SCUOLA E COMUNITÀ INFANTILI

Aggiornata il 13/03/2018
Sezioni:

 

Premessa
Dopo l’emergenza di avvio dell’anno scolastico siamo ora ad affrontare quella meno pressante – ma pur sempre impegnativa – delle iscrizioni e quindi quella del 10 marzo, una data qualsiasi che qualcuno ha voluto fortemente far diventare una nuova “Linea del Piave”, in una sorta di rievocazione della grande guerra, combattuta stavolta a colpi di esclusione, che vede come protagonisti bambini sani che avrebbero l’unica colpa di non essere stati ancora vaccinati.
Per fare chiarezza e gestire anche questa “emergenza” occorre procedere con ordine e seguire le norme, non le loro libere interpretazioni. Quello che faremo qui, mettendovi a disposizione una linea guida chiara e i documenti utili per gestire il rapporto con i possibili interlocutori.

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Iscrizioni all’anno scolastico 2018/2019

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la Circolare n. 14659 in data 13.11.2017 sulle iscrizioni ai servizi per l’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2018/2019.
Le iscrizioni degli alunni potranno essere fatte dal giorno 16 gennaio 2018 al giorno 6 febbraio 2018. In particolare, l’iscrizione dev’essere fatta solo per le prime classi delle scuole di ogni ordine e grado e per le prime sezioni dei servizi per l’infanzia. Per gli anni successivi l’iscrizione avviene d’ufficio. La Circolare rimanda a quanto stabilito dalla legge n. 119/2017 in materia di nuovi obblighi vaccinali.
Dalla lettura in combinato disposto delle norme della Legge Lorenzin e del cd. decreto fiscale (l’art. 18 ter del D.L. n. 148 dd. 16.10.2017, convertito in Legge n. 172 dd. 04.12.2017 – cd. decreto collegato fiscale), vanno individuate due distinte procedure, a seconda che si faccia riferimento a Regioni nelle quali sia stata o meno istituita l’anagrafe vaccinale:

  • regioni nelle quali non è stata istituita l’anagrafe vaccinale: procedura ordinaria;
  • regioni nelle quali è già istituita l’anagrafe vaccinale. procedura semplificata.

 

REGIONI NELLE QUALI NON È STATA ISTITUITA L’ANAGRAFE VACCINALE: PROCEDURA ORDINARIA

Entro la scadenza del termine per le iscrizioni (6 febbraio 2018) i genitori dovranno presentare alternativamente la seguente documentazione:

  1. attestazione delle vaccinazioni effettuate rilasciata dall’ASL; …oppure
  2. certificato vaccinale rilasciato dall’ASL o copia del libretto vaccinale vidimato dall’ASL; …oppure
  3. copia della richiesta di vaccinazione all’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente; …oppure
  4. la certificazione in caso di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni; …oppure
  5. autodichiarazione resa ai sensi del DPR n. 445/2000 in merito allo stato vaccinale; solo in tale ultimo caso dovrà essere presentata la documentazione attestante quanto dichiarato entro il 10.07.2018.

 

Una volta terminate le iscrizioni, il dirigente scolastico ha il compito di segnalare all’Azienda Sanitaria esclusivamente i casi nei quali i genitori non abbiano presentato alternativamente uno dei documenti sopra indicati.
Per quanto riguarda nidi e materne, il dirigente scolastico sino al momento in cui non riceverà da parte dell’Azienda Sanitaria comunicazione dell’eventuale inadempimento vaccinale non potrà adottare alcun provvedimento sanzionatorio in ambito scolastico (sospensione frequenza scolastica, rigetto domanda di iscrizione, esclusioni, ecc.).

 

