RISULTATI DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA URANIO IMPOVERITO E LEGGE 119/17: UN GRAVE PARADOSSO DA SCIOGLIERE SENZA ESITAZIONE

Di Libera Scelta Liguria – Ufficio Stampa


Il 7 febbraio u.s. è stata presentata in conferenza stampa la relazione finale della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito.
Fra i compiti della Commissione vi era quello di analizzare la profilassi vaccinale al fine di individuare i fattori di rischio per la salute del militare e la possibile correlazione con gravi patologie.
Di fronte ai risultati a cui è giunta la Commissione Parlamentare, emerge una situazione inverosimile.

Da una parte, un organo dello Stato evidenzia la pericolosità insita nella pratica vaccinale; a pag. 166 della relazione finale, la Commissione Parlamentare afferma:

(…) la vaccinazione comporta dei rischi in termine di problemi di immunosoppressione, iperimmunizzazione, autoimmunità e di ipersensibilità. Questa affermazione ha trovato conferma dall’analisi dei documenti pubblici dei vaccini, quali fogli illustrativi e schede tecniche (vedi da punto 4.4 delle RCP fornite da AIFA), (…)

Dall’altra, lo stesso Stato impone una profilassi obbligatoria utilizzando gli stessi identici vaccini a quelli in uso nelle Forze Armate a tutta la popolazione pediatrica, ovvero un mix di 10 vaccini per un totale di 34 dosi a bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 16 anni con un calendario serratissimo.

Da un lato, un organo dello Stato che afferma:

(…) la Commissione ha preliminarmente preso atto dell’assenza di qualunque studio scientifico in letteratura volto a valutare la tollerabilità della quantità complessiva dei componenti dei vaccini con riferimento ad adiuvanti, conservanti, antigeni e allergeni, eccipienti e contaminanti, anche in relazione alle conseguenze in termini di ipersensibilità e di reazioni avverse già dichiarate dalle industrie produttrici per singolo vaccino». (v. pag. 152 della relazione finale della Commissione Parlamentare)

Dall’altro, lo Stato stesso che continua indiscriminatamente a vaccinare obbligatoriamente e con coercizione – sotto la minaccia, non solo di multe, ma anche di esclusione dei più piccoli dai servizi educativi– tutta la popolazione pediatrica.

Una COMMISSIONE PARLAMENTARE, ovvero un ORGANO DELLO STATO

  • dichiara che l’adozione di pratiche come le vaccinazioni multiple possono rappresentare, di per sé, un rischio per la salute,
  • conferma la necessità di accurate analisi pre-vaccinali,
  • conferma la necessità di una valutazione dei rischi personalizzata e
    evidenzia la necessità di un monitoraggio periodico a lungo termine su ogni singolo vaccinato.

Eppure di fronte a tali e importanti dichiarazioni si continua ad assistere alla totale indifferenza della classe politica, del mondo medico scientifico e dei mass media e si continua a vaccinare indiscriminatamente seguendo alla lettera le disposizioni della legge 119/17.
Non solo, ma senza alcun imbarazzo, si continua a perpetrare l’opera propagandistica dei “vaccini sicuri ed efficaci che salvano l’umanità”, potendo contare anche sul fatto che l’opinione pubblica ignora l’esistenza del lavoro della Commissione Parlamentare.

Si potrebbe persino parlare di indottrinamento, vista l’imminente iniziativa della Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia che lancia “UniVax Day 2018 – Vacciniamo i ragazzi contro l’epidemia di bufale sui vaccini”, una giornata di “informazione” sui vaccini dedicata agli studenti delle scuole medie superiori che si svolgerà nelle aule di ben 14 Atenei italiani. (http://www.siica.org/siica/node/189)

Siamo davvero di fronte a un gravissimo paradosso che va sciolto al più presto e senza esitazione!
Se la sperimentazione clinica non viene fatta nei laboratori, possiamo permettere indifferenti che venga attuata direttamente sui bambini negli ambulatori delle ASL italiane?
Non si tratta di difendere le istanze dei freevax, ma di salvaguardare la salute di intere generazioni!

