Intervista al dott. Toni Hoover

https://www.gatesfoundation.org/TheOptimist/Articles/coronavirus-interview-toni-hoover-covig-alliance

Traduzione non professionale a cura del nostro staff.

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Potenziale trattamento al plasma per il covid-19. Conversazione con il Dott. Toni Hoover

Questa settimana, un pool di aziende che si occupano di terapia al plasma, ha annunciato di aver fondato l’”Alleanza CovIg” che si occuperà di trovare una terapia al plasma contro il Covid- 19. Abbiamo intervistato il Dott. Toni Hoover, Direttore delle Strategie, Pianificazione e Gestione della salute globale presso la Fondazione Gates per conoscere il ruolo della fondazione nella lotta contro la pandemia e quali strategie sono necessarie.

Può spiegarci le basi di questa Alleanza CovIg? Quali sono gli obiettivi, e cosa significa esattamente il nome? CovIg è simile a Covid…

Esatto. CovIg è una combinazione di Covid + Globulina Iperimmune (Ig).

L’obiettivo è quello di sviluppare un trattamento di globulina iperimmune (o HiG) utilizzando il plasma delle persone guarite. È noto che il plasma delle persone che hanno già superato una malattia e quindi hanno sviluppato gli anticorpi è una cura efficace contro vari tipi di virus.

In poche parole, l’Alleanza sta sviluppando una cura per le persone affette da COVID-19 utilizzando gli anticorpi di chi è già guarito. Gli anticorpi sono presenti nel plasma che si ricava dalle donazioni del sangue.

Le organizzazioni che fanno parte dell’Alleanza sono tra le migliori del mondo nella produzione di terapie al plasma: Takeda, CSL Behring, Biotest, Bio Products Laboratory, Octapharma, and LFB.

Inizialmente, ognuna di queste aziende ha provato a sviluppare i trattamenti HiG autonomamente. Ma, dato che prima di 12/18 mesi non sarà disponibile un vaccino, si è pensato alla necessità di avere una terapia per intervenire fino all’arrivo del vaccino e se le aziende collaborano tra loro avremo risultati molto più velocemente.

L’Alleanza sta realizzando un farmaco senza marca commerciale e potrebbe essere una delle prime terapie contro il Covid-19.

Perché produrre questa terapia prevede tempi minori rispetto ad un’altra e anche rispetto al vaccino?

Il plasma delle persone guarite può essere utilizzato in due modi: è possibile prelevare il plasma e trasferirlo direttamente alla persona infetta da covid-19.

L’altro sistema, che è quello che vorremmo seguire, è di creare una terapia con alta concentrazione di anticorpi, cioè la globulina iperimmune policlonale (HiG): il plasma di più persone guarite viene mischiato e poi si estrae la parte degli anticorpi che viene poi concentrata. Questo processo serve anche a rimuovere gli agenti infettivi e altre proteine per rendere il prodotto finale molto più sicuro e poterlo utilizzare per chiunque, indipendentemente dal gruppo sanguigno.

Alla fine, questo prodotto, a differenza del plasma prelevato da un singolo, avrà un’altissima concentrazione di anticorpi e sarà sufficiente una piccola quantità per curare il paziente malato.

Vorrei aggiungere che non solo le persone affette da Covid-19 potranno beneficiare di questo prodotto, ma in base ai risultati che avremo dai trial, potrebbe essere utilizzato anche come prevenzione. Potremmo utilizzarlo per tutti gli operatori sanitari che sono in prima linea o alle popolazioni con alto rischio di contagio.

Qual è il ruolo della fondazione in tutto questo?

Le aziende si occupano di sviluppare la cura e seguiranno tutti i trial clinici per verificare l’efficacia (I primi partiranno tra maggio e giugno).

La fondazione ha un ruolo di consulenza. Noi abbiamo messo in contatto le varie aziende tra loro, aiutandole a creare i loro siti internet e a comunicare con professionisti.

So che questo tipo di cura al momento è pensata per gli USA. C’è la possibilità che verrà utilizzata anche all’estero, ad esempio per i paesi meno sviluppati

Sarebbe l’ideale. Proprio perché questo tipo di trattamento è facile da gestire, è sufficiente un’iniezione, potrebbe essere molto efficace nei Paesi in cui non ci sono molti ospedali.

Paragonato al plasma, l’HiG è anche più semplice da trasportare e mantiene le sue caratteristiche anche a temperatura ambiente, mentre il plasma va conservato in frigo. Quindi potrebbe essere distribuito più facilmente e distribuito nei Paesi dell’Africa e Sud Asia.

Infine l’HiG non necessita delle procedure che invece servono per iniettare il plasma in sicurezza.

La vera sfida è produrre quantità di HiG sufficienti per tutto il mondo, dato che solo poche aziende sono in grado di produrlo.

Dove viene preso il plasma per produrre questo trattamento?

Da persone eroiche e molto generose. L’Alleanza ha aperto un sito internet, chiamato Plasma Bot, attraverso cui le persone guarite dal Covid-19 possono avere tutte le informazioni per diventare donatori.