SCUOLA E COMUNITÀ INFANTILI

Sezioni:

Il Caso particolare della fascia 0-6 anni

Ogni genitore, a questo punto del percorso, deve poter scegliere le proprie modalità di comportamento di fronte a questa norma, quelle che sono più confacenti al proprio status e possibilità, in piena consapevolezza e libertà di scelta. Non esistono quindi soluzioni univoche ma percorsi che tendono comunque a tutelare al meglio i bambini e la famiglia: possono esserci altri approcci ugualmente validi. Ognuno sarà libero di seguire ciò che meglio ritiene.

scuola

Noi vi mettiamo a disposizione delle linee guida possibili e quindi vi accompagneremo in questi percorsi in funzione delle condizioni al contorno attuali e future, adeguando di conseguenza il materiale informativo nel tempo.

La legge 119/2017, conversione del Decreto Legge 73/2017, sta creando non pochi problemi di carattere organizzativo alle strutture pubbliche coinvolte e molti Comuni stanno facendo in questi giorni, a causa dei tempi istituzionali delle “Conferenze dei Servizi” per decidere le linee operative ed è quindi utile nonché doveroso partecipare a nostro modo in questa fase delicata.

Abbiamo già molti Comuni orientati a NON escludere (non è solo una prerogativa del VENETO) neppure un bimbo dalle strutture e pertanto non applicare la normativa. Ed abbiamo tantissime scuole ed istituti infantili (materne e nidi) che praticheranno una sorta di Obiezione. Per cui animo, non disperiamoci!

Posto che è doveroso porre una TUTELA per i genitori nei confronti dell’attuale normativa, in particolare per l’iscrizione dei bambini alle comunità infantili, una volta approvata la legge [Legge 119/2017] ed i regolamenti attuativi dei ministeri (Ministero della Salute, MIUR e congiunta Ministero della Salute – MIUR del 1 settembre 2017 ) i giochi sono fatti ed è quindi necessario modificare la strategia e passare all’azione con una serie di attività fondamentali che caratterizzeranno – in ogni caso – anche ogni azione futura (al di fuori della contingenza attuale, dove regna il caos):

    • Prenotazione “tattica” e senza ammissioni, della vaccinazione; abbiamo elaborato un testo sintetico per chiedere l’appuntamento 
      Il concetto di “assenza di ammissione” indica la doverosa necessità di esaminare la prospettiva vaccinale alla luce di una chiara e completa informazione che deve essere data dalla funzione sanitaria preposta (ASL) e che sta alla base del Consenso Informato.
      In assenza di questa condizione – valutata in piena libertà e consapevolezza dall’interessato (ovvero dagli esercenti la responsabilità genitoriale del minore …) è libera facoltà aderire o meno alla proposta vaccinale, quantunque a carattere obbligatorio, e procedere quindi con l’obiezione di coscienza attiva. Presentate all’ASL la richiesta di prenotazione della vaccinazione quindi: vi verrà data risposta o subito o per iscritto. Conservate tutta la documentazione.
      Come indicato sopra, con la pubblicazione della Circolare 0025233-16/08/2017-DGPRE-DGPRE-P è opportuno ORA modificare l’indicazione data in un primo momento di attendere l’invio della raccomandata per chiedere l’appuntamento all’ASL a ridosso della data del 10 settembre, in quanto anche con questo semplice atto l’istituto ha chiaramente il dovere di accogliere il minore.
      E’ opportuno quindi inviare da
      SUBITO queste raccomandate.
    • Qualora l’ASL abbia convocato la famiglia con un invito secco e privo di ogni informazione necessaria o con informazione insufficiente (il primo invito è generalmente di questa caratura) inizieremo l’iter di “chiarimento” con l’azienda rispondendo con questa lettera.

I modelli andranno personalizzati con le specificità che avrà ogni singolo.
IMPORTANTE: Ricordate di allegare fotocopia del documento d’identità di chi firma.

