RICORSI AVVERSO LE SANZIONI AMMINISTRATIVE: GUIDA DI RIFERIMENTO

sanzioniGrazie al prezioso contributo del team legale Comilva possiamo offrirvi una panoramica sui testi di ricorso avverso le sanzioni amministrative (multe) che le ASL trasmettono ai genitori che non sottopongono i loro figli alle vaccinazioni dell’obbligo. Questi brevi testi sono stati messi a disposizione con lo scopo di dare un orientamento verso al strategia da utilizzare in un ricorso, tuttavia presentano delle caratteristiche piuttosto generali e quindi vanno adattati al caso in questione ogni volta con metodo e perizia da parte del professionista che curerà il ricorso stesso.

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Avvertenza! In nessun caso questi testi devono essere utilizzati da non soci e tantomeno utilizzati da terzi per scopi di lucro sia a nome proprio che a nome dell’Associazione. L’Associazione stessa si riserva le azioni legali più opportune verso coloro che si renderanno responsabili di simili azioni.

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I documenti che servono per l’approntamento di un ricorso, in genere, sono:

  1. Copia dei verbali arrivati e copia fronte/retro della busta che li conteneva.
  2. Copia di tutta la corrispondenza inviata da voi all’asl e ricevuta dall’asl (con particolare riferimento alle vostre lettere – quelle suggerite dal COMILVA – con copia anche delle ricevute di ritorno).
  3. Eventuale copia del “rifiuto vaccinale informato” (se vi è stato proposto).
  4. Copia dell’avviso di chiamata con termine perentorio (se l’avete ricevuto).
  5. Copia dei vostri documenti di identità con foto e copia codice fiscale.
  6. Copia di certificazioni attestanti eventuali patologie, allergie, ed incompatibilità in capo a vostra/o figlia/o o a voi.

Il servizio legale del COMILVA organizza l’approntamento dei ricorsi, anche appoggiandosi a professionisti locali convenzionati: con i documenti citati è necessario inviare tutti i vostri dati (nome, cognome, nascita, residenza, numeri telefonici, indirizzi mail, professione), indi le tappe salienti di questa obiezione (date di colloqui personali, di colloqui telefonici, loro contenuto).

Per ogni ulteriore approfondimento contattate l’Associazione agli indirizzi mail disponibili.

 

PROCEDURE PRECEDENTI IL DECRETO LORENZIN (DL 73/2017)
RICORSO AVVERSO SANZIONE AMMINISTRATIVA: PRIMO GRADO (SINDACO)

Questo ricorso va presentato entro 30 giorni dalla data di ricevimento della sanzione amministrativa da parte della ASL di appartenenza, con la quale avrete avuto uno scambio epistolare come da indicazioni contenute nella Guida All’Obiezione.

Normalmente questa possibilità viene resa evidente a margine della sanzione amministrativa con questa dicitura:

entro il termine di 30 giorni dalla data di notifica della violazione, gli interessati possono far pervenire scritti difensivi al Sindaco del Comune di ………………………. e chiedere di essere sentiti dallo stesso (art. 18 L. 689/81”.

In alcuni casi (regioni a statuto speciale, come ad es. il Friuli Venezia Giulia) il termine può essere prorogato a 60 giorni (nel caso del Friuli, art. 11 L.R. 17/01/84 N° 1).
Il pagamento della sanzione viene invece normalmente fissato entro 60 giorni dalla data di notifica del provvedimento (salvo diversa indicazione e comunque in un periodo non inferiore a 30 giorni).

ALCUNI ASPETTI IMPORTANTI

La violazione è stata accertata “IN UFFICIO”: questa eventualità si verifica molto spesso: non è indicata la data del prescritto ed immancabile “accertamento della violazione” (così come richiesto dalla legge), che deve essere perentoriamente dichiarato. Ciò permette di far risalire in modo automatico essere fatta risalire al primo richiamo alla vaccinazione rivolto ai genitori, e vale a dire ad un periodo ampiamente oltre i prescritti novanta giorni (art. 14 L. 689/1981), circostanza che va verificata ad es. con la data dell’invito perentorio (raccomandata) alla vaccinazione.

La stessa formulazione del ricorso, opportunamente epurata delle parti relative “all’accertamento in ufficio”, può essere utilizzata se comunque il verbale è stato palesemente inviato oltre i 90 giorni da una possibile data dell’infrazione (ad es. la firma del modulo di dissenso informato o altra circostanza inequivocabile).

La notifica è stata fatta SOLO ad UNO dei due GENITORI: anche questa è una eventualità possibile, ma le ASL più attente (non ci vuole poi molto) non commettono più questa “leggerezza”. Questa di seguito può essere la formula di contestazione.
… non hanno compiutamente indicato i soggetti destinatari della sanzione, indicando SOLO il padre (o la madre) ………………………………… e tralasciando ed omettendo completamente la MADRE (o il PADRE) ………………………………… del minore, obbligata(o) in solido, violando così l’espresso dettato dell’art. 14. comma 1 L. 689/1981”.

I genitori NON SONO STATI SENTITI dall’autorità competente: questa di seguito può essere la formula di contestazione.

… Negli scritti difensivi inviati dai genitori in data …. / …. / …. (Allegato ….), gli stessi chiedevano legittimamente di essere sentiti dall’Autorità competente, ai sensi e per gli effetti dell’art. 18 L. 689/1981. Infatti, una volta che gli interessati ne abbiano fatto richiesta, questa richiesta ha carattere essenziale perché connessa al diritto di difesa e perché volta alla possibile definizione della controversia. L’Autorità disattendeva questo imprescindibile diritto dei genitori ricorrenti, e NON PROCEDEVA AD ALCUNA AUDIZIONE DEI GENITORI STESSI, incorrendo in una insanabile violazione, che rende illegittimi e pertanto NULLI sia il procedimento amministrativo che soprattutto l’ordinanza-ingiunzione del Sindaco”.

