IL PARADIGMA VACCINALE: PARTE SESTA

DALL’OPERA ORIGINALE: LEADING EDGE MASTER ANALYSIS OF VACCINATION PARADIGM

Copyright;1995, 1996, 1997, 1998: Leading Edge Research Group

DISCLAIMER: Le informazioni seguenti sono a vostra disposizione per contribuire alla formazione di una maggiore consapevolezza e non possono essere considerate delle informazioni di carattere medico o legale: tali competenze vanno ricercate nelle sedi ritenute opportune da chi legge. I lettori sono invitati ad un necessario quanto doveroso approfondimento di queste informazioni tramite una ricerca personale, frutto della loro esperienza, prima di arrivare a delle conclusioni e scelte definitive. E’ stato fatto ogni sforzo ragionevole al fine di accertare la validità dei dati contenuti in questi documenti, integrando, laddove era possibile, con i riferimenti bibliografici disponibili al momento della stesura.

SOMMARIO

  • IL SEMINARIO SULLA VACCINAZIONE ANTIPERTOSSE DEL 1990
  • I TEST SUL VACCINO DTP DELLA HARWARD MEDICAL SCHOOL E DELLA FDA
  • LA COMPOSIZIONE DEL VACCINO TRIVALENTE DPT E L’AZIONE FISIOLOGICA
  • MALATTIE CAUSATE DALLE SOSTANZE CHIMICHE PRESENTI NEI VACCINI
  • LE STATISTICHE ANNUALI DPT PER GLI USA
  • IL CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE ATTRAVERSO L’USO DELLA TOSSINA DEL TETANO
  • LO SPECIALE PROGRAMMA DELL’OMS SULLA RIPRODUZIONE UMANA
IL SEMINARIO SULLA VACCINAZIONE ANTIPERTOSSE DEL 1990

Nel 1990 si svolse un seminario sulle complicazioni neurologiche della pertosse e sulla vaccinazione. Le sue conclusioni furono, in primo luogo, che non esisteva uno standard di riferimento fra i produttori, quindi che per uno stesso produttore non esisteva uno standard nemmeno fra i lotti successivi e che quindi non c’era difficoltà nell’ammettere una relazione causa-effetto fra il vaccino e i danni neurologici permanenti conseguenti. Inoltre, si rilevò che esistevano dati sperimentali sufficienti per attribuire sia all’endotossina che alla tossina della pertosse una chiara responsabilità nelle reazioni neurologiche avverse al vaccino stesso e che fra i neurologi vi era un ampio consenso nel considerare come le crisi post-vacciniche non erano state adeguatamente valutate quando erano definite come “convulsioni febbrili”, in quanto queste forme non sono in genere necessariamente benigne.

Incredibilmente, nonostante le loro stesse considerazioni, essi conclusero il rapporto sul convegno affermando: – “non ci sono prove che dimostrino l’associazione fra vaccinazione DPT e SIDS, in quanto la sindrome da morte improvvisa dopo la vaccinazione antipertosse è talmente rara da non essere rilevabile nel contesto dei dati attuali sulla mortalità infantile” – . Solo negli USA ci sono 10.000 casi all’anno di SIDS. […]

Nello stesso anno la rivista JAMA (Journal of American Medical Association), in un editoriale chiaramente intitolato “Encefalopatia indotta da vaccino: un mito”, accusava ironicamente l’AAP ed “altri medici non meglio definiti” di unirsi ai gruppi di genitori ed avvocati che sostenevano la pericolosità del vaccino. L’accusa è alquanto ironica nel senso che la stessa AAP, nel 1992 era schierata fra coloro che raccomandavano le 5 dosi di vaccino antipertosse nei bambini. È molto interessante notare come questa organizzazione abbia cambiato opinione nel giro di soli due anni. Il risultato di questa incauta inversione di marcia fu la formazione del Programma Nazionale (per il monitoraggio del???) danno da vaccino.

Per completare l’opera, sempre nel 1992, l’Istituto di medicina (USA) ammise che “esiste una consistente evidenza di relazione casuale fra vaccino DPT e forme di encefalopatia acuta, definite in termini di encefalopatia, encefaliti, encefalomieliti, nonché fra lo stesso vaccino ed anafilassi. Inoltre esiste una chiara correlazione fra la componente antipertosse del vaccino DPT ed il pianto inconsolabile”. In altri termini danni cerebrali in corso.

