Note sull’immunità di gregge, di Andrew J. Wakefield

NOTE SULL’IMMUNITA’ DI GREGGE

di A.Wakefield

tratto da: http://vaxxedthemovie.com/notes-herd-immunity-andrew-wakefield/

gregge_di_pecoreL’immunità di gregge è un termine sbandierato a difesa della vaccinazione obbligatoria di massa. Che cos’è e perché è così importante?

Enunciamo una definizione funzionale di cosa sia l’immunità di gregge di una popolazione data: è la presenza in quella comunità di individui di una adeguata immunità contro una specifica infezione che serve a proteggere quelli a rischio di ammalarsi gravemente e di conseguenza a ridurre la morbilità e la mortalità causate da quella infezione.

Adesso distinguiamo fra tipi di immunità di gregge, confrontando ciò che significava nell’era pre-vaccinale e ciò che significa oggi, nell’era vaccinale, usando come esempio alcune infezioni specifiche.

Morbillo: l’immunità di gregge nell’era pre-vaccinale …

  • quando il morbillo arrivava in una comunità che prima non era mai stata esposta a questa malattia, l’immunità di gregge era uguale a zero e inizialmente si registrava una alta morbilità e mortalità;
  • questo succedeva principalmente come conseguenza di una massiva esposizione alla malattia;
  • l’esposizione massiva avviene perché in assenza di immunità virale, la replicazione del virus non è ostacolata nei numerosi recipienti umani in cui prospera. Grandi quantità di virus del morbillo vengono trasmesse da una persona all’altra. A questo si aggiungono condizioni ambientali che favoriscono la trasmissione. Ad esempio l’alta densità di popolazione (facilità di contagio), una scarsa difesa antivirale (carenza di vitamine A,D, e C). Un esempio è la devastazione causata dal morbillo tra i soldati confederati ammassati nelle caserme e negli ospedali durante la guerra civile americana;
  • col tempo, quando il morbillo diventa endemico (cioè circola costantemente) in una comunità, con epidemie che si ripetono tipicamente ogni 2 anni, l’immunità di gregge cresce rapidamente. L’esposizione naturale conferisce immunità a lungo termine. L’immunità limita le opportunità di replicazione virale e quindi la trasmissione. Allo stesso tempo alcuni Paesi hanno sperimentato un miglioramento delle condizioni nutrizionali e quindi anche della immunità ai virus. La quantità di esposizioni diminuiva e si osservava una drammatica riduzione di morbilità e mortalità;
  • come conseguenza della immunità di gregge naturale, nei Paesi sviluppati la mortalità da morbillo era diminuita del 99,6% prima che il vaccino venisse introdotto. La caduta della morbilità ha come conseguenza una caduta della mortalità (mortalità è un estremo di morbilità).

Vediamo un esempio di come l’immunità di gregge naturale opera per fornire adeguata protezione immunitaria in funzione dell’età:

  • i bambini di meno di 1 anno di età hanno una capacità limitata di generare una adeguata protezione immunitaria e sono suscettibili di gravi infezioni da morbillo;
  • nell’era pre-vaccinale le mamme offrivano una buona protezione immunitaria ai loro piccoli attraverso il trasferimento transplacentare e da allattamento al seno di anticorpi passivi;
  • l’immunità passiva proteggeva i neonati nel periodo di maggiore vulnerabilità, fino a quando erano in grado di far fronte al morbillo attraverso i propri anticorpi attivi.

… e nell’era vaccinale

Il vaccino anti morbillo ha distrutto l’immunità di gregge naturale rimpiazzandola con una quasi immunità temporanea e inadeguata che crea dipendenza dalla vaccinazione e aumenta il rischio di esiti gravi della malattia.

