Come in un film già visto si ripete con una certa regolarità l’attacco frontale agli obiettori e al loro diritto di scegliere consapevolmente quello che ritengono giusto per la propria salute e soprattutto per quella ei propri figli. L’articolo apparso sul Corriere della Romagna “LA SALUTE DEI BAMBINI, Non vaccinano i figli: 230 genitori riminesi segnalati in procura”, 25 gennaio 2013, non è altro che una rievocazione di antiche paure e una vera e propria accozzaglia di falsità, condite da una profonda ignoranza della realtà oltre che da uno scarsissimo senso di responsabilità civile.
In questo “purea” troviamo prima di tutto l’aspetto minaccioso della segnalazione alla procura: abbiamo già scritto recentemente di questa vicenda poco edificante, sia per i contenuti che per i modi e non intendiamo commentare ulteriormente, chi volesse può approfondire la cosa leggendo l’articolo “Il Caso del PM Minorile bolognese: perché non si torna indietro!”.
Per la cronaca non ci sono variazioni rispetto al quadro già esposto, quindi quanto riportato dall’articolo è solo una ripresa giornalistica tardiva e non costituisce alcuna novità di rilievo.
Sulla questione dei pediatri, ancora una volta abbiamo già affermato la nostra posizione e indicato chiaramente l’illegittimità di comportamenti totalmente al di fuori della convivenza civile, al limite della denuncia per interruzione di pubblico servizio (leggete a questo proposito l’articolo “Chi vuole lo scontro genitori-pediatri?”): facciamo notare solo che il pediatra è un medico e come tale risponde al suo giuramento di cui riportiamo solo alcuni passi significativi:
Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:
Molti amici ci hanno segnalato la pubblicazione dell’articolo "Non avete vaccinato vostro figlio. Ora rischiate la patria potestà" su Resto del Carlino del 16 gennaio 2013. Questo tipo di minaccia la sentiamo di tanto in tanto pronunciare da qualche funzionario poco informato o “aggiornato”, come pure ci vengono riferite altre corbellerie che riguardano l’accesso scolastico e altre invenzioni stravaganti. Di fatto, da qualche tempo a questa parte, si distingue in terra d’Emilia Romagna l’operoso PM Minorile dott. Ugo Pastore, che immagina di poter “fermare” la storia a suon di provvedimenti contro i genitori obiettori. Non sappiamo quale siano i principi che animano questo signore, non vogliamo fare nessuna ipotesi, né deduzione particolare: osserviamo solo che tanto zelo meriterebbe ben altre attenzioni perché i problemi “veri” qui da noi non mancano di certo, e di persone piene di buona volontà c’è sempre bisogno. Peraltro vi diciamo pure che le poche procedure aperte dal TDM di Bologna dopo il ricorso del PM minorile dott. Pastore (perchè va detto che per la maggioranza dei casi il TDM NON apre alcuna procedura nonostante il ricorso del PM), SI SONO GIÀ CONCLUSE o si stanno concludendo con Decreti del Tribunale in favore dei genitori.
Quella sul tetano e in particolare sulla vaccinazione antitetanica è una discussione da sempre molto aperta e per certi versi controversa. La vaccinazione antitetanica è stata da sempre considerata come uno dei presidi di prevenzione più “accettabili” perché utili se non irrinunciabili. Molti medici dubbiosi circa il restante panorama della cosiddetta “offerta vaccinale” hanno sempre sostenuto la validità e l’importanza di questa vaccinazione, considerata l’unico modo per poter sviluppare una immunità specifica all’infezione. Recentemente è stata fatta una certa chiarezza con la pubblicazione del testo di Gava R., Serravalle E. “Vaccinare contro il tetano? Indicazioni, non indicazioni e controindicazioni della vaccinazione” Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2010: ora vogliamo contribuire a questa discussione offrendovi un approfondimento interessante curato dal nostro amico Emanuele Pippolo.