  • (IN ALTERNATIVA): Redazione della c.d. “autocertificazione atipica” (DPR 445/2000).Questo documento, previsto sia dalla circolare 0025233-16/08/2017-DGPRE-DGPRE-P del Ministero della Salute che da quella del MIUR e infine quella congiunta Ministero della Salute – MIUR del 1 settembre 2017, certifica semplicemente lo stato delle cose.
    Questo documento (DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE) è sottoscritto dall’interessato, prodotto in sostituzione di specifici certificati, sulla base dell’art. 47 della norma, e riguardano condizioni che devono essere già note alla PA (Pubblica Amministrazione) che sono elencate nell’art. 46 (che per brevità non riportiamo).
    La condizione di “atipicità” sta nel fatto che la condizione vaccinale NON è in questo elenco. D’altra parte anche l’art. 49 (
    Limiti ed utilizzo delle misure di semplificazione) indicherebbe che – in particolare –i certificati medici (ai quali potremo assimilare il certificato vaccinale …) non potrebbero essere sostituiti da questa dichiarazione.
    Ma la Circolare emanata dal Ministero della Salute, esplicita a pag. 19 la necessità di presentare “
    documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie … (che) … potrà essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (cosiddetta autocertificazione)”.
    Tuttavia il modulo (Allegato 1) predisposto in questa circolare presenta (verso la fine …) l’impegno a presentare entro il 10 marzo 2018 “
    … copia del libretto delle vaccinazioni vidimato dalla azienda sanitaria locale o il certificato vaccinale o un’attestazione delle vaccinazioni effettuate, rilasciati dall’azienda sanitaria locale”, cosa che NON possiamo promettere in ogni caso, in particolare se intendiamo procedere in primis con l’espressione di un consenso informato CONSAPEVOLE e quindi – in assenza di questo – con l’OBIEZIONE ATTIVA.
    Ultimo, ma non meno importante, una DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE, riferendosi a fatti noti alla PA, deve attestare fatti esistenti, non a condizioni future (quantunque ipotetiche): l’Autocertificazione quindi non stabilisce un CONTRATTO o una promessa o un accordo di alcun tipo.
    Ecco perché si tratta di un documento nuovamente ATIPICO rispetto a quello IMPOSTO nella circolare. Noi vi proponiamo di utilizzare il
    modello allegato, ricordando che va SEMPRE allegata fotocopia del documento d’identità di chi lo firmaPerché parliamo di ALTERNATIVA alla Prenotazione “tattica” e senza ammissioni: perché se ci riferiamo alla circolare del MIUR MIUR.AOODPIT.REGISTRO UFFICIALE(U).0001622.16-08-2017 (che è il documento a cui devono far capo i direttori scolastici) che recita testualmente a pagina 4:

    “…Ancora, con riferimento all’art. 3, commi l e l-bis, potrà essere prodotta copia di formale richiesta di vaccinazione alla ASL territorialmente competente; detta vaccinazione dovrà essere effettuata entro la fine dell’anno scolastico di cui trattasi. La presentazione della richiesta può essere eventualmente dichiarata, in alternativa, avvalendosi dello stesso modello di dichiarazione sostitutiva (Allegato 1) …”

    risulta chiaro che i due documenti sono in alternativa. Facciamo notare anche che il modello di autocertificazione proposto nell’Allegato 1 della Circolare stessa riporta la frase:

    Il/la sottoscritto/a – nel caso in cui non abbia già provveduto – si impegna a consegnare, entro il 10 marzo 2018, la documentazione comprovante quanto dichiarato… e quindi se noi dichiariamo che abbiamo presentato la prenotazione di cui sopra, la presentazione congiunta (e non in alternativa) dei due documenti (prenotazione e autocertificazione) attesta la medesima cosa (in modo ridondante ma perfettamente lecito e veritiero). Quindi, se proprio la scuola desidera entrambi i documenti glieli forniremo, con autocertificazione fatta su modulo da noi proposto oppure su quello proposto dal MIUR (ma non su quello proposto dal Ministero della Salute!). In questo testo NON c’è alcun impegno a vaccinare …
    Se invece ci riferissimo alla circolare ministeriale 0025233-16/08/2017-DGPRE-DGPRE-P del Ministero della Salute dovremo far riferimento alla pagina 13 e, nello specifico al paragrafo 8. Disposizioni transitorie per l’anno scolastico 2017/2018:

