Dr. Edward Yazbak, Associazione Americana di Pediatria, dicembre 1999
Abstract. 20 bambini su 25, le cui madri avevano ricevuto una dose di mantenimento del vaccino della rosolia o del triplo vaccino MPR (Morbillo- Parotite- Rosolia) nel periodo a ridosso del concepimento o subito dopo il parto, hanno avuto gravi reazioni alle vaccinazioni MPR con successiva diagnosi di autismo. I responsabili sanitari dovrebbero spiegare alle madri che la trasmissione al neonato del virus della rosolia (che è presente in forma attenuata nel vaccino) attraverso il latte materno è stata documentata da numerosi ricercatori ('Epidemiology and Prevention of Vaccine-Preventable Diseases', Centre Disease Control, 5th edition, gennaio 1999, p. 185). In seguito a questi riscontri, la pratica medica della vaccinazione di madri post-parto dovrebbe essere riesaminata.
Caso n. 1: La madre ricevette il triplo vaccino Morbillo- Parotite- Rosolia (MPR) nel 1994, poche ore dopo il parto. Non aveva avuto aborti prima del 1994 e da allora la donna ne ha avuti tre. Il bambino non mostrò nessuna anomalia fino ai 13 mesi di età, quando gli fu somministrato la prima dose di vaccino MPR. I sintomi autistici furono notati 1-2 mesi dopo. Sia la madre che la zia materna sono rimaste comunque suscettibili alla rosolia, nonostante numerose vaccinazioni ripetute.
Caso n. 2: La madre aveva ricevuto dosi di mantenimento del triplo vaccino MPR nel 1983 e nel 1991, quindi ne ricevette un'altra nel 1993, 4 ore dopo il parto. Il bambino, fu allattato dalla madre senza problemi e stette bene fino all'età di 15 mesi, quando gli fu somministrato il vaccino MPR. Entro un mese ebbe problemi gastrointestinali e iniziò a sviluppare sintomi che portarono alla diagnosi di autismo.
Caso n. 3: Madre che aveva avuto morbillo e parotite da bambina. Ricevette perciò solo il vaccino della rosolia nel 1985, due giorni dopo il parto. Non poté allattare il bambino perché egli aveva labbra e palato leporini. Il bambino ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età di 15 mesi. A seguito di ciò comparvero sintomi autistici che andarono via via peggiorando, fino a diventare la sindrome molto grave. Il bambino è risultato positivo al test Myelin Basic Protein Antibody (antigeni delle proteine di base della mielina). Una bambina nata successivamente è rimasta normale anche dopo le vaccinazioni.
Caso n. 4: Madre che aveva ricevuto da giovane due dosi di mantenimento del vaccino MPR. Le fu somministrato di nuovo il vaccino della rosolia subito dopo il parto. Ha recentemente sviluppato asma e problemi immunitari. Il bambino, che ora ha 18 mesi, viene ancora allattato, ha allergie, otiti ricorrenti, ma nessun sintomo di autismo fino ad ora.
Caso n. 5: Madre, che ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR nel 1989, poco dopo la nascita della terza figlia. La bambina non è autistica ma ha otiti ricorrenti. La madre ha avuto due successivi aborti, uno a 12 settimane nel dicembre 1996 ed un altro a 14 settimane nel gennaio 1999. Precedenti di disfunzioni immunitarie nella famiglia.
Caso n. 6: Madre che, 24 ore dopo il parto, ricevette una dose di mantenimento del triplo vaccino MPR. Il neonato ebbe un tranquillo primo periodo di vita e fu normalmente allattato dalla madre. Rimase normale fino all'età di 4 mesi, quando ricevette la seconda dose di vaccino DPT, dopo di che ebbe febbre elevata e strillò per molti giorni. Divenne quindi estremamente indifferente e difficile da stimolare, molto meno propenso all'allattamento ed iniziò ad avere riflusso gastrointestinale.
Il bambino sviluppò progressivamente movimenti atetoidi e gli fu in breve diagnosticata cerebral palsy. Egli ha oggi 13 anni. È ad uno stadio molto avanzato, ha seri problemi di comunicazione interpersonale e a volte “si astrae del tutto dal mondo e non risponde”. La vaccinazione MPR è stata posposta a causa dei suoi problemi neurologici. Un suo fratellino più giovane sta bene ed è stato vaccinato.
Caso n. 7: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino della rosolia immediatamente dopo la nascita di suo figlio, nel novembre 1989. La concentrazione di antigeni alla rosolia rimase bassa e, 3 giorni dopo il suo secondo parto, ricevette un'altra dose del vaccino. La donna ha ancora un livello basso di immunizzazione alla rosolia.
Il primo figlio fu allattato al seno per un periodo brevissimo. È stato vaccinato e sembra che sia normale. Il secondo bambino, nato il 31 maggio 1991, fu allattato al seno per un mese e ricevette tutte le vaccinazioni come previsto. All'età di 2 anni e mezzo mostrò segni di autismo. All'età di 3 anni e mezzo gli fu diagnosticata una sindrome autistica. Ha avuto enterocolite autistica ed ha prurito, mal di testa e mal di orecchi.
La sorella, nata dopo di lui, ha aprassia verbale.
