Il filantrocapitalismo che governa il mondo

BILL GATES: PIÙ SI SCAVA E PIÙ SI SPALANCA IL VASO DI PANDORA

Ci raccontano la storia, nata in un garage di Seattle, di un guru dell’informatica che in meno di dieci anni diventa l’uomo più ricco del mondo – ora pare il secondo più ricco – e il più filantropo sinora conosciuto dall’umanità.
Ma più si scava nel fondo di questa narrazione e più si disvela una verità differente.

I falsi miti, volutamente costruiti, a cominciare dall’uomo geniale che si è fatto da sé – il sogno americano – il suo successo come modello a cui ispirarsi, l’immensa generosità nei confronti dei più bisognosi, gli conferiscono un’immagine idolatrata di rispettabilità e ammirazione.

Ognuno di noi possiede un vaso con il quale prima o poi deve farne i conti.
Quello di Bill sembrerebbe presentare i tratti del leggendario contenitore di tutti i mali.

A volte il vaso trabocca e persino inaspettatamente… Come alla Dott.ssa Birx, coordinatrice della task force sul coronavirus della Casa Bianca, durante un’intervista in diretta sulla CNNicon Anderson Cooper e il dott. Sanjay Gupta, che discutendo delle misure restrittive imposte dal lockdown, afferma: “Ecco perché io penso che I CRITERI DETTATI DAI GATES… ehm dal Governo Federale siano rigidi ma giusti. Servono per dare ai vari Stati tutto il tempo necessario per organizzare al meglio il tracciamento dei contatti grazie anche al supporto del CDC.” La gaffe commessa parla da sé, rivelando come la macchina del potere finanziario abbia in pugno ogni ambito della nostra vita e del nostro meraviglioso mondo.

È il sig. Gates a dettare le mosse a livello mondiale sull’ ‘’emergenza” covid-19 e non serviva la gaffe della Dr.ssa Birx a confermarlo, né l’inusuale telefonata al premier Conteii.

Non si contano le interviste anche sui media italiani dove vengono ribaditi i suoi capisaldi:

  • I capi di Stato dei Paesi sviluppati e di quelli emergenti devono lavorare assieme all’Oms e ai suoi partner”.
  • “I capi di governo dovranno stanziare i fondi necessari alla ricerca medica per lo sviluppo di un vaccino”iii.
  • Il test sierologico è più utile a livello scientifico, io darei precedenza al test PCR per tracciare i contagi e capire se le persone necessitano di un periodo di quarantena. Il test sierologico ti dice se hai contratto la malattia ma quando l’hai già superata quindi non serve a prevenire i contagi.”
  • Non si tornerà alla normalità, finché non avremo un vaccino valido per tutto il mondo.”
  • Abbiamo bisogno di un vaccino che sia efficace sugli anziani perché sono quelli più a rischio, quindi va potenziato ma senza causare effetti collaterali.”
  • Se ci dovessero essere, avranno un incidenza di 1 su 10.000. quindi al massimo 700.000 persone subiranno questi effetti. Purtroppo è difficile garantire la sicurezza su larga scala e su tutte le fasce d’età e categorie: donne, uomini, donne in gravidanza, persone denutrite, persone con patologie già presenti.”
  • Prima di decidere se distribuire il tale vaccino a tutto il mondo, i vari governi dovranno essere coinvolti perché ci saranno dei rischi e degli indennizzi necessari.”
  • Trascorro molto tempo in videochiamate rispondendo a domande quali “Come farai a produrre 7 miliardi di dosi?”, “Come si svolgeranno i trial?”
    Ho molti meeting con politici, governatori, capi di Stato come Cyril Ramaphosa, Presidente dell’Unione Africana e del Sud Africa, con i quali discuto di strategie da adottare nei paesi in via di sviluppo”.
    iv

Qui potete trovare la traduzione dell’imperdibile intervistav di Becky Quick, giornalista di CNBC, trasmessa lo scorso 9 aprile, da cui abbiamo tratto le ultime citazioni riportate sopra.

È noto che Gates indirizzi importanti capitali nel settore farmaceutico, ma anche in quello dell’agricoltura chimica e biotecnologica, dell’istruzione, delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza Artificiale.

È anche fra i principali attori (insieme a BanKi-moon, ex segretario generale delle Nazioni Unite e Kristalina Georgieva, direttore esecutivo della Banca mondiale) del “Global Commission on Adaptationviche propone di effettuare investimenti miliardari da parte degli Stati, per adattarsi al cambiamento climatico: una proposta che non si preoccupa minimamente di correggere i comportamenti inquinanti ma si limita a raccomandare di adattarsi a questa nuova realtà, promuovendo l’uso della tecnologia. E Gates è già pronto con il suo arsenale composto da zanzare geneticamente modificatevii, progetto finanziato anche dalla Commissione europea, da tecnologie eticamente dubbie come la geoingegneria solareviii, dalla biologia sintetica e dagli organismi transgenici che assicura siano investimenti particolarmente redditizi, imponendo di fatto il brevetto industriale ai prodotti della terra stravolgendo il naturale ciclo vitale delle piante e inficiando la biodiversità agricola.

Più si scava e più si ha la percezione che Bill Gates sia in guerra con l’umanità, il sistema ambientale e antropologico.

Food sovereignty activists protest outside a secret elite corporate seed conference convened by the Bill and Melinda Gates Foundation (BMGF) and the United States Agency for International Development (USAID). Organised by Global Justice Now. London. (cc) Jess Hurd https://flic.kr/p/rtgpiu

SORVEGLIANZA GLOBALE DI PROPRIETÀ PRIVATA

È rilevante evidenziare che Bill Gates risulti tra i principali finanziatori della start up Earth Nowixche ha ottenuto il sostegno anche di Airbus, il gruppo SoftBank e Greg Wyler, fondatore di OneWeb, un’azienda londinese in corsa per la gara spaziale 5G. Quest’ultima, nel bel mezzo di una crisi economica dopo che le nuove e recenti trattative con il suo primo socio, SoftBank non si sono concluse, è ora nel mirino di Amazon, SpaceX di Elon Musk e della francese Eutelsat interessati alla risorsa più preziosa di OneWeb: lo spettro wireless che secondo gli analisti potrebbe valere fino a 1 miliardo di dollarix.

La missione di Earth Now è quella di monitorare ogni angolo del nostro pianeta in tempo reale … In altre parole: una rete di sorveglianza globale di proprietà privata! E riservata a governi, grandi società e ricchissimi e potenti individui.

Attraverso la Bill e Melinda Gates Foundation, Gates ha acquistato 5,3 milioni di azioni Crown Castlexi, società che afferma di possedere una rete ineguagliabile di infrastrutture di comunicazione negli Stati Uniti. In altre parole: infrastrutture per lo sviluppo della tecnologia 5G, l’internet delle cose …

Impossibile, infine, non citare la partecipazione di Microsoft al progetto ID2020, una Alleanza “per guidare il futuro dell’identità digitale a livello globale”xii. Tra i fondatorixiii, oltre a Microsoft, ci sono GAVI, Rockefeller Foundation e Accenture.