Di seguito alcuni passi della relazione Parlamentare:

ESAMI PREVACCINALI

Da quanto emerge dalla documentazione delle case farmaceutiche esaminata dalla Commissione, si evince che «gli accertamenti pre-vaccinali dovrebbero escludere l’esistenza di eventuali stati di immunosoppressione, dovrebbero prevedere la preventiva valutazione dell’efficienza o inefficienza del sistema immunitario, dovrebbero escludere la presenza di malattie autoimmuni, di malattie oncologiche e, a vario titolo, dovrebbero effettuare una vera e propria analisi dell’eventuale immunodeficienza» (v. pag 166 e seguenti).
Non solo… Su tutti i vaccini analizzati dalla Commissione, «oltre al principio attivo del vaccino, sono 81 gli elementi per cui è prevista una valutazione di sensibilità o allergia» (v. pag 169 e seguenti). E «piuttosto che una valutazione sulla tollerabilità ad ogni singolo elemento è auspicabile una valutazione di tollerabilità complessiva per vaccino da somministrare. In questo modo si metterebbe in evidenza anche la possibile intolleranza o ipersensibilità agli allergeni tra loro combinati». A pag. 184 : «A tal fine la Commissione suggerisce che nella metodologia di valutazione delle ipersensibilità si prenda in considerazione l’intero vaccino in luogo del singolo componente al fine di verificare gli effetti della somministrazione del farmaco considerato in toto. La valutazione dell’ipersensibilità all’intero farmaco potrebbe essere condotta in analogia a quella relativa alle intolleranze alimentari, studiando la reazione linfocitaria sul sangue del vaccinando, (…)».

REAZIONI AVVERSE

Dall’analisi degli effetti indesiderati, delle reazioni avverse e delle controindicazioni, è emerso che nei vaccini utilizzati nella profilassi vaccinale militare – che sono gli stessi a uso civile – le reazioni complessivamente censite ammontano a ben 240 (v. pag. 172).

A pag. 183 della relazione si legge:

«Dall’analisi dei prospetti emerge che i vaccini che hanno un alto contenuto di componenti in termini quantitativi, ma anche di varietà di componenti estranei, presentano più reazioni avverse.
Inoltre è il caso di rimarcare che i dati trasmessi dalle aziende produttrici evidenziano l’indicazione di una serie di malattie autoimmuni (indicate in grassetto e con asterisco in tabella) come effetti indesiderati o reazioni avverse alla vaccinazione.
Va sottolineato che il monitoraggio delle reazioni avverse viene svolto in un periodo molto ristretto dopo la vaccinazione, motivo per cui sono molto più frequenti le reazioni avverse immediate, mentre le reazioni rare sono relative a patologie più a lungo termine e che richiedono un campione di popolazione molto ampio, spesso non raggiunto in fase di autorizzazione all’immissione in commercio. Per tale motivo le reazioni avverse non acute sono notevolmente sottostimate».

CONCLUSIONI:

Nelle conclusioni della relazione la Commissione Parlamentare fa il punto sul lavoro di studio svolto e a pag. 202 ribadisce

«La Commissione (…) Ha quantificato e qualificato la presenza dei contaminanti dichiarati evidenziando quelli scatenanti fenomeni allergeni e quelli tossici per l’organismo, nonché quelli che sono causa dimostrata scientificamente di danni neurologici o che possono determinare malattie autoimmuni. Queste verifiche, effettuate su documenti elaborati dalle case farmaceutiche, devono essere ulteriormente riscontrate a mezzo di una analisi a campione dei vaccini.
La Commissione ha altresì riscontrato che tali effetti collaterali, allergici e neurotossici non possono che essere aggravati dalla somministrazione di una molteplicità dei suddetti farmaci come emerge dalle risultanze del progetto SIGNUM più volte richiamato. Ha poi iniziato a svolgere uno studio osservazionale sui militari malati di malattie neoplastiche riscontrandone l’incremento proporzionale di anno in anno.
(…)
Alla luce degli elementi raccolti, la Commissione conferma che vi sia una associazione statisticamente significativa tra patologie neoplastiche e linfoproliferative, e altre patologie (es. quelle autoimmuni), e la somministrazione dei vaccini secondo la profilassi vaccinale militare. La Commissione ritiene di non poter escludere il nesso di causa».

 

Per approfondire:
Relazione finale sull’attività svolta dalla Commissione:
https://drive.google.com/file/d/14fUsWq9tkjtbXjChIdQftb4xgJAupYKA/view

Dal blog dell’on. Catalano:
http://ivancatalanodep.blogspot.it/2018/02/relazione-finale-commissione-uranio-e.html?m=1

Ferdinando Donolato (Corvelva) intervista il Deputato Ivan Catalano
https://www.youtube.com/watch?v=yqJLZPSiftE

Dal sito dell’on. Zaccagnini
http://adrianozaccagnini.it/2018/02/09/09-02-2018-vaccini-danni-al-dna-dei-militari-dimissioni-lorenzin-e-ricciardi-per-non-aver-approfondito-effetto-vaccinazioni-multipe-sui-bambini/