ASPETTI PRATICI E DETTAGLI OPERATIVI
Lasciamo a disposizione i riferimenti normativi per tutti: il testo di conversione ed i regolamenti attuativi dei ministeri Ministero della Salute, MIUR e congiunta Ministero della Salute – MIUR del 1 settembre 2017.
  • All’atto dell’iscrizione – secondo la legge – occorre allegare la prova di avere o aver chiesto un appuntamento con la ASL (art.3, comma 1). La prenotazione con riserva di consenso può essere ancora usata nelle situazioni in cui la situazioni sia rimasta in stallo dopo la nostra ultima comunicazione con la ASL usando un modello già noto.
    Il concetto di “riserva di consenso” indica la doverosa necessità di esaminare la prospettiva vaccinale alla luce di una chiara e completa informazione che deve essere data dalla funzione sanitaria preposta (ASL) e che sta alla base del Consenso Informato. In assenza di questa condizione – valutata in piena libertà e consapevolezza dall’interessato (ovvero dagli esercenti la responsabilità genitoriale del minore …) è libera facoltà aderire o meno alla proposta vaccinale, quantunque a carattere obbligatorio, e procedere quindi con l’obiezione attiva. Presentate alla ASL la richiesta di prenotazione della vaccinazione, quindi attendete risposta. Non è detto che arrivi. Conservate tutta la documentazione.
  • Qualora l’ASL abbia già convocato la famiglia e la data di appuntamento non sia ancora scaduta è sufficiente indicare che si ha appuntamento in questa data sul modulo di iscrizione per l’anno 2018/19. Possiamo iniziare l’iter di “chiarimento” con l’azienda rispondendo con questa lettera.

I modelli andranno personalizzati con le specificità che avrà ogni singolo.

REGIONI NELLE QUALI È GIÀ ISTITUITA L’ANAGRAFE VACCINALE: PROCEDURA SEMPLIFICATA

All’atto dell’iscrizione i genitori non devono dichiarare alcunché in merito allo stato vaccinale, né depositare documentazione in merito. I dirigenti scolastici trasmetteranno alle Aziende Sanitarie entro il 10.03.2018, l’elenco degli iscritti di età compresa tra zero e sedici anni, per l’anno scolastico 2018/2019.
Le Aziende Sanitarie, entro il 10.06.2018, restituiranno – secondo quanto indicato dal decreto fiscale – detti elenchi con l’indicazione dei soggetti che non risultino in regola con gli obblighi vaccinali, che non rientrino nelle situazioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione.
Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi con le indicazioni succitate, i dirigenti scolastici inviteranno i genitori entro il 10.07.2018 a depositare la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’Azienda Sanitaria.
Dopo il suddetto invito, i dirigenti scolastici trasmetteranno all’Azienda Sanitaria, entro il 20.07.2018, la documentazione presentata dai genitori o la comunicazione dell’eventuale mancato deposito per gli adempimenti di competenza (sanzioni, eventuali dinieghi di accesso a nidi/materne, ecc. …).
Questa “procedura semplificata” però è soggetta al giudizio del Garante della privacy, come previsto dallo stesso decreto fiscale, il quale prevede che il Garante debba essere “sentito”.
A tale proposito il Garante della privacy si è espresso con parere del 22/02/2018, citato nella circolare congiunta MIUR – Ministero salute del 27 febbraio 2018. Per completezza pubblichiamo anche l’allegato A, citato dal Garante nel suo provvedimento. Dubitiamo sinceramente che ci si atterrà ai vincoli descritti nel provvedimento per la trasmissione dei dati, perciò anche l’osservazione sulla sua corretta applicazione potrà essere di aiuto.

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Anno scolastico in corso: perché il 10 marzo è un problema per i bimbi che frequentano servizi e scuole per l’infanzia
Il dettato normativo della cd. Legge Lorenzin, così come confermato dalle circolari ministeriali successivamente pubblicate (MIUR n. 1622 dd. 16.08.2017, congiunta MIUR/Ministero della Salute n. 26382 dd. 01.09.2017, MIUR n. 14659 dd. 13.11.2017, MIUR n. 350 dd. 09.01.2018, congiunta MIUR/Ministero della Salute n. 2166 dd. 27.02.2018) è sufficientemente chiaro.

REGIONI NELLE QUALI NON È STATA ISTITUITA L’ANAGRAFE VACCINALE: PROCEDURA ORDINARIA (tra queste Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)

Il termine del 10.03.2018 per la presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie riguarda esclusivamente coloro che all’inizio dell’anno scolastico (ovvero essenzialmente entro il 10.09.2017) hanno utilizzato lo strumento dell’autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000; il termine del 10.03 è determinato semplicemente dal fatto che le autodichiarazioni hanno – per legge e salvo diversa specifica disposizione – una durata di 6 mesi (10.09.2017-10.03.2018).
Per nessun motivo quindi il termine del 10.03.2018 può essere applicato, invece, a tutti coloro che hanno presentato la richiesta di vaccinazione secondo quanto previsto dall’art. 3 comma 1, i quali non hanno alcun ulteriore onere se non quello di attendere l’esito dell’iter avviato con l’Azienda Sanitaria, che dovrà concluderlo entro la fine dell’anno scolastico in corso; la fase del percorso tra coloro che hanno richiesto la vaccinazione e l’Azienda Sanitaria interessa esclusivamente – e in forma riservata tenuto conto della natura sensibile dei dati sanitari in questione – queste due parti, non dovendo essere notiziata la Scuola.