Due mesi fa, rispondendo a un utente che dal suo celebre profilo “AskMe Anything Q&A” sulla piattaforma Reddit.com gli chiedeva quali cambiamenti dovrebbero essere apportati al modo di operare delle imprese dovendo conciliare il distanziamento sociale alla necessità di salvaguardare l’economia, Bill Gates ha conclusoxiv: “Eventually we will have some digital certificates to show who has recovered or been tested recently or when we have a vaccine who has received it.”

Eventually… per volare alle Canarie da luglio sarà necessario dotarsi del Passaporto Sanitario Digitale. Riportiamo la notizia dal sito di TTG Italia:xvSi tratta di un’applicazione mobile sviluppata dall’azienda canaria Hi + Card per monitorare lo stato di salute dei passeggeri e accertarne la negatività al Covid-19, caricando le loro informazioni mediche sul rispettivo profilo digitale. Un progetto pilota che fa parte di un accordo quadro di collaborazione tra il governo delle Isole Canarie e l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite.”

L’11 settembre 2001 ha cambiato per sempre il nostro modo di viaggiare in aereo e di percepire il prossimo, non dimentichiamolo. Nessuno di noi si sarebbe prestato fino ad allora a togliersi le scarpe e quant’altro possibile per entrare in uno scanner e a farsi persino palpeggiare senza batter ciglio.

È indubbio che l’“emergenza” favorisca l’accettazione di forme irreversibili sempre più invasive e lesive del diritto alla riservatezza e il diritto alla privacy.

È dallo scorso settembre che la stampa ci informa riguardo ai piani del governo in merito allo sviluppo dell’identità digitale nel Paese:

Conte, lavoriamo a identità digitale cittadini entro un anno

Dotare Paese di banda larga e rafforzare venture capital (https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/2019/09/09/conte-lavoriamo-a-identita-digitale_3879487e-4c74-4106-b93b-6a71e3c1e5f7.html)

Conte, realizzeremo al più presto identità digitale

Vogliamo realizzare al più presto un’identità digitale, vogliamo correre; e vogliamo uno sviluppo tecnologico anche etico“.

Lo afferma il premier Giuseppe Conte alla presentazione del Piano di Innovazione del governo insieme al ministro Paola Pisano.
(https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/2019/12/17/conte-realizzeremo-al-piu-presto-identita-digitale_a1b4458b-ef75-4c52-a84d-875e324663e1.html)


“Si parte dalla creazione di una società digitale, con tre obiettivi da perseguire: l’accesso online ai servizi della Pubblica Amministrazione da parte di cittadini e imprese; la digitalizzazione del settore privato trainata dal settore Pubblico; la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e l’incentivo all’utilizzo e alla condivisione dei dati da parte delle amministrazioni e dei privati.”

I primi di maggio Robert F. Kennedy Jr. scrivexvi:

Supponete che alcuni computer possano registrare i vostri spostamenti, in ogni dettaglio, attraverso una valanga di dati proveniente dal vostro cellulare, dalla vostra auto, dal vostro GPS, dalla tecnologia del riconoscimento facciale integrata da una rete di sorveglianza capillare di satelliti, telecamere e chip impiantati nel vostro corpo. Agenti di polizia dietro un computer o robot vi notificheranno la violazione con un messaggio e contemporaneamente vi toglieranno 1000 dollari in criptovaluta dal vostro conto in banca.

Benvenuto nell’America di Bill Gates! È proprio qui dietro l’angolo.
5G: “la strategia.”

Considerata la direzione verso la quale si sta muovendo il mondo, come dargli torto? È assolutamente plausibile che Microsoft, come altre corporation, stia lavorando a simili tecnologie.
In Cina, il sistema di credito sociale individuale, un programma nazionale basato sulla sorveglianza, è già realtà. Qui un breve servizio di Petrolio, la trasmissione di RAI 2.

Siamo davvero di fronte a enormi possibili ripercussioni derivanti da questo cambio di paradigma che vede inglobare persone, oggetti, organizzazioni, stati in una dimensione digitale in connessione continua. Non è affatto chiaro lo scenario che si sta prospettando, né tantomeno le soluzioni anche in ambito giuridico che avrebbero dovuto essere già individuate; come verrebbe protetta la privacy degli individui? Come e da chi verrebbero trattati i dati sanitari? Quali ripercussioni potrebbero essere avanzate per chi dissente? Quali implicazioni in materia di cybersecurity?

E tutto questo sta accadendo nonostante la scienza non abbia assolutamente una voce univoca riguardo l’innocuità degli effetti delle microonde elettromagnetiche. Di fatto non si conoscono ancora gli impatti che queste potrebbero generare sulla salute dell’uomo e dell’ambiente e sull’intero ecosistema e nonostante il dissenso della società civile si procede in gran fretta ignorando qualsiasi principio di precauzione.

Tutti parlano di un cambio di paradigma, pertanto possiamo affermare si tratti di un fenomeno di una portata enorme e soprattutto nuovo e ancora quasi del tutto inesplorato.
Eppure il Ministro Pisani afferma che ci sia spazio per dar presto vita a “un nuovo umanesimo dell’intelligenza artificiale” e specifica “l’Italia sceglie di mettere l’uomo al centro, di impegnarsi nella promozione di un’intelligenza artificiale che sia sostenibile sul piano sociale, culturale e democratico”. Come? Attraverso la creazione dell’ennesima partnership pubblica privata: l’“Alleanza per l’intelligenza artificiale sostenibile” con il compito di elaborare, sulla base dei risultati dei diversi gruppi di esperti nazionali ed europei che hanno già affrontato il tema, uno statuto etico-giuridico dell’intelligenza artificiale.
Tutto ciò senza tener minimamente conto del forte dissenso che ruota attorno a questi temi non solo da parte dei cittadini ma anche di autorevoli esperti.
A cosa si stanno aprendo le porte? A un nuovo umanesimo o al peggior transumanesimo?

Qui il MID Book 2025: “Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese – Le Prime azioni per l’Italia del futuro”.

BIG DATA, ALGORITMI, INTELLIGENZA ARTIFICIALEE CONTROLLO SOCIALE
Proprio mentre la sieroterapia si sta affermando cura efficace contro il covidxviinaturale, dai costi contenuti, improntata su una pratica etica e solidale di donazione del sangue da parte dei guariti – ecco che spunta anche qua la mano molto visibile di Gates: dal sangue al farmaco, nasce CoVIg-19 Plasma Alliancexviii. Il Dott. Toni Hoover, Direttore delle Strategie, Pianificazione e Gestione della salute globale presso la Fondazione Gates, informaxixche “le organizzazioni che fanno parte dell’Alleanza sono tra le migliori del mondo nella produzione di terapie al plasma: Takeda, CSL Behring, Biotest, BioProductsLaboratory, Octapharma, and LFB.”
E aggiunge: “Inizialmente, ognuna di queste aziende ha provato a sviluppare autonomamente i trattamenti HiG (una terapia a base di globulina iperimmune policlonale). Ma, dato che prima di 12/18 mesi non sarà disponibile un vaccino, si è pensato alla necessità di avere una terapia per intervenire fino all’arrivo del vaccino e se le aziende collaborano tra loro avremo risultati molto più velocemente. L’Alleanza sta realizzando un farmaco senza marca commerciale e potrebbe essere una delle prime terapie contro il Covid-19.
Qui
potete trovare la traduzione dell’articolo pubblicato sul sito della Fondazione.