I TEST SUL VACCINO DPT DELLA HARWARD MEDICAL SCHOOL E DELLA FDA

Nel 1948 due ricercatori della Harward Medical School, Randolph Byers e Frederick Moll, condussero dei test sul vaccino DPT presso l’Ospedale Infantile di Boston e riscontrarono come fossero presenti dei gravi problemi neurologici in seguito alla vaccinazione. I risultati di questi test vennero pubblicati nella prestigiosa rivista “Pediatrics”. Essi furono ignorati dalla maggior parte dei pediatri e dalla comunità farmaceutica, fortemente interessata dal punto di vista finanziario alla continuazione di questo programma.
Nel 1976, Charles Manclarck, un ricercatore della FDA, fece notare che “il vaccino DPT presenta una delle peggiori percentuali di fallimento dei test ai quali sono sottoposti i prodotti nella divisione di biologia”.

LA COMPOSIZIONE DEL VACCINO TRIVALENTE DPT E L’AZIONE FISIOLOGICA

Ogni anno circa 3,3 milioni di bambini sono sottoposti ad iniezione di vaccino DPT, composto dai tossoidi del tetano e della difterite, con l’aggiunta del batterio a cellule intere della pertosse.
Si definiscono “tossoidi” le tossine che vengono emesse dagli organismi nel loro sviluppo in una coltura cellulare. Le tossine del tetano vengono prodotte in colture che consistono in una infusione di cuore di manzo, contenenti per natura batteri animali, virus ed antigeni estranei al corpo umano, destrosio (zucchero), cloruro di sodio (sale da cucina) e caseina (un derivato del latte bovino). I tossoidi della difterite sono prodotti in modo simile dal sangue di cavallo. Dal momento in cui si stabilisce la formazione di un numero sufficiente di derivati tossici, le colture vengono filtrate per ottenere una soluzione sufficientemente limpida contenente i derivati cellulari tossici del batterio più virus di origine animale e antigeni proteinici estranei. A questo punto viene aggiunta formalina per far agglomerare le particelle presenti: questa sostanza è un derivato della formaldeide (sostanza cancerogena, utilizzata nelle procedure di imbalsamazione dei cadaveri). Quindi viene aggiunto metanolo (una sostanza tossica) per far precipitare i tossoidi sotto forma di polvere fine. Le cellule intere del batterio della pertosse uccise dal thimerosal (noto anche come mertiolato), un composto del mercurio, vengono quindi additavate alla miscela: sono sufficienti 35 mg di thimerosal per uccidere un coniglio. Il thimerosal è in grado di distruggere anche la concentrazione del vaccino, interferisce con la riproduzione cellulare umana per contatto, e inibisce l’azione dei globuli bianchi limitando fortemente il processo di fagocitosi. Il thimerosal è 5 volte più tossico per le cellule dell’uomo rispetto ai batteri dello Stafilococco e come composto del mercurio produce reazioni allergiche.

Infine viene aggiunta una sostanza definita “adiuvante” che ha il compito di iniziare il processo di formazione di anticorpi. Comunemente vengono utilizzati l’idrossido di alluminio ed il solfato potassio di alluminio. Il prodotto viene quindi riposto in fiale pronte per l’iniezione. Nel corpo umano il rivestimento di formalina si dissolve, rilasciando i batteri e le particelle virali derivanti dalle colture cellulari animali. Il thimerosal e gli adiuvanti chimici iniziano l’irritazione dei tessuti e aumentano l’azione di batteri e virus stimolando la reazione del sistema immunitario agli antigeni ed alle proteine estranee, danneggiando gravemente le membrane neurologiche, specialmente nei bambini dove la guaina mielinica ha protetto solo parzialmente il sistema nervoso, causando in definitiva gravi danni neurologici che si esplicano molto spesso in difficoltà nell’apprendimento o in forme ben più gravi, fino alla paralisi ed alla morte, specialmente nel caso di richiami successivi della vaccinazione. Infatti in questo caso la struttura cellulare dell’organismo è già stata sensibilizzata, promuovendo reazioni allergiche e risposte immunitarie di natura ben più grave.

