VACCINAZIONI MATERNE SUBITO DOPO IL PARTO

Alcune donne non riescono a sviluppare un sufficiente grado di immunizzazione alla rosolia e viene richiesto loro in vari momenti della loro età adulta, di sottoporsi a dosi di mantenimento del vaccino. È stato ipotizzato che esse abbiano un qualche problema immunitario e che questo, trasmesso ai loro figli, possa giocare un ruolo decisivo nei casi di reazioni ai vaccini.
Abbiamo visto che nel 100% dei casi, bambini le cui madri hanno ricevuto vaccini durante la gravidanza hanno sviluppato autismo. Questo suggerisce di effettuare ampi studi anche sull’effetto più generale che le vaccinazioni possono avere sull’autismo.
I genitori continuano a riportare che sintomi gastrointestinali seguono alla somministrazione del vaccino MPR nei bambini che poi diventeranno autistici pochi mesi dopo la vaccinazione; ebbene ricercatori britannici hanno dimostrato la presenza di antigeni al morbillo nell’intestino di bambini autistici
In questo studio vengono documentati i casi di 22 madri vaccinate subito dopo il parto o anche nel periodo precedente al concepimento. Ognuna di queste madri ha avuto almeno un figlio autistico.

DESCRIZIONE DEI CASI CLINICI

Caso n. 1: La madre partorì per la prima volta nel novembre 1984 e le fu dato il vaccino della rosolia pochi giorni dopo. Non ci fu allattamento materno e la bambina è normale.
Da allora la madre ha avuto 3 aborti prima di partorire il secondo figlio, l’8 settembre 1987. Di nuovo la madre ricevette immediatamente dopo il parto il vaccino della rosolia e questa volta poté allattare il neonato, per 4 mesi. Il bambino era felice ed in buona salute. Ricevette il primo vaccino MPR all’età di 29 mesi. Dopo qualche mese divennero evidenti problemi nel formulare un linguaggio comprensibile e successivamente fu fatta la diagnosi di autismo. La terza figlia nacque il 28 novembre 1988. La madre ricevette dopo il parto, una volta ancora, una dose di mantenimento del vaccino della rosolia ed allattò la bambina che ora è affetta da una grave dislessia, disabilità mentale e sindrome di attenzione deficitaria ed iperattività.

Caso n. 2: Madre che partorì il 30 luglio 1992 e fu sottoposta al triplo vaccino MPR entro 24 ore. Il neonato fu allattato al seno e ebbe uno sviluppò normale, fino ai 16 mesi di età, quando, a seguito della vaccinazione MPR, ci fu un rapido deterioramento che lo portò ad essere diagnosticato autistico (a 30 mesi di età). Un fratello nato il 1 settembre 1998 è normale e non è stato vaccinato.

Caso n. 3: La madre fu vaccinata con una dose di mantenimento di rosolia il 5 aprile 1992, un giorno dopo la nascita di suo figlio. Il bambino fu allattato al seno per 8 mesi. Ricevette le tre dosi del vaccino dell’epatite B: il primo alla nascita, il secondo a 1 mese e il terzo a 6 mesi. Il bambino acquisì alcuni tratti autistici, ma la situazione precipitò a seguito del vaccino MPR.

Caso n. 4: La madre aveva già ricevuto il vaccino della rosolia nel 1960 e nel 1970, il vaccino del morbillo nel 1969. Nel marzo 1980, le fu somministrata una dose di mantenimento del vaccino della rosolia poco dopo il parto. Allattò al seno il bambino ed egli è normale. Il secondo parto ebbe una bambina (10 agosto 1982) e anch’essa è normale e non ha reagito ai vaccini ricevuti.
Il 18 luglio 1991 la madre ricevette la terza ed ultima dose della serie di vaccini dell’epatite B (aveva ricevuto le altre due dosi nel maggio e giugno 1990), più una dose di mantenimento di vaccino MPR. Rimase incinta nell’autunno 1991 e partorì un bambino, il 4 maggio 1992, che allattò al seno per 8 settimane. Pianse costantemente per 5 mesi e sviluppò presto i sintomi autistici. Ricevette il primo vaccino MPR a 18 mesi di età, dopo di che i sintomi autistici peggiorarono.

Caso n. 5: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino MPR nel 1980. La sua prima figlia, nata il 17 dicembre 1981, è stata vaccinata ed è normale.
Un seconda figlia nacque il 24 ottobre 1991 e la madre ricevette la vaccinazione MPR pochi istanti dopo il parto. La madre non allattò la neonata. Era una bambina felice, intelligente e con un ottimo sviluppo. All’età di 17 mesi le fu somministrato il vaccino DPT, Polio, HIB e MPR. Sviluppò subito sintomi ed ora è stata diagnosticata autistica.