Per immunità naturale specifica si intende la presenza di anticorpi specifici contro il tetano nel sangue di soggetti che non sono mai stati vaccinati. Il metodo sierologico è accettato dall’OMS, infatti: “L’alternativa in vivo più investigata (…) è l’utilizzo di metodi sierologici per la determinazione dei titoli anticorpali nel siero di animali immunizzati come punto finale per la determinazione dell’efficacia del vaccino” (1). Come potrà apprendere di seguito, nonostante diversi studi ne attestino l’esistenza, le case farmaceutiche produttrici di vaccini negano la sussistenza di un’immunità naturale all’interno delle loro monografie (21).
Con lettera protocollata DGPRE 0024360-P-13/11/2012 I.4.c.a.9/2009/4 [1] il Ministero ha risposto alla nostra lettera inviata il 19 ottobre scorso (Comunicato Congiunto Associazioni, Richiesta ritiro immediato vaccino Infarix Exa). Rispetto all’articolo pubblicato il 19 ottobre scorso possiamo dire che, nel frattempo i paesi in cui c’è stato il ritiro dei lotti vaccinali della GLAXOSMITHKLINE (GSK) BIOLOGICALS S.A., Belgio sono diventati 20 (Albania, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Repubblica Ceca, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Libano, Malesia, Malta, Olanda, Quatar, Romania, Slovacchia, Spagna, Regno Unito, Vietnam) per un totale di 30 lotti vaccinali ritirati.
Rivediamo in sintesi le nostre richieste e le risposte del Ministero:
1. Non c’è evidenza dei lotti di INFANRIX HEXA forniti all’Italia dall’azienda GlaxoSmithKline e distribuiti sul territorio nazionale, per cui non esiste la possibilità per gli utenti finali di verificare la CONTIGUITÀ di tali lotti con quelli già ritirati o in procinto di esserlo. Questa possibilità di fatto NON esiste nemmeno per gli organi di controllo del MINISTERO DELLA SALUTE, in quanto la situazione è in CONTINUA EVOLUZIONE.
A questa osservazione il Ministero non ha ritenuto di rispondere: ha soltanto ribadito che “Nessun lotto interessato dal ritiro è stato distribuito in altri paesi, inclusa l’ITALIA, intendendo così chiusa la questione. In realtà la nostra osservazione era relativa alla POTENZIALE contaminazione dei LOTTI CONTIGUI a quelli ritirati, ovvero ai lotti prodotti prima e dopo quelli contaminati. Il Ministero non ha ritenuto di indagare in tal senso.
La Corte d’Appello di Venezia, Sezione Minori Civile, con sentenza del 19 ottobre scorso, disposta in cancelleria il 13 novembre, ha accolto il ricorso presentato da una famiglia veneta difesa dall’Avv. Ventaloro avente per oggetto reclamo ex art 739 c.p.c. avverso il decreto pronunciato in data 8/14 luglio 2011 dal Tribunale dei Minori di Venezia che disponeva l’affievolimento della potestà genitoriale ai sensi dell’art. 333 C.C. ai fini della somministrazione della vaccinazione antitetanica (obbligatoria in veneto prima del 1 gennaio 2008), nell’interesse della figlia minore, demandata al Sindaco del Comune di residenza della minore.
Si tratta di una sentenza fondamentale per il Veneto, attesa da tempo anche per il paradosso creatosi dopo l’entrata in vigore del provvedimento di sospensione delle leggi dell’obbligo vaccinale nella stessa regione, come detto a partire dal 1 gennaio 2008.
Solo poche settimane fa avevamo messo in luce una situazione simile venutasi a creare sempre in Veneto, nel comune di Campagna Lupia e quindi siamo ben felici di riportarvi oggi questa sentenza che è anche il primo decreto positivo in assoluto della Corte d'Appello di Venezia, Sezione per i Minorenni.
In un articolo del 9 novembre 2012, “La Voce di Romagna” (Rimini e San Marino) ritorna sulla questione dei premi mancati ai pediatri che hanno la “sfortuna” di avere fra i propri clienti le famiglie degli obiettori. Questo non è certamente un tema nuovo, l’abbiamo già trattato ampiamente nel nostro articolo dello scorso primo luglio (Premi ai pediatri che fanno vaccinare): sottolineiamo solo il fatto che, ancora una volta, si oltrepassa il confine del diritto alla libera autodeterminazione in materia di salute e scelta terapeutica, in nome di una strategia “aziendale” che ricorre alle incentivazioni economiche basate sugli obiettivi di “produttività”.
