“Secondo l’autorità costituita, in questo locale sono proibiti tutti i ragionamenti” Fontamara, Ignazio Silone.

“Secondo l’autorità costituita, in questo locale sono proibiti tutti i ragionamenti”

di Lucia D’Augelli, Presidente Comilva Puglia ONLUS

EthicsPiccola premessa: chi non è mai stato in uno studio televisivo per difendere i diritti dei cittadini non sa a cosa va incontro. A tutto si è preparati meno alla negazione della verità. Di fronte a questa modalità di approccio neanche Superman riuscirebbe a vincere. Per noi, poveri mortali, la menzogna è come la criptonite: ci toglie ogni energia e forza per lottare. Con il senno del poi a tutti potrebbe venire in mente di pensare. ” Ah ma se c’ero io là, a Rai Uno o Due o Tre, avrei saputo rispondere a dovere, li avrei fatti fuori, a piangere nei corridoi li avrei mandati.”

Con il senno del poi.

Ma con il senno di adesso lo scenario è notevolmente diverso. Dalla mia umile esperienza ho compreso che questi non sono spazi adatti per dire la verità, perchè alla verità viene tolta ogni possibilità di difendersi, di elevarsi pura e luminosa per quella che è. Gli amici del Comilva pubblicheranno tutti i dati relativi a quanto è stato indegnamente negato e omesso. I medici che vanno in tv a pubblicizzare il prodotto vaccini (ne paghi uno e ne prendi 36) sono convinti che i genitori sono incapaci di comprendere i dati che noi forniamo. Lasciamoli crogiolarsi in questa convinzione. Contribuiscono ad aumentare la stima e la fiducia che abbiamo nei loro confronti.

Pensate che il Dott. Laforgia neanche sapeva che la neomicina è un antibiotico http://it.wikipedia.org/wiki/Neomicina, ma è sicuro che tutti i vaccini non hanno controindicazioni e effetti indesiderati. Beato lui, questa incrollabile fiducia nel trattamento sanitario più controverso del secolo!

Mai avrei pensato di difendere, a denti stretti, una verità istituzionale documentata e registrata. Mai avrei immaginato di trovarmi di fronte a medici incapaci di relazionarsi, con garbo e rispetto, con i cittadini. Di fronte alla Legge siamo tutti uguali, eppure c’è chi crede di sedere su gradini più alti per urlare ed offendere, al posto di informare e accogliere.

La convenzione di Oviedo ha saputo ben individuare e custodire il diritto alla dignità di ciascuno di noi, assicurando chiarezza e trasparenza all’informativa sanitaria. Partendo da questo luminoso documento mi viene da chiedere che fine ha fatto l’etica, la deontologia, il profilo umano e la professionalità. In un angusto spazio televisivo si è parlato di vaccinazioni usando lo stesso linguaggio degli spot pubblicitari, se l’intento era quello di trasformare un’opportunità di dialogo in una rissa da bar, ci sono riusciti egregiamente. Le aspettative di chi si è collegato per dissipare dubbi e perplessità, sono state brillantemente disattese, come sempre!

Guardavo sconcertata, inanimato fra le mie mani, il documento ministeriale sulle controindicazioni dei vaccini. Pensavo: “La Dott.ssa Germinario e il Dott. Laforgia non conoscono questo documento, non sanno che esiste” Come è possibile? Come può accadere tutto questo? Se il neonato è allergico all’antibiotico contenuto nell’esavalente non può essere vaccinato. Il rischio è quello di incorrere in una grave reazione allergica, shock anafilattico! Se il bambino ha avuto gravi reazioni alle precedenti vaccinazioni deve sospendere il ciclo vaccinale. Se il neonato è affetto da malattie neurologiche in evoluzioni o malattie congenite del sistema immunitario non verrà sottoposto alla profilassi di routine. http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=644…
Queste raccomandazioni non sono minuzie, non sono dettagli secondari. Un’anamnesi approfondita, test predittivi e vaccinazione in ambiente protetto potrebbero scongiurare il rischio. Perché sottrarre informazioni cosi “vitali” ai genitori?

Andare in tv e raccontare la favoletta che nelle asl ci sono igienisti che informano sulle tematiche vaccinali non corrisponde al vero. Ne devono rispondere direttamente ai cittadini a cui è stato negato il diritto all’informativa.

Una indagine a cura del Censis, presentata al senato nei giorni scorsi, ha fotografato la cultura delle vaccinazioni dei genitori. E’ emerso che solo il 5,6% è stato in grado di indicare che, allo stato attuale, in Italia le vaccinazioni obbligatorie sono quattro e quali sono. Tanti hanno dichiarato che avrebbero voluto saperne di più, altri che non sono stati informati sui rischi dei vaccini.Il messaggio dell’indagine è chiaro a tutti meno che ai dirigenti delle asl. Non informano sui rischi e le complicanze dei vaccini, violando l’art 7 della legge 210/92, non forniscono le schede tecniche dei vaccini, omettono le controindicazioni ministeriali, non fanno il minimo accenno agli effetti indesiderati e alle reazioni avverse. Negano l’esistenza dei danneggiati dai vaccini, sebbene vi sia una legge, 210/92, che ne regola gli indennizzi. Non danno ascolto e conforto a chi ha visto spegnere, e per sempre, una luce negli occhi dei propri figli.

Non sarà una propaganda televisiva a censurare e imbavagliare la vera informativa. La verità sa trovare i canali giusti per arrivare al cuore della gente. Continueremo a fornire le informazioni come abbiamo sempre fatto, con i dati e i documenti alla mano, con onestà culturale, con intenti comunitari e non personali. Hanno l’abitudine di rivolgersi a noi usando un contenitore dove è possibile ficcarci di tutto: talebani, ignoranti, esseri disgustosi, antivaccinisti, degeneri, indottrinati, setta, ciarlatani e fattucchiere. Bene, non vi è modalità, più chiara di questa, per stornare responsabilità sanitarie su chi non ha colpe.

Noi siamo genitori, siamo una forza reale, coesa e fattiva. Ci battiamo per il diritto all’informativa sanitaria, per il diritto alla libertà di pensiero di espressione e di scelta. Il Piano Nazionale Vaccini, puntualizza ogni anno a partire dal 2007, tutti gli aspetti critici delle vaccinazioni di massa e delle politiche vaccinali. Su questo piano di confronto noi ci saremo sempre, poiché il superamento di tali criticità rappresenta la garanzie di innocuità dei vaccini.

Le urla, le offese, le aggressioni verbali le lasciamo ai “veri” professionisti, agli angusti spazi di uno studio televisivo!

Lucia D’Augelli
Presidente Comilva Puglia Onlus