I CONTI NON TORNANO… da un pezzo

Il virus dal punto di vista clinico NON ESISTE PIÙCi metto la firma.”

Così si esprime apertamente il prof. Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano a “Mezz’ora in più” su Rai 3 durante la trasmissione di ieri 31 maggio.
E aggiunge

Questo lo dice l’università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell’Istituto di virologia, il professore Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta.”

E ancora

Terrorizzare il paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità

La narrativa che accompagna da mesi le fasi dell’”emergenza”, ci rivela un quadro così cristallino delle dinamiche che sottendono la governance pubblica, che per molti italiani quella del professore rappresenta solo l’ennesima conferma che i conti non tornano.

Non ci sono parole né il cuore per descrivere il declino al quale questo paese si è avviato per le scelte insensate, figlie di una visione cieca che un governo imbarazzante ha pensato di realizzare, calpestando senza pudore ogni possibile principio fondamentale della nostra Costituzione. Un governo peraltro privo di competenze (tanto da affidarsi a squadre di non ben definiti “esperti”), di una visione sistemica dello Stato e delle sue prerogative privo finanche di quell’amor di patria che è manifesto nei sacrifici di un popolo che ha sempre saputo risollevarsi dalle macerie della sua storia.

Ma quando non ci sono più le parole, quelle che animano la discussione ed il confronto, quando si cerca di ridurre al silenzio la voce dissidente, allora la rabbia e la disperazione si materializzano in altra forma: l’istinto prende il posto della ragione e le parole diventano pietre di fuoco. Sono parole dure che annichilirebbero chiunque, tranne forse i nostri governanti che, di quelle parole, sono il bersaglio.

Possibile che si debba arrivare a tanto? Evidentemente si, perché quando la democrazia non esiste più, quando lo Stato non risponde più ai cittadini ma diventa strumento di potere nelle mani del business, quando la scienza tecnocratica diventa la nuova religione e i trattamenti sanitari obbligatori si palesano come forma di contrasto verso i dissidenti, allora il risultato non può essere diverso.

Per approfondire: https://www.profonda-mente.it/tso-come-strumento-politico-il-sintomo-psichiatrico/

Purtroppo, questo lungo periodo di emarginazione sociale che ci siamo abituati a definire con parole che non ci appartengono non ci hanno tolto solo il pane, la libertà, il lavoro … ha minato anche la salute mentale di molte persone e le conseguenze le vivremo sulla nostra pelle per lunghi anni. 

Un Gruppo di psicologi, psicoterapeuti e psichiatri ha firmato un comunicato molto importante che invitiamo tutti a leggere con attenzione e a diffondere: questo documento mette in luce le conseguenze della politica miope messa in campo dai palazzi del governo, a partire dalla comunicazione, fatta in modo terroristico, con numeri ad effetto e stile militare, con bollettini di guerra e censura totale verso ogni forma di pensiero non allineato a questa strategia.

Qui (https://comunicatopsi.org/) il comunicato.

Ovviamente chi semina vento deve essere pronto a raccogliere tempesta: per coloro che amano le analogie storiche alla situazione che stiamo vivendo, suggeriamo di leggere la biografia di Luigi XVI. Resta da vedere se il popolo, nel frattempo, si sia in qualche modo evoluto o magari, ipnotizzato dai professionisti della comunicazione, si sia involuto in altra forma.

Una cosa è certa: il nostro governo, o quello che resta del suo ectoplasma, nelle mani di scaltri individui che amano muoversi nell’ombra o illuminati da luci tanto sfavillanti da renderli irriconoscibili per la loro vera natura, suo malgrado, ci sta spingendo verso una comune unità di intenti.

Nella fame, nella malattia, nella disoccupazione, nella disperazione … si sta generando una forza d’urto che non sarà controllabile in alcun modo. Si abbia almeno l’intelligenza di capirlo e di fare un passo indietro dal baratro.