Microsoft, intanto, sta lanciando “CoVIg-19 Plasma Bot”,
uno strumento di auto-screening che chiunque può utilizzare per verificare se è idoneo a donare il proprio plasma” e mettersi eventualmente in contatto con uno dei 500 centri gestiti dalle società aderenti al CoVIg-19 Plasma Alliance.
Il progetto verrà presto promosso anche in Europa. Consultando le F.A.Q. del sito si legge chiaramente che Microsoft gestisce i dati raccolti e al contempo rassicura gli utenti che non saranno venduti… Non è poi così difficile immaginare quali dati sanitari possano essere archiviati ed elaborati, sebbene non venduti.

Nella nota pubblicata sul blog del colosso si può leggere che anche il “CDC Coronavirus Self-Checker bot” e altri 1.300 COVID-19 bots utilizzano la tecnologia “Microsoft Health Bot Service” su infrastruttura cloud globale “Microsoft Azure”; il servizio offre una sorta di assistente virtuale in grado di eseguire una verifica dei sintomi e identificare i pazienti ad alto rischio in base ai protocolli medici, allo stesso modo in cui farebbe il personale medico. Una piattaforma integrabile ai sistemi informativi dei partner (che possono contenere ulteriori informazioni sanitarie). Sul sito di Microsoft possiamo leggere che ai primi di aprile questa piattaforma personalizzabile aveva raccolto i dati di 18 milioni di individui. Chiaramente i dati sono esclusivamente accessibili e di proprietà dell’organizzazione titolare del servizio che si avvarrà indubbiamente di un sistema di criptazione dei dati. Il COVID-19 bot è approdato anche in Italia grazie una collaborazione tra Microsoft e Inailxx(non è affatto chiaro il ruolo giocato dall’Ente pubblico in questa partita) ed è attivo in diverse strutture tra le quali gli ospedali Spallanzani e San Giovanni Addolorata di Roma, il Gaslini (ospedale pediatrico) di Genova e l’Asl Napoli 3 Sud (8 plessi ospedalieri in 57 comuni l’ASL gestisce un bacino di 1.070.000 utenti). In altre parole, una mole di dati sanitari di singoli individui gestiti da cloudcomputing e intelligenza artificiale offerti gratuitamente da Microsoft tramite le proprie infrastrutture, nel pieno rispetto delle normative privacy. È importante rilevare che il Regolamento comunitario sulla protezione dei dati personali n. 2016/679 non prevede una disciplina ad hoc per il trattamento dei dati personali effettuato dai soggetti pubblici e presenta diverse eccezioni al divieto generale di trattare dati personali particolari, tra cui il trattamento necessario per motivi d’interesse pubblico, per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica, a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici. Non solo, Microsoft e altre note Big Tech stanno creando pericolosi monopoli in grado di esercitare abusi da posizione dominante. E sicuramente l’emergenza coronavirus non fa che favorire lo sviluppo di questo fenomeno: Microsoft lo scorso 8 maggio ha annunciato un piano di investimenti da 1,5 miliardi di dollari per accelerare la trasformazione digitale in Italia, che include l’avvio della prima Regione Data Center nel Paese. “Puntare sul Cloud Computing, sull’AI (intelligenza artificiale) e sui programmi di formazione digitale rappresenta una grande opportunità per accelerare l’innovazione dell’ecosistema nazionale. La nostra missione è aiutare persone e organizzazioni italiane a realizzare il proprio potenziale”, ha dichiarato Jean-Philippe Courtois, executive vice president and president, Microsoft Global Sales, Marketing and Operations. Proprio lo stesso giorno la corporation fa un altro importante annuncio per informare di un piano congiunto con Poste Italiane per dare nuovo impulso all’innovazione di PMI, e Pubblica Amministrazione, aree strategiche e grandi organizzazioni private, per sviluppare la digitalizzazione del Gruppo e del Paese e favorirne la crescita. È sufficiente dare un’occhiata qua per comprendere la portata di questa partnership.
Proprio come il premier Conte e il Ministro Paola Pisano hanno da mesi annunciato …

Consultando il sito di Microsoft ci si rende conto di quante soluzioni assistite dall’intelligenza artificiale (AI) sono sviluppate utilizzando i servizi cloud di Microsoft Azure; numerose anche in ambito sanitario, dal rilevamento precoce della malattia alla diagnostica automatizzata, dalla personalizzazione dei piani terapeutici all’assistenza domiciliare completa, ecc..

Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore del programma televisivo Report, trasmesso su Rai 3, intervistato da Radio Radio, parlando della discussa app governativa di tracciamento anticontagio, “IMMUNI”, si chiede quali siano i rischi reali di un simile strumento:

i dati anche se anonimi e criptati vengono conservati sui telefonini e non in un server centrale perché potrebbe essere più pericoloso in quanto tutte le informazioni potrebbero essere in mano a una sola persona; ma qual è il problema? Se tu metti i dati sui telefonini e nel 99% si tratta di IOS o ANDROID, i sistemi di App le e Google, immagini che quelli che hanno costruito questi sistemi non abbiano la possibilità di vedere cosa c’è nei telefonini?


Dovremmo porci gli stessi interrogativi riguardo l’utilizzo delle tecnologie cloud di Microsoft?
Rinucci aggiunge:


Potrebbe venire a qualcuno la tentazione di fare la più grande e importante BANCA DI RELAZIONI SOCIALI AL MONDO?”

Se da un lato questi scenari possono apparire irrealistici, dall’altro è innegabile che il pretesto dell’emergenza sanitaria possa offrire l’opportunità di raccogliere un’enorme mole di dati critici.

In riferimento a Microsoft, i suoi cloud ospiterebbero una mole enorme di dati sanitari, genetici, economici e reddituali, dati coperti da segreto industriale, … Tali informazioni, sebbene andrebbero criptate, sono esposte a rischi non sempre prevedibili di accesso non consentito o non consentibile?
E soprattutto la collaborazione con INAIL, il piano congiunto con Poste, il COVID-19 bot utilizzato gratuitamente da parte di ospedali e aziende sanitarie, … potrebbero celare accordi confidenziali sulla cessione dei dati (anche anonimizzati)?

Un anno fa fece scalpore lo scandalo Facebook: tra 200 milioni e 600 milioni di password erano archiviate in chiaro su file di testo. E almeno duemila dipendenti del social network, tra sviluppatori e ingegneri, avrebbero avuto accesso almeno 9 milioni di volte a queste informazionixxi.