MALATTIE CAUSATE DALLE SOSTANZE CHIMICHE PRESENTI NEI VACCINI

Fra il 1940 ed il 1955 si venne a sapere che i bambini che erano stati vaccinati recentemente contro la pertosse erano soggetti a contrarre la polio paralitica in misura crescente rispetto a coloro che non erano stati vaccinati contro questa malattia. Durante l’epidemia di polio in Minnesota, nel 1946 ben 85 bambini furono colpiti dalla malattia: 35 di essi avevano ricevuto di recente il vaccino antipertosse (da 5 a 19 giorni prima) e gli arti nei quali era stata fatta l’iniezione risultarono paralizzati nel 58% dei bambini che avevano contratto la polio. Nel 1949, il rischio di contrarre la polio paralitica infantile era 4 volte maggiore nei soggetti che avevano ricevuto il vaccino DP (Difterite – Pertosse) entro le 6 settimane precedenti l’esposizione al virus: questi dati furono raccolti comparando il gruppo dei bambini vaccinati con un gruppo di controllo non vaccinato. Nel 1953, una ricerca effettuata su un’epidemia di polio verificatasi in alcune isole del Pacifico dimostrò come i bambini che avevano ricevuto iniezioni settimanali di una soluzione di mercurio, arsenico e bismuto per combattere una infestazione di spirochete avessero successivamente sviluppato la polio in un rapporto 10:1 rispetto a quelli che non avevano ricevuto il trattamento.

Nel 1954, uno studio intitolato “Fattori scatenanti e localizzanti nella poliomielite”, condotto da Trueta e Hodes e pubblicato sulla rivista The Lancet, delinea le ricerche condotte a partire dall’inizio del 1900 sui diversi fattori che sembravano aumentare la gravità delle poliomieliti, ovvero che determinavano la loro localizzazione in aree specifiche del sistema nervoso. Già negli anni ’20 i ricercatori ritevano che il virus della polio potesse migrare attraverso l’organismo attraverso il sistema della circolazione sanguigna. Questo breve accenno indusse Trueta e Hodes a condurre i loro studi ipotizzando che il fattore che determina la gravità e la localizzazione della polio poteva in qualche modo trasferirsi dai vasi sanguigni nel sistema nervoso, aumentando la permeabilità della barriera fra sangue e cervello, permettendo in tal modo al virus della polio di accedere con maggiore facilità sia al cervello che al sistema nervoso centrale. Gli esperimenti con la formalina e le altre sostanze chimiche utilizzate nei vaccini dimostrano la congestione dei vasi sanguigni nelle zone corrispondenti alla localizzazione della paralisi: queste ricerche ed i lavori successivi hanno confermato la proprietà di queste sostanze chimiche di aumentare la gravità della malattia e le probabilità di decesso, in funzione anche del batterio o virus che viene iniettato contemporaneamente con il vaccino.

Uno studio successivo, del 1954, da parte del Consiglio delle Ricerche Mediche della Gran Bretagna, rivelò che il vaccino DP, specialmente quello ottenuto per precipitazione grazie ai sali e idrossidi di alluminio, predisponeva i bambini a contrarre la polio paralitica. Nel 1957, l’eminente biologo Dubos dimostrò che l’iniezione di vaccino antipertosse o di micobatterio ucciso nelle cavie di laboratorio infettate alcuni mesi prima con piccole dosi dello stesso batterio causava una moltiplicazione batterica esplosiva: in altre parole, il vaccino contro la pertosse è in grado di accelerare delle forme di infezione latente verso infezioni acute vere e proprie. Dal momento che non si ritiene di esaminare in modo completo coloro che vengono vaccinati, non è possibile individuare qualsiasi forma di infezione latente che può essere in tal modo risvegliata dal vaccino stesso, dalle sostanze chimiche e dagli antibiotici che li accompagnano.

LE STATISTICHE ANNUALI DI DPT PER GLI USA

I vaccini DPT, indipendentemente dalla loro formulazione, sembrano quindi avere un effetto devastante sulla neurologia dei bambini. Più di 3,3 milioni di bambini fra neonati e poco più vengono sottoposti a questa vaccinazione ogni anno, per un totale di circa 33.000 casi segnalati di reazioni neurologiche acute avverse, 8.500 casi di convulsioni e/o collassi, 16.000 episodi di pianto inconsolabile persistente (indicativo di un danno cerebrale in corso). I casi di complicazioni a livello generale da vaccino DPT sono state stimate in più di 10.000 per ogni milione di dosi. Questi numeri sono impressionanti: proviamo a pensare se 33.000 postini all’anno si sparassero un colpo in testa, sicuramente la notizia starebbe su tutte le prime pagine dei giornali. Come mai invece non si parla di questi problemi? Evidentemente ciò è dovuto in gran parte alla mancanza di consapevolezza nella dimensione del problema.

