VACCINAZIONI MATERNE

Dr. Edward Yazbak, Associazione Americana di Pediatria, dicembre 1999

VACCINAZIONI MATERNE

Abstract20 bambini su 25, le cui madri avevano ricevuto una dose di mantenimento del vaccino della rosolia o del triplo vaccino MPR (Morbillo- Parotite- Rosolia) nel periodo a ridosso del concepimento o subito dopo il parto, hanno avuto gravi reazioni alle vaccinazioni MPR con successiva diagnosi di autismo. I responsabili sanitari dovrebbero spiegare alle madri che la trasmissione al neonato del virus della rosolia (che è presente in forma attenuata nel vaccino) attraverso il latte materno è stata documentata da numerosi ricercatori (‘Epidemiology and Prevention of Vaccine-Preventable Diseases’, Centre Disease Control, 5th edition, gennaio 1999, p. 185). In seguito a questi riscontri, la pratica medica della vaccinazione di madri post-parto dovrebbe essere riesaminata.

DESCRIZIONE DEI CASI CLINICI

Caso n. 1: La madre ricevette il triplo vaccino Morbillo- Parotite- Rosolia (MPR) nel 1994, poche ore dopo il parto. Non aveva avuto aborti prima del 1994 e da allora la donna ne ha avuti tre. Il bambino non mostrò nessuna anomalia fino ai 13 mesi di età, quando gli fu somministrato la prima dose di vaccino MPR. I sintomi autistici furono notati 1-2 mesi dopo. Sia la madre che la zia materna sono rimaste comunque suscettibili alla rosolia, nonostante numerose vaccinazioni ripetute.

Caso n. 2: La madre aveva ricevuto dosi di mantenimento del triplo vaccino MPR nel 1983 e nel 1991, quindi ne ricevette un’altra nel 1993, 4 ore dopo il parto. Il bambino, fu allattato dalla madre senza problemi e stette bene fino all’età di 15 mesi, quando gli fu somministrato il vaccino MPR. Entro un mese ebbe problemi gastrointestinali e iniziò a sviluppare sintomi che portarono alla diagnosi di autismo.

Caso n. 3: Madre che aveva avuto morbillo e parotite da bambina. Ricevette perciò solo il vaccino della rosolia nel 1985, due giorni dopo il parto. Non poté allattare il bambino perché egli aveva labbra e palato leporini. Il bambino ricevette la prima dose di vaccino MPR all’età di 15 mesi. A seguito di ciò comparvero sintomi autistici che andarono via via peggiorando, fino a diventare la sindrome molto grave. Il bambino è risultato positivo al test Myelin Basic Protein Antibody (antigeni delle proteine di base della mielina). Una bambina nata successivamente è rimasta normale anche dopo le vaccinazioni.

Caso n. 4: Madre che aveva ricevuto da giovane due dosi di mantenimento del vaccino MPR. Le fu somministrato di nuovo il vaccino della rosolia subito dopo il parto. Ha recentemente sviluppato asma e problemi immunitari. Il bambino, che ora ha 18 mesi, viene ancora allattato, ha allergie, otiti ricorrenti, ma nessun sintomo di autismo fino ad ora.

Caso n. 5: Madre, che ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR nel 1989, poco dopo la nascita della terza figlia. La bambina non è autistica ma ha otiti ricorrenti. La madre ha avuto due successivi aborti, uno a 12 settimane nel dicembre 1996 ed un altro a 14 settimane nel gennaio 1999. Precedenti di disfunzioni immunitarie nella famiglia.