Negli ultimi tre mesi Microsoft ha eliminato oltre 110 difetti di sicurezza nel suo sistema operativo e nel software correlato.xxii

Non è trascorso molto tempo dal caso “Watson”, l’accordo fra Ibm e il Governo (firmato nel 2016 da Matteo Renzi) secondo cui l’azienda avrebbe portato il suo polo di ricerca, Watson Health Center, a Milano; come scrive Gianni Barbacettoxxiiinel documento “confidenziale” Ibm che il Fatto Quotidiano ha potuto vedere, si legge:

Come presupposto per realizzare il Programma ed effettuare l’investimento, Ibm (incluse le società controllanti, controllate, affiliate o collegate, ove necessario) si aspetta di poter avere accesso – in modalità da definire – al trattamento dei dati sanitari dei circa 61 milioni di cittadini italiani (intesi come dati sanitari storici, presenti e futuri) in forma anonima e identificata, per specifici ambiti progettuali, ivi incluso il diritto all’utilizzo secondario dei predetti dati sanitari per finalità ulteriori rispetto ai progetti”.


Più tardi il Governo Gentiloni è arrivato in soccorso approvando la legge 20 novembre 2017, n. 167.xxiv Scrive il quotidiano Repubblicaxxv:

I nostri dati personali, a partire probabilmente da quelli sanitari, potranno finire nelle mani delle multinazionali, a scopi di ricerca scientifica o statistici. Senza bisogno del consenso dell’interessato e senza nemmeno doverlo avvisare. (…) Le multinazionali tecnologiche hanno bisogno dei dati dei cittadini per alimentare i propri sistemi di intelligenza artificiale, rendendoli più competitivi in quello che tutti gli esperti considerano il business del futuro. L’intelligenza artificiale, alimentata dai big data, per migliorare la sanità, la gestione delle città e delle utility, tra l’altro. Un mercato miliardario, secondo varie stime: 4 miliardi di dollari previsti nel 2017 solo per i big data nella Sanità, secondo Sns Research, con una crescita del 15% annuo fino al 2030.”


Quel che è certo è che già esiste una florida data economy e gli algoritmi e l’intelligenza artificiale ne rappresentano il pilastro.

Noi poveri utenti ignari siamo al tempo stesso produttori e consumatori di dati che, consapevolmente o meno, forniamo e riceviamo e non solo in rete; questi dati vengono raccolti, registrati, inviati a chissà chi per essere integrati in un vasto insieme di dati che vengono algoritmicamente scansionati e processati e rielaborati: è così che veniamo identificati come appartenenti a determinati profili. L’espressione Big Data non contraddistingue soltanto il fatto che si tratti di una gigantesca mole di dati ma anche che questi dati siano elaborati tramite Intelligenza Artificiale per estrapolare nuove informazioni. Sulla base di questo processo potrebbe scaturire che in base al mio comportamento e alle mie relazioni sociali potrei essere profilato come donna o uomo a prescindere dalle mie caratteristiche biologiche. Potrei risultare qualunque cosa così come il suo opposto.
Tramite sofisticati algoritmi veniamo identificati come appartenenti a determinati profili senza alcuna possibilità d’intervenire da parte nostra. E i data scientist offrono soluzioni per influenzare e manipolare non solo i nostri consumi (tramite la pubblicità personalizzata) ma anche l’accesso all’informazione, le nostre opinioni, i nostri orientamenti politici (è famosa la campagna di Obama), le nostre emozioni (è nota una ricerca di Facebook che nel 2012 senza alcun consenso dei partecipanti studiò la manipolazione emotiva modificando il contenuto dei feed dalla quale scaturì che le emozioni sono “contagiose” e quindi manipolabilixxvi) e plausibilmente il nostro orientamento sessuale, le nostre convinzioni filosofiche, ecc.. E tutto ciò avviene senza alcun dibattito, senza alcuna governance e senza alcuna tutela in ambito giuridico poiché si tratta per lo più di dati aggregati o comunque difficilmente legati alla identità dell’individuo.

Si pone un problema etico di portata enorme in quanto sempre più ogni campo è basato da decisioni algoritmiche. Estremizzando, un algoritmo -sulla base di informazioni parziali, fuorvianti o addirittura errate – potrebbe stabilire che io sia malato o che debba essere sottoposto a un determinato protocollo sanitario o che io sia un individuo “pericoloso” (criminale, terrorista, pedofilo, pazzo).
I modelli che ne scaturiscono sono per definizione discriminatori perché realizzati da individui (è l’uomo che “addestra” la macchina) ed è inevitabile che si verifichi un bias fondato su pregiudizi e ideologie. Un sistema che penalizza profondamente tutta la società a prescindere dal fatto che potrebbe colpire un singolo individuo o un gruppo, una minoranza e non può che esacerbare disparità e creare aberrazione. Un sistema che presta il fianco alla propaganda e alla manipolazione.

FILANTROPIA STRATEGICA

Stilare l’elenco di organizzazioni (tra le quali spicca OMS), alleanze, consorzi, centri di ricerca, università, testate giornalistiche – emblematico il caso Cochrane Collaboration e la revisione degli studi sui vaccini contro il papilloma virus sulla quale avrebbe avuto un peso notevole l’influenza dei Gatesxxvii – a cui il magnate destina laute donazioni è praticamente impossibile.

Quel che certo è che vi è un filo rosso che lega tutte le sue attività filantropiche a un’Agenda strategica che riguarda tre grandi aree: salute, nutrizione ed educazione. Devono destare al mondo particolare preoccupazione, inoltre, le sue partecipazioni alle cosiddette PPP, ossia le global public-private partnership. Per quanto riguarda il settore salute la famiglia Gates è convolta con importanti finanziamenti in PPP quali: Tuberculosis (TB) Alliance, Medicines for Malaria Venture, International Partnership for Microbicides e Global Alliance for Vaccines and Immunization (GAVI Alliance); quest’ultima nata nel 2000 grazie a un impegno iniziale di 750 milioni di dollari da parte di Gates. Secondo il rapporto “Philanthropic Power and Development – Whoshapes the agenda?xxviii”,pubblicato nel novembre 2015 da Global Policy Forum e da altri partner,

Rockefeller Foundation e Bill & Melinda Gates Foundation hanno svolto un ruolo sempre più attivo nella definizione dell’agenda e delle priorità di finanziamento delle organizzazioni internazionali e dei Governi.”


Abbiamo già pubblicato un redazionale su questo importante argomento; per approfondimenti
https://www.comilva.org/italia-protagonista-dellagenda-del-filantrocapitalismo/

ALDILÀ DELLA PROPAGANDA
Robert F. Kennedy Jr., denunciaxxix sul sito Children’s Health Defense:

Nel 2017, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha ammesso con riluttanza che l’esplosione globale della poliomielite è principalmente di ceppo vaccinale. Le epidemie più spaventose in Congo, Afghanistan e Filippine, sono tutte legate ai vaccini. In effetti, entro il 2018, il 70% dei casi globali di poliomielite erano ceppi di vaccini.”

Nel 2010, la Gates Foundation ha finanziato uno studio di fase 3 del vaccino sperimentale di GSK contro la malaria, uccidendo 151 bambini africani e causando gravi effetti avversi, tra cui paralisi, convulsioni e convulsioni febbrili a 1.048 dei 5.949 bambini.