Caso n. 8: Madre che ricevette la dose di mantenimento del vaccino della rosolia 8 settimane dopo il parto, nel 1983. Il bambino, allattato al seno solo per un mese, è stato vaccinato ed è normale. Il secondo figlio nacque nel 1991. Ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età di 14 mesi, iniziò a mostrare sintomi autistici intorno all'età di 3 anni, e fu diagnosticato con Sindrome di Asperger.
Caso n. 9: La madre aveva avuto gravi reazioni al vaccino del morbillo somministratole quando aveva 5 anni. Le fu data una dose di mantenimento MPR l'11 settembre 1993, cinque giorni dopo aver partorito una bambina. La figlia, nata il 6 settembre 1993, fu allattata al seno per 5 mesi. A 16 mesi questa bambina, precedentemente molto socievole, ricevette il vaccino MPR. Nei giorni successivi al vaccino sviluppò sintomi autistici e la diagnosi seguì di li a poco. Ebbe anche sintomi di enterocolite autistica.
La sorella, nata il 20 novembre 1997, secondo la madre “ha dei sintomi autistici ma non completamente. Ha una disfunzione di coordinazione sensoria e gravi problemi di linguaggio. Ha le stesse difficoltà digestive della sorella. Non è stata vaccinata.
Caso n. 10: La madre ricevette il vaccino della rosolia due mesi dopo il parto della primogenita (20 maggio 1992), che è stata vaccinata e sta bene. Il secondo figlio nacque il 14 gennaio 1994. Fu allattato al seno per 6 mesi. Ricevette il vaccino MPR all'età di 15 mesi, nell'aprile 1995. Nel luglio del 1995 iniziò a mostrare sintomi autistici e regredì progressivamente fino alla diagnosi di autismo. È risultato positivo al test Myelin Basic Protein, ed ha una altissima concentrazione di antigeni al morbillo.
Il terzo figlio, ha 2 anni ed è normale.
Caso n. 11: La madre ricevette il vaccino della rosolia nel 1991, immediatamente dopo il parto del secondo figlio. Da allora la madre ha avuto diversi problemi di allergie. Il ragazzo fu allattato normalmente dalla madre. Era felice e gli piaceva parlare, tutto ciò fino alla vaccinazione MPR a 15 mesi. Successivamente divenne autistico e parallelamente comparvero problemi di colite ulcerosa, cattiva digestione e candidosi.
Il primo figlio, nato nel 1990, è in buona salute ed è stato vaccinato.
Caso n. 12: La madre ricevette il vaccino della rosolia qualche giorno dopo il parto. Da allora ha iniziato ad avere problemi di artrite. Il suo unico figlio, nato nel maggio 1996, ricevette latte materno per 13 mesi. Non è stato vaccinato, non mostra segni di autismo, ma ha gravi intolleranze alla maggior parte dei cibi.
Caso n. 13: La madre ricevette l'iniezione del vaccino della rosolia nel 1993, a sei settimane dal parto, durante l'allattamento. La donna ha ora 35 anni ed a seguito di quella vaccinazione sono iniziati problemi di artrite alle gambe. La figlia, nata nel maggio 1993, ha ricevuto tutte le vaccinazioni e non sembra essere autistica. Però le è stata diagnosticata sindrome di McCune Albright e ha avuto una pubertà precoce con ipertiroidismo e tumore ovarico. La sua ovaia destra è stata asportata chirurgicamente.
Una seconda figlia, nata nel giugno 94, fu diagnosticata con Kawasaki Syndrome, tre mesi dopo la vaccinazione MPR a 15 mesi, ed ora ha scarse capacità motorie.
Caso n. 14: La madre ricevette la dose di mantenimento MPR il 18 dicembre 1991, due giorni dopo la nascita della prima figlia, che allattò al seno solo per 3-4 giorni. Questa bambina è stata vaccinata e non ha problemi.
13 mesi dopo, rimase incinta una seconda volta. Il bambino fu allattato per due giorni. Ricevette il triplo vaccino MPR all'età di 12 mesi. Tra il 16° e il 20° mese di età iniziarono i sintomi, la diagnosi di autismo seguì dopo poco. A seguito della vaccinazione la madre ha sviluppato una patologia autoimmune.
Caso n. 15: La madre ebbe una dose di mantenimento del vaccino MPR nel 1993. Il suo livello di immunizzazione alla rosolia è comunque rimasto basso e le è stata data un'altra dose MPR nel 1997, subito dopo il parto della seconda figlia che, nel primo anno di vita, non sembra avere problemi dello sviluppo.
Il primo bambino, nato il 7 dicembre 1993, ha ricevuto la prima dose di MPR a 15 mesi. Egli iniziò a sviluppare sintomi di autismo all'età di 18 mesi, peggiorando progressivamente fino a che fu confermata la diagnosi di autismo. Egli non ha ricevuto la seconda dose di MPR.
Caso n. 16: La madre ricevette una dose di mantenimento del vaccino della rosolia 3 giorni dopo il suo primo parto, quello di una bambina, nata il 22 febbraio 1992, che ora sta bene. Il successivo figlio non fu allattato al seno. Ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età di 14 mesi, la seconda all'età di 4 anni e mezzo. È autistico ed i suoi sintomi iniziarono all'età di 22 mesi.