Caso n. 6: Madre che, 24 ore dopo il parto, ricevette una dose di mantenimento del triplo vaccino MPR. Il neonato ebbe un tranquillo primo periodo di vita e fu normalmente allattato dalla madre. Rimase normale fino all’età di 4 mesi, quando ricevette la seconda dose di vaccino DPT, dopo di che ebbe febbre elevata e strillò per molti giorni. Divenne quindi estremamente indifferente e difficile da stimolare, molto meno propenso all’allattamento ed iniziò ad avere riflusso gastrointestinale.
Il bambino sviluppò progressivamente movimenti atetoidi e gli fu in breve diagnosticata cerebral palsy. Egli ha oggi 13 anni. È ad uno stadio molto avanzato, ha seri problemi di comunicazione interpersonale e a volte “si astrae del tutto dal mondo e non risponde”. La vaccinazione MPR è stata posposta a causa dei suoi problemi neurologici. Un suo fratellino più giovane sta bene ed è stato vaccinato.

Caso n. 7: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino della rosolia immediatamente dopo la nascita di suo figlio, nel novembre 1989. La concentrazione di antigeni alla rosolia rimase bassa e, 3 giorni dopo il suo secondo parto, ricevette un’altra dose del vaccino. La donna ha ancora un livello basso di immunizzazione alla rosolia.
Il primo figlio fu allattato al seno per un periodo brevissimo. È stato vaccinato e sembra che sia normale. Il secondo bambino, nato il 31 maggio 1991, fu allattato al seno per un mese e ricevette tutte le vaccinazioni come previsto. All’età di 2 anni e mezzo mostrò segni di autismo. All’età di 3 anni e mezzo gli fu diagnosticata una sindrome autistica. Ha avuto enterocolite autistica ed ha prurito, mal di testa e mal di orecchi.
La sorella, nata dopo di lui, ha aprassia verbale.

Caso n. 8: Madre che ricevette la dose di mantenimento del vaccino della rosolia 8 settimane dopo il parto, nel 1983. Il bambino, allattato al seno solo per un mese, è stato vaccinato ed è normale. Il secondo figlio nacque nel 1991. Ricevette la prima dose di vaccino MPR all’età di 14 mesi, iniziò a mostrare sintomi autistici intorno all’età di 3 anni, e fu diagnosticato con Sindrome di Asperger.

Caso n. 9: La madre aveva avuto gravi reazioni al vaccino del morbillo somministratole quando aveva 5 anni. Le fu data una dose di mantenimento MPR l’11 settembre 1993, cinque giorni dopo aver partorito una bambina. La figlia, nata il 6 settembre 1993, fu allattata al seno per 5 mesi. A 16 mesi questa bambina, precedentemente molto socievole, ricevette il vaccino MPR. Nei giorni successivi al vaccino sviluppò sintomi autistici e la diagnosi seguì di li a poco. Ebbe anche sintomi di enterocolite autistica.
La sorella, nata il 20 novembre 1997, secondo la madre “ha dei sintomi autistici ma non completamente. Ha una disfunzione di coordinazione sensoria e gravi problemi di linguaggio. Ha le stesse difficoltà digestive della sorella. Non è stata vaccinata.

Caso n. 10: La madre ricevette il vaccino della rosolia due mesi dopo il parto della primogenita (20 maggio 1992), che è stata vaccinata e sta bene. Il secondo figlio nacque il 14 gennaio 1994. Fu allattato al seno per 6 mesi. Ricevette il vaccino MPR all’età di 15 mesi, nell’aprile 1995. Nel luglio del 1995 iniziò a mostrare sintomi autistici e regredì progressivamente fino alla diagnosi di autismo. È risultato positivo al test Myelin Basic Protein, ed ha una altissima concentrazione di antigeni al morbillo.
Il terzo figlio, ha 2 anni ed è normale.

Caso n. 11: La madre ricevette il vaccino della rosolia nel 1991, immediatamente dopo il parto del secondo figlio. Da allora la madre ha avuto diversi problemi di allergie. Il ragazzo fu allattato normalmente dalla madre. Era felice e gli piaceva parlare, tutto ciò fino alla vaccinazione MPR a 15 mesi. Successivamente divenne autistico e parallelamente comparvero problemi di colite ulcerosa, cattiva digestione e candidosi.
Il primo figlio, nato nel 1990, è in buona salute ed è stato vaccinato.