Durante la campagna MenAfriVac del 2002 di Gates nell’Africa subsahariana, i cooperatori di Gates hanno vaccinato con la forza migliaia di bambini africani contro la meningite. Circa 50 dei 500 bambini vaccinati hanno sviluppato una paralisi. I giornali sudafricani si sono lamentati: “Siamo cavie per i produttori di farmaci“. L’ex economista senior di Nelson Mandela, il professor Patrick Bond, descrive le pratiche filantropiche di Gates come “spietate e immorali“.

E, quattro anni dopo, nel 2014, la Kenya Catholic Doctors’ Association ha accusato l’OMS di aver sterilizzato chimicamente milioni di donne keniote a loro insaputa con una campagna di vaccinazione contro il “tetano”. Laboratori indipendenti hanno trovato una formula sterilizzante in ogni vaccino testato. Dopo aver negato le accuse, l’OMS ha finalmente ammesso di aver sviluppato i vaccini che inducono la sterilità per oltre un decennio. Accuse simili arrivarono dalla Tanzania, dal Nicaragua, dal Messico e dalle Filippine.

Uno studio del 2017 (Morgenson et al. 2017) ha mostrato che il popolare vaccino DTP dell’OMS sta uccidendo più bambini africani rispetto alle malattie che previene. Le bambine vaccinate con DTP hanno subito un tasso di mortalità 10 volte superiore ai bambini che non avevano ancora ricevuto il vaccino. L’OMS ha rifiutato di ritirare il vaccino letale, che somministra ogni anno su decine di milioni di bambini africani.

I medici indiani danno la colpa alla campagna Gates per una devastante epidemia di paralisi flaccida acuta non polio (NPAFP) che ha paralizzato 490.000 bambini oltre i tassi previsti tra il 2000 e il 2017. Nel 2017, il governo indiano ha richiamato il regime vaccinale di Gates e ha chiesto a Gates e alle sue politiche sui vaccini lasciare l’India. I tassi di NPAFP sono scesi precipitosamente.

Nel 2009, la Gates Foundation ha finanziato test di vaccini sperimentali per HPV, sviluppati da Glaxo Smith Kline (GSK) e Merck, su 23.000 ragazze di remote province indiane. Circa 1.200 hanno subito gravi reazioni avverse, inclusi disturbi autoimmuni e della fertilità. Sette sono morte. Le indagini del governo indiano hanno accusato i ricercatori finanziati da Gates di aver commesso diffuse violazioni etiche: pressione sulle ragazze vulnerabili del villaggio coinvolte nel trial, prepotenza sui genitori, falsificazione dei moduli di consenso e rifiuto delle cure mediche alle ragazze lese. Il caso è ora nella Corte suprema del paese.

GLI AFRICANI NON SONO CAVIE UMANE!

Lo scorso 1 aprile, sul canale francese LCI, parlando dei possibili benefici del vaccino BCG contro Covid-19, Jean-Paul Mira, responsabile del reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Cochin (Parigi), si è rivolto a Camille Locht, direttore della ricerca dell’Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica (Inserm), chiedendole se lo studio non potesse essere svolto in Africa dove non ci sono maschere, né trattamenti, né rianimazione.
Le reazioni indignate non si sono fatte attendere soprattutto nell’Africa francofona e attraverso il tamtam dei social network.

L’Africa, insieme ai Paesi che vengono definiti in via di sviluppo, è da tempo bacino di dubbie sperimentazioni cliniche di farmaci, inclusi i vaccini, da parte di Big Pharma.

Molti di noi ricorderanno il film “The Constant Gardener – La Cospirazione”, tratto dall’omonimo libro bestseller, che basandosi su un fatto veramente accaduto, la sperimentazione dell’antibiotico Trovan sui bambini di Kano, in Nigeria, descrive il contesto in cui si possono svolgere le sperimentazioni cliniche negli slum africani.

ITALIA-MADAGASCAR 0-1

In Madagascar, secondo i datixxxriportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, al 1 maggio 2019, non si registrano decessi da covid-19.
Il presidente Andry Rajoelina ha presentato con fierezza al mondo intero il rimedio a base di erbe “Covid-Organics”. Dagli studi clinici già avviati nel Paese il rimedio consentirebbe di ridurre ed eliminare i sintomi nei pazienti Covid. Sviluppata dal Malagasy Institute of Applied Research (IMRA), la terapia a base di Artemisia e altre erbe, nonostante OMS raccomandi ai Paesi di non adottare un prodotto che non è stato sottoposto ai dovuti test clinici di sicurezza ed efficacia e di evitare le cure self-medicating, è in consegna in Guinea Equatoriale, Guinea-Bissau, Niger, Tanzania e Congo.

In risposta alle preoccupazioni dell’OMS, Rajoelina afferma:

Nessuno ci impedirà di andare avanti – non un paese, non un’organizzazionexxxi.

Il governo malgascio sostiene il presidente, come il capo dello staff della presidenza, Lova Hasinirina Ranoromaro, che definisce il Covid-Organics una misura adeguata per proteggere la popolazione.

Lo scorso 11 maggio 2020, il Presidente della Repubblica del Madagascar ha rilasciato un’esclusiva intervista a Marc Perelman di France 24 e Christophe Boisbouvier di Radio France International (RFI).
Di seguito, la traduzione a cura del nostro staff.

Giornalista

Nella lotta contro il Covid, il Madagascar si sta distinguendo per l’utilizzo di un rimedio naturale, il CVO, a base di artemisia, una pianta dall’effetto terapeutico riconosciuto contro la malaria. Avete già provveduto ad inviare questo rimedio ad altri Paesi africani, ma avete delle prove che dimostrino l’efficacia del rimedio e la guarigione delle persone dal Covid-19?

Presidente Rajoelina
Si, noi abbiamo lanciato questo rimedio a base di piante medicinali e vorrei far presente che per il Madagascar è una cosa normalissima, visto che l’80% delle persone si cura abitualmente con rimedi naturali. Questo rimedio è principalmente preventivo ma anche curativo contro il covid-19 e posso assicurare che funziona benissimo anche perché è il frutto di varie ricerche svolte dall’IMRA (Institut Malgache de Recherches Appliquées) che ha ricevuto il titolo di centro di ricerca regionale dall’ Unione Africana. Ci tengo a precisare che l’IMRA è un centro di ricerca e formazione medica e farmaceutica fondato nel 1957 dall’ emerito Professor Ratsmimamanga.

Mi chiedete se ho delle prove. La situazione mondiale attualmente conta 300.000 morti quindi non ci si può permettere di ignorare un possibile rimedio. Siamo in periodo di guerra e l’unica prova che al momento possiamo fornirvi è la guarigione dei nostri malati. Avrete notato che ad oggi, in Madagascar, ci sono stati 171 casi, di cui 105 guariti che sono stati trattati solo con il nostro rimedio naturale. Già dalla prima somministrazione di CVO si sono rilevati i primi miglioramenti e nel giro di 7/10 giorni i pazienti sono guariti definitivamente.

Questo rimedio è naturale, non è tossico e non è invasivo.