Caso n. 17: La madre ricevette una dose di mantenimento del vaccino della rosolia pochi giorni dopo la nascita della prima figlia (5 aprile 1993). Questa bambina è stata vaccinata e sta bene. Il successivo bambino, nato il 19 ottobre 1994, non è stato allattato al seno. Fu vaccinato a 18 mesi con MPR. I genitori notarono insoliti sintomi che iniziarono all'età di 20 mesi. Il bambino è ora stato diagnosticato avente una grave e generalizzata sindrome dello sviluppo (PDD-NOS, Pervasive Development Disease/ Not Otherwise Specified). La terza figlia, nata il 28 luglio 1997, sta bene ed è stata vaccinata.
Caso n. 18: La madre ricevette il vaccino della rosolia poco dopo il parto del figlio, 18 febbraio 1986. Il bambino è stato diagnosticato con sindrome di Asperger.
Caso n. 19: La madre ha ricevuto una dose di mantenimento del vaccino MPR il 6 gennaio 1991, due giorni dopo la nascita del primo figlio, che non ha avuto problemi nello sviluppo e che è stato vaccinato.
Il secondo figlio, nato il 2 settembre 1992, era rimasto normale fino all'età di 18 mesi, quando ha ricevuto la prima dose del vaccino MPR. Entro due mesi iniziò a mostrare sintomi autistici e tale diagnosi fu confermata in seguito.
Caso n. 20: La madre ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR nel 1982. Nel gennaio 1991, il suo livello di immunizzazione alla rosolia era ancora basso e le fu data un'altra dose di mantenimento MPR dopo la nascita del suo primo figlio. Il bambino è stato diagnosticato con sindrome di attenzione deficitaria (Attention Deficit Disorder) ed ha dei tratti di autismo. Il suo secondo figlio ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età di 18 mesi, e fu diagnosticato con autismo all'età di 33 mesi. Una terza figlia non ha problemi dello sviluppo ma ha allergie ed eczema.
Il livello di immunizzazione della madre alla rosolia, che si era normalizzato nel 1992, nel 1994 di nuovo si era abbassato.
Caso n. 21: La madre, che è un medico, ricevette il vaccino della rosolia immediatamente dopo la nascita del suo primo figlio nel 1989. Il bambino sembra normale dal punto di vista dello sviluppo. Il secondo figlio nato nel 1993 fu diagnosticato con autismo all'età di tre anni.
Caso n. 22: La madre ricevette il vaccino MPR poco dopo aver partorito per la prima volta. La figlia non sembra essere affetta a livello neurologico. La seconda bambina, che fu concepita otto mesi dalla vaccinazione della madre, mostrò sintomi autistici prima del suo primo anno di età e la diagnosi di autismo è arrivata di seguito.
Caso n. 23: Il livello di antigeni alla rosolia della madre durante la sua prima gravidanza era di 9.2. Ebbe un parto prematuro il 1 ottobre 1993 e, siccome il livello di immunizzazione alla rosolia era inferiore a 10, fu sottoposta due giorni dopo ad una dose di mantenimento MPR. La bambina non ha avuto ritardi o problemi nello sviluppo.Una seconda figlia nacque prematuramente di 4 settimane, il 15 gennaio 1996. Fu allattata al seno per 6 mesi. Diceva qualche parola prima del suo primo compleanno. Il 20 gennaio 1997 ricevette i vaccini MPR, HIB e Varicella. All'età di 18 mesi iniziò a sviluppare gravi problemi comportamentali ed allo stesso tempo perse le capacità di linguaggio che aveva acquistato fino ad allora. La diagnosi di autismo fu confermata nell'ottobre 1998.
Caso n. 24: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino della rosolia il 15 agosto 1989, meno di 24 ore dalla nascita del suo primo figlio. Il bambino non fu allattato con latte materno. Nel primo anno di vita ebbe riflusso gastrointestinale, problemi di costipazione ma non problemi di sviluppo. A 15 mesi ricevette il triplo vaccino MPR. Comparvero sintomi autistici e la regressione fu rapida. Prima dei 18 mesi di età aveva perso gran parte del contatto con l'esterno, le sue capacità di linguaggio deteriorarono e fu diagnosticato autistico.
La donna ebbe in seguito una bambina che ora ha 8 anni e che è intollerante al glutine e alla caseina. Ha avuto problemi di apprendimento ed è stata diagnosticata con sindrome di attenzione deficitaria.
Caso n. 25: La madre ricevette la dose di mantenimento del vaccino della rosolia nel 1979. Il suo primo parto di una bambina risale al 1986. Nel 1992 partorì un bambino e le fu somministrata un'altra dose del vaccino della rosolia. Quest'ultimo figlio ebbe problemi di linguaggio ed altri problemi e fu diagnosticato avente la sindrome di Asperger.
Sono state identificate 25 famiglie in cui le madri erano state vaccinate nel periodo post-parto. 14 madri avevano ricevuto il vaccino della rosolia e 11 quello triplo Morbillo- Parotite- Rosolia.
In 10 casi su 20, i bambini le cui madri erano state vaccinate poco dopo la nascita svilupparono autismo. In altri dieci casi, il figlio partorito prima della vaccinazione materna non fu colpito, ma al successivo figlio fu diagnosticata la sindrome autistica.