    “ … la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse o la prenotazione di appuntamento per l’effettuazione della vaccinazione presso la ASL territorialmente competente, dovrà essere presentata entro il 10 settembre 2017 per i servizi educativi e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, ed entro il 31 ottobre 2017 per le istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i centri di formazione professionale regionale.
    La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie potrà essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (cosiddetta autocertificazione); in tale caso, la documentazione idonea comprovante l’effettuazione elle vaccinazioni obbligatorie dovrà essere presentata entro il 10 marzo 2018

    Sulla base di questo testo NON risulta chiara l’alternativa fra l’autocertificazione e la prenotazione, quanto piuttosto sembra che invece il modello di autocertificazione sia in alternativa alla documentazione comprovante le vaccinazioni obbligatorie. Così – in questo caso – avrebbe senso presentare (a tutela e per diligenza genitoriale) sia la prenotazione che l’autocertificazione per la ferma volontà di fare frequentare l’istituto a vostro figlio.

    STA A NOI QUINDI SCEGLIERE LA STRADA DA SEGUIRE: ENTRAMBE HANNO UNA LOGICA, ANCHE SE E’ CHIARO CHE I DIRETTORI DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI SI RIFERIRANNO PREFERIBILMENTE ALLA CIRCOLARE DEL MIUR. QUINDI IN PRIMA BATTUTA SUGGERIAMO L’ALTERNATIVA (OVVERO PRESENTARE ALLA SCUOLA SOLO LA PRENOTAZIONE). SOLO IN CASO DI DISCUSSIONE CON IL DIRETTORE (PER EVITARE POLEMICHE STERILI) POTREMO PRESENTARE ANCHE L’AUTOCERTIFICAZIONE.

    In tutti i casi questo è materiale che farete avere PRESTO alla struttura (non il primo giorno di inizio) unitamente alla “Prenotazione tattica” di cui al punto precedente. IMPORTANTE: Ricordate di allegare, in ogni caso,  fotocopia del documento d’identità di chi firma.

    NOTA: essendo una dichiarazione personale e libera, la DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE può contenere ogni tipo di attestazione che il dichiarante stesso ritenga di fare, sempre entro i limiti del “dichiarabile” come previsto dalla norma (ciò non vale ad es. per certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi e brevetti …), e finanche allegare documenti. In buona sostanza, in questo consiste particolarmente la “atipicità” di questa autocertificazione.
    L’utilizzo di modulistica diversa da quella proposta o ispirata dalle circolari ministeriali potrebbe essere contrastata da funzionari che intendono applicare alla lettera le indicazioni contenute in questi documenti istituzionali. In tutti questi casi non dovete cedere alle loro pressioni. Quindi bisogna insistere. Rifiuti della vostra documentazione si configurano in un abuso di potere e vanno impugnati legalmente.

  • Inviare raccomandate ai sindaci: queste sono, ora più che mai, figure cruciali. Come sappiamo da sempre nella logica dell’Obiezione attiva, il sindaco va coinvolto nella vostra corrispondenza con l’ASL in quanto va reso CONSAPEVOLE e INFORMATO delle questioni che sollevate e riceve anche in tal modo una VISIONE diversa sull’argomento [http://www.comilva.org/il-primo-passo/].
    In questo momento di contingenza è anche opportuno inviare al sindaco – come singoli o come gruppi di genitori – una Lettera Raccomandata pe
    r il suo coinvolgimento diretto nel farsi carico della “polis” e quindi del benessere e della crescita di TUTTI i suoi cittadini, senza discriminazione e ghettizzazione alcuna, soprattutto in totale assenza di situazioni di emergenza.
    Lo scopo è quello di organizzare in breve tempo incontri continui sul territorio con i Sindaci e le Autorità comunali preposte, le scuole e gli istituti.
    Potete trovare materiale utile nella sezione dedicata alle azioni verso il Sindaco
    .
    Accompagnare sempre le proprie comunicazioni con documentazione utile a supporto, ovvero articoli di interesse, lavori svolti dalle associ
    azioni (ad es. i documenti presentati alle istituzioni durante i lavori delle commissioni) e che trovare nei siti ufficiali. Servono ad approfondire l’argomento e renderlo oggettivo, al di là di ogni speculazione mediatica, slogan o ripetizione ossessiva di concetti fuorvianti come l’immunità di gregge o il senso diffuso del pericolo di malattie infettive che seguono il loro corso normale, periodicamente, da sempre.
    Tutto questo carico epis
    tolare e relativo all’Obiezione PRATICATA, servirà appunto per la tutela in sede scolastica e per le comunità infantili. Al momento servirà a fare in modo che i Sindaci AL PIU’ PRESTO prendano atto che nel loro territorio c’è una larghissima fetta di cittadini che protestano e che si presenteranno nelle strutture per reclamare i propri diritti costituzionali.
    Parimenti hanno preso contatto con noi Scuole, Asili, Direttori, Insegnanti, Educatori … per praticare anch’essi una forma di OBIEZIONE, cosa peraltro possibile: su questo ci stiamo lavorando. Questa categoria è veramente l’anello debole della catena e rappresenta al tempo stesso una grande RISORSA per allargare il concetto di OBIEZIONE ATTIVA a tutto il sistema che la legge 119/2017 vorrebbe invece ingessare ai propri principi fallaci.

