UNA STRADA IN SALITA ?

Quando i genitori si trovano ad affrontare un danno da vaccino, oltre alla gestione del quotidiano che diventa in moltissimi casi molto complicato, si trovano di fronte ad un percorso ad ostacoli, dove tutto e tutti giocano a loro sfavore, nel malcelato tentativo di dissuaderli da ogni e qualsiasi tentativo di cercare giustizia. Troppe sono le famiglie che desistono perchè messe di fronte ad un mostro senza testa, per affrontare il quale devono superare tutte le pastoie burocratiche che purtroppo in questi casi diventano ancor più condizionanti, senza contare l’impegno necessario e che coinvolge, oltre agli aspetti squisitamente economici , quelli di tempo e soprattutto quelli emotivi. Alcuni però, facendo appello a tutta la loro perseveranza, determinatezza e – anche – testardaggine, hanno iniziato questo cammino.

Questo è il racconto di una di queste mamme.


 

Ciao a tutti, sono una mamma la cui figlia è stata danneggiata da un vaccino.

Volevo raccontarvi quello che mi è successo oggi, giorno per me molto importante pieno di emozioni contrastanti, perchè dopo quattro lunghi anni ho finalmente protocollato l’istanza per la Legge 210/92, percorso sicuramente in salita, irto e faticoso ma  doveroso nei confronti di mia figlia e anche di tutti i bimbi danneggiati.

Volevo porre la vostra attenzione sul colloquio che ho avuto oggi con il medico perseveranzaresponsabile dell’ufficio della Legge 210. L’ho contattato telefonicamente per chiedere l’esatta procedura per protocollare l’istanza, visto che abito un pò distante dalla città ma anche perchè mi era stato detto che l’ufficio era in una sede mentre il protocollo generale nell’altra.

Quindi, chiamo e dico subito al medico “Dovrei protocollare un’istanza per la 210 mi dice la procedura esatta?” e il medico “Mi scusi ma mi dice per cosa le serve?” io “Mia figlia ha subito un danno da vaccino e dovrei iniziare l’iter”  il medico “Ma l’eventuale vaccino incriminato era obbligatorio o facoltativo? Perchè se è facoltativo si può risparmiare il viaggio poichè la legge non prevede risarcimenti”  Io, “E’ facoltativo ma presento l’istanza ugualmente, perchè a me non risulta quello che lei dice anzi, so di sentenze che affermano il contrario!” Allora il medico, “Signora il suo tono mi sembra alquanto indisponente, senta, perchè non passa dall’ufficio così verifico se ha tutta la documentazione necessaria, ad esempio sono convinto che le manchi il libretto vaccinale timbrato dall’US, che non ci siano i documenti di riconoscimento e i certificati di nascita, che manchi la cartella clinica ” ed io “E’ il suo atteggiamento che mi rende tale, comunque ho tutta la documentazione che le serve, anche perchè sono seguita da un legale, ed è naturale che abbia le cartelle cliniche, e avrà modo di analizzare la documentazione non appena arriverà nel suo ufficio”. Il medico, “Sono sicuro che la diagnosi di sua figlia sia il famoso  Autismo“, ed io “Senta questo non è il luogo per iniziare un contraddittorio, mia figlia non ha l’autismo e se il mio tono è indisponente  è perchè il suo è un atteggiamento alquanto fuorviante, mi recherò in giornata stessa a protocollare il tutto, aspetto vostra convocazione, buona giornata!”.

Scusate se mi sono dilungata ma se questa è la realtà delle nostre Aziende Sanitarie, il mio pensiero va a quelle povere famiglie che si trovano davanti a questi Medici /Responsabili degli uffici preposti, senza alcuna preparazione e  che non avendo alle spalle una realtà forte come il Comilva potrebbero anche desistere dal chiedere giustizia per i propri figli.

Oggi ho subito puro terrorismo psicologico al telefono, e non oso pensare cosa mi avrebbe detto di persona, ecco perché molti genitori desistono, iniziando dalle segnalazioni di evento avverso spesso sminuite, mai effettuate, dove alcuni medici cercano in tutti modi di insabbiare e di non effettuare. Genitori che come me davanti all’evidenza (mia figlia non deambulava più),  si sono sentiti dire “Lei è una mamma esagerata, e il vaccino non c’entra!”.

Molti desistono perchè non hanno la forza, la capacità e anche i mezzi economici, (perché ti fanno credere che se ti metti contro le case farmaceutiche ti puoi vendere la casa), molti invece, sono più tenaci o semplicemente incontrano le persone giuste e parlo della mia esperienza,  perché dopo aver brancolato tre anni nel buio, dopo aver consultato tre legali , medici, dopo che nessuno mi ha mai parlato della Legge 210/92, arrivo al Comilva e improvvisamente, senti e sai di non essere solo e da lì inizia il cambiamento, riaffiora la voglia di lottare non solo per te e per tua figlia ma per tutte le famiglie e i bambini danneggiati, perché nessun genitore  deve più sentire quel senso di abbandono e quella rabbia perchè  teme di non poter dare giustizia e dignità al proprio figlio.

 

Da una mamma che non si arrende