Ordinaria diffamazione: la torbida storia del vaccino HPV

Il vaccino HPV, al pari di quello MPR, è associato ad un elevato numero di reazioni avverse o effetti collaterali in tutto il mondo. Sono numerosissime le testimonianze spontanee e la nascita di associazioni per la tutela delle ragazze danneggiate (per l’Italia citiamo il gruppo RAV HPV fondato da Anna Maria Pezzotti, presente anche su FB), mentre almeno un governo nazionale europeo ha stanziato fondi per la ricerca sulle reazioni avverse di questo vaccino.

Insieme agli effetti sistemici, le reazioni avverse o effetti collaterali più frequenti si possono raggruppare sotto due sindromi, dette Complex Regional Pain Syndrome (CRPS) e Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome (POTS). La prima causa disfunzioni sensoriali e motorie, inclusi forti dolori delle ossa e della pelle e la seconda aumenta il battito cardiaco in modo anomalo e causa vertigini, svenimenti, dolori addominali, cefalea e stanchezza cronica.

A seguito della pressione delle associazioni di tutta Europa e di alcuni governi nazionali, l’EMA (European Medicines Agency) nel 2015 ha condotto un’inchiesta conclusasi frettolosamente (le conclusioni erano già disponibili prima ancora che finisse la raccolta dei dati che le associazioni spontaneamente offrivano) con la rituale formula di assoluzione del vaccino: il vaccino è efficace ed è assolutamente sicuro.

Nel maggio 2016 il Nordic Cochrane Centre, rappresentato dal suo direttore dr. Peter C. Gøtzsche, aveva presentato all’EMA una denuncia per mala amministrazione di questa inchiesta, riferita in particolare a conflitti di interesse presenti in seno al Comitato Scientifico EMA responsabile della pubblicazione del report dell’11 novembre 2015 sulla sicurezza del vaccino HPV.

Prima ancora, nel gennaio 2016, il dr. Sin Hang Lee, direttore del Laboratorio di Diagnostica Molecolare del Milford Hospital di Milford. CT, aveva inviato al direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dr. Margaret Chan, una lettera aperta di accusa contro il GACVS (Global Advisory Committee on Vaccine Safety, Comitato Consultivo Mondiale sulla Sicurezza dei Vaccini), il CDC americano e alcuni funzionari della stessa OMS per cattiva condotta scientifica, per aver manipolato dati e risultati di studi e ricerche allo scopo di nascondere l’evidenza scientifica di gravi effetti collaterali. Il gruppo responsabile di questa frode, che comprendeva almeno un alto funzionario del Ministero giapponese della Salute, aveva il compito di fornire consulenza scientifica in una udienza pubblica sul vaccino tenutasi a Tokyo il 26 febbraio 2014, dopo che il governo giapponese nel 2013 aveva sospeso la raccomandazione del vaccino a seguito del numero eccessivo di reazioni avverse.

Il 24 novembre 2016 la giornalista Rita O’Reilly della televisione nazionale irlandese RTE, una persona evidentemente anche lei avvezza a manipolare l’evidenza in favore di una tesi preconfezionata, che nasconda agli occhi del pubblico la contraddittoria realtà dei fatti, ha pubblicato un documentario dal titolo “Prime Time Extras: HPV vaccine”, nel quale fra gli altri ha intervistato l’associazione irlandese R.E.G.R.E.T (regret in inglese significa, rammarico, rincrescimento), il dr. Sin Hang Lee e il dr. Peter C. Gøtzsche.

La manipolazione di queste interviste nel documentario suddetto è stata tale da indurre R.E.G.R.E.T. a ritirare il consenso di pubblicare l’intervista, il Nordic Cochrane Centre a chiedere le pubbliche scuse della cosiddetta giornalista e di pubblicare sulla pagina del programma in un titolo grande come quello del programma con la dicitura “RTE ha diffuso false dichiarazioni sul Nordic Cochrane Centre e ci scusiamo per questo” ed il dr. Sin Hang Lee a chiedere la pubblicazione sul New York Times di una analoga lettera di scuse, a pena di una causa legale per diffamazione contro RTE.

Riportiamo gli originali di questi documenti, in parte tradotti in italiano, per dare ancora una volta evidenza della mistificazione antiscientifica operata a tutti i livelli da chi promuove la vendita dei vaccini per nascondere la verità di una incertezza che deve suscitare preoccupazione e precauzione.