Seguono tutta una serie di considerazioni di merito sulle legittime esigenze di tutela della salute del minore, in primo luogo sulla ILLEGITTIMITA’ nel merito della sanzione amministrativa. Alcuni capisaldi di queste considerazioni sono:

  1. La sussistenza dell’esimente di cui all’art. 4 L. 689/1981 (stato di necessità, o adempimento del dovere genitoriale).
  2. L’Illegittimità Costituzionale dell’art. 1 L. 51/1966 e art. 1 L. 165/1991,
  3. L’Illegittimità della eventuale doppia sanzione (da citare solo in caso venga inviata una sanzione doppia, sia al padre che alla madre), ovvero inapplicabilità dell’art. 5 L. 689/81.

Con questi passaggi si può ritenere completa l’ESPOSIZIONE delle motivazioni di merito, e si passa alla conclusione del ricorso, non prima di aver CITATO alcuni documenti che possono servire da supporto alle motivazioni, come ad esempio:

  1. Il Decreto del Ministero della Sanità del 15.6.2000 che prevede l’eliminazione del mercurio organico, composto altamente tossico, contenuto nelle preparazioni vaccinali (implicandone la potenziale pericolosità)
  2. La Legge 210/92, e successive modifiche, che prevede il risarcimento dei danni da vaccino e un forte risarcimento monetario in caso di morte (la legge riconosce esplicitamente la non innocuità delle vaccinazioni),
  3. La Legge n. 229/2005 del 29/10/2005, pubblicata sulla G.U. N. 258 del 05/11/2005 e intitolata “Disposizioni in materia di indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie”, [Allegato 20].
  4. Il Decreto del Presidente della Repubblica del 26.1.1999 n. 355, che ammette la frequenza scolastica anche a bambini non vaccinati (riconoscendo loro uno status sociale normale)
  5. Le fonti scientifiche e mediche, a livello d’incontri di esperti e di letteratura specializzata, sia nazionale sia internazionale, che sottolineano la possibilità concreta di danni o alterazioni da vaccino, di varia forma e gravità, che si possono sviluppare sia a breve che a lungo termine (anni), specialmente nel caso di una predisposizione del bambino, anche apparentemente non manifesta. [Allegando contributi scientifici o altro materiale tecnico a disposizione].

La conclusione, infine, si propone di chiedere l’annullamento della sanzione.

RICORSO AVVERSO SANZIONE AMMINISTRATIVA: SECONDO GRADO

Il rigetto del ricorso di primo grado può avvenire solo con un atto chiamato “Ordinanza Ingiunzione …”, che può essere impugnato entro 30 giorni dalla data di notifica davanti al Giudice di Pace (G.d.P.)
Questo passaggio è particolarmente delicato ed è consigliabile sempre la presenza di un avvocato in udienza, poiché le tesi contenute nel ricorso al G.d.P. non devono essere solo enunciate, ma ben rappresentate alla discussione.

L’ISTITUZIONE DEL GIUDICE DI PACE

Con la legge n. 374 del 21 novembre 1991 è stato istituito il ruolo del Giudice di Pace, maggiormente presente sul territorio rispetto alle sedi della Pretura: tra le competenze di questa figura giuridica c’è quella che riguarda l’opposizione alle sanzioni amministrative e pertanto è opportuno inoltrare la documentazione del ricorso in tale direzione: vediamo alcuni passi significativi della L. 374/91:

Art. 1 – Istituzione e funzioni del Giudice di Pace

  1. É istituito il Giudice di Pace, il quale esercita la giurisdizione in materia civile e penale e la funzione conciliativa in materia civile secondo le norme della presente legge.
  2. L’ufficio del Giudice di Pace é ricoperto da un magistrato onorario appartenente all’ordine giudiziario.

Art. 2 – Sede degli uffici del Giudice di Pace

  1. Gli uffici del Giudice di Pace hanno sede in tutti i capoluoghi dei mandamenti esistenti fino alla data di entrata in vigore della legge 1o febbraio 1989, n. 30.
  2. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro di grazia e giustizia, sentiti il consiglio giudiziario e i comuni interessati, possono essere istituite sedi distaccate dell’ufficio del Giudice di Pace in uno o più comuni del mandamento, ovvero in una o più circoscrizioni in cui siano ripartiti i comuni.
  3. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro di grazia e giustizia, sentiti il consiglio giudiziario e i comuni interessati, due o più uffici contigui del Giudice di Pace possono essere costituiti in un unico ufficio con il limite che la popolazione complessiva risultante dall’accorpamento non superi i cinquantamila abitanti. Nel decreto é designato il comune in cui ha sede l’ufficio del Giudice di Pace.

Art. 17 – Competenza del Giudice di Pace

… Il Giudice di Pace é inoltre competente, con il limite di valore di cui al secondo comma, per le cause di opposizione alle ingiunzioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo che con la sanzione pecuniaria sia stata anche applicata una sanzione amministrativa accessoria. Resta ferma la competenza del pretore in funzione di giudice del lavoro e per le cause di opposizione alle ingiunzioni in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie …

… (4) per le cause di opposizione alle sanzioni amministrative irrogate in base all’articolo 75 del testo unico approvato con decreto del presidente della repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.

IN CASO DI RIGETTO DEL RICORSO AL GIUDICE È POSSIBILE RICORRERE SOLO IN CASSAZIONE CON COSTI ENORMI: IL MERITO ECONOMICO DEL CONTENDERE NON LO GIUSTIFICA.