Caso n. 12: La madre ricevette il vaccino della rosolia qualche giorno dopo il parto. Da allora ha iniziato ad avere problemi di artrite. Il suo unico figlio, nato nel maggio 1996, ricevette latte materno per 13 mesi. Non è stato vaccinato, non mostra segni di autismo, ma ha gravi intolleranze alla maggior parte dei cibi.

Caso n. 13: La madre ricevette l’iniezione del vaccino della rosolia nel 1993, a sei settimane dal parto, durante l’allattamento. La donna ha ora 35 anni ed a seguito di quella vaccinazione sono iniziati problemi di artrite alle gambe. La figlia, nata nel maggio 1993, ha ricevuto tutte le vaccinazioni e non sembra essere autistica. Però le è stata diagnosticata sindrome di McCune Albright e ha avuto una pubertà precoce con ipertiroidismo e tumore ovarico. La sua ovaia destra è stata asportata chirurgicamente.
Una seconda figlia, nata nel giugno 94, fu diagnosticata con Kawasaki Syndrome, tre mesi dopo la vaccinazione MPR a 15 mesi, ed ora ha scarse capacità motorie.

Caso n. 14: La madre ricevette la dose di mantenimento MPR il 18 dicembre 1991, due giorni dopo la nascita della prima figlia, che allattò al seno solo per 3-4 giorni. Questa bambina è stata vaccinata e non ha problemi.
13 mesi dopo, rimase incinta una seconda volta. Il bambino fu allattato per due giorni. Ricevette il triplo vaccino MPR all’età di 12 mesi. Tra il 16° e il 20° mese di età iniziarono i sintomi, la diagnosi di autismo seguì dopo poco. A seguito della vaccinazione la madre ha sviluppato una patologia autoimmune.

Caso n. 15: La madre ebbe una dose di mantenimento del vaccino MPR nel 1993. Il suo livello di immunizzazione alla rosolia è comunque rimasto basso e le è stata data un’altra dose MPR nel 1997, subito dopo il parto della seconda figlia che, nel primo anno di vita, non sembra avere problemi dello sviluppo.
Il primo bambino, nato il 7 dicembre 1993, ha ricevuto la prima dose di MPR a 15 mesi. Egli iniziò a sviluppare sintomi di autismo all’età di 18 mesi, peggiorando progressivamente fino a che fu confermata la diagnosi di autismo. Egli non ha ricevuto la seconda dose di MPR.

Caso n. 16: La madre ricevette una dose di mantenimento del vaccino della rosolia 3 giorni dopo il suo primo parto, quello di una bambina, nata il 22 febbraio 1992, che ora sta bene. Il successivo figlio non fu allattato al seno. Ricevette la prima dose di vaccino MPR all’età di 14 mesi, la seconda all’età di 4 anni e mezzo. È autistico ed i suoi sintomi iniziarono all’età di 22 mesi.

Caso n. 17: La madre ricevette una dose di mantenimento del vaccino della rosolia pochi giorni dopo la nascita della prima figlia (5 aprile 1993). Questa bambina è stata vaccinata e sta bene. Il successivo bambino, nato il 19 ottobre 1994, non è stato allattato al seno. Fu vaccinato a 18 mesi con MPR. I genitori notarono insoliti sintomi che iniziarono all’età di 20 mesi. Il bambino è ora stato diagnosticato avente una grave e generalizzata sindrome dello sviluppo (PDD-NOS, Pervasive Development Disease/ Not Otherwise Specified). La terza figlia, nata il 28 luglio 1997, sta bene ed è stata vaccinata.

Caso n. 18: La madre ricevette il vaccino della rosolia poco dopo il parto del figlio, 18 febbraio 1986. Il bambino è stato diagnosticato con sindrome di Asperger.