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I pareri legali di riferimento

 

REGIONI NELLE QUALI È GIÀ ISTITUITA L’ANAGRAFE VACCINALE: PROCEDURA SEMPLIFICATA (tra queste Provincia autonoma di Bolzano, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Valle d’Aosta, Veneto, Toscana)

La circolare congiunta MIUR/Salute n.2166 del 27.02.2018 con il suo allegato A avallato dal Provvedimento del Garante privacy n.117 del 22.02.2018 hanno regolamentato l’attuazione della procedura semplificata che, con l’art.18-ter del D.L. 148/2017 convertito dalla L. 172/2017. ha scatenato l’ondata di esclusioni affrettate e improprie da servizi e scuole per l’infanzia in queste Regioni e tutte le incresciose conseguenze, rafforzate da roba come la famosa circolare FISM.

 

In attesa di conoscere una nuova posizione della politica di governo su questo dramma, che avrà valore per tutto il territorio nazionale eliminando anche questa nuova disparità di trattamento tra le Regioni, proponiamo due diverse procedure, a seconda che il dialogo con il dirigente scolastico sia:

 

Pubblichiamo infine, a seguito di un provvedimento regionale, una proposta specifica per la LOMBARDIA:
alla luce delle recenti circolari e note della Regione Lombardia, riteniamo necessario sensibilizzare tutti i Dirigenti scolastici per una opportuna ed immediata rettifica alle richieste pervenute alle famiglie. Suggeriamo pertanto di visionare e personalizzare uno dei modelli di lettera da inoltrale agli Istituti che ancora paventano esclusioni o richieste di integrazioni con documenti non previsti:
a questo link trovate la documentazione da usare in base a quanto prodotto all’atto della iscrizione a settembre:
  • lettera invito per chi aveva depositato SOLO la ar (copia di richiesta formale di appuntamento)
  • lettera invito per chi aveva depositato l’autocertificazione + ar
  • lettera invito per chi aveva depositato solo l’autocertificazione atipica
Inoltre, da allegare alla lettera scelta, sono i seguenti documenti:
  • copia del comunicato stampa
  • comunicazione della regione Lombardia
  • circolare FISM del 9 marzo 2018 (solo per le scuole Fism)
Riguardo alla lettera di invito per chi aveva depositato solo autocertificazione atipica, nella lettera troverete l’invito al Dirigente a non chiedere ulteriore documentazione, sebbene aderendo al nuovo regime i genitori dovrebbero dare alle scuole la data di appuntamento o comunque la prova dell’iter. In ogni caso i genitori dovranno depositare la raccomandata originariamente inoltrata alla ASL. Le scuole comunque non potranno adottare alcun provvedimento di esclusione perché queste sono indicazioni generalissime.
Stando alle nuove disposizioni regionali le scuole dovrebbero segnalare alle ASL solo chi ha fatto l’autocertificazione (di legge o atipica) dichiarando di aver eseguito i vaccini, e non ha depositato nulla entro il 10 marzo, ma non chi ha prodotto la richiesta di appuntamento vaccinale. Se le scuole dovessero segnalare anche chi è entrato con la a/r, ricordiamo che solo dal 2018/2019 e non in questa fase, le ASL potranno in ogni caso comunicare l’inadempimento vaccinale alla scuola.
SCARICARE E PERSONALIZZARE LA COMUNICAZIONE CORRISPONDENTE ALLA PROPRIA SITUAZIONE E TRASMETTERLA ALLA SCUOLA INSIEME AL COMUNICATO DELLA REGIONE E AL COMUNICATO STAMPA
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Aggiornamento del 17 marzo 2018
In seguito alle ultime prese di posizione della Regione Lombardia, le maggiori criticità collegate alle interpretazioni errate sulla scadenza del 10 marzo sono state superate in una parte importante degli istituti. Tuttavia permangono aspetti residuali che potrebbero richiedere un intervento ulteriore a tutela del flusso di informazioni Asl-Scuola che deve rimanere nell’ambito della legge sulla privacy. Quelle che seguono sono due lettere, una per la scuola e l’altra per l’Asl:
Per ogni chiarimento potete indirizzare le vostre richieste all’indirizzo lombardia@comilva.org