 

COSA NON DOBBIAMO FARE …

  • RITIRARE i bimbi per portarli in altre comunità infantili. DOBBIAMO INVECE PRESENTARCI NEGLI ASILI NEI NIDI, pretendendo con serenità l’ingresso poiché già iscritti, ed anche perché la nuova normativa MANCA totalmente della parte esecutiva (la materiale apprensione del minore NON è consentita). Il presentarsi è fondamentale. Potrà essere scomodo, ma sarà risolutivo.
  • Pagare le sanzioni. Prima del ricorso all’Autorità giudiziaria, presumibilmente il GDP, vi è la immancabile e spesso proficua fase del Ricorso Gerarchico, con scritti difensivi e la fondamentale possibilità di essere sentiti (audizione). Poi dopo, se esce l’Ordinanza Ingiunzione, ci sarà il ricorso al Giudice.
  • IN NESSUN CASO CONSIGLIAMO DI AUTOCERTIFICARE IL FALSO IN QUANTO CIO’ COSTITUISCE UN ILLECITO PENALE, UN VERO E PROPRIO REATO.

ASSISTENZA LEGALE
In questa fase non avete la necessità di assistenza legale. Il materiale a vostra disposizione nella sezione riservata ai soci e il vostro referente di zona sono un supporto più che sufficiente per gestire il rapporto con l’azienda sanitaria e/o il pediatra, la scuola e le istituzioni. Certamente è una fase che va ben preparata e portata a consapevolezza perché affronterete, con buona probabilità, medici o funzionari che contrasteranno la vostra posizione con forza. Voi dovrete quindi essere FORTI del vostro status di genitori esercenti la Responsabilità Genitoriale e consapevoli della vostra posizione.