Caso n. 6: La madre ricevette il vaccino dell’epatite B nel 1996. Il 18 marzo 1998, partorì il primo figlio, cui fu somministrato il vaccino dell’epatite B qualche istante dopo il parto. La seconda e terza dose di vaccino dell’epatite B gli furono date a 1 e a 7 mesi. La madre ricevette il vaccino della rosolia un giorno dopo il parto. Il bambino fu allattato, tra qualche difficoltà, per 4 mesi. Ebbe sintomi gastrointestinali durante tutto il primo anno di vita. Smise molto presto il contatto con gli occhi delle persone e non gli piaceva essere mantenuto. I suoi problemi comportamentali peggiorarono drasticamente dopo la prima vaccinazione di MPR e HIB, il 22 aprile 1999. Recentemente è stato diagnosticato autistico. I genitori hanno iniziato un regime alimentare senza glutine e caseina ed i risultati sono buoni.

Caso n. 7: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino MPR nel novembre 1991, 2 giorni dopo la nascita della seconda figlia. Rimase incinta di nuovo nel febbraio del 1992 e questa terza figlia ha sviluppato autismo. Anche la seconda figlia ha dei problemi di apprendimento, ma i sintomi della terza sono più marcati.

Caso n. 8: La madre aveva un figlio normale e sano. Morsicata da un cane, le fu data una serie di vaccini antirabbica. Resosi conto di essere incinta, decise di interrompere i vaccini antirabbica nonostante i dottori le assicurassero che non fossero un pericolo per il nascituro. Questo figlio è stato vaccinato per l’epatite B appena nato ed ha mostrato problemi nei primi mesi di vita con progressivo peggioramento fino alla diagnosi definitiva di autismo.

Caso n. 9: Madre di 39 anni, ricevette una dose di mantenimento di MPR. Una settimana dopo fu concepito il suo secondo figlio, partorito il 29 settembre 1991 dopo 39 settimane di gestazione. L’allattamento durò solo 10 giorni. Le difficoltà di sviluppo del bambino apparvero subito. Non ci sono state, stranamente, reazioni di rilievo alla vaccinazione MPR. Il bambino non ha mostrato sintomi gastrointestinali, ma ha avuto infezioni ricorrenti.

Caso n. 10: Precedenti di disfunzioni immunitarie in famiglia. A causa di bassi livelli di immunità alla rosolia fu somministrata alla madre, subito dopo il parto nel 1987, una dose di mantenimento del vaccino della rosolia. La bambina è stata vaccinata e non ha avuto problemi dello sviluppo.
Successivamente la madre ebbe un aborto. Rimase incinta di nuovo e partorì un bambino nel dicembre 1989. Questo bambino ha notevoli problemi di linguaggio ed è stato ritenuto bambino bisognoso di speciali attenzioni durante l’educazione. Dopo un secondo aborto la madre rimase incinta di nuovo e partorì un bambino il 7 settembre 1992.
Il bambino fu allattato dalla madre ed ebbe una grave costipazione nell’infanzia. Le poche parole e lo scarso contatto degli occhi che raggiunse nel primo anno di età furono cancellati nel settembre 1992, quando fu sottoposto al vaccino MPR. Ci fu un peggioramento netto e la diagnosi di autismo fu confermata di lì a poco.

Caso n. 11: Il parto della prima figlia avvenne il 25 gennaio 1992, due giorni dopo la madre fu vaccinata con MPR. La bambina ricevette il latte materno ed ebbe una reazione alla seconda dose di vaccino DPT con prolungate ed acute grida e febbre, ma poi la situazione rientrò e non ci furono peggioramenti.
Nel 1995 la madre ebbe un aborto. Nel 1996, rimase incinta di nuovo. Ebbe una malattia virale al terzo mese di gravidanza. Il 3 agosto 1997 partorì un bambino che poté allattare al seno. Il figlio era ipertonico alla nascita e sviluppò numerose allergie ed intolleranza alimentari. Ebbe anche otiti ricorrenti. All’età di 11 mesi, ebbe una varicella molto forte dopo di che perse ogni capacità di linguaggio e di stabilire con le persone un contatto con gli occhi. Diagnosticato autistico, egli ha mostrato un miglioramento con una dieta senza caseina e senza glutine.