 

Cosa fare di fronte alle minacce di esclusione dopo il 10 marzo

In buona parte del territorio nazionale ci giungono segnalazioni da parte di genitori cui le segreterie scolastiche stanno intimando la consegna di ulteriore documentazione relativa allo stato di adempienza vaccinale, pena la esclusione dalla frequenza a partire dal giorno 10 marzo 2018 (o dal giorno feriale successivo lunedì 12 marzo 2018).
Dato il tenore delle comunicazioni inviate alle famiglie, ravvisiamo purtroppo una notevole confusione presso le segreterie scolastiche circa gli adempimenti relativi allo stato vaccinale dei bambini attualmente regolarmente iscritti e frequentanti l’anno scolastico in corso.

Quanto previsto nella normativa pare non essere chiaro a molti Dirigenti Scolastici, i quali applicano indistintamente a tutti il termine del 10 marzo 2018, quale termine per la presentazione di ulteriori documenti comprovanti la posizione vaccinale dei minori.
Di tali ulteriori adempimenti non vi è indicazione alcuna nella norma di riferimento (d.l. 73/2017, come convertito dalla l. 119/2017): le richieste che in questi giorni le scuole (in particolare le scuole paritarie aderenti alla FISM) stanno inoltrando alle famiglie appaiono pertanto totalmente illegittime e palesemente in contrasto con quanto stabilito dalla richiamata legge. A questo proposito vi mettiamo a disposizione il parere legale dell’Avv. Matteo Borgini: “Ancora sul termine del 10 marzo 2018 nel contesto degli adempimenti previsti dal d.l. 73/2017, come convertito dalla l. 119/2017: l’errata posizione della FISM”.
A conferma della nostra corretta interpretazione del dato normativo, in realtà sul punto molto chiaro, il Ministero della Salute ed il MIUR il 27.2.2018 hanno diramato la circolare congiunta n. 467/2166 nella quale il termine del 10 marzo è stato correttamente ricollegato alla sola fattispecie di chi ha iscritto a settembre con l’autocertificazione di essere in regola con tutte le vaccinazioni, sostitutiva del libretto. Tale circolare conferma definitivamente che chi ha iscritto consegnando alle scuole la copia della raccomandata di prenotazione (o pec o prova equipollente) non è più soggetto ad alcun adempimento. Pertanto in relazione a tale casistica i dirigenti scolastici non dovranno richiedere alcunché.
La circolare del 27.2.2018, che ha una valenza interpretativa, contiene tuttavia l’ennesima forzatura, laddove prescrive nei soli casi di iscrizione a scuola mediante consegna di autocertificazione di aver spedito la raccomandata – si tratta dell’ennesima circostanza non prevista dalla legge (in realtà una rara avis giuridica) ma introdotta surrettiziamente dalla circolare congiunta del 1.9.2017 – di “dare prova, con documentazione rilasciata dalla Azienda sanitaria locale, di aver presentato alla medesima Azienda la richiesta di effettuazione delle vaccinazioni e che la somministrazione di queste ultime sia stata fissata successivamente alla predetta data“. Semmai la Circolare poteva suggerire in questa casistica solo la consegna alle scuole della copia della raccomandata spedita a settembre (perché non ci pare che il DPR 445/2000 consenta di autocertificare di aver spedito dei documenti), ma non certo di altra documentazione che riguarda l’iter tra le ASL e le famiglie, che è inoltre coperto dalla privacy. Va detto poi che in molti casi le ASL semplicemente ancora non hanno convocato, per cui i due Ministeri ancora una volta richiedono ai genitori degli adempimenti impossibili, ai quali consegue una sanzione enorme quale l’esclusione di minori dagli asili.

Quando tra la famiglia e la scuola non ci sono ulteriori margini di dialogo e confronto dobbiamo scegliere una strategia di maggior contrapposizione frontale che mira a tutelare la famiglia verso un vero e proprio “abuso di potere” da parte del dirigente scolastico. Qui le strade sono due,

  • Inviare una lettera di DIFFIDA da parte della famiglia:
    Lettera_DIFFIDA_Famiglia.docx
    oppure,
  • affidarsi ad un legale per formulare una DIFFIDA.

Nei casi più seri, visti i tempi strettissimi, consigliamo senz’altro le famiglie di rivolgersi ad un legale.