I CASI PARTICOLARI

  1. LIGURIA: anche la regione Liguria ha adottato una procedura concordata con il gruppo Libera Scelta Liguria (LSL), a seguito di un incontro tenutosi in Regione alla presenza dell’assessore Sonia Viale, ha rilasciato un comunicato con il quale garantisce che a settembre TUTTI i bambini, compresi quelli della fascia di età 0-6 anni, entreranno negli asili e nelle scuole. Nel comunicato viene esplicitato quanto segue:
    La modalità è la seguente: le famiglie liguri riceveranno a partire dal 25 Agosto al il proprio domicilio una lettera relativa a ciascun bambino, che rimanderà ad un appuntamento negli uffici della ASL di appartenenza per un colloquio volto alla valutazione della posizione vaccinale del minore, a possibili requisiti per esoneri, ad un necessario e fondamentale confronto informativo di approfondimento sulla pratica vaccinale. È fondamentale che sia chiara la differenza fra questa lettera e lettere simili proposte in altre regioni: se nelle altre regioni la lettera ha come unica finalità “la vaccinazione”, la lettera della Liguria ha anche come finalità “la valutazione della posizione vaccinale”. Pertanto la firma per accettazione da apporre su tale lettera avrà la sola valenza di confermare la prenotazione di colloquio ricevuta”, … Quindi in questa regione la prima parte, relativa alla prenotazione e alla trasmissione dell’autocertificazione è integrata nel sistema gestionale adottato dalla Regione (che prevede l’invio a casa di lettera di prenotazione colloquio per valutazione vaccinale). Poi una volta avvenuto questo primo colloquio si avvierà obiezione di coscienza classica Comilva salvo diverse disposizioni che valuteremo in caso di eventuali sviluppi nelle iniziative della Regione stessa.
  2. EMILIA ROMAGNA:  in Emila Romagna la procedura è stata semplificata e già alcune scuole informano le famiglie che non dovranno presentare alcuna autocertificazione per 0-6, ma solo copia dell’appuntamento per la vaccinazione inviata dalle ASL alle famiglie in questi prossimi giorni. Suggeriamo alle famiglie di seguire in ogni caso le nostre indicazioni e trasmettere quindi la richiesta di appuntamento all’asl ed eventualmente l’autocertificazione “atipica”.
  3. PUGLIA: il 21 agosto apprendiamo dalla stampa (http://www.quotidianodipuglia.it/regione/vaccini_obbligatori_la_svolta_nulla_da_presentare_a_scuola-2625184.html) che la regione ha deciso di adottare una linea diversa e intende “… sollevare le famiglie dagli obblighi di attestazione dell’avvenuta vaccinazione o prenotazione», questa la ratio che Ruscitti mette in evidenza e che rappresenta una svolta importante …”. Vi daremo altri aggiornamenti appena disponibili, anche attraverso i comunicati ufficiali.
  4. Anche in TOSCANA pare abbiano messo in atto la semplificazione: http://www.orizzontescuola.it/vaccini-toscana-procedura-semplificata-gia-201718-scuole-trasmettono-elenchi-iscritti-alle-asl/ Appena avremo dettagli vi faremo sapere.

La scuola dell’obbligo, 6-16 anni

FASCIA 6-16 – adempimenti secondo il DL 73/2017 come modificato dalla L 119/2017

Lo stato Vaccinale è IRRILEVANTE ai fini della FREQUENZA scolastica

  1. La NORMA stabilisce che i genitori consegnino a scuola entro il 31 ottobre
    • Documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni (copia libretto vaccinale o certificato vaccinale o attestazione della ASL)
    • Esonero, omissione o il differimento per avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, che vanno attestati dal medico;
    • Presentazione di formale richiesta di vaccinazione all’ASL
    • In alternativa ai documenti di cui al punto a) si può presentare autocertificazione, ed entro il 10 marzo 2018 bisognerà produrre copia libretto o certificato o attestazione ASL.
  2. Cosa accade se il 31 ottobre non si presenta nulla?
    • Nei dieci giorni successivi alla scadenza la scuola avviserà l’ASL, la quale effettuerà le verifiche del caso e contatterà la famiglia per dare inizio al percorso di “recupero dei non vaccinati” (quindi con lettere, inviti a colloquio, telefonate e con il coinvolgimento del pediatra di libera scelta o del medico di medicina generale che segue il bambino)
    • Nessuna conseguenza per la frequenza scolastica.
  3. A questo punto l’interlocutore unico diventa l’ASL e si può iniziare l’iter di obiezione.

COME AGIRE QUINDI: dipende dai genitori se presentare la documentazione relativa ad eventuali vaccini o immunizzazioni o se lasciare che sia l’ASL ad effettuare le verifiche del caso. Ha certamente senso, in una più ampia ottica di obiezione attiva, rispettare la norma, anche se la questione è irrilevante ai fini pratici della frequenza scolastica.

Quel che è certo è che, a fronte di un invito da parte dell’ASL ad un colloquio o alla vaccinazione, è bene che i genitori rispondano sempre, iniziando da subito una corrispondenza utile per l’esercizio dell’obiezione attiva. Cosa e come rispondere dipenderà dalle circostanze.