Nei casi 16 e 17, la madre vaccinata di recente non allattò il neonato e questi non sviluppò autismo, mentre lo svilupparono i figli successivi. Nei casi 3 e 24, però, non c'è stato allattamento al figlio successivamente diventato autistico e quindi la trasmissione eventuale del virus attenuato del vaccino deve essere avvenuta per contatto diretto o per altro mezzo.
Nelle famiglie descritte nei casi 4, 5, 6, 12 e 13 i bambini non diagnosticati con autismo riportano comunque insoliti problemi. In uno di questi casi, il n.6, il bambino sembra avere tendenze autistiche. In un altro il bambino non è stato sottoposto al vaccino MPR.
Il caso 9, in cui la madre aveva avuto reazioni gravi al vaccino ricevuto a 5 anni, presenta due figlie: la prima, sottoposta a vaccinazioni, sembra più affetta dall'autismo rispetto alla seconda, nata 4 anni dopo la dose di mantenimento ricevuta del vaccino della rosolia ricevuta dalla madre.
Per la maggior parte delle madri il basso problema del numero di antigeni alla rosolia continua nonostante le numerose dosi di mantenimento ricevute. Si continuano ad usare queste dosi di mantenimento in donne adulte nonostante queste non risolvano il problema, che sembra avere una componente ereditaria.
Dei bambini, le cui madri si sono vaccinate subito dopo la loro nascita e che hanno successivamente sviluppato autismo, 9 sono maschi e una femmina.
Tra i dieci casi in cui è stato il figlio successivo a sviluppare l'autismo, ci sono stati 8 maschi e due femmine.
Nelle famiglie descritte nei casi 5, 10, 13, 14, 15, 16, 17, 22, 23 ci sono i neonati, tutti di sesso femminile, le cui madri fecero ricorso a dosi di mantenimento di vaccini subito dopo il parto, e che non svilupparono sindromi autistiche. Però alcune di loro svilupparono problemi immunologici, di apprendimento o comunque insoliti. Di questi casi, il 10, 14, 16 e 17 il figlio maschio successivo fu diagnosticato con autismo. Nei casi 5 e 13 le bambine che seguirono non svilupparono autismo, mentre nei casi 22 e 23, le figlie successive ne furono colpite.
Il Center for Disease Control & Prevention ed i produttori di vaccini già da molto tempo avvertono di non somministrare vaccini attenuati a donne durante la gravidanza o a ridosso del momento del concepimento.
L'ente per la salute americano CDC scrive nel manuale ufficiale “Epidemiology and Prevention of Vaccine-Preventable Diseases”, quinta edizione,
Nella pratica medica di tutti i giorni, come vedremo nelle descrizioni dei casi clinici che seguono, sembra che i medici non posseggano informazioni che suggeriscano loro cautela nei casi di somministrazione di vaccini a donne incinte.
Sono riportate in questo studio 7 casi in cui la madre è stata vaccinata durante la gravidanza. In tutti i casi il risultato della gravidanza è stato un bambino che sviluppava sindrome autistica.
Caso n. 1: Madre che ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR al College nel 1985 ed un'altra durante gli studi di specializzazione post-laurea nel 1988. Nel 1992 fece domanda di lavoro presso un ospedale e fu riscontrato che era di nuovo suscettibile al morbillo. Essendo incinta ed avendo paura della componente rosolia dell'MPR, chiese ed ottenne di ricevere solo il vaccino del morbillo invece del vaccino triplo MPR. Stava portando avanti al gravidanza di due gemelli e uno morì nell'utero poco prima del parto. Il secondo gemello, un maschio, sembrò in buona salute alla nascita. A seguito delle vaccinazioni ha sviluppato numerosi problemi sensoriali e neurologici tipici della sindrome autistica ed ha limitate capacità di socializzare.
La madre è rimasta suscettibile al morbillo, ma ha rifiutato ulteriori dosi di mantenimento del vaccino.
Caso n. 2: Madre che ricevette il vaccino della rosolia durante la sua prima gravidanza. Il bambino, che ora è stato diagnosticato autistico, ebbe uno sviluppo ritardato fino alla vaccinazione con MPR, momento in cui regredì completamente e perse le poche capacità che aveva acquisito fino ad allora.
Anche gli altri due figli nati successivamente hanno alcuni tratti autistici.
Caso n. 3: Madre che ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR nell'adolescenza. Nel 1984 le fu somministrato il vaccino del morbillo al College. Quando scoprì di essere incinta immediatamente contattò i responsabili medici del College ed il suo dottore, ma questi dissero che non c'era niente di cui preoccuparsi.
Il bambino manteneva uno scarso contatto con gli occhi e rispondeva agli stimoli decisamente meno della norma. Gli fu somministrato il vaccino triplo MPR all'età di 16 mesi e da quel momento la sua condizione deteriorò fino alla diagnosi di autismo, che risale all'età di 26 mesi.