Ciascun associato potrà rivolgersi ad un professionista di fiducia. Segnaliamo, in ogni caso, che Comilva ha stipulato una convenzione con diversi legali presenti sul territorio, che hanno esperienza specifica in materia e che applicano un tariffario concordato con la nostra associazione. Per chi volesse maggiori informazioni sul territorio può scrivere agli indirizzi dei referenti regionali: http://www.comilva.org/contatti/. Se poi il Dirigente persisterà nell’errore e attuerà provvedimenti illegittimi, non rimarrà che dar corso alle azioni giudiziarie.

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Manteniamo in questa sezione le informazioni fondamentali che originano dalle linee guida emesse per l’inizio dell’anno scolastico 2017/18.

 

Il caso particolare della fascia 0-6 anni
“Autocertificazione atipica” (DPR 445/2000)
Questo documento, previsto sia dalla circolare 0025233-16/08/2017-DGPRE-DGPRE-P del Ministero della Salute, che da quella del MIUR e infine da quella congiunta Ministero della Salute – MIUR del 1 settembre 2017, certifica semplicemente lo stato delle cose. La DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE è sottoscritta dall’interessato, prodotta in sostituzione di specifici certificati, sulla base dell’art. 47 della norma e riguarda condizioni che devono essere già note alla PA (Pubblica Amministrazione) che sono elencate nell’art. 46 (che per brevità non riportiamo).
La condizione di “atipicità” sta nel fatto che la condizione vaccinale NON è in questo elenco. D’altra parte, anche l’art. 49 (Limiti ed utilizzo delle misure di semplificazione) indicherebbe che – in particolare i certificati medici – (ai quali potremo assimilare il certificato vaccinale …) non potrebbero essere sostituiti da questa dichiarazione.
Ma la Circolare emanata dal Ministero della Salute, esplicita a pag. 19 la necessità di presentare “documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie … (che) … potrà essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (cosiddetta autocertificazione)”.
Ultimo, ma non meno importante, una DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE, riferendosi a fatti noti alla PA, deve attestare fatti esistenti, non a condizioni future (quantunque ipotetiche): l’Autocertificazione quindi non stabilisce un CONTRATTO o una promessa o un accordo di alcun tipo.
Ecco perché si tratta di un documento nuovamente ATIPICO rispetto a quello IMPOSTO nella circolare. Noi vi proponiamo di utilizzare il modello allegato, ricordando che va SEMPRE allegata fotocopia del documento d’identità di chi lo firma. Perché parliamo di ALTERNATIVA alla Prenotazione “tattica” e senza ammissioni: perché se ci riferiamo alla circolare del MIUR MIUR.AOODPIT.REGISTRO UFFICIALE(U).0001622.16-08-2017 (che è il documento a cui devono far capo i direttori scolastici) che recita testualmente a pagina 4:

“…Ancora, con riferimento all’art. 3, commi l e l-bis, potrà essere prodotta copia di formale richiesta di vaccinazione alla ASL territorialmente competente; detta vaccinazione dovrà essere effettuata entro la fine dell’anno scolastico di cui trattasi. La presentazione della richiesta può essere eventualmente dichiarata, in alternativa, avvalendosi dello stesso modello di dichiarazione sostitutiva (Allegato 1) …”

risulta chiaro che i due documenti sono in alternativa. Se noi dichiariamo che abbiamo presentato la prenotazione di cui sopra, la presentazione congiunta (e non in alternativa) dei due documenti (prenotazione e autocertificazione) attesta la medesima cosa (in modo ridondante, ma perfettamente lecito e veritiero). Quindi, se proprio la scuola desidera entrambi i documenti glieli forniremo, con autocertificazione fatta su modulo da noi proposto. In questo testo NON c’è alcun impegno a vaccinare.
NOTA: essendo una dichiarazione personale e libera, la DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE può contenere ogni tipo di attestazione che il dichiarante stesso ritenga di fare, sempre entro i limiti del “dichiarabile” come previsto dalla norma (ciò non vale ad es. per certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi e brevetti …), e finanche allegare documenti. In buona sostanza, in questo consiste particolarmente la “atipicità” di questa autocertificazione.
L’utilizzo di modulistica diversa da quella proposta o ispirata dalle circolari ministeriali potrebbe essere contrastata da funzionari che intendono applicare alla lettera le indicazioni contenute in questi documenti istituzionali. In tutti questi casi non dovete cedere alle loro pressioni. Quindi bisogna insistere. Rifiuti della vostra documentazione si configurano in un abuso di potere e vanno impugnati legalmente.

