Comunicato Stampa COMILVA FVG Onlus

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Oggetto: Comunicazione Prot. N. 0014565/P, 11 agosto 2015, Direzione Centrale salute, integrazione sociosanitaria, politiche sociali e famiglia del Friuli Venezia Giulia, Inadempienza obbligo Vaccinale

La Direzione Centrale salute, integrazione socio sanitaria, politiche sociali e famiglia del Friuli Venezia Giulia ha voluto inviare un messaggio forte e chiaro al sistema sanitario regionale per gestire gli inadempimenti agli obblighi vaccinali, a firma del direttore di area Nora Coppola (promozionesalute@regione.fvg.it).

Il vero obiettivo di questa iniziativa è quello di “arginare il fenomeno degli inadempimenti all’obbligo vaccinale”, attraverso azioni atte a promuovere le vaccinazioni come gli interventi più efficaci. Fra queste azioni sono previsti anche “provvedimenti sanzionatori verso alcuni Pediatri di libera scelta, che hanno fra i loro assistiti i bambini degli obiettori. È parimenti chiaro che si vogliano “isolare” queste famiglie privandole del reale livello essenziale di assistenza costituito dal rapporto aperto e franco con il loro pediatra di fiducia.

Rileviamo in questi provvedimenti un gravissimo profilo di illegittimità degli interventi sulla libertà prescrittiva e diagnostica dei pediatri: di fatto che queste pressioni li indurranno a omettere atti d’ufficio o ad interrompere un pubblico servizio.

Ancora una volta vogliamo affermare con forza il diritto inalienabile dei cittadini alla libera scelta terapeutica che ha le sue radici nei dettami costituzionali (art. 32) e nei fondamentali diritti dell’uomo.

In nessun modo questi diritti potranno essere violati da politiche sanitarie ispirate a teoremi o paradigmi che sono inconsistenti sia sotto il profilo storico che meramente scientifico.

Altrettanto grave è il fenomeno del danno da vaccino, in gran parte sommerso e misconosciuto. In questo contesto, nulla appare più fuorviante della sua negazione o disistima:

  • In primo luogo perché non si interviene tempestivamente per tentare di correggere e contenere gli effetti di una reazione avversa, con grave pregiudizio del soggetto danneggiato;
  • Secondariamente perché non si riconoscono correttamente e completamente le reazioni avverse, tutto ciò a discapito di un corretto bilancio rischio/beneficio per quanto riguarda la pratica vaccinale e della valutazione del rischio collegato;
  • Terzo, viene a mancare l’istituzione di un organo di controllo competente, indipendente ed efficace nell’ambito della farmacovigilanza; l’organo di controllo coincide con l’ente che deve essere controllato e che stabilisce le strategie vaccinali.

Negli ultimi 20 anni si sta assistendo ad un progressivo aumento dell’offerta vaccinale mentre, parallelamente, si riscontra un progressivo aumento dei disturbi e delle patologie vaccino correlabili, che troppo spesso vengono fatte rientrare nella categoria delle NDD (di Natura Da Determinare) e che, nella maggioranza dei casi, non trovano soluzioni terapeutiche efficaci.

Ecco alcuni dati che dovrebbero indurci a riflessione:

  • Gli alunni con disabilità nel sistema scolastico italiano sono complessivamente 222.917, pari al 2,5% dell’intera popolazione (dati 2013). Questo dato comprende anche le scuole paritarie. Si presume che nel 2015 questo numero abbia raggiunto le 250.000 unità;
  • Nel 2005 erano 155.657 ed il loro numero ha avuto un aumento progressivo negli anni successivi. Nell’arco di 10 anni è aumentato di circa 100.000 unità con un aumento percentuale pari a circa il 62%;
  • In questi dati non compaiono i soggetti affetti da disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), quali disgrafie, discalculie, disprassie eccetera, tutte condizioni che non godono nemmeno di sostegno scolastico;
  • Questi dati impressionanti si scontrano con quanto affermato dal giornalista di Repubblica in un articolo datato 12 marzo 2012 e titolato “salute mentale a rischio per 400,000 bambini”. L’articolo considerava soggetti di età variabile tra 0 e 18 anni;
  • Secondo la SOPSI (Società italiana di Psicopatologia, dati del 16° Congresso) i bambini in età scolare affetti da sindrome ADHD rappresentano il 5% della popolazione scolastica mondiale. Questa sindrome ha tendenza a persistere in oltre la metà dei casi anche in età adolescenziale ed anche adulta ed associarsi ad altri disturbi di tipo psichiatrico (Deficit di Attenzione ed Iperattività, Andrea Sermonti in “Previdenza”, 2/2012);
  • Secondo le associazioni delle famiglie, nel 2011 un bambino italiano su 100 risultava affetto da sindrome autistica. Dati più recenti dei CDC di Atlanta parlano di 1 caso su 54 nei soggetti maschi.

Se la progressione continuerà in questo modo, nel 2050 1 bambino su 2 soffrirà di disturbi dello spettro autistico. Considerando dati “vecchi” ma indicativi, le inabilità complessive negli USA dal 1992 al 2002 sono aumentate del 30%, l’autismo nello stesso periodo del 1700% (fonte CDC).

Escludere in principio ogni possibile collegamento fra l’incremento esponenziale delle dosi di vaccino somministrate in età pediatrica, ostinarsi con grande determinazione a perseguire dimostrazioni “scientifiche” in tal senso (unico), rappresenta già di per sé una grave omissione (e in ultima analisi una colpa grave).

Alla luce di tutto ciò, appare ancora più grave quindi predisporre una organizzazione promozionale delle vaccinazioni senza attuare una informazione completa, corretta e trasparente, anche nell’ambito della tutela dei danneggiati (Legge 210/92), implementando di fatto strategie “persecutorie” verso quei professionisti che, nel pieno rispetto delle regole, informato i cittadini in scienza e coscienza, in accordo con i doveri deontologici della professione.

Questa associazione si riserva il diritto di attuare tutte le iniziative necessarie per tutelare legalmente, sotto ogni aspetto, tutte le figure coinvolte in questa vicenda, in tutte le sedi opportune, verso ogni forma di abuso, danno economico e/o morale.

 

Associazione COMILVA Friuli Venezia Giulia Onlus
Il Presidente
Mauro Ottogalli

 

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