Questo è un concetto che possiamo ritenere legittimo in linea di principio per una azienda che si confronta in un libero mercato, ma questa non è ovviamente la situazione delle aziende sanitarie.
Fissare degli obiettivi basati sulle percentuali di copertura vaccinale non è solo aberrante ma anche profondamente ingannevole e fuorviante come messaggio sociale. Infatti l’obiettivo non è di per sé la salute tangibile della popolazione (in questo caso anche particolarmente sensibile come i bambini e i neonati) bensì una salute presunta. Poco importa poi se questo si realizza in realtà o se, per caso, non si creino invece effetti del tutto opposti all’obiettivo (danni da vaccino, tanto nessuno di questi “pediatri arrabbiati” li valuta né tanto meno li riconosce). L’obiettivo tangibile è quello di somministrare più vaccini, a tutto vantaggio delle multinazionali del farmaco e … dei premi ai pediatri, che in questo modo entrano a far parte della network di vendita delle stesse.
Viene scritto chiaramente nell’articolo che l’intesa su questo meccanismo premiante è stata stabilita a livello regionale con i sindacati dei medici: ebbene, ci si permetta di osservare come anche questa situazione sia totalmente paradossale. Ancora una volta, invece di puntare sulla qualità dell’offerta sanitaria generale (attraverso una migliore formazione medico/scientifica, strutture adeguate di accoglienza, diagnostica avanzata a costi ragionevoli, coperture di orari adeguate ecc.) - compito precipuo dell’amministratore pubblico a tutela della popolazione (che comunque paga il servizio con la tassazione) – si premia la “quantità di farmaci somministrati”.
Il Ministero della Salute e L'AIFA hanno disposto il divieto immediato a scopo cautelativo (e in attesa di ulteriori indagini) dell'utilizzo dei vaccini antinfluenzali della Novartis Agrippal, Influpozzi sub unità, Influpozzi adiuvato, Fluad. Divieto di vendita, raccomandazione di “non acquistare né utilizzare” questi vaccini fino a nuova comunicazione in proposito. L'Aifa (che però non pubblica ad oggi 24 ottobre 2012 alcun comunicato sul suo sito ufficiale), sulla base della documentazione presentata dall'azienda, ha stabilito la necessità di ulteriori verifiche circa la qualità e la sicurezza degli stessi, perchè questi vaccini potrebbero presentare una aumentata reattogenicità, cioè la capacità di indurre effetti collaterali e reazioni indesiderate (1).
Sono circa 6 milioni le dosi di vaccino della Novartis sul mercato italiano, anche se, secondo quanto si è appreso, il provvedimento di divieto di acquisto e utilizzo per il momento avrebbe riguardato solo le circa 500 mila dosi attualmente distribuite. Ma se contiamo lo stop alla distribuzione delle 2,3 milioni di dosi dell'azienda Crucell, potrebbero essere a rischio di distribuzione complessivamente oltre 8 milioni di dosi di vaccini, che rappresenterebbero oltre il 60% della distribuzione prevista, una vera e propria debacle se non un fallimento vero e proprio.
Lo scorso 17 ottobre l’ANSA batte la notizia che per “Misura precauzionale anche con minimo rischio”, (1) vengono ritirati a Milano 65.000 vaccini antinfluenzali, prodotti dall'azienda Crucell. Il Ministero si è affrettato a dire che l’azienda in questione non è fra le principali fornitrici del vaccino e che provvederà a rintuzzare le dosi venute a mancare con altre forniture.
Secondo quanto riportato dalle fonti di informazione il vaccino “Inflexal V” della Crucell, avrebbe registrato, secondo una lettera della stessa azienda, "risultati inattesi nei test".
Sempre dal testo dell’ANSA si legge:
"Il Ministero della Salute però tranquillizza."I vaccini sono estremamente controllati. I controlli sono ferrei e quando si rileva un problema, che può accadere, perché comunque si tratta di prodotti biologici, le aziende ritirano non solo i lotti sospetti, ma l'intera produzione. E' una misura precauzionale - continua la nota del dicastero - che viene sempre adottata, quando si individua anche solo un minimo rischio".