Caso n. 4: Madre che ricevette la dose di mantenimento MPR nel giugno 1994, 5 mesi prima del concepimento. Le fu anche data una dose di vaccino epatite B, il 1 settembre 1994, ed un'altra il 6 ottobre 1994. La terza e ultima dose del vaccino dell'epatite B le fu somministrato il 6 aprile 1995, quando era incinta. Partorì un bambino il 4 agosto 1995 e lo allattò per 8 mesi. Il bambino era normale nel primo anno di vita, a parte qualche problema del tratto digerente. Ricevette il vaccino dell'epatite B nelle seguenti date: 1 sett. 1995, 2 ott. 1995 e 6 giugno 1996. Il vaccino triplo MPR gli fu somministrato all'età di 16 mesi. Iniziò ad esibire sintomi autistici all'età di 18 mesi, perse completamente le capacità di linguaggio all'età di 23 mesi. Diagnosticato autistico, egli è risultato positivo al test Myelin Basic Protein Antibody ed ha elevati livelli di antigeni al morbillo. Soffre costantemente di costipazione.
Un secondo figlio nato dopo è stato vaccinato e sta avendo uno sviluppo normale.
Caso n. 5: Madre che fu sottoposta ad una dose di mantenimento MPR nel marzo 1990, quando era incinta, senza saperlo, di alcune settimane. Partorì a novembre ed allattò al seno per 6 mesi il neonato. A 10 mesi di età iniziò a esibire sintomi di autismo. Ricevette la prima dose di MPR a 18 mesi, la diagnosi di autismo fu confermata poco più tardi.
La seconda figlia, nata nel maggio 1992 è stata vaccinata ed è in buona salute.
Caso n. 6: Nell'aprile 1992 la madre, che era alla 13ma settimana di gravidanza, fu sottoposta al vaccino della rosolia perché i suoi livelli di immunità si erano abbassati. Il 5 luglio 1992 partorì prematuramente di 13 settimane. Dopo il parto le fu data una dose di mantenimento di vaccino MPR. Il 19 ottobre 1992 la bambina ebbe un allarmante episodio ipotonico- iporeattivo a seguito del secondo gruppo di vaccinazioni di DPT, Polio e vaccini HIB. Le fu somministrato il vaccino triplo MPR nell'ottobre 1993 e, conseguentemente a ciò, iniziò a sbattere la testa contro i mobili e percuotersi da sola. Comparve anche una grave forma di costipazione. La diagnosi di autismo fu confermata ai 40 mesi di età.
Caso n. 7: La madre ricevette il vaccino della rosolia quando era incinta di soli pochi giorni, nel 1981. Partorì una bambina che sembrava non stesse avendo alcun problema nello sviluppo e che fu da lei allattata senza problemi. La bambina ricevette il vaccino triplo MPR il 14 luglio 1983, poco dopo aver compiuto un anno e successivamente è stata diagnosticata autistica.
Sette casi di madri vaccinate durante la gravidanza sono descritti in questo studio. 3 madri ricevettero il vaccino della rosolia, 2 il vaccino del morbillo ed una il vaccino triplo MMR. La settima madre (caso n. 4) ricevette una dose di vaccino di epatite B, ma aveva ricevuto il vaccino MPR 5 mesi prima del concepimento.
In tutti i casi ci furono problemi con il bambino, o direttamente alla nascita o in seguito con lo sviluppo di autismo a seguito della vaccinazione. I problemi erano evidenti alla nascita nei casi n. 1 e n. 6.
In un caso, la madre ebbe altri due figli che svilupparono sintomi autistici (caso n. 2).
Alcune donne non riescono a sviluppare un sufficiente grado di immunizzazione alla rosolia e viene richiesto loro in vari momenti della loro età adulta, di sottoporsi a dosi di mantenimento del vaccino. È stato ipotizzato che esse abbiano un qualche problema immunitario e che questo, trasmesso ai loro figli, possa giocare un ruolo decisivo nei casi di reazioni ai vaccini.
Abbiamo visto che nel 100% dei casi, bambini le cui madri hanno ricevuto vaccini durante la gravidanza hanno sviluppato autismo. Questo suggerisce di effettuare ampi studi anche sull'effetto più generale che le vaccinazioni possono avere sull'autismo.
I genitori continuano a riportare che sintomi gastrointestinali seguono alla somministrazione del vaccino MPR nei bambini che poi diventeranno autistici pochi mesi dopo la vaccinazione; ebbene ricercatori britannici hanno dimostrato la presenza di antigeni al morbillo nell'intestino di bambini autistici
In questo studio vengono documentati i casi di 22 madri vaccinate subito dopo il parto o anche nel periodo precedente al concepimento. Ognuna di queste madri ha avuto almeno un figlio autistico.
Caso n. 1: La madre partorì per la prima volta nel novembre 1984 e le fu dato il vaccino della rosolia pochi giorni dopo. Non ci fu allattamento materno e la bambina è normale.
Da allora la madre ha avuto 3 aborti prima di partorire il secondo figlio, l'8 settembre 1987. Di nuovo la madre ricevette immediatamente dopo il parto il vaccino della rosolia e questa volta poté allattare il neonato, per 4 mesi. Il bambino era felice ed in buona salute. Ricevette il primo vaccino MPR all'età di 29 mesi. Dopo qualche mese divennero evidenti problemi nel formulare un linguaggio comprensibile e successivamente fu fatta la diagnosi di autismo. La terza figlia nacque il 28 novembre 1988. La madre ricevette dopo il parto, una volta ancora, una dose di mantenimento del vaccino della rosolia ed allattò la bambina che ora è affetta da una grave dislessia, disabilità mentale e sindrome di attenzione deficitaria ed iperattività.