IL CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE ATTRAVERSO L’USO DELLA TOSSINA DEL TETANO

Il Leading Edge Research è membro dell’NVIC (National Vaccine Information Center, Centro Nazionale sull’Informazione sui Vaccini)  dati ed informazioni preziose riguardo le attività che si svolgono all’interno del paradigma vaccinale.

Una delle cose maggiormente interessanti che sono emerse nel 1995 fu la rivelazione che l’OMS, in accordo con il CDC (Center of Disease Control, Centro per il Controllo delle Malattie), l’AAP, la Banca Mondiale, l’ONU, la Fondazione Rockefeller, il Population Council (Consiglio per la Popolazione), lo U.S. National Institutes of Health (Istituto Americano per la Salute), la Gran Bretagna, la Svezia, la Norvegia, la Danimarca e la Germania, assieme a diverse università tra cui quelle di Helsinki, Uppsala e la Ohio State University hanno lavorato da circa 25 anni ad un vaccino antifertilità usando hCG (Human Chorionic gonadotrophin, Gonadotrofina coriale umana) unitamente al vaccino antitetanico. Due decadi di riviste mediche specializzate hanno riportato nel dettaglio lo stato d’avanzamento del progetto. Iniettando una donna con hCG, usando il tossoide del tetano come trasportatore, il sistema immunitario femminile non solo produce anticorpi contro il tetano ma anche contro l’hCG. In un secondo tempo, quando la donna diventasse gravida, gli anticorpi del hCG causeranno l’aborto del feto a causa del basso tenore dello stesso hCG nell’organismo, normalmente necessario per portare a termine la gravidanza.

Nel giugno 1995, Human Life International, una vasta organizzazione a favore della vita e dei diritti umani, sollevò alcune questioni riguardo a questo programma, tra le quali l’evidente attivismo dell’OMS, per cui milioni di insospettabili donne del Messico, Nicaragua e Filippine erano state usate alla stregua di cavie per la sperimentazione del vaccino anti-fertilità, con la dichiarazione che non si trattava altro che del vaccino antitetanico.

Dopo i primi sospetti riguardo al protocollo in cui l’OMS sosteneva di “portare avanti una campagna di massa per la riduzione del tetano neonatale”” un gruppo per il sostegno alla vita delle Filippine riuscì a far analizzare le fiale del vaccino da un laboratorio indipendente, scoprendo l’esistenza dell’hCG.

Secondo quanto riportato da James Miller, che trattò questa controversia nel giugno 1995 nel HLI Reports Newsletter, quando emersero i primi rapporti nelle Filippine, gli ufficiali sanitari dell’OMS e l’Agenzia per la Salute delle Filippine negarono categoricamente l’esistenza di hCG nel vaccino incriminato. Solo dopo il confronto con i test del laboratorio indipendente, come pure le analisi del sangue che dimostrarono l’esistenza di un alto tenore di anticorpi in 27 donne su 30 che erano state vaccinate, l’OMS manifestò ufficialmente le proprie scuse.[…]

Sempre secondo quanto riportato da Miller, inizialmente l’OMS dichiarò che l’hCG non era presente nel vaccino, poi fu costretto ad ammetterne la presenza, ma minimizzò, dichiarando come il quantitativo fosse esiguo. Successivamente dichiarò che la presenza dell’hCG era dovuta al processo di fabbricazione del prodotto. Quindi sostenne che i test che avevano portato all’identificazione dell’hCG dovevano essere invalidati in quanto producevano “un certo quantitativo di falsi positivi”. Ma c’è un fatto che non potrà mai essere messo in discussione: non è noto, al momento, un meccanismo grazie al quale donne vaccinate manifestino anticorpi contro l’ hCG nel loro sangue, a meno che la stessa hCG non sia stata introdotta artificialmente nel loro organismo.

Il vaccino antitetanico viene storicamente somministrato agli individui ogni 10 anni come pratica allopatica standard, a dispetto di tutte le controindicazioni esistenti: la vaccinazione viene inoltre fatta in tutti i casi di grave incidente. I fatti evidenziano che la vaccinazione delle madri in gravidanza per la “prevenzione del tetano neonatale” è del tutto illogica e non supportata da qualsiasi evidenza. A questo proposito è interessante notare come il CDC raccomandi per queste donne la somministrazione di AZT “per prevenire la trasmissione di HIV ai bambini”, come pure la somministrazione del farmaco ai neonati stessi. Naturalmente l’AZT è un farmaco chemioterapico sperimentale letale per tutte le strutture cellulari. Entrambe le situazioni rappresentano na grave forma di ostinata negligenza criminale […].