Ma va? E allora perché non si attua la stessa politica con il vaccino INFARIX EXA della GlaxoSmithKline, che come ben noto è stato sospettato di aver avuto potenziali contaminazioni batteriche e del quale diversi lotti sono stati ritirati sia in Europa che nel resto del mondo proprio in questi giorni?
E’ del 6 ottobre 2012, la comunicazione dall’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia (SUKL), recante URGENZA di CLASSE 1 - Ritiro immediato del vaccino esavalente INFANRIX HEXA per rischio contaminazione batterica pericolosa (1)
Ricordiamo a tutti coloro che non lo sapessero ancora che L’esavalente (nome commerciale INFANRIX HEXA, quella prodotta dalla ditta GlaxoSmithKline) è il vaccino usato anche in Italia per vaccinare i neonati a partire dal 2° - 3° mese di vita. Questo vaccino contiene 6 antigeni che dovrebbero proteggere i nostri figli contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse ed emofilo tipo B.
L’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia diffonde un documento urgente (riferimento n. 12/5541 - 389/2012/900) in cui impone il ritiro immediato dal commercio del farmaco INFANRIX HEXA (Codice 34905) della ditta Belga GlaxoSmithKline Biologicals S.A., lotto A21CB191B con data di scadenza 01-2014. Viene dichiarato testualmente:
DECISIONE: l’istituto di stato per controllo dei farmaci in Slovacchia, come ente di riferimento secondo il paragrafo 129/2,lettera k, della legge n. 362/2011 sui farmaci e articoli sanitari e su modifiche di alcune leggi impone il ritiro dal commercio del farmaco INFANRIX HEXA (10x farmaco, 10x siringa, 20x ago) codice SUKL 34905, Ente di Registrazione GLAXOSMITHKLINE BIOLOGICALS S.A., Belgio
MOTIVO: in base all’annuncio dell’ente di registrazione la ditta GLAXOSMITHKLINE B. S.A.,89, Rue de L’Institut, B-1330, Rixensart, Belgio, l’Istituto di stato per controllo dei farmaci impone il ritiro di questo lotto del farmaco INFANRIX HEXA dalle farmacie e dai fornitori sanitari.
MANCANZA: durante il controllo su qualità è stata riscontrata la contaminazione microbica dell’ambiente di produzione, i prodotti finali NON sono MICROBICAMENTE contaminati. Allo scopo di assicurare il mantenimento dello standard di qualità l’ente di registrazione accetta il ritiro del farmaco INFANRIXHEXA, lotto n. A21CB191B dalle farmacie e dai fornitori sanitari.
Giusto riconoscimento da parte del Tribunale di Rieti (pronunciamento del Giudice del Lavoro, Valentina Cacace) ai sensi della Legge 210/92 per una bambina che si è ammalata di diabete nel 2002 e, da allora, è insulino dipendente, dopo un ciclo vaccinale pressoché completo (ai sensi del calendario vaccinale approvato dal Ministero della Salute) fra vaccinazioni obbligatorie e facoltative.
Il tribunale di Rieti, ha accolto il ricorso di due avvocati (Quirino Grillo di Rieti e Luca Ventaloro di Rimini), accertando l'esistenza del un nesso di causalità tra le vaccinazioni e il diabete contratto dalla minore. Chiamati a rispondere il Ministero della Salute, mentre viene accertato il difetto di legittimazione passiva per la Regione Lazio e l’AUSL di Rieti.
Ministero, Regione e AUSL si erano costituite in giudizio contestando la propria legittimazione passiva, la competenza per territorio, il difetto di legittimazione attiva e la stessa fondatezza della domanda per assenza di nesso causale.
Articolo tratto da: mercola.com, pubblicato il 17 agosto 2012, http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2012/08/21/h3n2-new-swine-flu.aspx?e_cid=20120817_DNL_artTest_A2
By Dr. Mercola,
Secondo quanto riportato da US News Health (1), una nuova influenza di tipo A, una variante del ceppo di influenza suina, H3N2v, è stato identificato nei bambini e negli adulti di recente, in particolare perone a diretto contatto con i suini nelle fiere di paese.
