Il Dissenso

IL DISSENSO INFORMATO

Partendo dal presupposto che la sistematica segnalazione di tutti i casi di inadempienza vaccinale al tribunale dei Minori non ha comportato di fatto la vaccinazione dei minori interessati ma ha anzi contribuito a dar voce al movimento antivaccinale, così come ogni tentativo di acquisire con la forza il consenso dei genitori, il documento delle regioni (Dipartimento di Prevenzione) che istituisce il “Dissenso Informato” arriva alla conclusione che una certa quota parte di non-vaccinati è tollerabile in virtù delle attuali elevate coperture vaccinali (concetto dell’immunità di gregge o “herd immunity”).
Va detto innanzitutto, a scanso di equivoci, che il Dissenso Informato costituisce a tutt’oggi una conquista per il movimento di obiezione di coscienza alle vaccinazioni, anche se non rappresenta l’obiettivo finale della libera scelta, lasciando spazi teorici di “marcia indietro” dettati più dalle necessità di raggiungere un compromesso che da vere logiche sanitarie.

I genitori normalmente vengono chiamati a firmare un modulo prestampato, in cui mettono per iscritto la loro volontà di non vaccinare i loro figli nonostante le informazioni ricevute sui rischi che questo comporta, assumendosi la piena responsabilità della decisione.
È necessario integrare il contenuto della dichiarazione con un paragrafo nel quale si mette in evidenza che le informazioni ricevute non sono sufficienti per stabilire una reale garanzia di innocuità della vaccinazione.

RiferimentoLettera facsimile Allegato N. 4, “Lettera facsimile di aggiunta al Modulo di Dissenso Informato, ovvero redazione di una lettera di dissenso informato alternativa”.

Attualmente le normative regionali che lo prevedono sono quelle della Lombardia, Piemonte (dove sono state sospese anche le sanzioni amministrative), Toscana, Emilia Romagna (estesa normalmente anche alle Marche), Sardegna, mentre in Veneto le leggi sulle vaccinazioni obbligatorie sono attualmente sospese. In Friuli Venezia Giulia (e probabilmente in altre regioni) alcune aziende sanitarie hanno mutuato liberamente questa procedura anche se non è ancora stata istituzionalizzata con decreti regionali.
Il vantaggio di aderire a questa procedura (laddove esiste) sta quindi nel fatto che si evita la trafila della segnalazione al Tribunale dei Minori, mentre resta in piedi tutto il sistema sanzionatorio previsto e verso il quale continuano a valere tutte le considerazioni di merito fatte finora e che saranno sviluppate in seguito.
Generalmente il modello proposto dall’azienda sanitaria contiene però l’indicazione “Debitamente informati su …”, concetto che a noi non può stare bene. Se non c’è tale espressione, ce n’è un’altra che comunque tutela solo la posizione dell’azienda sanitaria e minimizza la questione “rischi dei vaccini”. Pertanto il modello va corretto con l’aggiunta dell’Allegato 04, ovvero va fatta protocollare una lettera che la contiene in aggiunta al dissenso informato che deve un riferimento a tale lettera.
Infatti, a volte l’azienda sanitaria non accetta modifiche al “suo modulo”. Allora, poiché il dissenso informato è una pratica etico-amministrativa dei cittadini (non degli Enti, né tantomeno delle aziende sanitarie), voi potete scriverci quello che vi pare, rimanendo naturalmente nell’ambito della pratica di dissenso informato. Non accettando le vostre modifiche le aziende sanitarie commettono un abuso.

Riscrivetelo allora a parte ed inviatelo con raccomandata A/R o andate a depositarlo all’ufficio protocollo dell’azienda sanitaria stessa, dove dovranno riceverlo senza possibilità di rifiuto. Così le nostre intenzioni possono sempre risultare in maniera chiara ed ufficiale, e non si sottoscrive una dichiarazione insufficiente.
E’ corretto sostenere che decorsi 90 gg. dal primo dissenso informato la sanzione diventa annullabile (non nulla). Bisogna infatti fare valere questa circostanza con il ricorso alla sanzione stessa. Di fatto i termini decorrono dal c.d. “Avviso Perentorio” che, se non prodotto dall’azienda sanitaria, potrebbe costituire argomento di ricorso in quanto “omissione illegittima”.

Mancando l’avviso perentorio manca il c.d. “accertamento della violazione” richiesto dall’art. 14, L. 689/1981. In verità i verbali contenenti sanzioni amministrative non preceduti dall’accertamento della violazione, sarebbero nulli. Attenzione che molte aziende sanitarie pongono in essere i c.d. “atti equipollenti”, ovvero atti che in qualche maniera, anche se non chiamati atti perentori, intimano di recarsi a vaccinare.
Inoltre la firma di un dissenso informato per così dire ‘chiude’ una fase relativa alle vaccinazioni ivi indicate. Non è che può riproporsi all’infinito per consentire all’azienda sanitaria di rientrare in nuovi termini.