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La stragrande maggioranze dei riferimenti normativi citati in questo lavoro è presente nel sito ed è disponibile a tutti con una facile ricerca operativa. Allo stesso modo, lavori scientifici, articoli e quant’altro necessario a supporto della vostra azione in difesa del diritto all’obiezione potete trovarli con facilità negli archivi del sito stesso.

 Cominciamo subito col dire che per legge si tratta di un illecito di carattere amministrativo (non penale):

  1. L’inosservanza dell’obbligo vaccinale è stata depenalizzata dalla L. 689 24/11/81 sulle sanzioni amministrative e soprattutto dalla interpretazione della Corte di Cassazione con la sua sentenza 1511 del 12/12/90.
  2. L’inosservanza comporta una sanzione amministrativa e, nei termini di legge, alla segnalazione del caso al Tribunale dei Minori (TdM) di competenza.

La sanzione prevista amministrativa (Multa) si aggira all’incirca intorno ai 200 euro (per il nucleo familiare, anche se alcune interpretazioni della L. 689/81, nello specifico l’art. 5, hanno indotto più di una azienda sanitaria a comminare la stessa sanzione in misura doppia, ovvero ad entrambi i genitori: occorre contrastare prontamente anche questi eccessi).
Quindi l’azienda sanitaria può segnalare il caso alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale dei Minori, che è competente in materia. Questi, attraverso un giudice incaricato, può convocare i genitori per ascoltare le loro motivazioni. In molte alcune regioni questo passaggio è stato eliminato:

  1. In genere laddove sono stati approvati i decreti regionali che istituiscono il dissenso informato (vedasi l’elenco in appendice),
  2. Nelle regioni (ad es. nel Friuli Venezia Giulia) dove i Tribunali per i Minorenni hanno emanato circolari informative dove si dichiarano non competenti in questa materia, laddove non si configurino situazioni di abbandono di minore (mancanza di igiene, incuria, scarsa socializzazione e situazioni simili, che possano arrecare un reale disagio al minore).

Anche se il giudice o la commissione (secondo grado) decidesse per una sentenza di affievolimento della patria potestà per l’atto vaccinale, e incaricasse il Sindaco di eseguire tale sentenza, costui si troverebbe nell’impossibilità pratica di farlo. Vedremo il perché in seguito.
Questo tema è trattato ampiamente nei successivi capitoli di questa sezione. A margine possiamo comunque affermare senza timore di essere smentiti che moltissimi genitori hanno cresciuto normalmente i loro figli senza alcun problema pur avendo ricevuto tale notifica.
Tutto quanto d’altro vi diranno sulle conseguenze della mancata vaccinazione fa parte della fervida fantasia di coloro che vogliono a tutti i costi acquisire il vostro consenso, anche in modo truffaldino, inducendo paure di ogni genere e soprattutto minacciandovi di lasciarvi soli in caso di malattie ecc. ecc. … Diffidate assolutamente da figure del genere soprattutto perché non sanno quel che dicono e perché vi trattano da ignoranti, mentre quelli veri sono proprio loro!

RINVIARE O NON RINVIARE?

Molti ci scrivono per che non hanno ancora deciso cosa fare quando ricevono la prima cartolina invito e vorrebbero prendere tempo: in realtà a questo punto non c’è più molto tempo, perché nella maggior parte dei casi le ASL pretendono i rispetto del calendario vaccinale ufficiale e cominciano a sollecitare subito i genitori al rispetto dei tempi. Si potrebbe anche non rispondere né al primo né al successivo invito, ma alla fine l’ASL vi metterà alle strette e dovrete comunque chiarire le vostre intenzioni.
Per prendere tempo, la cosa più seria da fare resta quella di telefonare subito al vostro consultorio pediatrico nel caso riteniate che il bambino non stia bene, oppure, se il malessere è evidente, potete chiedere al vostro pediatra un certificato col quale si propone un rinvio di settimane o mesi, richiesta che le ASL accettano, se convalidate dal pediatra, senza discutere.

PRETENDERE GARANZIE: IL PRIMO ATTO FORMALE

L’obiezione di coscienza alle vaccinazioni inizia con una vostra notifica all’azienda sanitaria in cui chiederete di essere informati circa gli effetti indesiderati delle vaccinazioni, delle possibili garanzie per non incorrervi e delle modalità con le quali l’azienda sanitaria stessa intende procedere in questo senso.
Nell’Allegato N. 1 troverete il facsimile di queste notifiche che dovrete personalizzare al vostro caso (con i nominativi, gli indirizzi e le circostanze adeguate) e che potrete anche integrare con altri contenuti specifici del vostro caso.
Uno dei punti salienti è richiedere “garanzie”: questo è il linea con i dettami della sentenza N. 258/94 della Corte Costituzionale che stabilisce la necessità di prevedere dei controlli atti a verificare l’innocuità dell’atto vaccinale.
Consigliamo anche di sottolineare sempre che non siete contrari alla vaccinazione per principio.

Ai sensi della Legge N. 241 del 7/8/90 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi e DPR 352 del 27/06/1992) la risposta deve arrivare entro 30 giorni. Fate inoltre presente che, al limite, siete interessati alle sole vaccinazioni obbligatorie e non all’esavalente o ad altri vaccini multidose come oramai, in modo standard, è proposta l’offerta vaccinale.