Il conteggio dei casi da parte del CDC (infezioni umane negli Stati Uniti) con questa variante del H3N2 è attualmente di 154 (2). Il Centro statunitense per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC) afferma che il virus è ancora principalmente limitato ai suini, e costituisce una minaccia molto limitata perché sembra diffondersi nel l'uomo con grande difficoltà, e comunque sembra provocare solo lievi malori.
Come sappiamo i virus dell'influenza A infettano gli esseri umani, suini e uccelli selvatici. Si verifica anche la trasmissione virale dei virus di origine aviaria dell'influenza A (H5N1 e H7N7) e di quelli dell'influenza di origine suina A (virus H1N1, H1N2 e H3N2) tra l'uomo egli animali. Nel mese di agosto 2011, sono stati identificati due casi di infezione da virus dell’influenza di origine suina A (H3N2) in due bambini sotto i cinque anni in stati diversi, ed entrambi avevano ricevuto il vaccino contro l'influenza stagionale nel 2010 (che conteneva il ceppo della pandemia di influenza suina del virus H1N1) e avevano avuto contatti recenti con i maiali prima di ammalarsi.
Secondo il CDC (3), l'origine suina del virus influenzale H3N2 nei due bambini che si sono infettati l'anno scorso era una nuova variante di "riassestamento del virus"che conteneva i geni del virus originario dell’influenza suina A (H3N2), circolante nei suini del Nord America dal 1998 al 2009 l'influenza A (H1N1) virus che potrebbero essere stati trasmessi ai suini da esseri umani durante la cosiddetta pandemia di H1N1 del 2009".
Il COMILVA denuncia apertamente un caso tanto singolare quanto paradossale avvenuto in questi giorni in Veneto, proprio nella regione che in Italia ha fatto da apripista alla libertà di scelta vaccinale in ambito pediatrico sospendendo formalmente dal 1 gennaio 2008 le leggi dell’obbligo. Due genitori di Campagnalupia (VE) si trovano ad affrontare una situazione surreale di temporaneo affievolimento della patria potestà per la somministrazione di una vaccinazione antitetanica alla loro bambina.
La vicenda, risalente alla fine del 2010, vede protagonista una coppia che in quell’anno si trasferisce dal Friuli Venezia Giulia in provincia di Venezia, a Campagna Lupia. Su presupposti assolutamente FALSI indicati dal locale distretto sanitario viene attivata dal TDM di Venezia una procedura che si conclude a fine gennaio 2012 alla classica sentenza di affievolimento [4].
Ciò avviene nonostante l’audizione dei genitori avvenuta nell’aprile 2011 che fanno dettagliatamente presente, anche all’interno di un dossier formalmente inoltrato al contempo all’autorità sanitaria e al Sindaco, le ragioni che sottendono alla loro obiezione nel somministrare la vaccinazione antitetanica alla minore [2].
Vengono in questa sede ribadite, così come avvenuto in un precedente incontro con il Sindaco e l’assistente sociale a marzo 2011, le gravi inesattezze del resoconto stilato dall’USLL nonché le fondate motivazioni su base scientifica ed approfonditamente informata che hanno determinato la scelta di non vaccinare la propria figlia anche in riferimento all’antitetanica.
Nei giorni scorsi si è scatenata sul sito de “Il Fatto Quotidiano” una controffensiva mediatica a sostegno delle vaccinazioni chiaramente mirata a diffamare le associazioni degli obiettori e a demonizzare, manco a dirlo, per l’ennesima volta, i lavori del dott. Wakefield, oramai un bersaglio costante dei negazionisti, emblema della cosiddetta “truffa” che sarebbe stata perpetrata ai danni di tanti genitori che, spaventati, non avrebbero più provveduto a vaccinare i loro figli contro il morbillo, causando chissà quali e quanti problemi all’umanità.
Sta di fatto che dopo la sentenza di Rimini e le storie recentemente venute alla ribalta con le altre sentenze di risarcimento, l’imbarazzo dell’establishment sanitario è lampante ed è chiaro che la pubblicazione di questi articoli DEVE in qualche modo servire a controbilanciare il peso che la rivelazione di queste tragedie ha sull’opinione pubblica,
L’articolo più allucinante (sia per la forma sfacciatamente offensiva che per la sostanza pressoché nulla di supporto scientifico) è stato pubblicato in questi giorni a firma dell’esimio dott. Salvo Di Grazia, [1].