Caso n. 2: Madre che partorì il 30 luglio 1992 e fu sottoposta al triplo vaccino MPR entro 24 ore. Il neonato fu allattato al seno e ebbe uno sviluppò normale, fino ai 16 mesi di età, quando, a seguito della vaccinazione MPR, ci fu un rapido deterioramento che lo portò ad essere diagnosticato autistico (a 30 mesi di età). Un fratello nato il 1 settembre 1998 è normale e non è stato vaccinato.
Caso n. 3: La madre fu vaccinata con una dose di mantenimento di rosolia il 5 aprile 1992, un giorno dopo la nascita di suo figlio. Il bambino fu allattato al seno per 8 mesi. Ricevette le tre dosi del vaccino dell'epatite B: il primo alla nascita, il secondo a 1 mese e il terzo a 6 mesi. Il bambino acquisì alcuni tratti autistici, ma la situazione precipitò a seguito del vaccino MPR.
Caso n. 4: La madre aveva già ricevuto il vaccino della rosolia nel 1960 e nel 1970, il vaccino del morbillo nel 1969. Nel marzo 1980, le fu somministrata una dose di mantenimento del vaccino della rosolia poco dopo il parto. Allattò al seno il bambino ed egli è normale. Il secondo parto ebbe una bambina (10 agosto 1982) e anch'essa è normale e non ha reagito ai vaccini ricevuti.
Il 18 luglio 1991 la madre ricevette la terza ed ultima dose della serie di vaccini dell'epatite B (aveva ricevuto le altre due dosi nel maggio e giugno 1990), più una dose di mantenimento di vaccino MPR. Rimase incinta nell'autunno 1991 e partorì un bambino, il 4 maggio 1992, che allattò al seno per 8 settimane. Pianse costantemente per 5 mesi e sviluppò presto i sintomi autistici. Ricevette il primo vaccino MPR a 18 mesi di età, dopo di che i sintomi autistici peggiorarono.
Caso n. 5: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino MPR nel 1980. La sua prima figlia, nata il 17 dicembre 1981, è stata vaccinata ed è normale.
Un seconda figlia nacque il 24 ottobre 1991 e la madre ricevette la vaccinazione MPR pochi istanti dopo il parto. La madre non allattò la neonata. Era una bambina felice, intelligente e con un ottimo sviluppo. All'età di 17 mesi le fu somministrato il vaccino DPT, Polio, HIB e MPR. Sviluppò subito sintomi ed ora è stata diagnosticata autistica.
Caso n. 6: La madre ricevette il vaccino dell'epatite B nel 1996. Il 18 marzo 1998, partorì il primo figlio, cui fu somministrato il vaccino dell'epatite B qualche istante dopo il parto. La seconda e terza dose di vaccino dell'epatite B gli furono date a 1 e a 7 mesi. La madre ricevette il vaccino della rosolia un giorno dopo il parto. Il bambino fu allattato, tra qualche difficoltà, per 4 mesi. Ebbe sintomi gastrointestinali durante tutto il primo anno di vita. Smise molto presto il contatto con gli occhi delle persone e non gli piaceva essere mantenuto. I suoi problemi comportamentali peggiorarono drasticamente dopo la prima vaccinazione di MPR e HIB, il 22 aprile 1999. Recentemente è stato diagnosticato autistico. I genitori hanno iniziato un regime alimentare senza glutine e caseina ed i risultati sono buoni.
Caso n. 7: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino MPR nel novembre 1991, 2 giorni dopo la nascita della seconda figlia. Rimase incinta di nuovo nel febbraio del 1992 e questa terza figlia ha sviluppato autismo. Anche la seconda figlia ha dei problemi di apprendimento, ma i sintomi della terza sono più marcati.
Caso n. 8: La madre aveva un figlio normale e sano. Morsicata da un cane, le fu data una serie di vaccini antirabbica. Resosi conto di essere incinta, decise di interrompere i vaccini antirabbica nonostante i dottori le assicurassero che non fossero un pericolo per il nascituro. Questo figlio è stato vaccinato per l'epatite B appena nato ed ha mostrato problemi nei primi mesi di vita con progressivo peggioramento fino alla diagnosi definitiva di autismo.
Caso n. 9: Madre di 39 anni, ricevette una dose di mantenimento di MPR. Una settimana dopo fu concepito il suo secondo figlio, partorito il 29 settembre 1991 dopo 39 settimane di gestazione. L'allattamento durò solo 10 giorni. Le difficoltà di sviluppo del bambino apparvero subito. Non ci sono state, stranamente, reazioni di rilievo alla vaccinazione MPR. Il bambino non ha mostrato sintomi gastrointestinali, ma ha avuto infezioni ricorrenti.
Caso n. 10: Precedenti di disfunzioni immunitarie in famiglia. A causa di bassi livelli di immunità alla rosolia fu somministrata alla madre, subito dopo il parto nel 1987, una dose di mantenimento del vaccino della rosolia. La bambina è stata vaccinata e non ha avuto problemi dello sviluppo.
Successivamente la madre ebbe un aborto. Rimase incinta di nuovo e partorì un bambino nel dicembre 1989. Questo bambino ha notevoli problemi di linguaggio ed è stato ritenuto bambino bisognoso di speciali attenzioni durante l'educazione. Dopo un secondo aborto la madre rimase incinta di nuovo e partorì un bambino il 7 settembre 1992.