Caso n. 19: La madre ha ricevuto una dose di mantenimento del vaccino MPR il 6 gennaio 1991, due giorni dopo la nascita del primo figlio, che non ha avuto problemi nello sviluppo e che è stato vaccinato.
Il secondo figlio, nato il 2 settembre 1992, era rimasto normale fino all’età di 18 mesi, quando ha ricevuto la prima dose del vaccino MPR. Entro due mesi iniziò a mostrare sintomi autistici e tale diagnosi fu confermata in seguito.

Caso n. 20: La madre ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR nel 1982. Nel gennaio 1991, il suo livello di immunizzazione alla rosolia era ancora basso e le fu data un’altra dose di mantenimento MPR dopo la nascita del suo primo figlio. Il bambino è stato diagnosticato con sindrome di attenzione deficitaria (Attention Deficit Disorder) ed ha dei tratti di autismo. Il suo secondo figlio ricevette la prima dose di vaccino MPR all’età di 18 mesi, e fu diagnosticato con autismo all’età di 33 mesi. Una terza figlia non ha problemi dello sviluppo ma ha allergie ed eczema.
Il livello di immunizzazione della madre alla rosolia, che si era normalizzato nel 1992, nel 1994 di nuovo si era abbassato.

Caso n. 21: La madre, che è un medico, ricevette il vaccino della rosolia immediatamente dopo la nascita del suo primo figlio nel 1989. Il bambino sembra normale dal punto di vista dello sviluppo. Il secondo figlio nato nel 1993 fu diagnosticato con autismo all’età di tre anni.

Caso n. 22: La madre ricevette il vaccino MPR poco dopo aver partorito per la prima volta. La figlia non sembra essere affetta a livello neurologico. La seconda bambina, che fu concepita otto mesi dalla vaccinazione della madre, mostrò sintomi autistici prima del suo primo anno di età e la diagnosi di autismo è arrivata di seguito.

Caso n. 23: Il livello di antigeni alla rosolia della madre durante la sua prima gravidanza era di 9.2. Ebbe un parto prematuro il 1 ottobre 1993 e, siccome il livello di immunizzazione alla rosolia era inferiore a 10, fu sottoposta due giorni dopo ad una dose di mantenimento MPR. La bambina non ha avuto ritardi o problemi nello sviluppo.Una seconda figlia nacque prematuramente di 4 settimane, il 15 gennaio 1996. Fu allattata al seno per 6 mesi. Diceva qualche parola prima del suo primo compleanno. Il 20 gennaio 1997 ricevette i vaccini MPR, HIB e Varicella. All’età di 18 mesi iniziò a sviluppare gravi problemi comportamentali ed allo stesso tempo perse le capacità di linguaggio che aveva acquistato fino ad allora. La diagnosi di autismo fu confermata nell’ottobre 1998.

Caso n. 24: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino della rosolia il 15 agosto 1989, meno di 24 ore dalla nascita del suo primo figlio. Il bambino non fu allattato con latte materno. Nel primo anno di vita ebbe riflusso gastrointestinale, problemi di costipazione ma non problemi di sviluppo. A 15 mesi ricevette il triplo vaccino MPR. Comparvero sintomi autistici e la regressione fu rapida. Prima dei 18 mesi di età aveva perso gran parte del contatto con l’esterno, le sue capacità di linguaggio deteriorarono e fu diagnosticato autistico.
La donna ebbe in seguito una bambina che ora ha 8 anni e che è intollerante al glutine e alla caseina. Ha avuto problemi di apprendimento ed è stata diagnosticata con sindrome di attenzione deficitaria.

Caso n. 25: La madre ricevette la dose di mantenimento del vaccino della rosolia nel 1979. Il suo primo parto di una bambina risale al 1986. Nel 1992 partorì un bambino e le fu somministrata un’altra dose del vaccino della rosolia. Quest’ultimo figlio ebbe problemi di linguaggio ed altri problemi e fu diagnosticato avente la sindrome di Asperger.