Caso n. 12: La prima figlia non ha avuto problemi di sviluppo ed ha ora 22 anni. Il secondo bambino morì improvvisamente all’età di 3 mesi.
Il terzo figlio nacque il 21 settembre 1979. Il giorno dopo la madre ricevette il vaccino MPR. Il bambino fu allattato per sei mesi e ricevette il primo vaccino MPR a 15 mesi. Entro il 18 mese di età smise di parlare, mostrò tendenza ad isolarsi e reagiva violentemente ai cambiamenti. Contemporaneamente iniziò ad avere una prolungata diarrea. È stato diagnosticato con autismo. La sua analisi dei cromosomi è normale.

Caso n. 13: La madre partorì il 15 febbraio 1997 e le fu somministrato il vaccino MPR il giorno seguente. Il bambino ricevette le tre dosi di vaccino dell’epatite B il 17 febbraio, il 25 marzo e il 18 novembre. Fu allattato dalla madre per tre mesi. Fu affetto da grave riflusso gastroenterico e costipazione. Il suo sviluppo rimase normale nei primi 15 mesi di vita: camminava da solo e diceva alcune parole. A 15 mesi ricevette la prima iniezione di vaccino MPR. I sintomi autistici comparvero tra i 15 e i 18 mesi di età. Perse del tutto le capacità di linguaggio che aveva sviluppato ed il suo comportamento ed abitudini a mangiare cambiarono drasticamente.

Caso n. 14: Madre che aveva ricevuto il vaccino MPR nel 1985. Il 25 novembre 1993 ricevette il vaccino della rosolia dopo aver partorito la prima figlia, che allattò e che non ebbe problemi.
Rimase incinta di nuovo, a 7 mesi dalla vaccinazione ricevuta. Partorì un bambino il 24 marzo 1995. Egli fu allattato al seno per 8 mesi e all’inizio giocava e rideva, ma poi sembrò avere problemi a 9 mesi di età. Sviluppò capacità di linguaggio molto scarse e fu diagnosticato con autismo. Non ci sono assolutamente precedenti di autismo in entrambe le famiglie del padre e della madre.

Caso n. 15: Il parto del primo figlio risale al 6 febbraio 1990. Il giorno successivo la madre ricevette il vaccino della rosolia. Questo bambino è stato diagnosticato con sindrome di attenzione deficitaria (Attention Deficit Disorder). La seconda bambina è normale.
La terza gravidanza fu disturbata da un’otite e da problemi di cattiva digestione. Il 19 aprile 1993 partorì un bambino che fu allattato per un anno. Egli era sempre gravemente costipato. Iniziò a sviluppare sintomi autistici prima del suo 18° mese di età, quando ricevette il vaccino MPR. La diagnosi di autismo fu fatta di lì a poco.

Caso n. 16: La madre ricevette una dose di mantenimento della rosolia nel 1985. il 27 marzo 1986 nacque la sua prima figlia, che non ebbe problemi dello sviluppo ed è stata vaccinata.
La seconda figlia nacque il 25 febbraio 1990. Un mese dopo, durante l’allattamento, la madre ricevette il vaccino della rosolia. Ci fu allora una reazione della bambina con tosse, macchie rosse e prurito sulle braccia e mani. La bambina ha avuto difficoltà nello sviluppo ed è stata diagnosticata con PDD-NOS (sindrome generalizzata dello sviluppo).

Caso n. 17: Madre che aveva già due figli normali. Durante la sua seconda gravidanza il livello di immunizzazione alla rosolia era sceso, ma nessuno si era accorto dei valori di questa analisi di routine e quindi non si intervenne con la vaccinazione della madre. Due anni dopo il dottore le diede una dose di mantenimento del vaccino MPR e le spiegò che non avrebbe dovuto rimanere incinta nei successivi tre mesi. Rimase incinta 4 mesi dopo. Durante la gravidanza ebbe tachicardia. Il bambino ebbe ricorrenti infezioni micotiche nel primo anno di vita. Ricevette la prima dose MPR a 15 mesi ed in seguito a ciò perse le scarse capacità di linguaggio che aveva acquisito fino ad allora. I suoi sintomi autistici divennero più evidenti ed è stato diagnosticato con PDD-NOS, sindrome generalizzata dello sviluppo.

Caso n. 18: La madre aveva avuto sia morbillo che parotite che rosolia. Nel 1983 le fu somministrata comunque una dose di mantenimento di rosolia perché c’era stata un’epidemia di rosolia al College. Nel gennaio 1991, quando ebbe il primo figlio, risultava avere un adeguato livello di immunizzazione alla rosolia. Questo bambino è normale. Nell’ottobre 1992, incinta per la seconda volta, il suo livello di immunizzazione alla rosolia era sceso. Il 5 maggio 1993, poche ore dopo il parto, le fu perciò data una dose di mantenimento MPR.
Questo secondo figlio è stato diagnosticato autistico. Il 4° giorno di vita si contorse tutto e strillò 24 ore senza fermarsi (questo evento molto probabilmente rappresenta l’inizio del problema gastrointestinale che colpì il neonato). Il bambino era gravemente costipato già nel primo anno di età e da allora ha avuto una grave diarrea.