SE SI DECIDE DI PRODURRE DOCUMENTAZIONE (opzione consigliata):

  • Se il bambino è in regola con la vaccinazione: utilizzare autocertificazione insieme a copia dei documenti di identità dei genitori;
  • Se il bambino ha un certificato di esonero/omissione/differimento: presentare copia della certificazione insieme a copia dei documenti di identità dei genitori;
  • Se il bambino non è stato vaccinato in tutto o in parte, può essere immunizzato naturalmente o meno verso alcune malattie infettive per cui sono previste le attuali vaccinazioni obbligatorie, consigliamo di NON gestire questa situazione con la scuola ma di rimandare la discussione in sede ASL al momento opportuno. Per la scuola basterà la prenotazione inviata all’ASL (certificata da PEC o ricevuta di ritorno della raccomandata). Potete usare i modelli disponibili di seguito che sono consigliati per:

Se si è ricevuta una convocazione con appuntamento per la vaccinazione in data antecedente al 31/10 consigliamo di inviare subito alla ASL la Lettera_Richiesta_Informazioni_Generica_1_R2 e di presentare a scuola copia di questa lettera.
Se l’appuntamento per la vaccinazione è in data posteriore al 31/10, alla scuola presentiamo la convocazione ASL.

SE SI DECIDE DI NON PRESENTARE NULLA (opzione non consigliata):

  • Se la decisione de genitori è quella di non presentare nulla alla scuola, a prescindere dallo stato vaccinale e sierologico, raccomandiamo in ogni caso di raccogliere tutta la documentazione utile ad attestare le condizioni attuali perché in sede di determinazione della sanzione l’aver sviluppato anticorpi può ridurne l’importo.

LA QUESTIONE DEI 16 ANNI: ci sono molte discussioni e interpretazioni sul limite dei 16 anni, se questo limite è da ritenersi estendibile ai successivi 364 giorni come sostiene la circolare del Ministero della Salute (Secondo Ranieri Guerra), cioè fino alla soglia del compimento del 17° anno. Questa interpretazione non è sostenibile in quanto la legge parla molto chiaro: all’art. 1, comma 1-bis recita … “per i minori di eta’ compresa tra zero e sedici anni” … ponendo quindi i limiti chiaramente all’anno zero (la nascita) e al compimento del 16° anno. Dal giorno successivo al compimento del 16° anno si inizia ad entrare nell’anno successivo, al di fuori dei limiti previsti dalla legge.

QUESTIONE PRIVACY: a tutela della privacy per i dati conferiti in questo iter alla scuola o anche nel caso siano emersi comportamenti lesivi della privacy da parte del Dirigente Scolastico e/o dagli Insegnanti e/o in generale dal personale scolastico, è consigliabile inviare successivamente la lettera di diffida “Segnalazione URGENTE in materia di protezione dei dati personali sensibili sanitari”.

Sono a disposizione dei soci due possibili diffide che possono essere utilizzate a seconda dei casi: si veda al proposito la pagina http://www.comilva.org/scuola-dl-732017/#privacy.

Le lettere disponibili:

RICORDIAMO CHE per le mancate vaccinazioni (e quindi a prescindere dalla frequenza scolastica) verranno comminate sanzioni amministrative da 100 a 500 euro.

La tutela dei dati sanitari sensibili, delle Libertà dall’indottrinamento culturale, della Franchigia post vaccinale.

PREMESSA

Dal momento che le istituzioni con le quali ci troviamo ad interagire sulle queste tematiche (non prive di criticità) non costituiscono un nostro “nemico” ma sono esse stesse coinvolte “loro malgrado fino a prova contraria” nel medesimo problema, è opportuno premurarsi di far precedere all’invio delle nostre raccomandate – o quantomeno in un tempo ragionevolmente breve dallo stesso – un colloquio disteso e informale con l’interlocutore che andremo a chiamare in causa con le stesse.

Se escludiamo taluni comportamenti preconcetti nei nostri confronti da parte di alcuni funzionari di ASL e dirigenti scolastici particolarmente agguerriti (purtroppo alimentati da campagne di disinformazione permanente), non ha senso parlare di “nemici”: noi non siamo nemici di nessuno e tanto meno desideriamo che altri lo siano per noi.

Questo dà modo di spiegare i motivi delle nostre istanze e dà contestualmente occasione al nostro interlocutore – sindaco, dirigente scolastico o chicchessia – di porsi in nostro ascolto senza i pregiudizi che potrebbero facilmente essere generati dal ricevere una lettera formale senza precognizione di causa. Questo impegno ha doppia valenza: quella privata di tutela della propria personale situazione e quella civica di adoperarsi per diffondere la consapevolezza sulla tematica comune.