Giornalista

Il mondo però fatica a credere alle prove di cui lei parla e sia l’Unione Africana che la CDAO (Chief Data & Analytics Officer Africa) e soprattutto la sede africana dell’OMS hanno messo in guardia la popolazione dall’illusione di questo rimedio miracoloso. L’OMS non solo dubita dell’efficacia del CVO, ma teme i possibili effetti collaterali di questa tisana.

Presidente Rajoelina
Lei si riferisce sicuramente alla messa in guardia della dott.ssa Moeti. Io avrei questa domanda: il farmaco Mediator aveva ricevuto tutte le approvazioni per essere utilizzato, ma quante persone sono morte a causa di quel farmaco?

Secondo le dichiarazioni del Professor Bernard Debré e Philippe Evensono stati messi in commercio più di 58 farmaci prodotti in laboratori prestigiosi, che non solo non curano ma sono risultati estremamente pericolosi. Questi farmaci vengono distribuiti in Africa e io non ho mai sentito da parte della dott.ssa Moeti o da parte dell’OMS una raccomandazione a non utilizzare questi farmaci!

Noi utilizziamo un decotto, cioè facciamo bollire le piante medicinali in acqua per poter estrarre i principi attivi. Questa è la nostra medicina tradizionale che è conosciuta e riconosciuta per i suoi effetti.

Io penso che se a scoprire questo rimedio fosse stato un Paese Europeo e non il Madagascar, voi non avreste tutti questi dubbi.

Ribadisco che in Madagascar i malati trattati con CVO sono tutti guariti.

Giornalista
L’agenzia nazionale francese per la sicurezza dei farmaci ha messo in guardia contro l’acquisto di prodotti a base di artemisia affermando che le proprietà curative di questi prodotti sono false e pericolose. Secondo lei i ciarlatani sono gli occidentali e in particolare le lobby farmaceutiche?

Presidente Rajoelina
Avrete sicuramente sentito la dichiarazione del Prof. Monataigner, premio Nobel per la scienza e medicina, in cui sosteneva che l’artemisia potrebbe essere una pista per arrivare alla sconfitta del coronavirus.

Avrete sentito parlare dello studio della Professoressa Tu Youyou in Cina che ha estratto il principio attivo dell’artemisia, l’artemisinina.

Io non capisco tutti questi dubbi e queste domande sul CVO che sta salvando vite e non sta creando problemi a nessuno. Non capisco perché volete fermarci e impedirci di utilizzare questo rimedio. Noi siamo un Paese sovrano e agiamo per proteggere il nostro popolo e per salvarlo da questa pandemia.

Giornalista
Quello che il mondo vi chiede, sono delle prove cliniche. Lei ha citato l’IMRA, ma questo istituto al momento non ha fatto che semplici osservazioni. Nessun trial clinico. Avete intenzione di eseguirli e chi se ne occuperà?

Presidente Rajoelina
Intanto non dobbiamo confondere le osservazioni cliniche con i trial clinici. Il CVO è un rimedio tradizionale implementato e la valutazione di questo tipo di rimedi è diversa da quella di un farmaco. Non intendiamo eseguire trial clinici, ma osservazioni cliniche seguendo le linee guida elaborate dall’OMS. Quindi noi abbiamo rispettato tutte le norme etiche riconosciute universalmente., in materia di studi e ricerche cliniche.

Giornalista
Però giovedì scorso lei ha annunciato che si sarebbero eseguiti dei trial clinici.

Presidente Rajoelina
Ci sono due protocolli che noi stiamo seguendo. Come prima cosa, e come tutti i Paesi del mondo, per affrontare questa pandemia siamo obbligati a trovare un sistema per guarire le persone malate. Quando il Professor Raoult ha annunciato l’efficacia dell’ idroclorochina e l’azitromicina siamo intervenuti per salvare i primi contagiati e siamo grati di questo. Ma poi ci siamo resi conto che la somministrazione di dosi elevate di idroclorochina può causare effetti collaterali indesiderati e intossicare l’organismo. Quindi necessita di controlli clinici molto rigorosi.

Il secondo protocollo che abbiamo adottato è il Tambavy CVO, cioè il decotto di cui abbiamo parlato, somministrandolo secondo i principi di studi clinici e di osservazione clinica approvati dall’OMS. Chi è stato trattato con il CVO è stato soggetto ad attenta osservazione e i risultati li potete vedere voi stessi, non ci sono stati casi di morte in Madagascar.

Abbiamo anche un terzo protocollo e un trial clinico per un medicinale che si somministra tramite iniezione, che è diverso dal rimedio che stiamo utilizzando attualmente.

E’ il frutto di una cooperazione regionale in collaborazione con medici e scienziati degli USA e dei Paesi dell’Oceano Indiano.

Giornalista
L’IMRA si rifiuta di rivelare la composizione esatta del CVO probabilmente perché teme che la formula venga copiata da un concorrente prima di essere brevettata. Ma visto che è impossibile prepararsi da soli questo rimedio, potrebbe dirci quali sono le altre due erbe che lo compongono?

Presidente Rajoelina
Alla base del CVO ci sono essenzialmente erbe medicinali, il 62% di artemisia e altre piante medicinali endemiche del Madagascar ma che non posso ancora rivelare.

Vi mostro un prodotto della Bayer che però deriva dalla ricerca dell’IMRA ed è in commercio dal 1961. Questo per dirvi che non dovete sottovalutare la scienza africana e quella del Madagascar.

Io credo che il vero problema è che il CVO è stato realizzato in Africa. E’ impossibile ammettere che un Paese come il Madagascar al 63esimo posto nella classifica dei Paesi più povero al mondo è stato in grado di realizzare un prodotto che potrebbe salvare tutto il pianeta.

In questa guerra non conta la forza militare né la potenza economica, ma Dio e lui ci ha donato le piante medicinali per aiutare tutti i Paesi a combattere questa malattia.

Giornalista
L’ultima domanda Presidente. Lei reclama alla Francia la restituzione delle Isole Sparse, quattro isole al largo della vostra costa. Secondo lei entro il 26 giugno, che è la data in cui festeggiate la vostra indipendenza, si troverà una soluzione a questa questione?

Presidente Rajoelina
La nostra speranza è ovviamente di trovare una soluzione per la restituzione delle isole. La seconda riunione della commissione era prevista per fine marzo ma poi annullata a causa del coronavirus ma io confido in una soluzione a breve termine. Non speriamo in una condivisione delle isole con la Francia ma il nostro obiettivo è la restituzione al Madagascar.

MEDICINA TRADIZIONALE (MT) AFRICANA
Il mensile Vita nel 2008, in occasione della VI Giornata Africana della Medicina Tradizionale, pubblicaxxxiiun approfondimento al ruolo della medicina tradizionale nei sistemi sanitari di base.

Ne riportiamo qualche stralcio significativo.

“In Africa, l’OMS stima che l’85% della popolazione faccia ricorso alla MT, più diffusa ed accessibile, sia dal punto di vista economico che geografico e culturale, della medicina convenzionale.
(…)
Il 25% delle medicine tradizionali sono derivate da principi attivi di piante usate da secoli nella medicina tradizionale. Molte malattie che distruggono le popolazioni dei paesi in via di sviluppo trovano i primi rimedi proprio nella medicina tradizionale (malaria-Arthemisia, malnutrizione-Moringa, hiv-Sutherlandia). In Tanzania, il rimedio tradizionale contro la malaria costa 1/3 rispetto a quello convenzionale.