Secondo il CDC, che sta promuovendo l’eliminazione del tetano prenatale nel Terzo Mondo, “centinaia di migliaia di bambini muoiono di tetano neonatale nella maggior parte dei paesi sottosviluppati ogni anno a causa delle condizioni sanitarie precarie e della presenza dell’infezione nel loro cordone ombelicale”. Il protocollo del CDC prende in esame il bisogno che le donne in gravidanza ricevano due dosi di vaccino. La campagna di antitetanica dell’OMS nelle Filippine, Messico e Nicaragua si poneva l’obiettivo di vaccinare “tutte le donne in età da gravidanza e tutte le donne adulte” con tre dosi di vaccino nell’arco di 90 giorni, seguite da altre due dosi per un totale di cinque iniezioni antitetaniche. Una suora della Chiesa Cattolica  affermò che “gli ufficiali sanitari erano partiti con una campagna di vaccinazione fra le adolescenti senza il loro preventivo consenso, entrando casa per casa”. Human Life International è stata chiamata a deporre in una indagine del Congresso, appoggiata dall’NVIC, per esplorare la violazione dei diritti umani commessi nelle campagne di vaccinazione di massa. La stessa organizzazione, come indicato nel suo rapporto HLI (Vol. 13, No. 6 giugno 1995) fece una interrogazione esplorativa presso il Montgomery County Health Department (Maryland), Divisione Epidemiologica, Malattie Infettive ed Immunizzazione per Adulti, riguardo la frequenza delle vaccinazioni antitetaniche: la risposta pervenuta da questo dipartimento fu molto significativa.

Ricostruiamo la sequenza fondamentale delle domande/risposte:

Domanda: “Per quanto tempo la vaccinazione antitetanica ‘offre protezione’?”

Risposta: “10 anni.”

Domanda: “Avete mai sentito parlare di una necessità di effettuare tre vaccinazioni antitetaniche in adulti, in un arco temporale di 3 o 4 mesi, con due richiami successivi, per un totale di cinque vaccinazioni nell’arco di un anno o quasi?”

Risposta: Cosaaaaaa? No, neanche per sogno!

Nemmeno l'”allopatia standard” condivide il protocollo che è stato predisposto dall’OMS, in concerto con il resto della “gang anti-fertilità”.

LO SPECIALE PROGRAMMA DELL’OMS SULLA RIPRODUZIONE UMANA

L’OMS iniziò il suo “programma speciale” riguardo alla riproduzione umana nel 1972, e a tutto il 1993 ha investito una cifra pari a 356 milioni di dollari nella ricerca sulla “salute riproduttiva”. Più di 90 milioni di dollari sono stati finanziati dalla Svezia, la Gran Bretagna (il covo del Darwinismo Sociale) ha donato più di 52 milioni di dollari, Norvegia, Danimarca e Germania hanno contribuito con più di 80 milioni. Negli USA l’amministrazione Reagan – Bush ha finanziato 5.7 milioni di dollari. Nel 1993, l’amministrazione Clinton donò 2.5 milioni di dollari di fondi dei contribuenti a supporto di quello che potremo definire un programma di genocidio. La Banca Mondiale contribuì con 15.5 milioni di dollari, la Fondazione Rokefeller con 2.5 milioni e la Fondazione Ford con più di 1 milione. Infine l’International Research and Development Centre of Canada contribuì con 716.500 dollari. Il programma di vaccinazione fu gestito dall’UNICEF.

A fronte delle controversie scaturite dalle vaccinazioni, risultò evidente il fatto grave che nessuna delle tre differenti marche di vaccino antitetanico usate era stato approvato per la vendita e la distribuzione o registrato presso l’organismo di controllo per cibo e medicine ( (BAFD. Philippine Bureau of Food and Drugs). Il responsabile del BAFD spiegò in modo alquanto maldestro che le compagnie che distribuiscono dei vaccini “non avevano fatto richiesta di registrazione”. Le compagnie erano Connaught Laboratories Ltd. E Intervex, entrambe canadesi, e la CSL Laboratories, australiana.