VERSO LA SCUOLA:
NO AL TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI NELLE SCUOLE, INCLUSA LA TRASMISSIONE DEI DATI STESSI VERSO LE ASL

OGGETTO: Segnalazione URGENTE in materia di protezione dei dati personali sensibili sanitari (D.lgs. 196/2003 e ss. mm. e ii. – Autorizzazione n. 365/2017 del Garante per la Privacy del 01.09.2017) riguardo la documentazione di cui all’art. 3, comma 1, D.L. 73/2017 convertito in L.119/2017 già consegnatavi

Qui di seguito trovate due lettere che tutelarsi verso l’uso improprio dei dati sensibili che avete in qualche modo comunicato alla scuola con la documentazione presentata ai sensi della L. 199/2017.

Entrambe queste lettere sono state validate da legali esperti in materia di tutela della privacy, in particolare la Lettera Privacy Scuole N. 1 è in uso già dal mese di settembre 2017. La scelta su uno o l’altro modello dovrebbe avvenire in base al rapporto instaurato con il proprio dirigente scolastico.

La Lettera Privacy Scuole N. 1 vuole essere, in ultima analisi, un invito alla scuola a riservare una particolare attenzione alla gestione dei dati sensibili. Quindi è una tutela anche per la scuola e i suoi dirigenti, a tutti gli effetti.

Il modello proposto con la Lettera Privacy Scuole N. 2 è particolarmente indirizzato al dirigente scolastico che agisce solo in base alle CIRCOLARI MINISTERIALI, anche mediante sue proprie iniziative e interpretazioni preconcette se non ideologiche di carattere PUNITIVO verso quelli che lui identifica come genitori NO-VAX, quindi da segnalare al più presto all’ASL per un pronto recupero …

Vi consigliamo di consegnarlo (quelle che sceglierete come più idoneo al vostro caso) solo SUCCESSIVAMENTE all’accettazione da parte della scuola della copia della raccomandata (o PEC) inviata alla ASL e contenente la prenotazione dell’appuntamento per l’eventuale vaccinazione e/o altri documenti correlati per l’accesso alla comunità infantile o per le procedure previste anche per la scuola nella fascia 0-16.

VERSO L’ASL:
NO ALLA COMUNICAZIONE DI DATI SENSIBILI DALL’ASL ALLE SCUOLE

OGGETTO: Segnalazione URGENTE in materia di protezione dei dati personali sensibili sanitari (D.lgs. 196/2003 e ss. mm. e ii. – Autorizzazione n. 2/2016 del Garante per la Privacy del 15 dicembre 2016 – Autorizzazione n. 365/2017 del Garante per la Privacy del 01 settembre 2017) e comunicazione diniego al trattamento dei dati personali relativi a soggetto minore ex D.lgs. 196/2013 e ss. mm. e ii., inclusa comunicazione dati sanitari dall’Asl a Scuole e/o Servizi educativi e/o altri per scopi non istituzionali

La seconda lettera da far partire è quella rivolta all’ASL, sempre per la tutela della privacy in merito ai dati personali sensibili che gestisce da sempre e che gestirà in seguito ai colloqui o alla corrispondenza che intercorrerà nei prossimi mesi. Questa lettera ha lo scopo di bloccare ogni trasmissione di dati sensibili dalla ASL alle scuole: questo flusso di informazioni NON E’ al momento AUTORIZZATO.

Va inviata all’ASL dopo l’invio della lettera di prenotazione dell’appuntamento per l’eventuale vaccinazione o, se trascorso del tempo da questa, a fronte della lettera di richiesta informazioni o delle lettere successive di corrispondenza, prima dell’esito finale di questa e dell’eventuale invio della sanzione.