Anche questa semplice richiesta potrebbe mettere in difficoltà l’ASL in quanto i vaccini monodose sono raramente disponibili. In questo caso l’ASL vi farà notare anche che, possibilmente, alcune monodose potrebbero contenere ancora mercurio (THIMEROSAL) mentre i moderni vaccini multidose ne sono privi: girate (se volete) la frittata a vostro favore, ribadendo che, nel caso, siete interessati ai vaccini obbligatori e privi di mercurio! Anche questo però è un “tiramolla” destinato prima o poi a terminare.
Questa corrispondenza può limitarsi in questo momento fra voi e l’ASL: abituatevi però fin da subito a registrare in un quaderno ogni contatto (lettere, telefonate ecc.) e a farvi un archivio ordinato della corrispondenza. Tutto questo vi aiuterà per i passi successivi.

MOLTO IMPORTANTE: in questo contesto sarà importante coinvolgere il Sindaco del vostro Comune di residenza, in quanto massima autorità in campo sanitario. Va sempre messo a conoscenza in ogni corrispondenza ed è bene incontrarlo per un colloquio chiarificatore sulla vicenda, in modo tale da fargli percepire la vostra volontà di perseguire il fine più alto ovvero la salute del minore che voi tutelate.

RiferimentoLettera facsimile Allegato N. 1, “Richiesta di garanzie all’azienda sanitaria”, la prima lettera da inviare per far scattare l’obiezione di coscienza alle vaccinazioni (obbligatorie) del primo anno.

 IL COLLOQUIO CON L’AZIENDA SANITARIA A FRONTE DELL’INVIO DELLA PRIMA LETTERA

Una volta ricevuta la vostra lettera l’azienda sanitaria vi dovrà convocare per un colloquio o vi telefonerà per chiedere chiarimenti (Legge 833 del 23/12/78, art. 33, Norme per gli accertamenti ed i trattamenti sanitari volontari e obbligatori, ricerca del consenso. Vi proponiamo uno stralcio che indica chiaramente anche il ruolo del Sindaco:

Gli accertamenti ed i trattamenti sanitari obbligatori sono disposti con provvedimento del Sindaco nella sua qualità di autorità sanitaria, su proposta motivata di un medico. … (omissis) … Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori di cui ai precedenti commi devono essere accompagnati da iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione da parte di chi vi è obbligato. … (omissis) …. Chiunque può rivolgere al sindaco richiesta di revoca o di modifica del provvedimento con il quale è stato disposto o prolungato il trattamento sanitario obbligatorio. Sulle richieste di revoca o di modifica il sindaco decide entro dieci giorni.

Con discorsi più o meno fumosi (a seconda della bravura e della preparazione della persona che vi troverete di fronte) costui cercherà di convincervi che, secondo il Ministero della Salute e l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, le probabilità di danno sono bassissime, praticamente nulle e che infine non sono tenuti a fare nessun test preventivo né a dare alcuna garanzia. Vi accorgerete che avete a che fare con una specie di “mostro senza testa”, ovvero con un sistema che prevede il vostro consenso senza offrirvi un interlocutore vero ma solo un complesso di norme e decreti, di regole e protocolli di cui nessuno è responsabile.

Se infatti succedesse qualcosa malgrado gli auspicati test preventivi, significherebbe che sono stati scelti o fatti male, tra l’altro con un ipotesi di responsabilità penale per chi firma il certificato, mentre oggi, stante così le cose, ci si affida alla fortuna e all’ignoranza dei genitori che, imbottiti di sicurezze sull’innocuità dei prodotti, orientano o sono orientati in tutt’altra direzione nel caso qualcosa andasse storto. Addirittura in alcune zone è capitato che all’ASL chiedessero ai genitori di firmare un’assunzione di responsabilità anche per i vaccini obbligatori!
Inoltre suscita più di un sospetto il fatto che solo in Italia i danni da vaccino ufficialmente riconosciuti siano pochissimi, in un paese cioè dove ministri, funzionari ministeriali e funzionari della Sanità sono i più inquisiti ed arrestati del mondo.

In questo colloquio cercheranno di spaventarvi sia con la probabilità di tetano e polio per vostro figlio, sia con la perdita della patria potestà e l’intervento della forza pubblica, a problemi con la scuola e l’inserimento nelle comunità infantili: tutti argomenti privi di senso storico e legale. Siate calmi e rilassati, rispondendo a tono nel merito e ribadendo il principio fondamentale della sicurezza, che dovrebbe essere anche il primo baluardo del comportamento dei vostri interlocutori: “primo non nuocere”.
Per fortuna, dopo anni di battaglie, in molte aziende sanitarie c’è la consapevolezza dell’esistenza sul territorio di una quota parte di genitori che esercitano l’obiezione e quindi i colloqui sono talvolta anche un’occasione interessante di scambio di opinioni, fatta in modo civile e rispettoso
Gli argomenti per gestire il colloquio sono ben presenti nelle lettere facsimile in allegato e possono essere sviluppati anche con ottime letture dei testi disponibili per l’acquisto anche in rete.

Una cosa MOLTO importante è rappresentata dalal vostra consapevolezza e convinzione: non dovete rapportarvi con i vostri interlocutori come se foste stati imbeccati dal COMILVA o da altre associazioni simili. Il rapporto è personale tra voi e loro e quindi non deve emergere in alcun modo il ruolo del COMILVA come controparte. Il COMILVA è solo una vostra fonte di informazione e di sostegno, ma la decisione di attuare l’obiezione è sempre e soltanto VOSTRA.

Chiedete SEMPRE i dati sulle denuncie presentate all’azienda sanitaria per i danni da vaccino (L. 210/92) e i casi riconosciuti, oltre a quelli delle malattie infettive: la vostra richiesta metterà in luce lo stato dell’arte sul sistema di farmacovigilanza attivo nel vostro distretto sanitario.

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