Questi numeri hanno portato l’OMS a riconoscere alla medicina tradizionale un ruolo importante nella cura delle malattie e nella preservazione della salute, tanto da dedicarle una strategia [Piano d’azione del decennio della medicina tradizionale (2001-2010) a seguito della decisione (AHG/DEC.164(XXXVII)) della conferenza di Lusaka, luglio 2001] per:

-aiutare i paesi coinvolti a sviluppare politiche nazionali di valutazione e regolamentazione della medicina tradizionale;

-proteggere lo sviluppo sostenibile e l’accessibilità diffusa della MT;

-raccogliere e sistematizzare gli studi e la documentazione sulla MT.

All’interno di questo quadro, la Giornata Africana della Medicina Tradizionale è stata istituita il 21 febbraio 2003, a Brazzaville, dal dottor Ebrahim Malick Samba, direttore regionale dell’OMS per l’Africa, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni africane e promuovere il ruolo della medicina tradizionale all’interno dei sistemi sanitari nazionali. Il tema della VI Giornata Africana della Medicina Tradizionale, che si celebrerà in 31 agosto, sarà il ruolo della medicina tradizionale nei sistemi sanitari di base.

A 60 anni dalla fondazione del WHO, e a 30 anni dalla Dichiarazione di Alma-Ata (6-12 settembre 1978, URSS) che si proponeva di garantire a tutti gli esseri umani il diritto alla salute rafforzando l’assistenza sanitaria di base (primaryhealth care), resta da constatare che, se molto si è fatto da parte delle organizzazioni internazionali governative e non governative per promuovere e sviluppare la MT, ancora molto rimane da fare a livello giuridico e istituzionale affinché la MT tradizionale possa essere riconosciuta e inserita nei sistemi sanitari nazionali.

Il confronto tra medicina tradizionale e medicina scientifica o convenzionale rappresenta oggi una delle questioni centrali della situazione sanitaria attuale dell’Africa. Il problema che si pone concretamente ai governi africani è quello di far convivere i due sistemi, dando anche una legittimazione agli operatori della medicina tradizionale con il riconoscimento ufficiale della professionalità dei curatori tradizionali.”

ITALIA-TANZANIA 0-1
Il presidente Magufuli, ingegnere chimico, lo scorso 3 maggio, in conferenza pubblica nella capitale Dodoma ha tenuto il seguente discorsoxxxiii:


Io sono uno scienziato esperto e so quello che sto dicendo. Abbiamo preso campioni di pecora, di capra, di uccello selvatico, di coniglio, di paw-paw o papaia, di durian-frutto (rigorosamente all’interno e non sulla buccia esterna contaminabile dalle mani dei raccoglitori), persino campioni di olio motore e di tante altre cose e, all’insaputa dei nostri esperti tecnici di laboratorio, li abbiamo inviati per l’analisi positiva o negativa da Coronavirus.

Da rilevare che non siamo delle scamorze. I nostri laboratoristi sono all’altezza, sono di provata ed indubbia professionalità, oltre che assistiti da tecnici europei e cinesi, e dotati dei test di ultima generazione (distribuiti dal multimiliardario cinese Jack Ma della Alibaba Corporation in tutte le nazioni africane, assieme a tamponi, mascherine, guanti e quant’altro).

Non abbiamo detto la verità ai laboratoristi sulle vere origini dei campioni, al fine di non generare in loro delle riserve o dei pregiudizi, presentandoli ognuno con dei nomi di persone inventate. Il campione prelevato dal frutto durian è stato inviato ad esempio con l’etichetta di Sarah Samuel, 45 anni, donna. Quello del paw-paw o papaia come Elizabeth Ane, 26 anni, donna, quello dell’olio motore come Jabil Hamza, 30 anni, uomo, e così via.

Risultati sorprendenti! Il campione prelevato dal volatile è tornato indietro come positivo al Covid, quello del coniglio come “indeterminato” con punto di domanda, quello di capra come positivo, quello di pecora come negativo, quello del durian negativo, quello della papaia positivo.

Pertanto, quando realizzi tutto questo, vuol dire che alcuni frutti tropicali e altri no dovrebbero essere messi in quarantena, cioè in isolamento, stesso discorso per le capre, mentre per le pecore no. Sarò molto franco con voi, cittadini della Tanzania che mi avete eletto presidente. Quando ti accorgi di queste incongruenze proposte e imposte dall’esterno, capisci al volo che dietro tutto ciò esiste qualcosa di oscuro e di losco. Ti rendi conto che dietro a tutti questi test istituzionali usati dal mio stesso governo e ministero della salute esiste qualche gioco decisamente sporco.

Ci sono delle cose incredibili che stanno accadendo pure in questo paese e in questo preciso istante. Quelli che stanno lavorando dentro i laboratori potrebbero benissimo essere corrotti e comprati dal danaro. Oppure i loro dati potrebbero essere falsificati perché ci si avvale degli stessi test usati per altre patologie diverse dal Coronavirus, un microrganismo notoriamente mutevole di giorno in giorno. Posso affermare che qualcosa di storto sta accadendo in questo paese.

Persino i frutti presi internamente sono positivi al Coronavirus. L’OMS sta affrontando qualcosa di molto ampio e universale visto che persino le capre sono positive al test. Essi non hanno ancora capito che il Covid colpisce gli esseri umani ma anche le capre, anche le banane, anche gli alberi e le piante. Non hanno fatto questi test. Se ne sono dimenticati del tutto, e questa è una dimenticanza gravissima.

Quindi, diverse persone, secondo le informazioni inequivocabili in mio possesso, potrebbero essere state etichettare positive al Covid mentre in realtà sono negative. O magari sono poi morte dalla paura! I frutti invece sono ancora lì sereni e tranquilli dopo il test. Come dire se ne fregano altamente del giudizio umano, e del fatto di essere positivi e negativi.

Le capre cosiddette positive al Covid sono ancora lì e continuano ad arrampicarsi disinvolte su sporgenze arboree e su rocce scoscese, il durian è ancora lì bello e profumato, privo di difetti. Non è morto, al massimo marcirà dopo qualche settimana, quando sarà troppo maturo. Stessa cosa per la papaia.”

Catherine Sungura, portavoce del ministero della salute, ha dichiarato che il direttore del laboratorio sanitario nazionale, responsabile dei test sul coronavirus, e il suo quality assurance manager sono stati immediatamente sospesi per intraprendere le opportune indagini da parte di un comitato istituito ad hoc e formato da 10 esperti.

L’OMS, come prevedibile, si è affrettata a respingere le affermazioni del presidente Magufuli.

Siamo convinti che i test … non siano contaminati dal virus“, ha dichiarato il direttore della Regione africana dell’OMS, Matshidiso Moeti, in un mediabriefing. “Non siamo d’accordo con il punto di vista di (Magufuli)“, ha aggiunto Moeti.