Caso n. 19: Nel febbraio 1993 la madre fu vaccinata con MPR. il 10 marzo 1994 partorì prematuramente di 4 settimane. Il bambino ha sindrome di attenzione deficitaria ed iperattività, disprassia motoria e disfunzione di integrazione motoria.
Il secondo figlio nacque l’8 luglio 1995. I suoi sintomi iniziarono prima dei 12 mesi di età. È stato diagnosticato autistico.

Caso n. 20: La madre, affetta da diabete giovanile, partorì il primo figlio il 6 gennaio 1998 e lo allattò per un mese. Tre giorni dopo il parto le fu somministrata una dose di mantenimento di vaccino MPR. Il bambino era rimasto in buona salute nel primo anno di vita. Gli fu dato il vaccino MPR ai 15 mesi di età. I sintomi autistici apparvero tra i 15 e i 18 mesi di età e la diagnosi di autismo fu confermata all’età di due anni.
Tre mesi dopo essere stata vaccinata la madre sviluppò notevole gonfiore e dolore ai legamenti, sintomi che l’accompagnarono spesso da allora. Nella primavera 1999 ebbe un aborto.

Caso n. 21: Subito dopo la nascita della prima figlia, il 20 settembre 1989, la madre fu sottoposta ad una dose di mantenimento di MPR. Il suo secondo figlio nacque l’8 febbraio 1995. Le fu iniettato il vaccino dell’epatite B direttamente negli istanti dopo la nascita. Allattato al seno per un anno, si sviluppò normalmente fino a che non ricevette la prima dose di vaccino MPR, all’età di 15 mesi. I sintomi autistici apparvero subito dopo. La diagnosi di autismo fu in seguito confermata.

Caso n. 22: La madre reagì alla dose di mantenimento di vaccino MPR ricevuto pochi giorni dopo la nascita del suo primo figlio (19 febbraio 1997) con allergie cutanee e febbre. Il bambino ricevette il latte materno ed era sveglio comunicativo e socievole nel primo anno di vita. All’età di 15 mesi gli fu data la prima dose del vaccino MPR, alla quale ci fu una reazione immediata con febbre, irritabilità e diarrea. Poco dopo perse le capacità di linguaggio che aveva acquisito fino ad allora e si isolò dall’esterno. La sua diagnosi è di sindrome autistica, ha diarrea persistente, problemi a dormire ed eczema.

DISCUSSIONE DEI RISULTATI

Sono riportati i casi clinici di 22 madri. Esse hanno ricevuto tutte un vaccino attenuato intorno al periodo della gravidanza. Ognuna di esse ha almeno un figlio autistico.
Molte madri che erano in buona salute ed avevano avuto figli normali, riportano che dopo aver ricevuto dosi di mantenimento del vaccino triplo MPR o del vaccino della rosolia:

  1. Sono insorti problemi personali di salute.
  2. Ebbero aborti o partorirono prematuramente.
  3. Il loro livello di immunità alla rosolia si è comunque abbassata di nuovo poco tempo dopo la vaccinazione.
  4. I bambini sviluppavano autismo ed altre disabilità.

Il vaccino della rosolia fu somministrato subito dopo il parto a 7 di queste madri. In 5 casi il neonato sviluppò autismo. Negli altri 2 casi, fu un figlio avuto successivamente ad essere affetto da autismo.
Il vaccino MPR fu somministrato subito dopo il parto ad 11 di queste madri. In 7 casi il neonato sviluppò autismo. Negli altri 4 casi, fu un figlio avuto successivamente ad essere affetto da autismo.
3 madri ricevettero una vaccinazione MPR da una settimana a 4 mesi precedentemente al concepimento. In tutti i casi il neonato sviluppò sintomi autistici entro il primo anno di vita.

Una madre ebbe numerose dosi di vaccino antirabbica appena prima e subito dopo il concepimento. Il bambino mostrò molto presto la comparsa dell’autismo.

La pratica dei vaccini, anche in queste madri con basso livello di immunità dovrebbe essere riesaminata. Non solo è ampiamente documentato che i vaccini non risolvono i problemi di immunità della madre, ma soprattutto non è stato dimostrato da nessuno studio scientifico che non è vero che questa pratica aumenta l’incidenza o la suscettibilità a disabilità mentali del neonato. Anzi da questo ed altri studi preliminari sembrerebbe che i vaccini attenuati siano un fattore nelle sindromi autistiche.

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