Il bambino fu allattato dalla madre ed ebbe una grave costipazione nell'infanzia. Le poche parole e lo scarso contatto degli occhi che raggiunse nel primo anno di età furono cancellati nel settembre 1992, quando fu sottoposto al vaccino MPR. Ci fu un peggioramento netto e la diagnosi di autismo fu confermata di lì a poco.
Caso n. 11: Il parto della prima figlia avvenne il 25 gennaio 1992, due giorni dopo la madre fu vaccinata con MPR. La bambina ricevette il latte materno ed ebbe una reazione alla seconda dose di vaccino DPT con prolungate ed acute grida e febbre, ma poi la situazione rientrò e non ci furono peggioramenti.
Nel 1995 la madre ebbe un aborto. Nel 1996, rimase incinta di nuovo. Ebbe una malattia virale al terzo mese di gravidanza. Il 3 agosto 1997 partorì un bambino che poté allattare al seno. Il figlio era ipertonico alla nascita e sviluppò numerose allergie ed intolleranza alimentari. Ebbe anche otiti ricorrenti. All'età di 11 mesi, ebbe una varicella molto forte dopo di che perse ogni capacità di linguaggio e di stabilire con le persone un contatto con gli occhi. Diagnosticato autistico, egli ha mostrato un miglioramento con una dieta senza caseina e senza glutine.
Caso n. 12: La prima figlia non ha avuto problemi di sviluppo ed ha ora 22 anni. Il secondo bambino morì improvvisamente all'età di 3 mesi.
Il terzo figlio nacque il 21 settembre 1979. Il giorno dopo la madre ricevette il vaccino MPR. Il bambino fu allattato per sei mesi e ricevette il primo vaccino MPR a 15 mesi. Entro il 18 mese di età smise di parlare, mostrò tendenza ad isolarsi e reagiva violentemente ai cambiamenti. Contemporaneamente iniziò ad avere una prolungata diarrea. È stato diagnosticato con autismo. La sua analisi dei cromosomi è normale.
Caso n. 13: La madre partorì il 15 febbraio 1997 e le fu somministrato il vaccino MPR il giorno seguente. Il bambino ricevette le tre dosi di vaccino dell'epatite B il 17 febbraio, il 25 marzo e il 18 novembre. Fu allattato dalla madre per tre mesi. Fu affetto da grave riflusso gastroenterico e costipazione. Il suo sviluppo rimase normale nei primi 15 mesi di vita: camminava da solo e diceva alcune parole. A 15 mesi ricevette la prima iniezione di vaccino MPR. I sintomi autistici comparvero tra i 15 e i 18 mesi di età. Perse del tutto le capacità di linguaggio che aveva sviluppato ed il suo comportamento ed abitudini a mangiare cambiarono drasticamente.
Caso n. 14: Madre che aveva ricevuto il vaccino MPR nel 1985. Il 25 novembre 1993 ricevette il vaccino della rosolia dopo aver partorito la prima figlia, che allattò e che non ebbe problemi.
Rimase incinta di nuovo, a 7 mesi dalla vaccinazione ricevuta. Partorì un bambino il 24 marzo 1995. Egli fu allattato al seno per 8 mesi e all'inizio giocava e rideva, ma poi sembrò avere problemi a 9 mesi di età. Sviluppò capacità di linguaggio molto scarse e fu diagnosticato con autismo. Non ci sono assolutamente precedenti di autismo in entrambe le famiglie del padre e della madre.
Caso n. 15: Il parto del primo figlio risale al 6 febbraio 1990. Il giorno successivo la madre ricevette il vaccino della rosolia. Questo bambino è stato diagnosticato con sindrome di attenzione deficitaria (Attention Deficit Disorder). La seconda bambina è normale.
La terza gravidanza fu disturbata da un'otite e da problemi di cattiva digestione. Il 19 aprile 1993 partorì un bambino che fu allattato per un anno. Egli era sempre gravemente costipato. Iniziò a sviluppare sintomi autistici prima del suo 18° mese di età, quando ricevette il vaccino MPR. La diagnosi di autismo fu fatta di lì a poco.
Caso n. 16: La madre ricevette una dose di mantenimento della rosolia nel 1985. il 27 marzo 1986 nacque la sua prima figlia, che non ebbe problemi dello sviluppo ed è stata vaccinata.
La seconda figlia nacque il 25 febbraio 1990. Un mese dopo, durante l'allattamento, la madre ricevette il vaccino della rosolia. Ci fu allora una reazione della bambina con tosse, macchie rosse e prurito sulle braccia e mani. La bambina ha avuto difficoltà nello sviluppo ed è stata diagnosticata con PDD-NOS (sindrome generalizzata dello sviluppo).
Caso n. 17: Madre che aveva già due figli normali. Durante la sua seconda gravidanza il livello di immunizzazione alla rosolia era sceso, ma nessuno si era accorto dei valori di questa analisi di routine e quindi non si intervenne con la vaccinazione della madre. Due anni dopo il dottore le diede una dose di mantenimento del vaccino MPR e le spiegò che non avrebbe dovuto rimanere incinta nei successivi tre mesi. Rimase incinta 4 mesi dopo. Durante la gravidanza ebbe tachicardia. Il bambino ebbe ricorrenti infezioni micotiche nel primo anno di vita. Ricevette la prima dose MPR a 15 mesi ed in seguito a ciò perse le scarse capacità di linguaggio che aveva acquisito fino ad allora. I suoi sintomi autistici divennero più evidenti ed è stato diagnosticato con PDD-NOS, sindrome generalizzata dello sviluppo.