Il dott. John Nkengasong, direttore dell’Africa Centers for Disease Control (CDC), ha affermato che la Tanzania utilizza kit di test forniti dall’Africa CDC in collaborazione con la cinese Jack Ma Foundation, che soddisfano gli standard internazionali.

La Tanzania sta usando lo stesso test che tutti usano“, ha detto Nkengasong, osservando che era improbabile che i test fossero difettosixxxiv.

Magufuli è stato ampiamente criticato per la sua reazione alla pandemia di coronavirus.
Ha incoraggiato il pubblico a continuare a radunarsi nei luoghi di culto, mentre gran parte del mondo ha dovuto affrontare il blocco.
Il ritardo della Tanzania nel far applicare misure più rigorose per prevenire un’ulteriore diffusione del coronavirus nel paese avrebbe potuto portare al picco in casi positivi, secondo l’OMS.

Nel Paese, secondo i datixxxval I maggio 2019 riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, si registrano 17 decessi da covid-19 e 480 casi confermati di coronavirus.


L’AGENDA DI SATANA
Femi Fani-Kayode è un politico, saggista, poeta e avvocato nigeriano. Il Daily News, testata giornalistica nigeriana, dedica due articoli (https://dailypost.ng/2020/05/03/bill-melinda-gates-are-satanic-demonic-fani-kayode/ https://dailypost.ng/2020/04/13/covid-19-fani-kayode-blames-melinda-gates-for-foreseeing-dead-bodies-all-over-african-streets/ ) alle sue dichiarazioni.

Di seguito qualche stralcio:

“Femi Fani-Kayode, opinionista e capo del PDP (Peoples Democratic Party) ha attaccato Melinda Gates per aver dichiarato di aver visto cadaveri lungo le strade dell’Africa a causa dell’epidemia di coronavirus.

Durante un’intervista alla CNN, Melinda Gates ha espresso il suo timore per l’Africa, che non sarebbe in grado di gestire una situazione simile a quella di Wuhan in Cina.

Ho visto cadaveri in tutta l’Africa” ha detto Melinda.

Ha aggiunto che, vedendo cosa ha dovuto fare la Cina per organizzare la quarantena di una popolazione cosi numerosa, il suo pensiero è subito andato all’Africa chiedendosi come avrebbe fatto a far fronte a una situazione simile.

Sono stata in tutte le città dell’Africa nei quartieri più poveri. Chi vive negli slum difficilmente può riuscire a mantenere le distanze e deve uscire per procurarsi il cibo. Non dispone di acqua pulita per lavarsi le mani.

Ma Fani-Kayode attacca Melinda e afferma che l’Agenda di Satana in Africa non sarà applicata!

Una visione orrenda, di una donna orrenda con un marito orrendo”.

Noi rifiutiamo l’Agenda e la rimandiamo al mittente! L’Agenda di Satana non sarà applicata in Africa. Chi ha già scavato la fossa per noi ci cadrà dentro”.”

_ _ _ _

Nicoletta Dentico e Karolin Seitz pubblicano nel 2019 un Discussion paper dal titolo “Philanthrocapitalism in global health and nutrition: analysis and implications

dove possiamo leggere:

“In the name of a pro-poor agenda, venture philanthropists have played an essential role in tailoring a new narrative around global health and food. The productivist and free-market vision that drives the key players of the philanthropic sector has helped shape up a new political culture in these domains that is increasingly skewed toward the com- modification and medicalization of both health and food, and their distancing from the domain that they constitutionally belong to: the human rights domain.”


SITOGRAFIA

ihttps://www.youtube.com/watch?v=K_E1HzTnJsA

iihttp://www.governo.it/it/articolo/colloquio-telefonico-del-presidente-conte-con-bill-gates/14557

iiihttps://www.agi.it/estero/news/2020-04-12/coronavirus-bill-gates-strategia-globale-8316530/

ivhttps://www.cnbc.com/video/2020/04/09/watch-cnbcs-full-interview-with-microsoft-co-founder-bill-gates-on-past-pandemic-warnings.html

vhttps://www.cnbc.com/video/2020/04/09/watch-cnbcs-full-interview-with-microsoft-co-founder-bill-gates-on-past-pandemic-warnings.html

vihttps://gca.org/global-commission-on-adaptation/our-leadership

viihttps://targetmalaria.org
“Target Malaria è un consorzio di ricerca senza scopo di lucro che mira a sviluppare e condividere nuove tecnologie genetiche sostenibili ed economiche per modificare le zanzare e ridurre la trasmissione della malaria.”È finanziato principalmente da Bill & Melinda Gates Foundation e Open Philanthropy Project Fund. I singoli laboratori hanno inoltre ricevuto finanziamenti aggiuntivi da diverse organizzazioni tra cui DEFRA, Commissione europea, MRC, NIH, Ministero della salute ugandese, Wellcome Trust, UNCST e DARPA.Il consorzio raggruppa oltre 150 ricercatori e 14 istituzioni di tutto il mondo. Il progetto è in fase di sperimentazione in quattro paesi africani: Burkina Faso, Mali, Ghana e Uganda.

https://www.gatesnotes.com/Health/Test-tube-mosquitoes-might-help-us-beat-malariahttps://www.npr.org/sections/goatsandsoda/2019/02/20/693735499/scientists-release-controversial-genetically-modified-mosquitoes-in-high-securit?t=1589523461964

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https://www.nature.com/articles/d41586-018-07533-4

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 https://www.corrierecomunicazioni.it/telco/internet-via-satellite-oneweb-nel-mirino-di-amazon/

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 “La Bill and Melinda Gates Foundation ha esercitato una notevole influenza nel promuovere la vaccinazione contro l’HPV. Per quanto riguarda la revisione del vaccino contro l’HPV Cochrane, Cochrane ha un conflitto di interessi in quanto beneficia dei finanziamenti della Bill e Melinda Gates Foundation, (…), v. https://www.bmj.com/content/362/bmj.k3472/rr-4

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https://www.globalpolicy.org/images/pdfs/GPFEurope/Philanthropic_Power_online.pdf

xxixhttps://childrenshealthdefense.org/news/government-corruption/gates-globalist-vaccine-agenda-a-win-win-for-pharma-and-mandatory-vaccination/

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https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/situation-reports/20200501-covid-19-sitrep.pdf?sfvrsn=742f4a18_2

xxxihttps://www.france24.com/en/africa/20200512-exclusive-madagascar-s-president-defends-controversial-homegrown-covid-19-cure

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http://www.vita.it/it/article/2008/08/25/vi-giornata-africana-della-medicina-tradizionale/82084/

xxxiii

Il testo del discorso è tratto da https://www.valdovaccaro.com/i-pirla-della-pseudo-scienza-virale-derisi-dal-presidente-tanzaniano/, qui https://www.youtube.com/watch?v=207HuOxltvI una riproduzione in lingua originale con sottotitoli in inglese e qui https://www.youtube.com/watch?v=m5QvYRgV1DI una riproduzione tradotta in italiano.

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https://www.aap.com.au/who-rejects-tanzania-claim-tests-faulty/

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https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/situation-reports/20200501-covid-19-sitrep.pdf?sfvrsn=742f4a18_2