Ecco alcuni esempi di come l’immunità naturale è stata distrutta:

  • la crescente immunità associata all’infezione naturale e la conseguente diminuzione di morbilità e mortalità sono stati interrotti dalla vaccinazione; questo rende difficile prevedere come una popolazione vaccinata potrebbe rispondere ad esempio ad un nuovo ceppo virale che sfugge alla (teorica, ndt) protezione indotta dal vaccino (mutante in fuga). Dal momento che la popolazione non è immune al mutante in fuga, si corre di nuovo il rischio di alta morbilità e mortalità da morbillo;
  • le mamme vaccinate non conferiscono più una adeguata immunità passiva ai loro neonati sotto l’anno di età, che a loro volta non sono capaci di generare una adeguata risposta immunitaria al vaccino e rimangono così scoperti nel periodo in cui rischiano le infezioni più gravi;
  • diversamente dall’infezione naturale, il vaccino non conferisce immunità a lungo termine e si riporta un numero significativo di casi in soggetti completamente vaccinati;
  • il tentativo di incrementare l’immunità usando dosi ripetute di vaccino non attecchisce e l’immunità diminuisce rapidamente. L’unica risposta a questa diminuzione dell’immunità di ritorno offerta dalle autorità e dai produttori è di continuare a vaccinare. Il vaccino è molto efficace in termini di volume delle vendite proprio perché non lo è dal punto di vista immunitario.

Parotite (orecchioni) e immunità di gregge

La parotite è considerata una malattia infantile banale; molti non sanno nemmeno di averla avuta, tanto lievi sono stati i sintomi. Non è una malattia banale nei maschi dopo la pubertà perché può causare infiammazione dei testicoli e sterilità.

Il vaccino anti parotite non funziona. La protezione è ampiamente inferiore a quella del 96% dichiarata dal produttore Merck ed epidemie di orecchioni si verificano ovunque nel mondo in popolazioni altamente vaccinate. Merck è stata accusata di aver falsificato i dati relativi all’efficacia del loro vaccino anti parotite per proteggere l’esclusiva monopolista del vaccino MPR (MMR) negli USA. Suggerisco a chiunque (americano, ndt) abbia sofferto a causa della parotite e delle sue complicazioni nonostante la vaccinazione di intentare una causa legale contro Merck.

Il fallimento del vaccino anti parotite è associato ad una iniziale protezione immunitaria inadeguata (fallimento primario) e ad una rapida diminuzione della (presunta, ndt) capacità immunitaria dopo la vaccinazione (fallimento secondario). Questi fattori significano che la popolazione corre un maggiore rischio con l’aumento dell’età. Dal momento che le complicazioni più gravi si manifestano nei maschi adulti, il vaccino ha reso la parotite una malattia più pericolosa.

L’immunità naturale, cioè l’immunità a lungo termine conseguente all’infezione naturale nei bambini dell’era pre-vaccinale, è stata distrutta dalla vaccinazione.

Varicella e immunità di gregge

Il virus della varicella (varicella zoster) causa una leggera infezione autolimitante nei bambini in buona salute. Il virus spesso stabilisce una infezione latente annidandosi nei corpi cellulari delle radici nervose sensoriali, dove ha il potenziale di riattivarsi e causare il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio, una malattia dolorosa e debilitante, che può causare cecità. Storicamente questa era una malattia rara, che si manifestava ad esempio in individui immunodeficienti a causa di tumori o terapie farmacologiche immunodepressive.

La riattivazione dello zoster viene inibita da un adeguato livello di immunità al virus, la quale a sua volta viene mantenuta potenziando l’immunità negli adulti con l’esposizione all’infezione dei piccoli. Le epidemie naturali di varicella mantenevano l’immunità di gregge con il “potenziamento del virus selvaggio” (riferendosi a quello naturale) negli adulti, il che preveniva il fuoco di Sant’Antonio negli individui sani. Questo oggi non succede più.
La diffusione della vaccinazione anti varicella ha rimosso l’immunità naturale limitando le epidemie, eliminando il “potenziamento del virus selvaggio” e permettendo la diminuzione dell’immunità negli individui al punto che oggi il fuoco di Sant’Antonio è molto più comune e si manifesta nei giovani apparentemente sani. La vaccinazione ha creato un nuovo tipo di epidemia sulla quale la risposta di Merck è stata “abbiamo creato un mercato; adesso prepariamo un vaccino per prevenire il fuoco di Sant’Antonio”.

Andrew Wakefield