazione cutanea simile al morbillo, che il laboratorio non ha confermato come tale;
  • una ragazza era malata di AIDS;
  • una bambina era stata ricoverata con vomito, dissenteria e febbre, con la diagnosi di morbillo; la bambina dava segni di miglioramento (non avendo più la febbre); la zia dichiara che i medici hanno iniziato a farle delle punture e dopo l’ultima puntura la bambina è diventata livida ed è morta in braccio alla madre.

Lo status vaccinale quindi, in questi casi, non c’entra niente.
Indipendentemente poi dal fatto che il virus fosse di origine italiana o no, è certo che in Italia non è in corso una epidemia di morbillo, nonostante, puntualmente, la campagna stampa (in buona fede) dei benpensanti di turno sia iniziata alla grande anche qui, con la pubblicazione di dati alla rinfusa, senza verifiche e analisi delle fonti: l’importante è che i numeri diano l’impressione di qualcosa di grosso. E purché si trovi un capro espiatorio.

In Romania l’epidemia avrebbe avuto origine (secondo tutte le fonti) all’inizio del 2016 in una zona circoscritta dove vive una etnia nomade. Evidentemente, se come afferma il Ministro Badog si è arrivati a 3446 casi (confermati da laboratorio? o diagnosticati alla veloce, purché sia morbillo?), l’immunità di gregge fa cilecca anche questa volta.

Rimane doloroso riscontrare come i responsabili della propaganda strumentalizzino sempre la situazione contro un movimento di genitori, avvocati, medici e scienziati che sta tentando in tutti i modi di stabilire un dialogo su basi scientifiche, etiche e di rispetto di elementari diritti civili. Sarebbe ora di rimuovere le fette di mortadella che coprono gli occhi.

Per ultieriori approfondimenti segnaliamo:
1. http://www.comilva.org/si-dissolvono-le-illusioni-sul-vaccino-anti-morbillo/
2. http://www.comilva.org/il-vaccino-contro-il-morbillo-ecco-in-cosa-il-dott-gava-dissente-dal-prof-garattini/

 

Riferimenti:

[1] http://www.comilva.org/ordinaria-diffamazione-la-torbida-storia-del-vaccino-hpv/

[2] http://www.rte.ie/news/2017/0312/859093-measles/

[3] http://www.evz.ro/epidemia-de-rujeola-adusa-de-copiii-romanilor-din-italia.html

[4] http://www.hotnews.ro/stiri-esential-21503008-ministerul-sanatatii-numarul-deceselor-provocate-rujeola-urcat-10-cazul-unui-copil-6-luni-care-murit-spitalul-victor-babes-din-timisoara-nu-fost-raportat.htm