Caso n. 18: La madre aveva avuto sia morbillo che parotite che rosolia. Nel 1983 le fu somministrata comunque una dose di mantenimento di rosolia perché c'era stata un'epidemia di rosolia al College. Nel gennaio 1991, quando ebbe il primo figlio, risultava avere un adeguato livello di immunizzazione alla rosolia. Questo bambino è normale. Nell'ottobre 1992, incinta per la seconda volta, il suo livello di immunizzazione alla rosolia era sceso. Il 5 maggio 1993, poche ore dopo il parto, le fu perciò data una dose di mantenimento MPR.
Questo secondo figlio è stato diagnosticato autistico. Il 4° giorno di vita si contorse tutto e strillò 24 ore senza fermarsi (questo evento molto probabilmente rappresenta l'inizio del problema gastrointestinale che colpì il neonato). Il bambino era gravemente costipato già nel primo anno di età e da allora ha avuto una grave diarrea.
Caso n. 19: Nel febbraio 1993 la madre fu vaccinata con MPR. il 10 marzo 1994 partorì prematuramente di 4 settimane. Il bambino ha sindrome di attenzione deficitaria ed iperattività, disprassia motoria e disfunzione di integrazione motoria.
Il secondo figlio nacque l'8 luglio 1995. I suoi sintomi iniziarono prima dei 12 mesi di età. È stato diagnosticato autistico.
Caso n. 20: La madre, affetta da diabete giovanile, partorì il primo figlio il 6 gennaio 1998 e lo allattò per un mese. Tre giorni dopo il parto le fu somministrata una dose di mantenimento di vaccino MPR. Il bambino era rimasto in buona salute nel primo anno di vita. Gli fu dato il vaccino MPR ai 15 mesi di età. I sintomi autistici apparvero tra i 15 e i 18 mesi di età e la diagnosi di autismo fu confermata all'età di due anni.
Tre mesi dopo essere stata vaccinata la madre sviluppò notevole gonfiore e dolore ai legamenti, sintomi che l'accompagnarono spesso da allora. Nella primavera 1999 ebbe un aborto.
Caso n. 21: Subito dopo la nascita della prima figlia, il 20 settembre 1989, la madre fu sottoposta ad una dose di mantenimento di MPR. Il suo secondo figlio nacque l'8 febbraio 1995. Le fu iniettato il vaccino dell'epatite B direttamente negli istanti dopo la nascita. Allattato al seno per un anno, si sviluppò normalmente fino a che non ricevette la prima dose di vaccino MPR, all'età di 15 mesi. I sintomi autistici apparvero subito dopo. La diagnosi di autismo fu in seguito confermata.
Caso n. 22: La madre reagì alla dose di mantenimento di vaccino MPR ricevuto pochi giorni dopo la nascita del suo primo figlio (19 febbraio 1997) con allergie cutanee e febbre. Il bambino ricevette il latte materno ed era sveglio comunicativo e socievole nel primo anno di vita. All'età di 15 mesi gli fu data la prima dose del vaccino MPR, alla quale ci fu una reazione immediata con febbre, irritabilità e diarrea. Poco dopo perse le capacità di linguaggio che aveva acquisito fino ad allora e si isolò dall'esterno. La sua diagnosi è di sindrome autistica, ha diarrea persistente, problemi a dormire ed eczema.
Sono riportati i casi clinici di 22 madri. Esse hanno ricevuto tutte un vaccino attenuato intorno al periodo della gravidanza. Ognuna di esse ha almeno un figlio autistico.
Molte madri che erano in buona salute ed avevano avuto figli normali, riportano che dopo aver ricevuto dosi di mantenimento del vaccino triplo MPR o del vaccino della rosolia:
Il vaccino della rosolia fu somministrato subito dopo il parto a 7 di queste madri. In 5 casi il neonato sviluppò autismo. Negli altri 2 casi, fu un figlio avuto successivamente ad essere affetto da autismo.
Il vaccino MPR fu somministrato subito dopo il parto ad 11 di queste madri. In 7 casi il neonato sviluppò autismo. Negli altri 4 casi, fu un figlio avuto successivamente ad essere affetto da autismo.
3 madri ricevettero una vaccinazione MPR da una settimana a 4 mesi precedentemente al concepimento. In tutti i casi il neonato sviluppò sintomi autistici entro il primo anno di vita.
Una madre ebbe numerose dosi di vaccino antirabbica appena prima e subito dopo il concepimento. Il bambino mostrò molto presto la comparsa dell'autismo.
La pratica dei vaccini, anche in queste madri con basso livello di immunità dovrebbe essere riesaminata. Non solo è ampiamente documentato che i vaccini non risolvono i problemi di immunità della madre, ma soprattutto non è stato dimostrato da nessuno studio scientifico che non è vero che questa pratica aumenta l'incidenza o la suscettibilità a disabilità mentali del neonato. Anzi da questo ed altri studi preliminari sembrerebbe che i vaccini attenuati siano un fattore nelle sindromi autistiche.