Quando il Ministro della Sanità filippino venne informato della “gaffe” del responsabile BAFD intervenne immediatamente nella vicenda annunciando che “dal momento che quei vaccini erano stati certificati dall’OMS esisteva una ragionevole garanzia che provenissero da produttori certificati”. In ogni caso nessuno prese in considerazione il precedente che proprio la Connaught Labs fosse stata implicata, a metà degli anni ’80, in una oscura vicenda di distribuzione di fiale di sangue infetto.

Secondo l’OMS il vaccino venne utilizzato in più di 140 paesi. La stessa OMS si preoccupò di comunicare come “i tossoidi del tetano non avevano un effetto contraccettivo né contenevano alcun ormone, come pure nessuna sostanza che potesse procurare l’aborto del feto”. Naturalmente oggi noi tutti sappiamo che questa non era altro che una menzogna. È una questione di principio: se una OMS è sorpresa a mentire allora l’intera organizzazione è colpevole di attività criminosa e merita di essere sciolto come una organizzazione sovversiva e repressiva. Secondo l’OMS invece, la verità, circa i reali obiettivi del programma vaccinale, a dispetto della ammissione della presenza di hCG nel vaccino, non rappresenta altro che “disinformazione” ed una “assurda istanza”. Come può aspettarsi, a questo punto, l’OMS che qualcuno prenda ancora sul serio le sue dichiarazioni, dopo 25 anni di propaganda sanitaria per lo sviluppo di un vaccino che si è rivelato nient’altro che un sistema di controllo delle popolazioni? […]

Il rappresentante della Segreteria del Ministero della Sanità filippino, Jaime Galvez Tan stimò che “dal 1986 al 1990 l’immunizzazione ha evitato 15.300 casi di tetano neonatale”. Quasi un record diremo, soprattutto dopo che sono stati vaccinati milioni di persone, … non è così? L’OMS mise in guardia sul fatto che più di 5 milioni di donne non erano state “immunizzate”, per cui almeno 300÷400 bambini avrebbero contratto il tetano e sarebbero morti. Un attimo: non c’è forse qualcosa che non funziona in questi rapporti? Se 1 bambino su 12.500 è a rischio, ovvero una percentuale dello 0,008% dei bambini, complessivamente lo 0,00008% della popolazione, ciò può giustificare la vaccinazione di milioni di persone? Ma questa è tutta un’altra storia …

La prima scoperta della presenza dell’ormone hCG nel tossoide del tetano avvenne in Messico, nell’autunno del 1994, allorquando i membri del Comite Pro Vida de Mexico si insospettirono del protocollo per la campagna di vaccinazione messicana: tutti i maschi erano stati esclusi, mentre rientravano soltanto le donne in età riproduttiva (dai 15 ai 45 anni). Un membro del Comite informò dei fatti il Consiglio Mondiale per la Vita e la Famiglia della Human Life International (HLI :Human Life International’s World Council for Life and Family) di cui faceva parte.
Un fatto fondamentale è rappresentato, come detto, dalla mancata informazione verso le donne, specialmente le più giovani, circa il contenuto di hCG nel vaccino e comunque dei rischi connessi con la vaccinazione in sé. Nel “Physicians Desk Reference” si afferma che il tossoide del tetano è “da usarsi in età adulta” ed inoltre che “prima della somministrazione di questo vaccino, il personale medico dovrebbe informare i genitori, i tutori o i pazienti adulti circa i rischi ed i benefici della vaccinazione antitetanica”. In realtà queste persone vennero informate soltanto dopo aver ricevuto il vaccino: questo non costituisce certamente quello che viene definito un “consenso informato”, ma piuttosto una colpevole negligenza se non un atto fraudolento, anche in considerazione del fatto che i benefici del vaccino sono particolarmente ricchi di aneddoti, questo compreso.

In effetti non esiste una qualunque evidenza che il programma di vaccinazione dell’OMS abbia seguito alcuna precauzione riportata dai consulenti sanitari riguardo alla somministrazione del vaccino. Secondariamente, tutti i programmi hanno coinvolto minoranze etniche le quali, pur inseriti in una cooperazione internazionale per il miglioramento delle loro condizioni di vita, non avevano certo delle priorità riguardo il tetano. Piuttosto che migliorare le loro condizioni di vita estremamente povere, queste organizzazioni internazionali  preferiscono mantenere lo status quo e quindi curare i sintomi derivanti dalle cattive condizioni di vita. […] Tipico atteggiamento allopatico, questo, che definiremo piuttosto una criminale negligenza e disinteresse di stampo maltusiano.

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