L’articolo è una sorta di “fast food” dell’informazione deviata che contiene, accanto alla solita veemenza ed arroganza, una ricostruzione superficiale e a senso unico dell’affare Wakefield, utilizzandone le conclusioni per “dimostrare” la posizione a-scientifica delle associazioni e delle persone che si battono da anni per la difesa dei danneggiati da vaccino e per la libera scelta.
L'articolo apparso su Repubblica del 12 settembre scorso, sulle vaccinazioni (prima pagina che prosegue a pagina 19), pur contenendo alcune grossolane inesattezze ed anche qualche falsità, ha quantomeno il merito di non essere a senso unico, presentando solo le argomentazioni di chi è favorevole alle vaccinazioni come avveniva nel passato, ma comincia ad ammettere che esistono controindicazioni anche pesantissime, che l’obbligatorietà vige solo in alcuni paesi e neppure per le stesse patologie, che esiste il diritto al risarcimento, che la magistratura in alcuni casi ha riconosciuto questo diritto precedentemente negato dalla CMO del Ministero, che la popolazione sta cominciando a porsi molte domande e molti dubbi, che questo ha scatenato moltissimi pediatri che hanno sempre sostenuto l’innocuità delle vaccinazioni e che oggi corrono il rischio di essere clamorosamente smentiti.
Per questo varrebbe la pena di farlo circolare tra amici e conoscenti, arricchendolo casomai con una serie di sintetiche considerazioni aggiuntive, alcune delle quali vi propongo in calce, che in qualche modo possano colmare le inesattezze e le affermazioni non vere:
Perché questi pediatri, che non risulta si siano mai opposti al diritto dei malati o dei genitori di scegliere per se o per i propri figli quelle che ritengono le migliori terapie, sentono il bisogno di scaldarsi tanto per le vaccinazioni, unico atto sanitario per il quale non è previsto il CONSENSO INFORMATO ma l’obbligatorietà?
Perché sia loro che i media continuano a banalizzare sentenze, che sono individuali e che affermano che IN QUEL CASO è stato riconosciuto il danno da vaccinazione, affermando che contengono giudizi generali sulle vaccinazioni? Forse per poterle meglio attaccare?
Di quei 114 milioni di euro che a detta del Codacons potremmo risparmiare, quanti vanno alle ditte farmaceutiche e quanti ai medici vaccinatori?
La sentenza di Torino non riguarda solo un caso di risarcimento per reazione avversa a vaccinazione ma è anche un caso tipico di malasanità, basato proprio sull'ignoranza di quei medici di base che per anni hanno continuato a sostenere che i vaccini sono innocui, fino a negare l’evidenza delle reazioni avverse anche quando presenti e a volte a rifiutarsi di affrontarle adeguatamente per non smentirsi.
Se non vengono denunciate e raccolte le denuncie di reazione avversa a vaccino, come si può affermare che ancora oggi i rischi di contrarre alcune patologie sono statisticamente maggiori di quelli di una reazione avversa, soprattutto per malattie ormai scomparse?
Il 19 giugno scorso il Corriere di Rimini ha pubblicato l’articolo che vi alleghiamo, rendendo una volta di più chiara la linea di condotta delle società scientifiche pediatriche italiane (SIP) e della Federazione italiana medici pediatri (FIMP). L’articolo è apparso subito ai più come un “clamoroso autogol” (non sarà un caso che l’articolo stesso è sparito dal sito del corriere riminese …). Risalta in modo evidente l’appiattimento di questa corporazione sul paradigma vaccinale che vuole, ad ogni costo, far passare principi secondo i quali:
Ebbene, sappiamo oramai molto bene che queste sono tutte menzogne architettate ad arte per mantenere l’impalcatura del paradigma vaccinale e per insinuare la paura della malattia e la fiducia nel potere di prevenzione della stessa: ai primi tre concetti base si è aggiunto da qualche anno quello della “immunità di gregge”, che serve a far passare altri due concetti fondamentali al sistema vaccinale: