Torniamo uniti

La situazione attuale, la deriva totalitaria che ogni giorno viviamo sulla nostra pelle, il governo antiparlamentare e antidemocratico che manipola l’informazione e utilizza le forze dell’ordine come propria milizia, in una sorta di squadrismo di Stato, è il frutto di un lavoro che è stato fatto nel corso degli anni, ma che ha subìto un’accelerata definitiva a partire dal 2014, quando in un summit mondiale, giocando a carte scoperte, si decise di fare del “Belpaese” (solo di nome ormai) il capofila della sperimentazione vaccinale.

Le armi della manipolazione passano attraverso la propaganda dei media istituzionali che, cercando di mettere a tacere i canali di informazione indipendenti, utilizzano strumenti di psicologia sociale, tanto banali e conosciuti, quanto efficaci, per applicare l’antica strategia Divide et impera.

Di fatto il cittadino italiano paga il prezzo dell’abitudine ad una politica da sempre disinteressata alla cosa pubblica e al bene dei propri cittadini, non a caso è nostro il detto Fatta la legge, trovato l’inganno.

In questi giorni circolano video di manifestazioni che, un po’ dovunque in Germania, si stanno svolgendo come esternazioni di dissenso rispetto alle restrizioni imposte dal governo. In un primo momento ci si potrebbe stupire: i tedeschi così ligi alle regole e alle leggi, che in modo così aperto e riottoso vanno contro le imposizioni governative.

La spiegazione è molto semplice: in Germania se la legge dice “A”, il governo fa “A”, in maniera puntuale – ossia fa il proprio dovere – e il cittadino si affida alla legge, non all’arbitrio dei governanti. Chi scende in piazza stringe infatti al petto il Grundgestz, ossia la Costituzione tedesca, come a rimarcare che quella, e solo quella, è la guida del popolo.

In Italia, invece, sia la legge che, ormai è palese, la Costituzione, sono totalmente soggetti al volubile arbitrio e alle voglie dell’ultimo venuto, con buona pace di avvocati, magistrati, corte costituzionale e affini. In tale scenario il popolo si è abituato ad arrangiarsi come può.

Fatta la legge, trovato l’inganno – appunto.

L’italiano non scenderà in piazza a manifestare, non sente come sociali i problemi che si pongono, ma considera ogni problema come suo proprio, come sua – e solo sua – ne sarà la soluzione. In altre parole ognuno guarda e aggiusta il proprio orticello…Divide et impera.

La divisione pilotata attraverso la paura, la propaganda, lo scontro intergruppo, il conformismo e il livellamento sociale è l’arma che il potere sta usando e che, purtroppo, funziona discretamente.

Tutti gli argomenti sono approfonditi e trattati analiticamente nell’articolo Italia: un esperimento di psicologia sociale, nel quale si propone anche una possibile via per contrastare la divisione sociale che sembra governarci in questo momento.

Ovviamente, più che di una vera e propria soluzione, si tratta di un invito alla riflessione e, eventualmente, ad una critica e motivata disobbedienza civile, nei confronti di norme che stanno uccidendo tanto l’economia quanto la dignità di un’intera nazione e di un intero popolo.

Oggi più che mai, nella nostra storia recente, c’è un motivo che ci deve animare: la riconquista della libertà, la riconquista della dignità, la riconquista del futuro, la riconquista delle nostre vite.

Torniamo uniti nella lotta all’oppressione, non chiniamo la testa per vivere nella paura, rendiamoci consapevoli della manipolazione, informiamoci e informiamo ma, soprattutto, torniamo ad agire.