DISCUSSIONE DEI RISULTATI

Sono state identificate 25 famiglie in cui le madri erano state vaccinate nel periodo post-parto. 14 madri avevano ricevuto il vaccino della rosolia e 11 quello triplo Morbillo- Parotite- Rosolia.
In 10 casi su 20, i bambini le cui madri erano state vaccinate poco dopo la nascita svilupparono autismo. In altri dieci casi, il figlio partorito prima della vaccinazione materna non fu colpito, ma al successivo figlio fu diagnosticata la sindrome autistica.
Nei casi 16 e 17, la madre vaccinata di recente non allattò il neonato e questi non sviluppò autismo, mentre lo svilupparono i figli successivi. Nei casi 3 e 24, però, non c’è stato allattamento al figlio successivamente diventato autistico e quindi la trasmissione eventuale del virus attenuato del vaccino deve essere avvenuta per contatto diretto o per altro mezzo.

Nelle famiglie descritte nei casi 4, 5, 6, 12 e 13 i bambini non diagnosticati con autismo riportano comunque insoliti problemi. In uno di questi casi, il n.6, il bambino sembra avere tendenze autistiche. In un altro il bambino non è stato sottoposto al vaccino MPR.
Il caso 9, in cui la madre aveva avuto reazioni gravi al vaccino ricevuto a 5 anni, presenta due figlie: la prima, sottoposta a vaccinazioni, sembra più affetta dall’autismo rispetto alla seconda, nata 4 anni dopo la dose di mantenimento ricevuta del vaccino della rosolia ricevuta dalla madre.
Per la maggior parte delle madri il basso problema del numero di antigeni alla rosolia continua nonostante le numerose dosi di mantenimento ricevute. Si continuano ad usare queste dosi di mantenimento in donne adulte nonostante queste non risolvano il problema, che sembra avere una componente ereditaria.
Dei bambini, le cui madri si sono vaccinate subito dopo la loro nascita e che hanno successivamente sviluppato autismo, 9 sono maschi e una femmina.

Tra i dieci casi in cui è stato il figlio successivo a sviluppare l’autismo, ci sono stati 8 maschi e due femmine.
Nelle famiglie descritte nei casi 5, 10, 13, 14, 15, 16, 17, 22, 23 ci sono i neonati, tutti di sesso femminile, le cui madri fecero ricorso a dosi di mantenimento di vaccini subito dopo il parto, e che non svilupparono sindromi autistiche. Però alcune di loro svilupparono problemi immunologici, di apprendimento o comunque insoliti. Di questi casi, il 10, 14, 16 e 17 il figlio maschio successivo fu diagnosticato con autismo. Nei casi 5 e 13 le bambine che seguirono non svilupparono autismo, mentre nei casi 22 e 23, le figlie successive ne furono colpite.


EFFETTO DI VACCINAZIONI MATERNE DURANTE LA GRAVIDANZA

Il Center for Disease Control & Prevention ed i produttori di vaccini già da molto tempo avvertono di non somministrare vaccini attenuati a donne durante la gravidanza o a ridosso del momento del concepimento.
L’ente per la salute americano CDC scrive nel manuale ufficiale “Epidemiology and Prevention of Vaccine-Preventable Diseases”, quinta edizione…  Leggi tutto…

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VACCINAZIONI MATERNE SUBITO DOPO IL PARTO

Alcune donne non riescono a sviluppare un sufficiente grado di immunizzazione alla rosolia e viene richiesto loro in vari momenti della loro età adulta, di sottoporsi a dosi di mantenimento del vaccino. È stato ipotizzato che esse abbiano un qualche problema immunitario e che questo, trasmesso ai loro figli, possa giocare un ruolo decisivo nei casi di reazioni ai vaccini.  Leggi tutto…