 

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La scuola dell’obbligo, 6-16 anni

FASCIA 6-16 – adempimenti secondo il DL 73/2017 come modificato dalla L 119/2017

Lo stato Vaccinale è IRRILEVANTE ai fini della FREQUENZA scolastica

  1. La NORMA stabilisce che i genitori consegnino a scuola entro il 31 ottobre
    • Documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni (copia libretto vaccinale o certificato vaccinale o attestazione della ASL)
    • Esonero, omissione o il differimento per avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, che vanno attestati dal medico;
    • Presentazione di formale richiesta di vaccinazione all’ASL
    • In alternativa ai documenti di cui al punto a) si può presentare autocertificazione, ed entro il 10 marzo 2018 bisognerà produrre copia libretto o certificato o attestazione ASL.
  2. Cosa accade se il 31 ottobre non si presenta nulla?
    • Nei dieci giorni successivi alla scadenza la scuola avviserà l’ASL, la quale effettuerà le verifiche del caso e contatterà la famiglia per dare inizio al percorso di “recupero dei non vaccinati” (quindi con lettere, inviti a colloquio, telefonate e con il coinvolgimento del pediatra di libera scelta o del medico di medicina generale che segue il bambino)
    • Nessuna conseguenza per la frequenza scolastica.
  3. A questo punto l’interlocutore unico diventa l’ASL e si può iniziare l’iter di obiezione.

COME PRODURRE LA DOCUMENTAZIONE

  • Se il bambino è in regola con la vaccinazione: utilizzare autocertificazione insieme a copia dei documenti di identità dei genitori;
  • Se il bambino ha un certificato di esonero/omissione/differimento: presentare copia della certificazione insieme a copia dei documenti di identità dei genitori;
  • Se il bambino non è stato vaccinato in tutto o in parte, può essere immunizzato naturalmente o meno verso alcune malattie infettive per cui sono previste le attuali vaccinazioni obbligatorie, consigliamo di NON gestire questa situazione con la scuola ma di rimandare la discussione in sede ASL al momento opportuno. Per la scuola basterà la prenotazione inviata all’ASL (certificata da PEC o ricevuta di ritorno della raccomandata). Potete usare i modelli disponibili di seguito che sono consigliati per:

Se si è ricevuta una convocazione con appuntamento per la vaccinazione in data antecedente al 31/10 consigliamo di inviare subito alla ASL la Lettera_Richiesta_Informazioni_Generica_1_R2 e di presentare a scuola copia di questa lettera.

LA QUESTIONE DEI 16 ANNI: ci sono molte discussioni e interpretazioni sul limite dei 16 anni, se questo limite è da ritenersi estendibile ai successivi 364 giorni come sostiene la circolare del Ministero della Salute (secondo Ranieri Guerra), cioè fino alla soglia del compimento del 17° anno. Questa interpretazione non è sostenibile in quanto la legge parla molto chiaro: all’art. 1, comma 1-bis recita … “per i minori di eta’ compresa tra zero e sedici anni” … ponendo quindi i limiti chiaramente all’anno zero (la nascita) e al compimento del 16° anno. Dal giorno successivo al compimento del 16° anno si inizia ad entrare nell’anno successivo, al di fuori dei limiti previsti dalla legge.

QUESTIONE PRIVACY: a tutela della privacy per i dati conferiti in questo iter alla scuola o anche nel caso siano emersi comportamenti lesivi della privacy da parte del Dirigente Scolastico e/o dagli Insegnanti e/o in generale dal personale scolastico, è consigliabile inviare successivamente la lettera di diffida “Segnalazione URGENTE in materia di protezione dei dati personali sensibili sanitari”.

Sono a disposizione dei soci due possibili diffide che possono essere utilizzate a seconda dei casi: si veda al proposito la pagina http://www.comilva.org/scuola-dl-732017/#privacy.

Le lettere disponibili:

RICORDIAMO CHE per le mancate vaccinazioni (e quindi a prescindere dalla frequenza scolastica) verranno comminate sanzioni amministrative da 100 a 500 euro.

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La tutela dei dati sanitari sensibili, delle Libertà dall’indottrinamento culturale, della Franchigia post vaccinale.

PREMESSA

Dal momento che le istituzioni con le quali ci troviamo ad interagire sulle queste tematiche (non prive di criticità) non costituiscono un nostro “nemico” ma sono esse stesse coinvolte “loro malgrado fino a prova contraria” nel medesimo problema, è opportuno premurarsi di far precedere all’invio delle nostre raccomandate – o quantomeno in un tempo ragionevolmente breve dallo stesso – un colloquio disteso e informale con l’interlocutore che andremo a chiamare in causa con le stesse.

Se escludiamo taluni comportamenti preconcetti nei nostri confronti da parte di alcuni funzionari di ASL e dirigenti scolastici particolarmente agguerriti (purtroppo alimentati da campagne di disinformazione permanente), non ha senso parlare di “nemici”: noi non siamo nemici di nessuno e tanto meno desideriamo che altri lo siano per noi.

Questo dà modo di spiegare i motivi delle nostre istanze e dà contestualmente occasione al nostro interlocutore – sindaco, dirigente scolastico o chicchessia – di porsi in nostro ascolto senza i pregiudizi che potrebbero facilmente essere generati dal ricevere una lettera formale senza precognizione di causa. Questo impegno ha doppia valenza: quella privata di tutela della propria personale situazione e quella civica di adoperarsi per diffondere la consapevolezza sulla tematica comune.

VERSO LA SCUOLA:
NO AL TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI NELLE SCUOLE, INCLUSA LA TRASMISSIONE DEI DATI STESSI VERSO LE ASL

OGGETTO: Segnalazione URGENTE in materia di protezione dei dati personali sensibili sanitari (D.lgs. 196/2003 e ss. mm. e ii. – Autorizzazione n. 365/2017 del Garante per la Privacy del 01.09.2017) riguardo la documentazione di cui all’art. 3, comma 1, D.L. 73/2017 convertito in L.119/2017 già consegnatavi

Qui di seguito trovate due lettere che tutelarsi verso l’uso improprio dei dati sensibili che avete in qualche modo comunicato alla scuola con la documentazione presentata ai sensi della L. 199/2017.

Entrambe queste lettere sono state validate da legali esperti in materia di tutela della privacy, in particolare la Lettera Privacy Scuole N. 1 è in uso già dal mese di settembre 2017. La scelta su uno o l’altro modello dovrebbe avvenire in base al rapporto instaurato con il proprio dirigente scolastico.

La Lettera Privacy Scuole N. 1 vuole essere, in ultima analisi, un invito alla scuola a riservare una particolare attenzione alla gestione dei dati sensibili. Quindi è una tutela anche per la scuola e i suoi dirigenti, a tutti gli effetti.

Il modello proposto con la Lettera Privacy Scuole N. 2 è particolarmente indirizzato al dirigente scolastico che agisce solo in base alle CIRCOLARI MINISTERIALI, anche mediante sue proprie iniziative e interpretazioni preconcette se non ideologiche di carattere PUNITIVO verso quelli che lui identifica come genitori NO-VAX, quindi da segnalare al più presto all’ASL per un pronto recupero …

Vi consigliamo di consegnarlo (quelle che sceglierete come più idoneo al vostro caso) solo SUCCESSIVAMENTE all’accettazione da parte della scuola della copia della raccomandata (o PEC) inviata alla ASL e contenente la prenotazione dell’appuntamento per l’eventuale vaccinazione e/o altri documenti correlati per l’accesso alla comunità infantile o per le procedure previste anche per la scuola nella fascia 0-16.

VERSO L’ASL:
NO ALLA COMUNICAZIONE DI DATI SENSIBILI DALL’ASL ALLE SCUOLE

OGGETTO: Tutela del minore in relazione agli adempimenti di cui al D.L. 73/17 del 7 giugno 2017, convertito dalla L. 119/17.

La seconda lettera da far partire è quella rivolta all’ASL, sempre per la tutela della privacy in merito ai dati personali sensibili che gestisce da sempre e che gestirà in seguito ai colloqui o alla corrispondenza che intercorrerà nei prossimi mesi. Questa lettera ha lo scopo di bloccare ogni trasmissione di dati sensibili dalla ASL alle scuole: questo flusso di informazioni NON E’ al momento AUTORIZZATO.

Va inviata all’ASL dopo l’invio della lettera di prenotazione dell’appuntamento per l’eventuale vaccinazione o, se trascorso del tempo da questa, a fronte della lettera di richiesta informazioni o delle lettere successive di corrispondenza, prima dell’esito finale di questa e dell’eventuale invio della sanzione.

VERSO LA SCUOLA:
NO ALL’INDOTTRINAMENTO CULTURALE

OGGETTO: diniego ad attività informative in materia di prevenzione sanitaria e vaccinazioni

Si tratta di una diffida verso la scuola per tutto quello che riguarda attività formative in materia di prevenzione ai sensi del comma 2 dell’art. 2 del D.L. 73/2017 convertito in L.119/2017, che prevede per l’anno scolastico 2017/2018 l’avvio di iniziative di educazione sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni. Come ben sappiamo si stanno avviando programmi di formazione nelle scuole sul tema vaccinale per diffondere la cultura vaccinale nella forma del “PENSIERO UNICO”, mettendo all’indice ogni approccio critico alla materia e, soprattutto, promulgando l’emarginazione di chi decide di non scegliere questa profilassi. Qui mettiamo in evidenza il rifiuto ad una forma errata e pericolosa di comunicazione, sia per i contenuti che per le modalità di somministrazione, modalità che hanno aspetti molto preoccupanti nel richiamarsi a metodologie da regime totalitario.

Da inviare agli inizi dell’anno scolastico preferibilmente o, in subordine, nel momento in cui si ha consapevolezza della programmazione di tali iniziative all’interno della scuola.

VERSO TUTTI GLI ENTI PUBBLICI COINVOLTI:
RISPETTO DELLA FRANCHIGIA POST VACCINALE CON VIRUS VIVI ATTENUATI

OGGETTO: pericolo per la salute pubblica in conseguenza di possibili recrudescenze virali

La legge 119/2017, impositiva di un trattamento sanitario viene dichiarata non incompatibile con l’art. 32 della Costituzione se il trattamento è diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri!!! Ci chiediamo, allora, se i soggetti vaccinati con vaccini a base di virus vivi attenuati siano stati allertati sulla assoluta necessità della “quarantena”, e se e quali misure si intendano prendere per evitare contagi!

La prevenzione dovrebbe di certo considerare questi reali pericoli di contagio e, a maggior ragione, si dovrebbero prevedere norme operative per la tutela dei soggetti “deboli” di certo MESSI A RISCHIO non dai non vaccinati, ma proprio DAI VACCINATI!!!

E’, pertanto, di tutta evidenza che occorra predisporre indicazioni e linee guida per scongiurare o ridurre al minimo il rischio derivante dall’accesso disinformato alle scuole di ogni ordine e grado a tutti coloro che siano stati sottoposti a vaccinazioni con “virus attenuato vivo” informando e chiedendo il rispetto della “franchigia” così come prevista nelle indicazioni tecniche dei relativi prodotti, ciò al fine di evitare la possibile trasmissione di patologie e la eventuale diffusione di epidemie.

Da inviare agli indirizzi indicati nel facsimile all’inizio dell’anno scolastico o, in subordine, in ogni momento utile successivo. E’ possibile anche ampliare il panorama dei destinatari coinvolgendo l’Assessore regionale alla Salute e l’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione.

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La contestazione dei documenti che presentiamo come requisito di accesso alla scuola, normativa: cosa fare!

 

Alcuni dirigenti e funzionari di scuola che hanno una scarsa o nulla conoscenza dei requisiti di accesso alla scuola previsti dalla L. 119/17 (e ribaditi dalle successive circolari già citate in questa pagina) o che sono ”istruiti” in un certo modo, potrebbero rifiutare i documenti che presentate e che sono redatti sui modelli che vi mettiamo a disposizione in questa pagina.
Oltre a ribadire che questi modelli sono perfettamente idonei, avete qui a disposizione anche un autorevole parere legale da presentare ai vostri interlocutori (dirigenti e funzionari della scuola …) per rafforzare la vostra posizione e far comprendere che voi state operando nella piena legalità.
Il parere legale che potrete scaricare  potrà essere personalizzato per indirizzarlo all’istituto a cui vi state rivolgendo e anche con i vostri nomi. Questa possibilità è stata concordata con lo studio legale che ha predisposto questo prezioso documento e con il suo latore che ringraziamo vivamente a nome di tutti i soci COMILVA. Infine vi raccomandiamo – nei casi più ostici – di farvi rilasciare una dichiarazione scritta del rifiuto del documento con le relative motivazioni e/o di registrare in audio e/o video l’incontro con suddetti dirigenti e funzionari: in tal caso potete utilizzare il materiale audiovisivo come elemento di prova in eventuali contenziosi. Il documento è disponibile per i soci COMILVA.
Questa pagina contiene un estratto della L. 119/17 e delle circolari sul requisito di accesso alla scuola.