IL TRIBUNALE PER I MINORENNI

Laddove permane la validità delle leggi dell’obbligo vaccinale, una volta scaduti i termini previsti nella raccomandata che vi invita in modo perentorio a vaccinare i vostri figli, l’azienda sanitaria segnalerà il caso alla procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minori, che dovrà valutare se la vostra condotta può pregiudicare la salute e l’educazione dei minori.
E’ possibile anche che il Giudice, dopo il colloquio, si affidi ad una perizia di una assistente sociale o di un CTU che vi faranno visita per verificare la situazione familiare e che redigerà un rapporto al giudice (verifica della situazione abitativa, socio-economica, di relazione, ecc.
Anche nel caso del colloquio con il Giudice del TdM mantenete la massima serenità, manifestate le vostre posizioni con calma e determinazione, come avrete fatto con il Sindaco e ogni altro interlocutore istituzionale.

Dichiarate la vostra perplessità per l’atto vaccinale in base alle motivazioni già ampiamente esposte e dichiarate che non siete contrari alle vaccinazioni in se, ma solo alle modalità con le quali viene proposta, che non tengono in alcun conto dei rischi potenziali e delle misure di prevenzione necessarie a ridurli (ispiratevi al principio di precauzione).

Normalmente i Giudici non hanno molto tempo per queste situazioni e quindi tenderanno a liquidarvi molto rapidamente: qualcuno potrà manifestare interesse.
Vi consigliamo di portarvi appresso nel colloquio tutta la corrispondenza avuta con l’azienda sanitaria, Sindaco ed altre eventuali figure istituzionali: non sempre l’azienda sanitaria consegna l’intero carteggio al Giudice, quindi è meglio non fidarsi.
Il Giudice verbalizzerà il tutto e informerà il collegio giudicante di cui è membro. Leggete sempre il verbale prima di firmarlo, controllando che non ci siano inesattezze.
È utile farsi assistere da un avvocato? Dipende da voi: se non siete avvezzi a frequentare aule di tribunale o provate timore reverenziale verso la figura del Giudice, piuttosto che soffrire l’appuntamento vi consigliamo di portare con voi un legale che vi sosterrà nel colloquio, ovviamente preparandolo prima con lui. Altrimenti è possibile cavarsela bene anche da soli.
Il Giudice può scegliere fondamentalmente due strade:

  1. Archiviare la pratica (non luogo a procedere).
  2. Emettere un decreto di vaccinazione coatta (incaricando il Sindaco di eseguirla)attraverso il meccanismo dell’affievolimento della patria potestà per l’atto vaccinale.

 

IL RICORSO AVVERSO L’AFFIEVOLIMENTO DELLA PATRIA POTESTÀ

L’argomento rischia di diventare talvolta una “questione di lana caprina” ma deve essere trattata necessariamente partendo dalla sua base giuridica. Questo tipo di sentenza, rappresenta come detto in precedenza, un passaggio che è destinato a rimanere un fatto teorico, senza uno sbocco reale che si concretizza nell’atto concreto (l’intervento della forza pubblica)… Leggi tutto…

 

LE VACCINAZIONI SONO COERCIBILI?

La legislazione in vigore non prevede affatto la possibilità di porre in essere atti di vaccinazione coatta. È necessario quindi ricorrere all’esame di un vasto panorama legislativo e giuridico per poter affermare che, in ultima istanza, il concetto di coercibilità delle vaccinazioni obbligatorie oggi in Italia non è applicabile. Proviamo quindi a farlo.
Come affermato… Leggi tutto…

 

OBBLIGO DELLA DIFESA TECNICA

A partire dal 1° luglio 2007, è stata data compiuta attuazione alla L. 149/2001, pertanto nelle procedure sull’adozione e nelle procedure “de potestate” (artt. 330 – 336 c.c.), c’e’ l’obbligo della difesa tecnica (avvocato) sia per i genitori che per il minore. Ciò è disposto a pena di nullità. Infatti, chi ha ricevuto la convocazione o il… Leggi tutto…