Nessuna immunità di gregge per la poliomielite

Assistiamo negli ultimi tempi ad un susseguirsi di affermazioni terroristiche, in merito al calo delle coperture vaccinali e alla possibilità che si possano nuovamente riaffacciare malattie scomparse da tempo.
Una di esse è la poliomielite.
L’OMS ha dichiarato l’Europa polio-free, cioè libera dalla polio. In poche parole non circola più il virus (anzi i virus, ne esistono di tre tipi). Per dichiarare una zona polio-free devono essere passati almeno 10 anni dall’ultimo caso di virus selvaggio; quindi l’ultimo caso in Europa risale al 1992.

Se mai dovesse riaffacciarsi la polio, sarà davvero colpa di chi non vaccina?

Sembra di NO!
Perché il problema è che per la polio non esisterebbe, ad oggi, immunità di gregge

L’istituto superiore di sanità descrive così la herd immunityi:

Infatti, per le malattie infettive che si trasmettono da persona a persona, se la percentuale di soggetti vaccinati all’interno di una comunità o popolazione è sufficientemente elevata,  la trasmissione dell’agente infettivo nella popolazione è ridotta e anche i soggetti che per particolari condizioni di salute non possono ricevere il vaccino risultano protetti da quella che viene definita una “immunità di gregge”, cioè dalla bassa possibilità di diffusione della malattia, e quindi di contagio. “

La pagina del Ministero della Saluteii, invece, la spiega così :

“Tuttavia, quando la vaccinazione viene effettuata su una fetta ampia della popolazione, questo effetto protettivo si moltiplica grazie a quella che viene definita “immunità di gregge” (herd immunity): in sostanza, le vaccinazioni di massa, riducendo il numero di persone suscettibili di contrarre l’infezione rendono più difficile la propagazione e la riproduzione dei microbi che ne sono responsabili.”

Il valore minimo di tale copertura è attualmente riconosciuto al 95%.
Bene, quindi se il 95% degli individui è vaccinato, il virus della poliomielite non circolerebbe più.
E guai a sollevare dubbi sull’attendibilità di tale teoria.

Salvo poi spiegare al cittadino medio che:

  1. esistono due tipi di vaccinazione antipolio: l’OPV (vaccino Sabin, il cosiddetto OPV, Oral Poliovirus Vaccine) e l’IPV (vaccino Salk, il cosiddetto IPV, Inactivated Poliovirus Vaccine);
  2. in italia, dal 2002 (cioè da 14 anni), è utilizzato il vaccino IPV, quello inattivato;
  3. Sul sito del Ministero della Salute (che la nostra Ministra dovrebbe ben conoscere) troviamo un interessante fileiii, che descrive il tipo di immunità fornita dai due vaccini:

    Qual é la differenza tra i due tipi di vaccino? Il vaccino Sabin (OPV), é un vaccino vivo attenuato. Essendo somministrato oralmente, stimola sia l’immunità intestinale (con produzione e rilascio di anticorpi secretori, (IgA) che l’immunità umorale (produzione di anticorpi nel sangue, prevalentemente IgG). Il vaccino Salk (IPV), è un vaccino inattivato e produce una più che soddisfacente immunità umorale in grado di garantire la protezione del soggetto immunizzato ma non è in grado di indurre una efficiente risposta immunitaria a livello intestinale (IgA secretorie).”

  4. Nella paginaiv relativa alla poliomielite sul sito dell’Istituto Superiore della Sanità, leggiamo invece che:

    Anche i soggetti immunizzati possono venire infettati dal virus, senza svilupparne i sintomi, e trasmetterlo ad altri.”

    Ma come, non si diceva che se ci si vaccina si impedisce la circolazione e poi lo stesso ISS afferma che i soggetti immunizzati fanno da portatori?

  5. Del resto, lo stesso concetto lo si ritrova nella paginav dedicata all’IPV del sito OMS polioeradication.org:

    “IPV induces very low levels of immunity in the intestine. As a result, when a person immunized with IPV is infected with wild poliovirus, the virus can still multiply inside the intestines and be shed in the faeces, risking continued circulation.”

Tale indicazione la si può ritrovare anche, giusto a titolo di esempio, in un paio dei tanti testi di medicina, in uso tra i medici o nelle facoltà di medicina:

…benché il vaccino inattivato di poliovirus non sia in grado di immunizzare in modo completo l’intestino e non riduca la circolazione di poliovirus selvaggio, né possa immunizzare i soggetti in contatto con i vaccinati, esso è preferito negli Stati Uniti…” (e anche in italia, NdR) da Harrison “Principi di Medicina Interna”, Quindicesima Edizione, McGraw Hill

[il vaccino inattivato] “Non produce immunità locale a livello intestinale, per cui poliovirus selvaggi possono moltiplicarsi nell’intestino di vaccinati, con la conseguenza che la catena naturale di trasmissione non viene interrottada Schwarz Thiene “Manuale di Pediatria”, Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 9° edizione (1988)

Riassumendo:

  • Il poliovirus si moltiplica nell’intestino dell’individuo che lo ospita.
  • In Italia si utilizza il vaccino inattivato di Salk, che NON fornisce immunità intestinale.
  • La conseguenza è che anche una persona vaccinata può essere infettata dal poliovirus e trasmetterlo ad altri e che, quindi, la vaccinazione di massa con il vaccino antipolio inattivato (IPV) NON previene la circolazione del virus.

In altre parole, siamo davvero sicuri che, semmai dovesse riaffacciarsi la polio in Italia, questo succederà a causa di una persona non vaccinata?

Secondo quanto ci indicano anche le fonti istituzionali sembra proprio di no!