VERSO LA SCUOLA:
NO ALL’INDOTTRINAMENTO CULTURALE

OGGETTO: diniego ad attività informative in materia di prevenzione sanitaria e vaccinazioni

Si tratta di una diffida verso la scuola per tutto quello che riguarda attività formative in materia di prevenzione ai sensi del comma 2 dell’art. 2 del D.L. 73/2017 convertito in L.119/2017, che prevede per l’anno scolastico 2017/2018 l’avvio di iniziative di educazione sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni. Come ben sappiamo si stanno avviando programmi di formazione nelle scuole sul tema vaccinale per diffondere la cultura vaccinale nella forma del “PENSIERO UNICO”, mettendo all’indice ogni approccio critico alla materia e, soprattutto, promulgando l’emarginazione di chi decide di non scegliere questa profilassi. Qui mettiamo in evidenza il rifiuto ad una forma errata e pericolosa di comunicazione, sia per i contenuti che per le modalità di somministrazione, modalità che hanno aspetti molto preoccupanti nel richiamarsi a metodologie da regime totalitario.

Da inviare agli inizi dell’anno scolastico preferibilmente o, in subordine, nel momento in cui si ha consapevolezza della programmazione di tali iniziative all’interno della scuola.

VERSO TUTTI GLI ENTI PUBBLICI COINVOLTI:
RISPETTO DELLA FRANCHIGIA POST VACCINALE CON VIRUS VIVI ATTENUATI

OGGETTO: pericolo per la salute pubblica in conseguenza di possibili recrudescenze virali

La legge 119/2017, impositiva di un trattamento sanitario viene dichiarata non incompatibile con l’art. 32 della Costituzione se il trattamento è diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri!!! Ci chiediamo, allora, se i soggetti vaccinati con vaccini a base di virus vivi attenuati siano stati allertati sulla assoluta necessità della “quarantena”, e se e quali misure si intendano prendere per evitare contagi!

La prevenzione dovrebbe di certo considerare questi reali pericoli di contagio e, a maggior ragione, si dovrebbero prevedere norme operative per la tutela dei soggetti “deboli” di certo MESSI A RISCHIO non dai non vaccinati, ma proprio DAI VACCINATI!!!

E’, pertanto, di tutta evidenza che occorra predisporre indicazioni e linee guida per scongiurare o ridurre al minimo il rischio derivante dall’accesso disinformato alle scuole di ogni ordine e grado a tutti coloro che siano stati sottoposti a vaccinazioni con “virus attenuato vivo” informando e chiedendo il rispetto della “franchigia” così come prevista nelle indicazioni tecniche dei relativi prodotti, ciò al fine di evitare la possibile trasmissione di patologie e la eventuale diffusione di epidemie.

Da inviare agli indirizzi indicati nel facsimile all’inizio dell’anno scolastico o, in subordine, in ogni momento utile successivo. E’ possibile anche ampliare il panorama dei destinatari coinvolgendo l’Assessore regionale alla Salute e l’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione.

 La contestazione dei documenti che presentiamo come requisito di accesso alla scuola, normativa: cosa fare!
Alcuni dirigenti e funzionari di scuola che hanno una scarsa o nulla conoscenza dei requisiti di accesso alla scuola previsti dalla L. 119/17 (e ribaditi dalle successive circolari già citate in questa pagina) o che sono ”istruiti” in un certo modo, potrebbero rifiutare i documenti che presentate e che sono redatti sui modelli che vi mettiamo a disposizione in questa pagina.
Oltre a ribadire che questi modelli sono perfettamente idonei, avete qui a disposizione anche un autorevole parere legale da presentare ai vostri interlocutori (dirigenti e funzionari della scuola …) per rafforzare la vostra posizione e far comprendere che voi state operando nella piena legalità.
Il parere legale che potrete scaricare  potrà essere personalizzato per indirizzarlo all’istituto a cui vi state rivolgendo e anche con i vostri nomi. Questa possibilità è stata concordata con lo studio legale che ha predisposto questo prezioso documento e con il suo latore che ringraziamo vivamente a nome di tutti i soci COMILVA. Infine vi raccomandiamo – nei casi più ostici – di farvi rilasciare una dichiarazione scritta del rifiuto del documento con le relative motivazioni e/o di registrare in audio e/o video l’incontro con suddetti dirigenti e funzionari: in tal caso potete utilizzare il materiale audiovisivo come elemento di prova in eventuali contenziosi. Il documento è disponibile per i soci COMILVA.
Questa pagina contiene un estratto della L. 119/17 e delle circolari sul requisito di accesso alla scuola.